Il monregalese è un dialetto della lingua piemontese parlato nella città di Mondovì e nel suo circondario. L'area di diffusione di questo dialetto risale la valle del Tanaro fino al confine della Liguria, dove si possono trovare varietà particolari di transizione con il ligure e l'occitano, ovvero i dialetti di Briga Alta, Garessio e Ormea. A nord il limite è rappresentato dal fiume Stura di Demonte. In effetti, per gli abitanti di Mondovì il "parlé d’ëd là dë Stura" indica, il cuneese o l'alto piemontese.
Questa varietà per molto tempo è stata ritenuta parte del dialetto monferrino o langarolo.
Nicola DubertiNicola Duberti, I costrutti causativi in una varietà galloitalica pedemontana: il dialetto di Rocca de’ Baldi (Cuneo), Muenchen, Lincom Europa, 2014. p. 7. al contrario ritiene che il monregalese sia una varietà indipendente e diversa da quelle del Monferrato o delle Langhe. Il monregalese viene pertanto collocato nella categoria dei dialetti piemontesi sud-orientali, insieme all'alessandrino, al langarolo e al monferrinoBernardino Biondelli, Saggio sui dialetti gallo-italici, Milano, Bernardoni, 1853, p. 474. Tullio Telmon, Areallinguistik II. Piemont / Aree linguistiche II. Piemonte, in Lexikon der Romanistischen Linguistik (LRL), vol. IV, Tübingen, Max Niemeyer Verlag, 1988, pp. 469-485. Giovanni Ronco, La situazione linguistica del Piemonte, in Anna Cornagliotti (dir.), Repertorio Etimologico Piemontese, Torino, Centro Studi Piemontesi, 2015, p. XXXI. .
Caratteristiche
L'uso frequente dell'approssimante alveolare /ɹ/ o ř, che può derivare da /l/ o dalla vibrante /r/, invece della più occidentale /l/.Gaetano Berruto, Piemonte e Valle d’Aosta, Pisa, Pacini, 1974, p. 33. Rotacismo della /l/ (non inter-vocalica) in /r/, tipico arcaismo delle lingue gallo-italiche, e presente ancora in alcuni dialetti conservativi. Conservazione, saltuaria nel dialetto urbano e più frequente in quello alto e rustico, del suono [dz], scomparso in piemontese moderno (de-affricato a [z]): es. dodze, piemontese attuale doze oppure dódes (dodici) Se posta tra consonanti e seguita dalla 'r', la 'e' è tendenzialmente soggetta a metatesi (soprattutto se inserita nell'ultima sillaba della parola): es. numer > numre, "numero"; vëdder > vëddre, "vetro"; pèver > peivre, "pepe"; cocòmber > cocòmbre, "cetriolo". Talvolta essa può cadere del tutto: setember > s-tembr, "settembre". La conservazione della metafonia di -i, che viene aperta per distinguere singolare e plurale, come gȓòss /ɡɹɔs/ e gȓeuss /ɡɹøs/ o matòt /maˈtɔt/ e mateucc /maˈtøʧ/, dove abbiamo la palatizzazione della consonante finale della parolaNicola Duberti, I costrutti causativi in una varietà galloitalica pedemontana: il dialetto di Rocca de’ Baldi (Cuneo), Muenchen, Lincom Europa, 2014. p. 237.. Evoluzione palatale del nesso latino -CT- come in piemontese orientale (-CC), e quindi al contrario del cuneese o torinese (-IT), sia nei sostantivi sia nei participi passati dei verbi: es. lacc ≠ lait (latte); succ ≠ suit (asciutto); poncc ≠ pont (punto); andacc/facc/scricc invece di andait/fait/scrit (andato, fatto, scritto). Nel dialetto cittadino, tuttavia, questo tratto è divenuto recessivo, quando non andato totalmente perduto, per via dell'influenza occidentale (cuneese e torinese)Riccardo Regis, Centro/periferia, Torino/Mondovì, in Nicola Duberti e Emanuele Miola (a cura di), Alpi del mare tra lingue e letterature. Pluralità storica e ricerca di unità, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2012, p. 86. . La sillaba AL del latino davanti a consonante dentale o palatale, che nel piemontese occidentale passa ad [ɑɫ] e poi ad [ɑw], vede solitamente cadere la semivocale [w] in [ɑw] come negli altri dialetti piemontesi sud-orientali: atr/ater (plur. acc) ≠ aotr, "altro"; at ≠ aot, "alto"; cad ≠ caod, "caldo"Si confronti con quanto descritto, relativamente ai finitimi dialetti dell'Alta Val Bormida, in: Mair Parry, Parluma 'd Còiri. Sociolinguistica e grammatica del dialetto di Cairo Montenotte; fass ≠ faoss, "falso". Tale regola non è comunque costante, probabilmente per influsso del piemontese occidentale: es. caudera, caldaia; paota, fango. L'elisione delle consonanti liquide finali: le fiór > ij fió, i fiori; ël sól > ëř só, il sole. Gli articoli determinativi ëř ([ɛɹ]) ed o ([ʊ]), in maniera affine al monferrino. Il secondo, simile al tipico articolo determinativo ligure [u], non deriva dall'afaresi di [l] come in genovese, ma dalla vocalizzazione di [l] come accade in monferrinoMair Parry, Parluma 'd Còiri. Sociolinguistica e grammatica del dialetto di Cairo Montenotte, pag. 285. La conservazione del femminile arcaico ël/ëř (ël/ëř vache, le vacche; ël/ëř vòte; le volte) oppure ij (ij scarpe, le scarpe; ij fió, i fiori). L'utilizzo, per la terza persona plurale, dei pronomi chiej (maschile) e chile (femminile). L'uso distinto dei pronomi clitici soggetto tra maschile (o) e femminile (a): ad esempio, "chiel/chial o r'è" (egli è), "chila a r'è" (ella è). Talvolta, la pronuncia della 'r' viene completamente elisa. La particella pronominale e avverbiale ne si trasforma in non: es. mi i 'm non vogn, "io me ne vado". Nella coniugazione indicativa imperfetta dei verbi irregolari, è utilizzata la stessa gamma -ava/-iva dei verbi regolari. Per i verbi 'fare', 'dare', 'stare', 'andare', 'dire', 'avere', 'sapere' l'imperfetto è fava, dava, stava, andava, diva/disava, ava, sava. La prima persona singolare viene coniugata senza la vocale -o finale (es: mi i ven invece di mi i ven-o; mi i fass invece di mi i faso), mentre la terza persona viene coniugata con l'aggiunta della -a finale, in maniera identica al congiuntivo (chiel o vena invece di chiel a ven; chila a disa invece di chila a dis). ll pronome utilizzato per la prima e la seconda persona plurali maschili subiscono un'evoluzione palatale: al posto di nojautri e vojautri, si ha nijacc e vojacc. All'imperfetto indicativo e congiuntivo e al condizionale, la prima persona plurale viene coniugata con il suffisso -mo: andamo (noi andavamo), amo (noi avevamo); savèissmo (sapessimo); fèissmo (facessimo); sarimo (saremmo), andrimo (andremmo). La coniugazione della prima persona singolare dei verbi essi (essere), andé (andare), sté (stare), dé (dare) è condizionata dalla presenza di una vocale o di una consonante a seguire: gli abituali mi i son, mi i von e mi i don possono evolvere in mi i sogn/vogn/stogn/dogn (se seguito da vocale) o mi i sóin/vóin/stóin/dóin (se seguito da consonante). La pronuncia dei verbi andé, sté e dé, esemplificata poc'anzi e nelle tabelle sottostanti, è irregolare. La coniugazione della prima persona singolare dei verbi che terminano in -ié/ijé avviene con la desinenza -ij, mentre la seconda persona singolare e plurale in -ii: es. mi i ringrassij, ti/voi i ringrassiji (ringrassié, "ringraziare"); mi i cambij, ti/voi i cambiji (cambié, "cambio"); mi i pij, ti/voi i piji (pijé, "prendere"); mi i carrij, ti/voi i carriji (carrié, caricare). Viene mantenuta l'originale costruzione interrogativa invertita piemontese della proposizione interrogativa alla seconda persona singolare, all'indicativo presento e futuro e al condizionale, utilizzando la particella interrogativa enclitica -ti: es. non veu-ti 'n tòc?, "ne vuoi un pezzo?"; land se-ti?, "dove sei?"; ha-ti ciamame?, "mi hai chiamato?"; lo farà-ti, "lo farai?"; savrì-ti dìme coma feřo?, "sapresti dirmi come farlo?". Per alcuni verbi in cui, nei tempi composti, si usa genericamente il verbo ausiliare essi avviene, talvolta, anche la coniugazione con il verbo avej, persino con i verbi riflessivi: es. mi j'heu desmentiame, "mi sono dimenticato"; ha-ti andaje?, "ci sei andato?". Avviene sovente anche il fenomeno inverso, specie con i verbi attivi e transitivi: es. i soma nen perdù temp, "non abbiamo perso tempo"; o (r')è fařo, "lo ha fatto". La costruzione interrogativa con soggetto alla terza persona singolare intransitiva e impersonale prevede l'utilizzo delle particelle pronominali finali -lo e -la, a seconda del genere del soggetto, unito al verbo principale: es. o 's peur-lo?, "si può"; cos o 't da-lo da mangé?, "cosa ti dà da mangiare?"; Land è-la/ha-la andaccia?, "Dov'è andata?". Quando usata come ausiliare di un participio passato, la seconda persona singolare del participio passato è hé: t'hé polidà, "hai pulito"; t'hé finì, "hai finito"; t'hé scricc, "hai scritto".
Articoli
Determinativi
maschile singolare: ëř oppure o maschile plurale: ij femminile singolare: ra oppure a femminile plurale: ël, ëř, e, ij
Indeterminativi
un, ën una, na
Verbi
Coniugazioni Le coniugazioni sono quelle piemontesi orientali, quindi la -e finale della seconda coniugazione del piemontese standard (il torinese), diventa -i. Esse diventa essi.
prima coniugazione in -é: seconda coniugazione in -i (essi, scrivi): terza coniugazione in -ej terza coniugazione in -ì
Presente indicativo Personaessereaverefaredarestareandaresaperedire1ª coniugazione2ª coniugazione3ª coniugazioneMii sonj' / i r'heui fassi vogni stogni vogni seui dissi parli scrivi seurtTit'è / i r'èt'/i r' hà/héët / i fàët / i dàët / i stàët / i vàët / i sàët / i disiët / i parliët / i scriviët / i seurtiChiel/Chilao/a r'èo/a r'ha/héo/a fao/a dao/a stao/a vao/a sao/a disao/a parlao/a scrivao/a seurtaNoi/Nijäcci somai r'omai fomai domai stomai andomai savomai disoma/dimai parlomai scrivomai sortimaVoi/Voijäcci sèij' / i r'hèii fèii dèii stèii andèii sèii disii parlii scrìvii seurtiChiej/Chilei soni r'hani fani dani stani vani sani disoi parloi scrìvoi sèurto
Imperfetto indicativo Personaessereaverefaredarestareandare saperedire1ª coniugazione2ª coniugazione3ª coniugazioneMij/i r'evaj' / i r'avai favai davai stavai andavai savai disava/divai parlavai scrivavai sortivaTit'evi / r'evit' / i r'aviët / i faviët / i daviët / i stavii andavii saviët / i disavi/diviët / i parlaviët / i scrivaviët / i sortiviChiel/Chilao/a r'evao/a r'avao/a favao/a davao/a favao/a andavao/a savao/a disava/divao/a parlavao/a scrivavao/a sortivaNoi/Nijäccj’/i emoj'/i r'amoi famoi damoi stamoi andamoi samoi disamo/dimoi parlamoi scrivamoi sortimoVoi/Voijäccj/i r’evij/i r'avii favii davii stavii andavii savii disavi/divii parlavii scrivavii sortiviChiej/Chilej/i r’evoj/i r'avoi favoi davoi stavoi andavoi savoi disavo/divoi parlavoi scrivavoi sortìvo
Futuro indicativo Personaessereaverefaredarestareandaresaperedire1ª coniugazione2ª coniugazione3ª coniugazioneMii sareuj' / i avreui fareui dareui stareui andareui savreui direui parlareui scrivreui seurtreuTiët / i saràët / i avràët / i faràët / i daràët / i staràët / i andarà't / i savràët / i diràët / i parlaràët / i scrivràët / i seurtràChiel/Chilao/a sarào/a avrào/a farào/a darào/a starào/a andarào/a savrào/a dirào/a parlarào/a scrivrào/a seurtràNoi/Nijäcci saromai avromai faromai daromai staromai andaromai savromai diromai parlaromai scrivromai sortromaVoi/Voijäcci saràii avràii faràii daràii staràii andaràii savràii diràii parlaràii scrìvràii seurtràiChiej/Chilei sarani avrani farani darani starani andarani savrani dirani parlarani scrìvrani seurtran
Presente congiuntivo Personaessereaverefaredarestareandare saperedire1ª coniugazione2ª coniugazione3ª coniugazioneMii sìaj' / i r'abiai fasai dognai stognai vognai sapiai disai parlai scrivai seurtaTi't / i sìe't' / i r'abieët / i fasii dogniët / i stognii vogniët / i sapiët / i disiët / i parliët / i scriviët / i seurtiChiel/Chilao/a sìao/a r'abiao/a fasao/a dognao/a stognao/a vognao/a sapiao/a disao/a parlao/a scrivao/a seurtaNoi/Nijäcci sìoj' / r'abioi fasoi dognoi stognoi vognoi sapioi disoi parloi scrivoi seurtoVoi/Voijäcci sìej' / i r'abii fasii dognii stognii vognii sapii disii parlii scrivii seurtiChiej/Chilei sìoj' / r'abioi fasoi dognoi stognoi vognoi sapioi disoi parloi scrìvoi seurto
Imperfetto congiuntivo