L'Orto botanico dell'Università della Tuscia è un'area naturale e un giardino botanico che si estende per 15 ettari, gestito dall'Università della Tuscia e situato a Viterbo, nel Lazio. Istituito in seguito ad una convenzione stipulata nel 1985 tra l'Università degli Studi della Tuscia, il Comune di Viterbo e l'Opera Pia Patrimoni, attualmente, insieme all'Erbario della Tuscia e alla Banca del Germoplasma fa parte dell’Azienda Agraria Didattico-Sperimentale Nello Lupori.
L'orto è stato istituito nel 1985 e inaugurato ufficialmente nel 1991. Si trova sulla pianura viterbese sotto i Monti Cimini ed è divisa nel giardino botanico vero e proprio (6 ettari) e nell'area naturale del Parco Bulicame (9 ettari), fonte di una sorgente termale sulfurea citata già da Dante nel XIV Canto dell'Inferno. Il giardino è organizzato in ricostruzioni di oasi africane, vegetazione subtropicale australiana, macchia mediterranea e deserto messicano.
Le collezioni comprendono un'esposizione evolutiva di pini, agave, aloe, bambù, Cereus, Chamaerops humilis, Cordyline australis, Ginkgo biloba, Euphorbia, Opuntia, Phoenix canariensis, Phoenix canariensis e Washingtonia filifera. Oltre alla vegetazione, è importante il sistema idrico che attraverso laghetti e ruscelli percorre l'intera struttura, ricollegandosi dal punto delle forme e del paesaggio al sistema di canalette (con i bordi arricchiti da una vegetazione spontanea di erba e arbusti) che anticamente alimentavano gli serbatoi utilizzati per macerare il lino e la canapa e che attualmente vengono utilizzati per la ricostruzione di ecosistemi acquatici.
Struttura Il giardino è suddiviso nelle seguenti aree: arboreto, diviso per continenti: Nord America, Sud America, Asia e Europa, Australia; bosco caducifoglio contenente specie della flora autoctona del viterbese prevalentemente legnose come roverella (Quercus pubescens), farnia (Quercus robur), cerro (Quercus cerris), acero (Acer monspessulanum), nocciolo (Corylus avellana), corniolo (Cornus mas), pungitopo (Ruscus aculeatus), e come erbacee Pulmonaria officinalis, Cyclamen hederifolium, Primula elatior e Helleborus viridis; collezione delle pteridofite e dei iris; costone roccioso; deserto; flora dei travertini; giardino degli insetti; giardino dei semplici; giardino roccioso; collezione delle leguminose; collezione delle orchidee, una trentina di specie dall'ambiente naturale o riprodotte con tecniche di coltivazione in vitro palmeto che ospita diverse specie di palme, tra le quali alcuni esemplari di Washingtonia filifera, Chamaerops humilis, Phoenix canariensis e Phoenix dactylifera che trova condizioni ottimali di vegetazione grazie al riscaldamento del suolo attraverso le falde calde sotterranee; percorso piante utili: piante tessili tradizionali come il lino (Linum usitatissimum), il sisal (Agave sisalana), la juta (Corchorus olitorius) e il cotone (Gossypium herbaceum); piante tintorie come camomilla per il giallo (Anthemis tinctoria), annatto per il rosso (Rubia tinctorium e Bixa orellana), guado per l’azzurro (Isatis tinctoria); piante usate in profumeria come la spugna vegetale (Luffa cylindrica), la magnolia (Magnolia grandiflora), la Rosa Kazanlik e altre. piante allergeniche; roseto, con duecento esemplari di rosa; serra "Patriarchi"; serra "Astolfi", una raccolta di Aeonium, diverse specie di Euphorbia (Haworthia, Gasteria, Crassula e Kalanchoe) ed alcune piante succulente del Madagascar, che provengono per la maggior parte dalla collezione appartenuta allo studioso Paolo Astolfi (1943-2000) e donata alla sua morte; vegetazione mediterranea, realizzata su un’area in lieve pendio e ricostruita come una collina che scende verso il mare; serra tropicale; ambienti umidi; percorso piante a rischio.
Note
Bibliografia
Voci correlate Orti botanici in Italia
Collegamenti esterni
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