Il combattimento di Turbigo fu un episodio della seconda campagna napoleonica in Italia. Ebbe luogo il 31 maggio 1800 nei pressi dell'omonima cittadina, dove austriaci e francesi, questi ultimi provenienti dal Piemonte dopo aver attraversato le Alpi, si affrontarono per ottenere il passaggio del Ticino.
Antefatti
La discesa di Napoleone in Pianura Padana procedeva a ritmo spedito: le forze di Lannes erano riuscite ad attraversare la Chiusella il 26 maggio, quelle di Murat a prendere Vercelli il 27 e Novara il 29, mentre il corpo del generale Moncey, inviato dall'Armata del Reno attraverso i passi del Sempione e del San Gottardo, stavano raggiungendo Bellinzona. Tutte queste forze stavano convergendo verso Milano...... Il 30 maggio, una consistente parte dell'esercito francese era radunata davanti al Ticino: la cavalleria di Murat, assieme alle divisioni Monnier a Turbigo e Boudet a Boffalora, erano in attesa di ulteriori disposizioni prima di procedere al passaggio del fiume e a spingersi verso il capoluogo lombardo... Il giorno seguente, Napoleone giunse a Novara. Il primo console decise di sfruttare le indecisioni dei suoi avversari per avvicinarsi e superare il Ticino. Il giorno seguente, Napoleone giunse a Novara. Il primo console decise di sfruttare le indecisioni dei suoi avversari per avvicinarsi e superare il Ticino.
Le forze austriache, invece, stavano vivendo un momento decisamente infelice: l'inaspettata manovra di Bonaparte li aveva colti di sorpresa e le esigue forze messe a difesa della pianura non erano sufficienti a contenere l'intera armata al comando del Console. Infatti, il grosso dell'esercito austriaco era impegnato sul Var e a Genova; dopo la sconfitta alla Chiusella i reparti del generale Hadik si erano mossi in direzione di Torino;. la brigata Dedovich era impegnata con la testa della colonna di Moncey: le uniche altre forze disponibili erano quelle di Laudon e di Festemberg, circa tra fanteria e cavalleria, che avrebbero dovuto difendere il tratto da Sesto Calende e Pavia contro francesi. Vukassovich, giunto a Boffalora di persona per valutare le difese, fece costruire un ponte verso Sesto Calende per facilitare la ritirata delle truppe di Laudon..
Lo scontro
Con l'aiuto di un piccolo numero di imbarcazioni catturate in un ramo del Ticino, l'aiutante generale Girard si lanciò con pochi coraggiosi uomini sulla riva sinistra: supportato a poco a poco da un battaglione del 70° e protetto dalle batterie, che fecero saltare in aria i cinque pezzi di truppe austriache posizionati a difesa del passaggio, attaccò coraggiosamente la cavalleria di Festenberg, i cui squadroni, non osando addentrarsi in terreni frondosi dove la loro rovina sarebbe stata certa, attraversarono di nuovo il canale e ripiegarono su Turbigo.. Gli austriaci evacuarono celermente la sponda del Ticino e si riorganizzarono per difendere il ponte di Turbigo sul Naviglio Grande, posto all'ingresso del centro abitato, realizzando diverse barricate su di esso. Nel frattempo a Turbigo giunse il generale austriaco Laudon in persona, con numerosi rinforzi soprattutto di cavalleria. La sua posizione, sebbene formidabile, fu presto attaccata dalla divisione Monnier, con la 70° semibrigata, che formava l'avanguardia e alla quale si erano uniti numerosi soldati della 72° semibrigata che avevano attraversato il fiume.
Gli austriaci persero 700 uomini in questa azione, 400 dei quali furono fatti prigionieri. Il generale Guénand, con la sua semibrigata, prese posizione di fronte a Turbigo. Gli austriaci tentarono diverse cariche di cavalleria per riprendere il controllo del ponte, ma tutte fallirono. Alla fine si contarono più di trecento caduti, tutti di cavalleria. In questo frangente si misero in luce il cittadino Jacques Baptiste Louis Morin, che ferito al braccio, fu promosso sul campo dallo stesso Napoleone a "capo squadrone di cavalleria",. e il cittadino Jean-Pierre Lanabère.
Solo alle dieci di sera il villaggio di Turbigo, completamente bruciato, cadde definitivamente in mano alle truppe francesi. La notte e la fatica non permisero subito ai francesi di inseguire il nemico in ritirata verso Milano. Turbigo fu rastrellata casa per casa per tutta la notte per estinguere le ultime resistenze austriache che avevano occupato tutto il centro abitato.
Conclusione Il 1º giugno Napoleone arrivò a Turbigo. Al mattino presto, quando si trova ancora a Novara, scrisse al generale Lannes, informandolo della vittoria sul Ticino.Bollettino n. 5389 "Correspondance générale de Napoléon Bonaparte" in Dopo aver passato la notte a Turbigo, Napoleone ricevette buone notizie. Infatti, già dal giorno precedente, Murat e Boudet avevano attraversato il TIcino a Boffalora e preso la strada per Milano, provando ad inseguire il nemico. Murat fece una marcia forzata per raggiungere Vukassovich, fuggito in direzione del capoluogo lombardo con due battaglioni ed intenzionato a raggiungere Cassano d'Adda. All'arrivo dei francesi, a Milano, erano rimasti solo uomini di guarnigione al castello della città: il capoluogo lombardo si arrese senza il minimo spargimento di sangue e senza combattimenti..
Alle 2 del pomeriggio, Napoleone con i consiglieri Petiet e Bourrienne, partì in carrozza per entrare trionfalmente a Milano.
Curiosità Per i fatti d'arme che si svolsero a Turbigo in quel periodo del 1800, i francesi rinominarono una via a Parigi come "Rue de Turbigo".
Inoltre, nella cittadina è tuttora presente un museo che raccoglie informazioni e reperti sui fatti relativi al passaggio del Ticino da parte dell'armata francese.
Note
Bibliografia
Paolo Mira, 1859. Passaggio e combattimento a Turbigo delle truppe franco-sarde, in “Bollettino Storico per la Provincia di Novara”, Società Storica Novarese, anno C - 2009, semestre n. 1.
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Categoria:Guerra nel 1800 Turbigo