Mensa diffusa è un concetto che indica un servizio di ristorazione per i lavoratori dipendenti fruibile presso ristoranti ed esercizi commerciali convenzionati, tramite buoni pasto.
Caratteristiche Il concetto è assimilabile a quello di mensa aziendale, è possibile garantire ai datori di lavoro gli stessi sgravi fiscali e contributivi di quest’ultima. La mensa diffusa, però, è un servizio diverso dal buono pasto, in quanto il dipendente può consumare un solo pasto al giorno e, nel caso in cui non dovesse consumarlo, non può recuperarlo nei giorni successivi. La mensa diffusa è costituita da una rete di convenzioni con gli esercizi pubblici ed è possibile usufruire di questo servizio esclusivamente tramite l’attribuzione ai dipendenti di card elettroniche dotate di badge elettronico oppure di app create ad hoc e predisposte con i seguenti vincoli specifici:
Consentire una sola prestazione giornaliera, limitata ai giorni di effettiva presenza in servizio Impossibilità di posticipare nel tempo la fruizione del servizio. Pertanto, in caso di mancata consumazione del pasto, il dipendente non potrà recuperarlo nei giorni successivi.
In caso di utilizzo di buoni pasto elettronici, le schede o app con tali caratteristiche consentono unicamente di identificare il dipendente e verificare il suo diritto a ricevere la somministrazione del pasto, ma non rappresentano titoli di credito.Andrea Baldini, https://fiscomania.com/mense-aziendali-buoni-pasto/
Inoltre, operando su di un circuito elettronico, le card consentono di verificare in tempo reale l'utilizzo conseguente alla maturazione del diritto da parte del dipendente della prestazione giornaliera. Questo permette, allo stesso tempo, di scongiurare un eventuale utilizzo improprio e/o fraudolento, come la richiesta di somministrazione del pasto in un giorno in cui il dipendente risulti ammalato o, semplicemente, in una fascia oraria diversa da quella prevista contrattualmente.
Utilizzo La mensa diffusa permette di utilizzare ristoranti, pub, tavole calde ed altri esercizi convenzionati esattamente come se fossero una mensa, nei giorni e orari stabiliti dalla singola azienda e con un menù a prezzo fisso o di un valore predefinito.https://www.mensa-diffusa.it/
Il dipendente può, quindi, pranzare presso i diversi esercizi commerciali che, avendo sottoscritto la convenzione, sono abilitati a gestire questo servizio. La mensa diffusa, così come il buono pasto, costituisce una misura di welfare aziendale. Il buono pasto e la mensa diffusa, però, funzionano in modo diverso, sia fiscalmente che nell’utilizzo.
Il pagamento non avviene quando il dipendente utilizza il badge elettronico o l’app personale. La fattura, infatti, verrà poi inviata direttamente all’azienda, che si occuperà del pagamento complessivo di tutti i pasti dei propri dipendenti.
Nel mondo Italia La normativa italiana permette di attribuire la qualifica di mensa aziendale anche agli esercizi pubblici (ristoranti, bar, ecc.), sia pur subordinata alla condizione di una preventiva convenzione con il datore di lavoro. Proprio per questo motivo, questa tipologia di mensa aziendale può essere definita "diffusa" in quanto il dipendente può rivolgersi ai diversi esercizi pubblici che, avendo sottoscritto una convenzione; infatti ai sensi della risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 63 /E del 17 maggio 2005 sono stati qualificati come mense aziendali anche gli esercizi pubblici, "limitatamente alle prestazioni di somministrazione di alimenti e bevande realizzate sulla base di specifiche convenzioni con i datori di lavoro".
L’articolo 51, comma 2, lett. c), del TUIR prende in considerazione diverse tipologie di somministrazione di alimenti e bevande ai dipendenti. Precisamente, non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente “le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi; le prestazioni sostitutive delle somministrazioni di vitto fino all’importo complessivo giornaliero di euro 4, aumentato a euro 8 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica; le indennità sostitutive delle somministrazioni di vitto corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione fino all’importo complessivo giornaliero di euro 5,29”.Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 1986
In considerazione di quanto esposto dall’articolo 51 Tuir e come riformato dalla Legge di Bilancio 2020, esistono quindi diverse fattispecie di somministrazione di vitto:
1) somministrazione diretta o gestione diretta/indiretta di una mensa da parte del datore di lavoro;
2) prestazione di servizi sostitutivi di mense aziendali (“ticket restaurant”);
3) somma a titolo di indennità sostitutiva di mensa.
La collocazione di una fattispecie di somministrazione in una delle citate categorie è di estrema importanza, dato che a ciascuna di esse corrisponde un differente trattamento fiscale.https://www.ecnews.it/buoni-pasto-disciplina-ai-fini-delle-imposte-dirette/
Il trattamento fiscale della mensa diffusa non prevede limiti di deducibilità né di defiscalizzazione sull’importo giornaliero, a differenza dei buoni pasto. Con la nuova legge di bilancio 2020, infatti, il limite di deducibilità è sceso a 4€ per i buoni pasto cartacei (in precedenza era 5,29€) ed è salito ad 8€ per quelli elettronici. In questo caso, l’eventuale cifra che supera il valore di 8€ entra a fare parte dell’imponibile contributivo e fiscale. Nel caso della mensa diffusa, invece, non esiste alcun limite di deducibilità: qualsiasi eccedenza non va a costituire reddito da lavoro dipendente e quindi consente di evitare il pagamento di contributi fiscali e previdenziali.
Per quanto riguarda l’IVA, la mensa diffusa consente di detrarre completamente l’aliquota del 4%. La stessa cosa vale per i buoni pasto elettronici, mentre non è prevista nessuna detrazione IVA per le aziende che utilizzano il servizio di buoni pasto cartacei.
Anche sotto l’aspetto amministrativo e di fatturazione, la mensa diffusa risulta differente rispetto ai buoni pasto. Se con il buono pasto l’azienda acquisisce a inizio mese il totale di ticket basandosi sulle presenze del mese precedente, con la mensa diffusa l’azienda riceverà a fine mese una fattura con il totale consumato dai dipendenti.
Note
Voci correlate Buono pasto Convenzione (diritto) Mensa (pubblico esercizio) Pubblico esercizio Ristorazione
Categoria:Ristorazione