Arca è il terzo album in studio della musicista venezuelana Arca, pubblicato il 7 aprile 2017 dalla XL Recordings. Si tratta del primo album in studio in cui compare la voce della stessa artista, che canta in spagnolo.
Descrizione Il 28 febbraio 2016 Arca annunciò su Instagram che il suo nuovo album si sarebbe intitolato Reverie e che la realizzazione era quasi terminata. Il 22 febbraio 2017, a distanza di quasi un anno, annunciò invece che l'album avrebbe avuto un titolo eponimo, Arca. In un'intervista a i-D, la musicista spiegò di aver inizialmente escluso l'idea di pubblicare un album eponimo, ma di aver trovato inadeguati tutti gli altri titoli presi in considerazione: «Ho trascorso un anno intero nel cercare titoli diversi, li sentivo tutti estranei. Ma dato che ho usato la mia voce per cantare in un modo mai fatto fino ad ora, non sarebbe sembrato innaturale chiamarlo Arca».
La scelta di utilizzare per la prima volta la propria voce come elemento centrale della musica fu influenzata dall'amica e collaboratrice Björk. Arca ha raccontato che l'idea nacque durante un viaggio in automobile con la cantante islandese, quando iniziò a cantare per scherzo e Björk le chiese se avesse mai pensato di cantare sulla propria musica. Inizialmente Arca respinse l'idea, ma in seguito la prese in considerazione seriamente, riconoscendo l'importanza dell'incoraggiamento ricevuto da Björk: «Forse non avrei mai cantato in quest'album se non fosse stato per Björk. [...] Mi ha guidato così tanto che voglio lodare questo fatto quando parlo dell'album. È stato un grande affare. Lei è stata molto preziosa durante l'intero processo e non so se sarei mai stata così coraggiosa senza un'amica come lei».
Arca ha spiegato di aver scelto di cantare in spagnolo perché è la lingua con cui ha imparato a elaborare le proprie emozioni e quella della sua educazione familiare. Secondo la musicista, l'uso dello spagnolo le ha permesso di esprimere con maggiore naturalezza sentimenti e pensieri che in precedenza aveva mantenuto privati e intimi.
La musicista ha inoltre spiegato che i testi dell'album erano «tutti recenti e tutti – tranne una canzone – improvvisati» e che, durante la loro composizione, non aveva sottoposto le parole a un processo di revisione. Ha raccontato di aver registrato numerose melodie e testi, mantenendoli nella loro forma originale per preservarne la spontaneità: «Non ho lasciato che la mia mente critica interrompesse lo sfogo». Alcuni brani contengono riferimenti alle sue fonti d'ispirazione: il testo di Anoche richiama la canzone I Miss You di Björk, pubblicata nel 1995, mentre alcune parole di Reverie sono tratte dalla canzone popolare venezuelana Caballo viejo, composta da Simón Díaz.
Realizzazione e pubblicazione Il 22 febbraio 2017 Arca annunciò su Twitter il titolo dell'album e la data di pubblicazione, presentando contestualmente il brano di apertura Piel. L'album comprende inoltre Sin rumbo, precedentemente pubblicata nel mixtape Entrañas, e Urchin, pubblicata il 29 dicembre 2015.
Il 24 febbraio 2017 fu pubblicato il secondo singolo, Anoche, accompagnato da un video musicale diretto da Jesse Kanda, collaboratore di lunga data di Arca e autore della copertina dell'album. Il 16 marzo seguente fu pubblicato un ulteriore video diretto da Kanda per il singolo Reverie. Il 24 marzo uscì Saunter, quarto singolo estratto dall'album, pubblicato anche insieme a Reverie in un singolo in vinile a tiratura limitata destinato alla promozione dell'album. Il 10 aprile fu infine pubblicato Desafío, quinto e ultimo singolo estratto dall'album.
Accoglienza Su Metacritic, che assegna un punteggio normalizzato su 100 alle recensioni della critica, l'album ha ottenuto una media di 87/100 sulla base di 20 recensioni, indicando un «consenso universale». Heather Phares di AllMusic ha elogiato Arca per aver ampliato i propri confini artistici, osservando che «la vulnerabilità che mostra rende questo album una delle sue opere più emozionanti e coinvolgenti». Nina Corcoran di The A.V. Club ha scritto che, se le precedenti produzioni di Ghersi le avevano procurato un seguito di culto grazie alla loro «fluttuazione sfuggente», le ballate a cuore aperto di Arca avrebbero potuto rappresentare la sua meritata consacrazione.
Shahzaib Hussain di Clash ha osservato come Arca «proceda lungo un flusso costante di malinconia minimalista, contrapposto alle intense voci operistiche di Ghersi», producendo «un effetto di trascendenza cerimoniale». David Sackllah di Consequence ha definito l'album «il disco più audace e avvincente di Arca fino a quel momento», aggiungendo che, «spogliando gli strati della propria persona», Ghersi si mette a nudo nel tentativo di rinascere e di riconciliarsi con il proprio passato e presente. Bryon Hayes di Exclaim! ha sottolineato come il continuo alternarsi di momenti diversi dimostri che Ghersi non ha abbandonato la propria predilezione per la cacofonia elettronica, ma ne abbia ampliato il repertorio, con risultati di grande bellezza.
Miles Bowe di Fact ha elogiato la composizione dell'album, definendola la più focalizzata della carriera di Ghersi e sottolineando l'evoluzione mostrata dalle parti vocali. Rachel Aroesti di The Guardian, che gli ha assegnato il punteggio massimo, ha elogiato l'apertura Piel per il contrasto tra compostezza e abbandono, accostandolo alla ricchezza artistica del rituale cattolico, e ha evidenziato l'umorismo di Whip e Desafío, quest'ultimo capace di trasformare il pop commerciale europeo in materia di contemplazione. Kevin Lozano di Pitchfork ha inserito l'album nella sezione «Best New Music», osservando che la musica di Ghersi rimane misteriosa, ma meno impenetrabile rispetto ai lavori precedenti, offrendo più direttamente le proprie suggestioni. Ryan Keeling di Resident Advisor lo ha definito «il lavoro più compiuto di Arca fino a quel momento».
Andrew Paschal di PopMatters ha sottolineato come il disco rifiuti di assumere una forma riconoscibile e facilmente interpretabile, sfidando le aspettative sull'opera di Arca e rinunciando persino a una logica interna chiaramente delineata, con un risultato «emotivamente coinvolgente ed entusiasmante sul piano concettuale» Andy Beta di Spin ha infine definito Arca «il suo album più coinvolgente, emotivamente estenuante e conflittuale fino a quel momento».
Tracce Testi e musiche di Alejandra Ghersi.
Edizione standard
Bonus track per il Giappone
Formazione
Arca – voce, testi, musiche, produzione, strumentazione, programmazione, missaggio Matt Colton – mastering Jesse Kanda – direttore creativo, fotografia
Classifiche Classifica (2017)Posizione massimaBelgio46Spagna87Stati Uniti (heatseekers)18
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Album di musica elettronica Categoria:Album di musica sperimentale Categoria:Album del 2017 Categoria:Album di Arca