Marco 1 è il primo capitolo del vangelo secondo Marco nel Nuovo Testamento.

Testo Il testo originale venne scritto in greco antico. Questo capitolo è diviso in 45 versi.

Testimonianze scritte Tra le principali testimonianze documentali di questo capitolo vi sono: Papiro 137 (II/III secolo; versetti 7–9, 16–18) Codex Vaticanus (325-350) Codex Sinaiticus (330-360; omesso il versetto 33) Codex Bezae (~400) Codex Washingtonianus (~400) Codex Alexandrinus (400-440) Codex Ephraemi Rescriptus (~450; versetti 18-45)

Apertura: versetto 1 L'inizio del vangelo di Gesù Cristo, il Figlio di DioMarco 1,1 I versi di apertura del vangelo di Marco sono singolari in quanto, dalla prima riga, mettono in chiaro il credo dell'evangelista. Lo studioso americano Robert J. Miller ha tradotto tale frase come "La buona novella di Gesù l'Unto",Miller, 1994, p.13 sulla base del fatto che la parola greca χριστου significhi "unto" e che la frase υιου του θεου non sia sempre presente nelle traduzioni. L'"inizio" può riferirsi all'inizio del libro, o del verso, o della storia di Gesù in quanto Marco è in procinto di iniziare a narrare la storia di Gesù al suo lettore, ma non è intenzionato a scriverne l'intera biografia.Kilgallen, 1989, p.17

Dicendo che Gesù è l'Unto, Marco dichiara che Gesù è il Messia, il successore di re Davide. Marco utilizza sempre la parola "Cristo" che è derivata dalla traduzione greca, ma non usa mai la parola "Messia" (Μεσσίας) che è derivata dalla traslitterazione greca della parola aramaica "Messiah". "Figlio di Dio" è visto come sinonimo di Messia ma con un'accezione più politica, in questo caso "re dei Giudei", ma anche come espressione della sua divinitàKilgallen, 1989, p.22. La "buona novella" può riferirsi sia a Gesù, sia al Vangelo, sia a entrambi.Kilgallen, 1989, p.21

Nella sua Introduction to the Old Testament in Greek, Henry Barclay Swete, nelle pagine 456–457, riporta: "Εὐαγγέλιον [Buona novella o Vangelo] nel Septuaginta è una parola unicamente plurale, e pertanto solo nel senso classico è una "ricompensa per le buone cose" (2 Samuele 4,10) [anche 2 Samuele 18,20, 2 Samuele 18,22, 2 Samuele 18,25-27, 2 Re 7,9] ed è per prima cosa abbinata al messaggio messianico (Marco 1,1; 1,14), probabilmente derivando il nuovo significato dall'uso della parola εὐαγγέλίζεσθαι in Isaia 40,9; 52,7; 60,6; 61,1."

Alcuni antichi manoscritti (come il Codex Koridethi (Θ; 038), Minuscola 28) omettono la parola "Figlio di Dio", ma Wasserman ne ha concluso che questa omissione sia da considerarsi accidentale.Wasserman, Tommy (2011) "The 'Son of God' was in the Beginning (Mark 1:1)". Journal of Theological Studies, NS, Vol 62, Pt. 1, pagg. 20–50.Wasserman, Tommy (2015). "Historical and Philological Correlations and the CBGMas Applied to Mark 1:1". TC: A Journal of Biblical Textual Criticism. Vol 20. Pages 1-8. .

Annuncio dei profeti Versetti 2–3 2. Come è scritto nel profeta Isaia: "Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada."Marco 1,2 3. "Voce di uno che grida nel deserto: "preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri,"Marco 1,3

Nei testi antichi in lingua greca di Marco, editi tra gli altri da Westcott and Hort e da Samuel Prideaux Tregelles, le profezie citate sono descritte come scritte "εν τω ησαια τω προφητη" (en tō Ēsaia tō prophētē, "nel libro di Isaia"), trovandosi nei manoscritti B, D, L, Δ e א,Meyer's NT Commentary on Mark 1, accesso 9 novembre 2017 mentre il Textus Receptus riporta "εν τοις προφηταις" (en tois προφῆται, "nei profeti") in linea con altri scritti patristici.Metzger, 1994, p.73

Alcuni pensano che questo possa indicare il fatto che Marco non si sia servito di una Bibbia ebraica completa ma piuttosto abbia utilizzato un libro di citazioni per citare il passo indicato.Brown, Fitzmyer, Murphy, 1990, p.599 Il teologo protestante Heinrich Meyer ha suggerito che il riferimento a Isaia sia autentico ma che fu un "fraintendimento della memoria". La citazione sembra infatti essere composta da estratti del libro dell'Esodo (23,20), Malachia (3,1) e Isaia (40,3),Novum Testamentum Graece, Nestle-Aland, p.88 "Kata Markon 1", 27th edition, 1979, Deutsche Bibelgesellschaft Stuttgart, vedi l'articolo su: Novum Testamentum Graece collegando così il vangelo di Gesù con l'Antico Testamento e anche con la figura di Giovanni Battista di cui narrerà nel suo vangelo.

Il passaggio di Malachia descrive chi deve preparare la via per Dio. Marco ha cambiato questa frase di Malachia, riferita a Elia che ritorna sulla Terra per preparare il cammino di Dio, con colui che Giovanni il Battista vede come Elia, in quanto lo spirito del profeta risiede in lui, ovvero Gesù.Kilgallen, 1989, pp.23-24

Scendendo più nel dettaglio, sembra che Marco abbia preso parte di Esodo 23,20 dei Septuaginta: ιδου εγω αποστελλω τον αγγελον μου προ προσωπου σου (Brenton Ex 23:20: "Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato") e la combina con parte di Malachia 3,1 dei Septuaginta: επιβλεψεται οδον ([https://web.archive.org/web/20060503155758/http://www.ecmarsh.com/lxx/Malachias/Malachias%20LXX.htm Malachia 3,1: "sondate la via") per creare Marco 1,2: ιδου αποστελλω τον αγγελον μου προ προσωπου σου ος κατασκευασει την οδον σου. Le significative differenze sono επιβλεψεται ("sondare") che viene rimpiazzato con κατασκευασει ("preparare") e il finale σου ("voi") che viene aggiunto: "Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada" (Marco 1,2). La seguente citazione di Isaia 40,3 è specifica dei Septuaginta, comparata con Isaia 40,3: "La voce di uno che grida nel deserto, Preparate la via al Signore, segnate i passi al nostro Dio" col testo masoretico che riporta: "Hey! dice uno: 'Fate la strada nel deserto per il SIGNORE, spianate nel deserto una strada per il nostro Dio".

Tutti e quattro i vangeli utilizzano la citazione dei Septuaginta di Isaia: nel vangelo di Luca in 3,4-6, in quello di Matteo in 3,3 e in quello di Giovanni 1,23. Questa sezione di Isaia riguarda il ritorno dalla cattività babilonese, un ritorno che gli Ebrei attribuiscono all'intervento di Dio. Isaia probabilmente utilizza questo passaggio simbolico per descrivere una voglia di rinnovamento. Per questo Giovanni il Battista è indicato nello stesso vangelo come il nuovo Isaia.Kilgallen, 1989, p.24

Giovanni il Battista

Marco descrive l'attività di Giovanni Battista mentre predica il pentimento e il perdono dei peccati nonché nell'atto di battezzare nel fiume Giordano. L'evangelista riporta come egli indossasse pelle di cammello, una cintura di pelle, e viveva cibandosi di locuste e miele selvatico. I suoi vestiti richiamano quanto descritto da Elia in 2 Re 1,8. Vi è anche la profezia circa le vere vesti del profeta nel Libro di Zaccaria 13,4. La sua dieta era probabilmente dovuta al suo desiderio di purezza e digiuno. Vi sono state delle speculazioni sul fatto che Giovanni Battista fosse un esseno, ma pure Gesù, anche se non vi sono evidenze di ciò. secondo il vangelo di Luca, Gesù e Giovanni erano parenti (Lc 1,36) e Giovanni viene descritto come un nazareno dalla nascita (Lc 1,15). Tutti i ritratti fatti del Battista lo presentano come un predicatore popolare ma ascetico. Il ritratto che ne fa Giuseppe Flavio, a ogni modo, è differente: egli disse che Giovanni battezzava, ma non parla del perdono dei peccati e del fatto che avesse gran seguito di popolo, non facendo nemmeno menzione di Gesù nella sua descrizione. Questa differenza si vede anche in Giovanni, dove il Battista viene presentato come un messaggero del profeta Elia e araldo di colui che anche Marco giudica più importante, Gesù appunto. Secondo l'ipotesi Q Giovanni che battezza sarebbe pure stato riportato nella prima parte di quel libro.Miller, 1994, p.253

Molte persone della Giudea e (o "in")Marco 1,5 Gerusalemme andavano a confessare i loro peccati da Giovanni e questi li battezzava. Il pietista luterano Johann Bengel ha evidenziato come "le capitali siano [spesso] pronte a seguire una nuova moda [un nuovo modo di vivere o di predicare per l'epoca]".Bengel, J. A., Bengel's Gnomon on Mark 1, accesso 27 maggio 2018

John tells them "Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo". Allacciare i sandali di qualcuno era un incarico comunemente svolto dagli schiavi. Cosa voglia significare il battezzare con lo Spirito Santo appare incomprensibile se si legge unicamente il vangelo di Marco, dal momento che questo è un atto che Gesù non compie mai. Giovanni 4,1-3 riporta come i discepoli (non Gesù) battezzassero come Giovanni il Battista (Atti 1,5; 1,8; 2,4; 2,38). Matteo 3,11 e Luca 3,16 specificano il battesimo con lo Spirito Santo e col fuoco.

Versetto 8 “Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo”Marco 1,8 Alcuni vedono come la frase di Giovanni sia equiparabile a Esodo 23,20. Altri libri hanno rapportato tale frase a Osea 2,14 e 12,9.

Battesimo di Gesù e tentazioni

Gesù è uno dei tanti battezzati provenienti da ogni parte, nel suo caso da Nazareth in Galilea. Giovanni, secondo Marco, battezza per il pentimento e il perdono dei peccati (Marco 1,4) e per questo molti potevano pensare che Gesù pure fosse venuto per ottenere il perdono dei peccati; ma Marco fa sottolineare allo stesso Giovanni che egli è senza peccato (Marco 1,7-8). Marco introduce anche la funzione di Giovanni di preparare la strada per Gesù, e molti vedono l'atto del battesimo come l'inizio di questo percorso di nuova predicazione. Nel vangelo di Giovanni, 1,31, l'evangelista dice che il battesimo è il suo metodo per rivelare Gesù a Israele. A ogni modo Gesù sembra seguire questa tradizione per porsi in accordo con chi è venuto prima di lui, con l'insegnamento di Giovanni il Battista, uomo giusto e inviato da Dio.Kilgallen, 1989, p.26 La lettera agli ebrei, 4,15, riporta che Gesù era "come noi — ma senza peccato".

Marco introduce Gesù senza una storia o una descrizione precedenti, lasciando intendere che il suo pubblico abbia già sentito parlare di lui. Marco, come altri vangeli, non da una descrizione fisica di Gesù, come invece fa con Giovanni il Battista. I lettori di Marco sembrano conoscere già i due personaggi nella loro mente.

Giovanni battezza Gesù ed egli vede una teofania, i "cieli che si spalancano" (σχιζομένους, schizomenous, aperti), "e lo Spirito discendere su di lui in forma di colomba",Marco 1,10 e sente una voce che gli rivela che quegli è il figlio di Dio per l'amore che Dio ha per l'uomo, e del quale Dio si compiace. Questa visione si può ricollegare a Salmi 2,7, oltre che a Isaia 42,1.Brown, 1997, p.128 L' "apertura dei cieli" è spesso vista come l'unione, l'inizio della comunicazione tra Dio e il mondo. Ciò che sia accaduto è dibattuto dagli studiosi: secondo Luca 3,22 lo Spirito discese in forma "corporea"; Giovanni 1,32-34 riporta che Giovanni disse di aver visto lo Spirito Santo discendere su Gesù. Alcuni hanno speculato che tale evento possa essere una storia che circolava nelle prime comunità cristiane che praticavano il battesimo, sebbene il teologo francescano Robert J. KarrisNoted Scripture scholar Robert Karris develops book of reflections for 30 days, published 17 September 2012, accesso 13 maggio 2018 sia discorde con tale idea.