La provincia di Lodi è una provincia italiana della Lombardia di abitanti, con capoluogo a Lodi.

Confina a nord con la città metropolitana di Milano, a est con la provincia di Cremona, a sud con l'Emilia-Romagna (provincia di Piacenza), a ovest con la provincia di Pavia e con l'exclave di San Colombano al Lambro (appartenente alla città metropolitana di Milano).

Fu istituita il 6 marzo 1992, a seguito dello scorporo di 61 comuni dalla allora provincia di Milano.

Nella provincia cinque comuni si fregiano del titolo di città: Lodi, Codogno, Casalpusterlengo, Sant'Angelo Lodigiano e Lodi Vecchio.

Geografia fisica Territorio

La provincia di Lodi si estende nella Pianura Padana interamente a nord del fiume Po, con l'eccezione di alcune porzioni di terreno localizzate sulla sponda meridionale, tra queste la porzione più estesa si trova in comune di Caselle Landi, incuneata tra i comuni di Piacenza e Caorso appartenenti alla provincia di Piacenza, per circa , a est è delimitata dalla riva destra dell'Adda, fatta eccezione per una parte del capoluogo e dei limitrofi comuni di Abbadia Cerreto, Boffalora d'Adda, Corte Palasio e Crespiatica e, a ovest, dalla sponda sinistra del Lambro Meridionale prima e del Lambro poi, con l'eccezione dei comuni di Sant'Angelo Lodigiano e Graffignana. Il confine nord è, invece, perlopiù convenzionale, tranne alcuni tratti, come quello tra i comuni di Truccazzano e Comazzo dove è delimitato dal torrente Molgora.

Il territorio è composto quasi interamente dalla Pianura Padana, inclinata leggermente da nord a sud-est con declivio circa dell'1.5 per mille. Il terreno è tipicamente alluvionale, generalmente composto di arena o siliceo calcarea, o argilloso silicea e calcarea che unita a strato di carbonato di calcio, mista spesso ad allumina, forma la crosta vegetale o arabile.

Orografia

L'unico rilievo presente nella provincia è la collina di San Colombano al Lambro, posta nei pressi dell'omonimo comune exclave della città metropolitana di Milano; la collina è un'elevazione isolata che si innalza rispetto alla pianura Padana formata da materiali argillosi e calcarei di epoca pliocenica posti sotto ad uno strato di sedimenti di origine alluvionale. Il profilo della collina suggerisce che essa sia l'unica parte rimanente di un più esteso territorio collinare successivamente eroso a seguito dell'azione dei fiumi. La collina raggiunge un'elevazione massima di

Idrografia Fiumi

Il territorio della provincia è interamente compreso nel bacino idrografico del fiume Po e vi tributa per mezzo dei suoi affluenti Lambro e Adda. Appartiene al bacino del Lambro il Lambro meridionale, mentre al bacino dell'Adda appartengono la Molgora e il Tormo. Sono, inoltre, presenti numerosi canali artificiali tra i quali i principali sono il Brembiolo e il canale della Muzza. Appartiene alla provincia di Lodi, al comune di Caselle Landi, anche un breve tratto del torrente Nure, affluente di destra del Po, nei pressi della sua foce. Sono infine presenti numerose risorgive.

Laghi Non esistono nella provincia laghi di rilievo, tuttavia in epoca medievale la parte orientale della provincia (compreso il capoluogo) era lambita dal lago Gerundo: il cui territorio paludoso e insalubre fu bonificato e trasformato in una delle regioni più fertili d'Europa grazie alle opere di ingegneria idraulica e al lavoro dei monaci cistercensi e benedettini

Clima

Il clima del territorio lodigiano, analogamente al resto della val Padana, presenta peculiarità riconducibili all'area continentale: le estati sono molto calde e caratterizzate dal fenomeno dell'afa (in base ai dati relativi al periodo di riferimento 1961-1990, la temperatura massima media della stagione estiva si attesta a ); invece gli inverni sono spesso freddi (la temperatura minima media è pari a ) e sono diffuse le nevicate, raramente di grossa portata. Fenomeno molto frequente durante il semestre invernale è la nebbia, che talvolta può persistere per giorni a causa dell'assenza di venti sinottici a livello del suolo. L'autunno e la primavera sono le stagioni in cui si registrano le maggiori precipitazioni.

Storia Sebbene istituita nel 1992, le origini storiche di questa provincia ben inserita in una tipologia ambientale omogenea di bassa pianura e delimitata da grandi fiumi, risalgono almeno a 2 millenni fa.

Il primo riconoscimento giuridico si ebbe nell'89 a.C. con Gneo Pompeo Strabone, il quale concesse la cittadinanza latina agli abitanti di Laus Pompeia, mentre nel 49 a.C. Giulio Cesare concesse agli stessi la cittadinanza romana. Il territorio era conosciuto come ager laudensis.

Nel 374 nacque la diocesi di Lodi, dando al territorio Lodigiano unitarietà sotto la rispetto religioso.

Nel basso Medioevo furono avviate importanti opere di bonifica delle estensioni paludose presenti in buona parte del territorio tramite consistenti opere di ingegneria idraulica, che resero il Lodigiano una delle terre maggiormente fertili dell'intera Europa.

Nei secoli successivi all'età dei comuni, al territorio venne riconosciuta dai vari dominatori una certa libertà amministrativa, ad esempio tramite l'istituzione del contado di Lodi. Nel XIII secolo Piacenza espanse i propri domini verso nord: i territori di San Rocco al Porto, Guardamiglio e Fombio entrarono a farvi parte nel 1225, seppure si trovassero alla destra orografica del Po già in epoca altomedievale..; la zona di Caselle Landi fu annessa invece nel 1262.., mentre Retegno fu a lungo conteso fra Piacenza e Lodi.. Nel 1492 gli abitanti di Codogno ottennero lo status di cittadini di Piacenza.

Solamente con l'inizio della dominazione austriaca, nel XVIII secolo, si assistette ad un riconoscimento delle peculiarità del territorio Lodigiano che portò il contado ad essere elevato in provincia nel 1757, assumendone formalmente il nome nel 1786, a seguito della riforma amministrativa voluta da Giuseppe II.

Dopo la parentesi napoleonica, durante la quale venne prima costituito il dipartimento dell'Adda nel 1797, dipartimento poi annesso al dipartimento dell'Alto Po con capoluogo Cremona, nel 1816 venne ripristinata la provincia, che acquisì anche il territorio Cremasco e prese il nome di provincia di Lodi e Crema.

Nel settembre 1859 il governo del Regno di Sardegna, al quale tre mesi prima era stata annessa la Lombardia, decise, tramite il decreto Rattazzi, l'abolizione dell'ente provinciale. A partire da quel momento vennero avanzate a più riprese richieste al governo italiano per chiedere la ricostruzione della provincia, che, tuttavia, non venne ricreata: il territorio lodigiano fu degradato a circondario della provincia di Milano, anch'esso, poi, soppresso nel 1927 insieme a tutti gli altri circondari italiani.

Durante il secondo dopoguerra il Lodigiano, territorio che durante il ventennio fascista era passato attraverso una fase di stasi, iniziò il recupero delle tradizioni e dell'identità locale: alla fine degli anni quaranta venne costituita l'ATSIL, associazione di tutela e sviluppo del Lodigiano, mentre nel 1959 nacque il progetto di costituire un consorzio tra i comuni lodigiani nell'ambito della provincia di Milano; questo consorzio verrà effettivamente costituito il 4 maggio 1965 con decreto prefettizio.

L'ipotesi di concedere maggiore autonomia al territorio iniziò a prendere piede dal 1970, a seguito della costituzione delle regioni. Il 6 marzo 1975 venne istituito dalla regione Lombardia il circondario di Lodi, sorta di riconoscimento regionale del raggiungimento da parte del territorio dei requisiti per la richiesta di creazione di una provincia.

Tra il 15 gennaio e il 16 gennaio 1992 la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica votano favorevolmente riguardo all'istituzione della provincia di Lodi. Il 27 febbraio successivo il Consiglio dei ministri delibera l'approvazione della costituzione del nuovo ente. Il giorno successivo anche la regione Lombardia esprime il proprio parere favorevole. La provincia venne ufficialmente istituita, tramite un decreto legislativo, il 6 marzo 1992 da parte del presidente della repubblica.

Nello stesso anno era stato indetto a Codogno un referendum popolare sull'adesione al nascituro ente provinciale. La consultazione vide l'89% dei cittadini votare "no", testimoniando la volontà dei codognesi di restare nella provincia di Milano. Nonostante ciò, il referendum di Codogno, così come quello della vicina Fombio, non trovò applicazione, e la città venne comunque inserita all'interno della provincia di Lodi. Al contrario, altri comuni, come San Colombano al Lambro, Cerro al Lambro, San Zenone al Lambro e Dovera riuscirono a vedere applicata la volontà popolare, restando nelle province di appartenenza (Milano e Cremona).

L'ente provinciale entrò poi pienamente in funzione nel maggio 1995.

Referendum consultivi sulla fusione di comuni La tabella riepiloga i referendum consultivi per la fusione di comuni tenutisi a partire dal 1º dicembre 2013. In grassetto sono indicati i comuni che hanno approvato il quesito. Data del referendum Comuni Iscritti Percentuale Elettiva Favorevoli Contrari Denominazionenuovo comune Data di istituzione 15 novembre 2015 Maleo Cornovecchio 189 11,7%70,07% 87%31% 13%69% Maleo richiesta non accoltadal consiglio regionale 22 ottobre 2017 Camairago Cavacurta 654835 62,92%63,82% 80,25%81,85% 19,74%16,09% Castelgerundo 1º gennaio 2018

Simboli

Stemma

Gonfalone

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Cattedrale di Lodi: Costruito tra il 1158 e il 1284. La facciata tipicamente romanica, pur essendo caratterizzata da un alto protiro gotico e da un grande rosone rinascimentale; il campanile, realizzato fra il 1538 e il 1554 su progetto del lodigiano Callisto Piazza, rimase incompiuto per motivi di sicurezza militare. Nella cripta sono conservate le spoglie del patrono san Bassiano. Tempio Civico della Beata Vergine Incoronata a Lodi: capolavoro del Rinascimento lombardo e rappresenta il monumento più prestigioso della città sotto il profilo artistico. Progettato nel 1488 da Giovanni Battagio, fu costruito a spese del comune come espressione della religiosità popolare sul luogo di un postribolo. Il tempio si presenta come una piccola costruzione a pianta ottagonale, coperta da una cupola a otto spicchi sormontata da una lanterna; il campanile a punta e la facciata furono completati in epoche successive.. Basilica dei XII Apostoli a Lodi Vecchio, costruita nel XIV secolo secondo lo stile gotico lombardo sulla preesistente Basilica Apostolorum consacrata nel 378 da San Bassiano, all'epoca vescovo di Lodi, che vi fu poi sepolto. Le spoglie furono poi trasferite nel duomo di Lodi in seguito alla fondazione della nuova città. Oratorio di San Biagio in Rossate a Comazzo, costruito da Bartolomeo Suardi seguendo le influenze della scuola bramantesca tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI secolo. Caratterizzata da una planimetria a base quadrata, con una coppia di cappelle laterali a sezione poligonale, abside e sacrestia a pianta quadrata. Chiesa di San Biagio e Santa Maria Immacolata a Codogno, realizzata tra il XV e il XVI secolo con una pianta a croce latina presenta una facciata di stile rinascimentale-barocca. La navata centrale presenta una volta a botte e costoloni, mentre quelle laterali presentano volte a crociera.

Architetture civili

Palazzo Broletto a Lodi, edificato nel 1284 a fianco della cattedrale, dopo numerosi rimaneggiamenti si presenta in forme neoclassiche, come risulta evidente dal porticato e dalla loggia superiore, su cui si affaccia la sala del consiglio comunale. Ai due lati del portico sono collocati il busto di Gneo Pompeo Strabone, che attribuì il titolo di municipium a Laus Pompeia (a sinistra), e quello di Federico Barbarossa, fondatore di Laus Nova (a destra).