Il primo caso della pandemia di COVID-19 a Macao, regione amministrativa speciale della Cina, è stato confermato il 22 gennaio 2020. Il 5 maggio 2023, l'Organizzazione mondiale della sanità dichiara ufficialmente la fine della pandemia.

Cronologia Dicembre 2019 Il 31 dicembre, il Bureau della Sanità di Macao venne informato dalla Commissione nazionale di Sanità di una epidemia di polmonite sconosciuta nella città di Wuhan. Ai residenti venne chiesto di evitare panico eccessivo e di essere consapevole delle norme igieniche da tenere in queste situazioni. A tutti i viaggiatori verso Wuhan venne suggerito di evitare ospedali locali e contatti con persone malate.

Gennaio 2020 Il 22 gennaio 2020 Macao conferma i primi due casi di infezione da COVID-19, un uomo di 66 anni e una donna di 52 entrambi provenienti da Wuhan.

La mattina del 26 gennaio il Bureau della Sanità di Macao conferma altri tre casi: si tratta di una donna di 58 anni proveniente da Hong Kong, infettatasi dopo aver soggiornato a Wuhan, e di due donne rispettivamente di 21 e 39 anni arrivate a Macao tramite il Ponte del Fiore di Loto, ponte che collega Macao all'isola di Zhuhai, nella provincia cinese del Guangdong. Tutte e tre risultavano essere residenti a Wuhan. Da quel momento il Governo di Macao impone la chiusura di tutte le scuole e università, introducendo controlli alla frontiera più severi che prevedono anche il controllo della temperatura. Per prevenire la diffusione del virus, il Governo decide anche di chiudere diversi luoghi di assembramento quali luoghi di intrattenimento e di annullare eventi organizzati per il Capodanno cinese.

Il 27 gennaio viene confermato il sesto caso di infezione, un ragazzo di 15 anni figlio di uno dei precedenti casi confermati. Il giorno seguente viene annunciato il settimo caso, una donna di 67 anni, residente a Wuhan, che aveva viaggiato a Canton prima di giungere a Macao.

Febbraio 2020 Durante il mese di febbraio a Macao non si verificano nuovi casi di contagio, i quali rimangono fermi a 10.

Marzo 2020 Il 6 marzo il Governo di Macao dichiara che tutti i 10 casi di infezione sono risultati guariti, affermando di non avere più casi di contagio attivi e confermati al momento. Nonostante tutto, il Governo dichiara che ci sono al momento 224 persone in isolamento, 6 in quarantena e 58 residenti di Macao recentemente tornati dalla Corea del Sud o dall'Italia.

Il 7 marzo il Governo filippino annuncia un'operazione di rimpatrio per 167 lavoratori filippini residenti a Macao.

Il 15 marzo viene registrato un nuovo caso di contagio importato dal Portogallo. Si tratta una lavoratrice coreana residente a Macao che si era recata nella città di Porto a far visita alla famiglia del suo ragazzo. La donna aveva in precedenza lasciato Macao il 30 gennaio, ritornandoci il 13 Marzo con un volo con scalo a Dubai e destinazione finale Hong Kong. Ha fatto ritorno a Macao tramite il ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao. In seguito quel giorno ha iniziato a mostrare i primi sintomi, tosse, che sfociarono poi in febbre che la costrinsero all'ospedalizzazione il 15 marzo.

Il 17 marzo vennero confermati due nuovi casi. Un uomo d'affari spagnolo di 47 anni, recatosi a Macao per affari, è risultato positivo dopo il suo arrivo nella città. Era partito da Madrid con un volo diretto a Pechino, con scalo a Mosca, il 15 di marzo. Il giorno successivo si è imbarcato su un volo diretto a Macao da Pechino, arrivando a Macao alle ore 20. Il secondo paziente risultato positivo è una donna di 20 anni residente a Macao facente ritorno dal Regno Unito, dove studiava. La ragazza partì da Londra con un volo diretto a Hong Kong, facente scalo a Kuala Lumpur, la notte del 16 marzo. Al suo arrivo al ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao alla ragazza venne misurata la temperatura e, dato il riscontro di febbre, venne immediatamente portata all'ospedale per accertamenti. In seguito a vari test, la ragazza è risultata positiva.

Il 18 marzo il Governo di Macao annuncia la positività di altri due pazienti: una donna indonesiana di 42 anni volata da Giacarta a Hong Kong è stata fermata dalle autorità sanitarie sul ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao in quanto risultava avesse 38.1 di febbre e, quindi, immediatamente portata all'ospedale apposito per il trattamento di malati di COVID-19, il Conde de San Juanário Hospital, dove a seguito di test è risultata positiva. Il secondo caso, invece, corrisponde ad un lavoratore filippino di 31 anni residente a Macao che ha fatto ritorno nelle Filippine il 27 gennaio 2020, rimanendoci fino al 15 marzo. Il 17 marzo, dopo aver fatto ritorno a Macao, si reca all'ospedale per le cure d'emergenza Jinghu per un mal di denti che si protraeva da tre giorni e un'eruzione cutanea comparsa il giorno precedente. Dopo avergli eseguito diversi test, l'uomo è risultato essere positivo al COVID-19.

Il 19 marzo vengono annunciati altri due casi di positività, entrambi dovuti a contagi contratti in Paesi esteri. Il primo è una ragazza di 19 anni residente a Macao, di ritorno da Londra dove si era recata per un periodo di studi. Poiché proveniente da un Paese estero, la ragazza è stata messa in quarantena domiciliare per un periodo di 14 giorni e sottoposta a diversi test. A seguito dei test la ragazza è risultata positiva e, quindi, portata in isolamento all'ospedale Conde S. Januário nonostante avesse solo sintomi lievi e non mostrava alcun segno di malattia. Il secondo caso, invece, è un bambino indonesiano di 11 anni, figlio della donna identificata come 14º caso di positività da COVID-19 a Macao.

Il 21 marzo viene reso noto dal Governo del 18º caso di contagio. Si tratta una donna residente a Macao di ritorno da New York. Ai controlli predisposti sul ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao le è stata riscontrata della febbre e, di conseguenza, portata immediatamente in isolamento all'ospedale Conde S. Juanário per ulteriore accertamenti. Dopo essere risultata positiva al COVID-19, le sue condizioni si sono aggravate a causa della comparsa della polmonite.

Il giorno seguente, il 22 marzo, vengono confermati ulteriori 3 casi di positività, tutti derivati da infezioni contratte all'estero. Il primo è un ragazzo di 19 anni residente a Macao, studente negli Stati Uniti e figlio della donna risultata positiva e indicata come 18º caso. Il ragazzo, mentre si trovava negli Stati Uniti, aveva viaggiato dal Connecticut al Messico, tornando poi a New York da dove è ripartito per arrivare ad Hong Kong. Prima della partenza da New York, il ragazzo aveva avuto alcuni sintomi tra i quali sensazione di freddo e stanchezza. Dopo che ai controlli di frontiera la madre è risultata positiva, il ragazzo ha chiesto di essere sottoposto al test e, di conseguenza, posto in isolamento all'ospedale Conde S. Juanário, dove i medici lo hanno diagnosticato come positivo al COVID-19. Il 20º caso è risultato essere un ragazzo di 20 anni con doppia nazionalità portoghese e macaense, il quale ha contratto la malattia nel Regno Unito dove si trovava per motivi di studio. Al suo arrivo a Macao, dopo essere stato messo in quarantena in una struttura alberghiera come previsto dal governo, i tamponi preliminari eseguiti a tutti coloro che tornano dall'estero hanno mostrato positività. Il ragazzo è stato trasferito in ambulanza dall'hotel all'ospedale Conde de San Juanário dove gli è stata notificata la positività al COVID-19. Il 21º caso è, invece, una cittadina di Macao di 20 anni di ritorno dall'Inghilterra tramite un volo che ha fatto scalo a Bangkok per poi arrivare a Hong Kong.

Il 23 marzo si aggiungono alla lista altri quattro casi di positività, tutti dovuti a contagi di ritorno. Il primo è un cittadino di Macao di 44 anni di ritorno dall'Irlanda. Il secondo e il terzo sono entrambi cittadini macaensi di ritorno dall'Inghilterra, rispettivamente di 12 e 21 anni. Il quarto caso di positività riscontrato è, invece, una cittadina indonesiana di 41 arrivata ad Hong Kong da Giacarta. A seguito del tampone preventivo, la donna è risultata positiva e trasferita all'ospedale Conde de San Juanário con sintomi lievi.

Nella giornata tra il 24 e il 25 marzo il Bureau della Sanità di Macao dichiara altri 5 casi di contagi da ritorno. La prima è una cittadina di Macao di 17 anni che stava studiando in Inghilterra che, insieme al fratello maggiore, è partita da Londra prendendo un volo diretto a Dubai, da dove poi è ripartita in direzione Bangkok. Da Bangkok i due hanno volato fino all'Aeroporto internazionale di Macao dove, per prassi, i due sono stati esaminati e sottoposti a quarantena in strutture designate dal Governo. Dai test la ragazza è risultata positiva e posta in isolamento all'ospedale di Conde S. Juanário mentre il fratello, negativo ma considerato a rischio, è stato posto in isolamento per 14 giorni nel centro di sanità pubblica di Coloane. Il 27º caso riguarda un cittadino macaense di 28 anni, rimpatriato con un volo governativo dall'Inghilterra. Al suo arrivo a Macao è risultato positivo ai test. Anche il 28º caso, un cittadino di Macao di 18 anni, era di ritorno dall'Inghilterra dove si trovava per motivi di studio e, ai controlli alla frontiera, è risultato positivo al test. È al momento in isolamento al Conde S. Juanário. Il 29º caso, invece, corrisponde ad una cittadina di Macao di 15 anni rientrata dall'Inghilterra dove risiedeva per motivi di studio. L'ultimo caso riguarda un cittadino australiano di 52 anni che, insieme alla moglie, aveva viaggiato dapprima a San Francisco per poi recarsi a Londra. Dopo un soggiorno nella capitale inglese, la coppia ha preso un volo in direzione Hong Kong con l'intenzione di soggiornare a Macao 4 giorni, arrivando nella città prima che venne predisposta la quarantena obbligatoria per tutti coloro che hanno soggiornato in Paesi stranieri. Nel tragitto verso Hong Kong per riprendere un volo di ritorno per l'Australia, alla coppia fu negato l'accesso e rimandati indietro a Macao dove, per via delle nuove misure di contenimento, la coppia venne posta in quarantena in un hotel e testati per vedere la positività da COVID-19. A seguito di test, l'uomo risulta positivo mentre la moglie, considerata soggetto a rischio, è stata spostata al centro di sanità pubblica di Coloane per 14 giorni dove sarà sottoposta a continui controlli clinici.

Il 26 marzo altri due casi di positività da ritorno vengono confermati: un uomo di 31 anni ed una donna di 37 entrambi di cittadinanza filippina residenti a Macao per motivi lavorativi. Il primo ha presentato sintomi lievi, quali congestione nasale e lieve tosse, mentre la donna è risultata essere il primo caso asintomatico registrato a Macao. Entrambi sono stati spostati in isolamento all'ospedale Conde de S. Juanário.

Il 27 marzo un altro cittadino di Macao di ritorno dalle Filippine risulta positivo ai test, non mostrando però alcun sintomo e divenendo il secondo caso asintomatico riscontrato. Con lui il numero totale di casi riscontrati sale a 34, dei quali 10 sono risultati guariti e dimessi.