Il Codice internazionale di nomenclatura zoologica o International Code of Zoological Nomenclature (denominazione ufficiale, in inglese), familiarmente detto The Code ("Il Codice") fra gli zoologi, è un insieme di regole nella zoologia che hanno l'intento fondamentale di provvedere alla massima universalità e continuità nella classificazione di tutti gli animali, secondo giudizio tassonomico International Code of Zoological Nomenclature 4th Edition, adopted by International Union of Biological Sciences, 2005. Il Codice è considerato una guida per la nomenclatura degli animali, ma lascia agli zoologi un certo margine di libertà nel denominare e descrivere nuove specie.
Le regole all'interno del Codice determinano quali nomi sono potenzialmente validi, per qualunque taxon, inclusi i livelli di sottospecie e di superfamiglia. Le sue misure possono essere modificate o adattate a un particolare caso quando l'aderenza stretta ad esse potrebbe causare confusione. Eccezioni di questo tipo non possono mai essere svolte ad opera di un singolo scienziato (per quanto bravo e rispettato possa essere nel suo campo), ma solo dalla Commissione internazionale di nomenclatura zoologica (ICZN), che agisce al di sopra di tutti gli zoologi. La Commissione prende provvedimenti in conseguenza a questioni che le vengono proposte.
Il Codice regolamenta i nomi dei taxa di animali (regno Animalia) e di altri cladi di eucarioti tradizionalmente considerati "protozooi" e consta di Articoli (che sono obbligatori) e Raccomandazioni. Gli Articoli vennero progettati con lo scopo di permettere agli zoologi di poter far sì che i nomi dei taxa siano corretti in circostanze tassonomiche concrete. L'uso del Codice permette a uno zoologo di determinare il nome valido di qualsiasi taxon al quale un animale appartenga in qualunque categoria delle gerarchie specie, genere e famiglia (includendo sottospecie, sottogenere e categorie del livello famiglia tali come sottofamiglia e tribù). Il Codice non regola interamente i nomi dei taxa in alto al livello famiglia (ordine, classe, phylum) e non fornisce regole per l'uso sotto la categoria di sottospecie (varietà, aberrazione, natio, ecc.), poiché mancano di entità tassonomica.
Antecedenti storici
La necessità dell'esistenza di un Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica accettato internazionalmente è una conseguenza della confusione di nomi che presero posto nella letteratura zoologica a partire da Carlo Linneo e durante il secolo XIX, in parte dovuto al principio di autorità, per il quale il nome valido di una specie era quello che le attribuiva il massimo specialista del tempo.
Il caos nella nomenclatura raggiunse tale dimensione che, nel 1842 il paleontologo inglese Hugh Strickland promosse la formazione di un comitato di esperti per creare un codice di norme che regolassero la nomenclatura zoologica, con membri illustri come Charles Darwin o Richard Owen. Questo primo embrione del Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica, apparso nel 1843, è conosciuto come Codice di Strickland.
A questo primo codice seguirono altri, dentro e fuori della Gran Bretagna. Al momento della celebrazione del Terzo Congresso Internazionale di Zoologia (Leida, 1895) esistevano tre complessi di regole nomenclaturali in uso, parzialmente incompatibili. In questo congresso si prospettò la necessità di un consenso e nacque la Commissione Internazionale di Nomenclatura Zoologica con lo scopo di riunire in un unico codice trilingue delle regole di nomenclatura accettabili da tutti gli zoologi. Il risultato dei lavori di questa venne pubblicato, dopo numerose vicissitudini, nel 1905 con il titolo di Regole Internazionali, essendo il primo Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica Ebbe un'unica versione in spagnolo: Cabrera, A. (1914): «Codice di nomenclatura zoologica vigente attualmente con una introduzione storica». Bol. R. Soc. Esp. Hist. Nat., 14: 311-337.
Nel 1961 venne pubblicata la seconda edizione del CodiceAlvarado, R. (1962): Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica.. Real Sociedad Española de Historia Natural e Instituto "José de Acosta" de Zoología, Madrid, 117 pagg. - ISBN 84-00-02735-3 e nel 1985 la terza edizione. Attualmente la nomenclatura zoologica si dirige verso la quarta edizione del Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica, pubblicata nel 1999 ed entrata in vigore il 1º gennaio del 2000, del quale si ha, per la prima volta, una versione in spagnolo autorizzata ufficialmente dalla Commissione.
Nomenclatura e tassonomia
La parte della sistematica che si occupa dell'ordinamento degli organismi in differenti gruppi chiamati taxa è la tassonomia. La parte della tassonomia nella quale viene regolata l'aggiudicazione precisa e inequivocabile dei nomi assegnati ai differenti taxa è quella che si chiama nomenclatura.
L'unità di base della classificazione è la specie. L'insieme delle specie con certe caratteristiche comuni si raggruppano in una categoria tassonomica di maggior gerarchia denominata genere. L'insieme di generi con caratteristiche similari si raggruppano in una categoria tassonomica di rango superiore denominata tribù. L'insieme di tribù somiglianti si raggruppano in una stessa famiglia. A loro volta, le famiglie si raggruppano in ordini, questi in classi e, a loro volta, le classi in fili, tronchi o tipi di organizzazione.
Secondo le necessità di classificazione possono intercalarsi altre categorie che usano i prefissi super- (superfamiglia, superclasse), sotto- (sottordine, sottospecie) o infra- (infraclasse, infraordine).
Nomi scientifici
Il Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica stabilisce norme che riguardano i livelli specie, genere e famiglia. Il livello specie include tutti i taxa nominali delle categorie specie e sottospecie (Art. 45.1); il livello genere abbraccia tutti i taxa nominali delle categorie genere e sottogenere (Art. 42.1); il livello famiglia include tutti i taxa nominali delle categorie superfamiglia, famiglia, tribù, sottotribù, e qualunque altra categoria sotto la superfamiglia e sopra il genere che si desidera (Art. 35.1).
Per i livelli superiori esistono differenze secondo le diverse scuole o nazioni. I livelli sotto la sottospecie non sono contemplati dal Codice, dato che fornire nomi scientifici a qualunque variazione fenotipica, pratica frequente in alcuni gruppi (lepidotteri, coleotteri, ecc.), viene considerata di nessuna utilità scientifica.
Le norme stabilite dal Codice devono essere assunte e rispettate da tutti gli zoologi, costituendo qualcosa di simile a una grammatica che permetta a tutti di parlare uno stesso idioma scientifico universale.
La nomenclatura zoologica richiede che ad ognuno dei nomi scientifici, indipendentemente dalla loro origine linguistica, venga assegnato un nome in latino, per cui si usano le 26 lettere dell'alfabeto latino (incluse j, k, w, y) e le norme grammaticali di questa lingua. Non possono usarsi segni diacritici (accenti, dieresi, tildi, ecc.).Per quanto riguarda la lingua spagnola, la ñ deve trasformarsi in n o nei digrafi ni, ny o gn se si desidera conservare il suono.
Nomi uninominali
I nomi dei livelli famiglia e genere sono uninominali, vale a dire, constano di un'unica parola.
Nomi di livello famiglia
I nomi di livello famiglia sono plurali, devono iniziare sempre con maiuscola e devono presentare terminazioni concrete per ogni categoria, che sono obbligatorie e specifiche di essa, affinché risulti facile riconoscere a quale categoria tassonomica appartengano. Le terminazioni delle categorie del livello famiglia sono:
Categoria Terminazione italianizzazione esempi Superfamiglia -oidea -oidei Hominoidea (ominoidei) Famiglia -idae -idi Hominidae (ominidi) Sottofamiglia -inae -ine (o -ini) Homininae (ominine) Tribù -ini -ini Hominini (ominini) Sottotribù -ina Hominina
Se un autore utilizza altra categoria intercalata per convenienza, è libero di utilizzare la terminazione latina che desidera, differente dalle obbligatorie. È frequente utilizzare, per esempio la terminazione -itae per le supertribù.
I nomi del livello famiglia debbono formarsi obbligatoriamente sopra la radice del genitivo di un nome di livello genere considerato valido e contenuto nel taxon che si nomina. Così, se prendiamo il genere Homo, il cui genitivo è Hominis, la cui radice è Homin-, si formano tutti i nomi del livello famiglia visti anteriormente (Homin-idae, Homin-inae, ecc.). I nomi Homidae, Hominae, ecc., formati sopra il nominativo sarebbero sbagliati.
Nomi di livello genere
I nomi di livello genere sono sostantivi singolari di due o più lettere, nel caso nominativo. Devono essere riferiti a uno dei generi grammaticali latini (maschile, femminile o neutro) e scritti sempre con un tipo di carattere differente dal testo normale nel quale si trovano, in corsivo quando il testo è scritto normale e normale quando il testo è scritto in corsivo.
Il genere deve avere associato almeno una specie, il nome della quale dovrà concordare con il suo genere grammaticale. Il genere grammaticale è quello fornito dai dizionari usuali di latino e greco classico. Conviene consultare tali dizionari e non fidarsi delle apparenze; così, Felis è femminile (e da qui il nome Felis marginata - non marginatus, che sarebbe maschile), Lepisma è neutro e Sitona è maschile.
I nomi sottogenerici si scrivono tra parentesi intercalate fra il nome del genere e quello della specie. Così, in Buprestis (Yamina) sanguinea, Buprestis è il genere, Yamina è il sottogenere e sanguinea è la specie (notate che viene usato il corsivo sempre quando si scrive un nome scientifico).
Nomi binomiali e trinomiali
I nomi dei taxa di livello specie sono binomiali per la specie e trinomiali per la sottospecie, vale a dire, formati da due e tre parole rispettivamente.
Per i nomi delle specie, delle due parole citate, la prima corrisponde al nome del genere al quale appartiene e si scrive sempre con l'iniziale maiuscola; la seconda parola è il nome specifico e deve scriversi interamente in minuscolo e concordare grammaticalmente con il nome generico. Così, in Mantis religiosa, Mantis è il nome generico, religiosa il nome specifico e il binomio Mantis religiosa è il "nome scientifico", conferito a una certa specie di insetto dell'ordine Mantodea.
Nel nome scientifico assegnato alle specie, il nome specifico non deve mai andare isolato dal generico poiché manca di identità propria e può coincidere con specie differenti. Se si è citato precedentemente il nome completo e non vi è alcun dubbio a quale genere ci si riferisce, il nome del genere può abbreviarsi con la sua iniziale (M. religiosa).
Se una specie presenta due o più sottospecie, si formerá un trinomio. Per esempio, Felis silvestris presenta numerose sottospecie, tra esse Felis silvestris silvestris, il gatto selvatico europeo e Felis silvestris catus, il gatto domestico. Notate che se ci riferiamo in concreto al gatto selvatico, dobbiamo utilizzare la forma trinomiale Felis silvestris silvestris, che significa Felis silvestris sottospecie silvestris, per cui ripetere la parola silvestris non è ridondanza.
Quando si fa riferimento a un taxon del livello specie si raccomanda di indicare, dopo il binomio o il trinomio, il nome dell'autore (senza abbreviazione) che lo descrisse, e l'anno della sua pubblicazione, separati da una virgola. Per esempio, Sparedrus lencinae .
Se il descrittore di una specie la collocò in un genere differente da quello che le viene assegnato attualmente, il suo nome e la data devono andare fra parentesi. Così, il nome scientifico della tortora comune deve scriversi Streptopelia turtur (); con questa parentesi si indica che la specie citata non fu originalmente descritta dentro al genere Streptopelia, nella quale attualmente si trova; in effetti, Carlo Linneo collocò questa specie nel genere Columba.
Principio di priorità e sinonimia