La leggenda nera dell'Inquisizione è una teoria revisionista basata sul lavoro degli storici Edward Peters. ed Henry Kamen., i quali sostengono che i dati storici sull'Inquisizione sarebbero stati distorti a opera di ambienti protestanti e, a seguire, illuministi, a partire almeno dal XVI secolo, con l'obiettivo di screditare l'immagine dell'Impero spagnolo al fine di limitarne l'influenza politica.
Alla base di tale teoria è la convinzione che l'enfasi sugli aspetti negativi dell'Inquisizione sia frutto di pregiudizio illuminista e anticattolicoRodney Stark, Franca Genta Bonelli (Traduttore). False testimonianze: Come smascherare alcuni secoli di storia anticattolica, Editore: Lindau 2016, ISBN 9788867086955, pp.168,169 Altri autori si sono occupati del tema come Carlo GinzburgCarlo Ginzburg. Storia notturna. Una decifrazione del sabba, Editore: Einaudi 2008, ISBN 8806193074 ISBN 978-8806193072,, Rodney StarkRodney Stark ibidem, 2016,cap.sesto, p.165, Jaime Contreras e Gustav HenningsenJaime Contreras/ Gustav Henningsen, Forty-thousand Cases of the Spanish Inquisition (1540-1700): Analysis of a Historical Data Bank, in: Henning- sen/Tedeschi.The Inquisition in Early Modern Europe: Studies on Sources and Methods, Editore: Northern Illinois Univ Pr, 1986 ISBN 0875801021 ,pp.100-129, Agostino Borromeo, John Tedeschi e E. William MonterJohn Tedeschi -E. William Monter.Towards a Statistical Profile of the Italian Inquisitions, Sixteenth to Eighteenth Centuries, Editore:Northern Illinois University press -1986, Bartolomè Bennassar, Andrea Del Col, Peter Godman, Franco Cardini, Jean-Pierre Dedieu, Marina MontesanoBrian P. Levack. Adriano Prosperi, pur non unendosi al gruppo dei revisionisti in un suo testo afferma che alla luce dei nuovi studi l'inquisizione "evoca sempre di più l'immagine di un tribunale mite e razionale".
Temi della "leggenda nera" I temi sui quali si è appuntata la ricerca degli storici moderni sono sommariamente quattro:
Il significato comune attribuito al termine inquisizione. L'inclusione, nella storia dell'Inquisizione, di episodi particolarmente violenti come la caccia alle streghe. Il clamore suscitato da processi molto noti (Giordano Bruno e Galileo Galilei). La confusione dei dati a proposito della presunta violenza indiscriminata usata dall'Inquisizione spagnola.
Significato comune del termine I sostenitori dell'esistenza della leggenda nera affermano che nel linguaggio comune nelle diverse lingue e nazioni il termine inquisizione e i suoi derivati indicano procedure sommarie, disprezzo dei diritti dell'imputato, violenza arbitraria da parte dei giudici, uso indiscriminato delle torture, facilità di giungere a condanna a morte.
I revisionisti, tuttavia, sostengono che tali elementi contrasterebbero con la documentazione storica, stando alla quale i tribunali inquisitoriali funzionavano come tutti i tribunali dell'epoca ma con varie garanzie supplementari..
Secondo questi, infatti, nei tribunali dell'Inquisizione fu introdotto l'uso di trascrivere il processo per ragioni di trasparenza, l'uso delle giurie popolari a garanzia dell'imputato, la tortura era ammessa solo se - a differenza di altri tribunali - essa non procurasse mutilazioni permanenti né pericolo di vita e le condanne a morte da essi inflitte sarebbero state percentualmente basse, citando il caso di Bernardo Gui a Tolosa, nei cui 50 anni di attività inquisitoriale, le pene capitali si attestarono sul 4,6% del totale delle condanne (42 su 900).
La caccia alle streghe
Secondo il Simposio Internazionale sull'Inquisizione., tenutosi in Vaticano nell'ottobre 1998, le persone giustiziate a causa della caccia alle streghe, sarebbero, per Paese: Germania: 25 000 (su 16 milioni di abitanti) Polonia - Lituania : 10 000 in Polonia, 2000 in Lituania (su 3,4 milioni di abitanti) Svizzera: 4 000 (su un milione di abitanti) Danimarca - Norvegia: 1 350 (su 970.000 abitanti) Regno Unito: 1 000 Spagna: 49 Italia: 36 Portogallo: 4
Tali dati tendono a suggerire che il fenomeno della caccia alle streghe fu più marcato nei paesi di area protestante, risultando invece più limitato proprio nei paesi dov'era presente l'Inquisizione cattolica..
I sostenitori delle teorie revisioniste sottolineano che la storiografia protestante per secoli ha parlato del fenomeno senza però mai evidenziare le aree geografiche e culturali in cui esso avvenne, .
Inoltre nei paesi extraeuropei in cui l'Inquisizione fu presente (colonie spagnole in America centrale e meridionale e colonie portoghesi in Asia), non si avrebbe notizia di casi di caccia alle streghe, mentre negli Stati Uniti conquistati dagli anglosassoni protestanti, ancora nel 1692, si ebbe l'impiccagione delle streghe di Salem.
Da qui la nascita della nozione di Inquisizione protestante alla quale, secondo i fautori del revisionismo, andrebbero ascritti tutti i processi (compresi quelli della caccia alle streghe) celebrati dai tribunali nati dalla riforma di Lutero, che dovrebbero dunque essere separati, nella ricerca storica, da quelli avvenuti all'interno dell'Inquisizione cattolica..
Giordano Bruno e Galileo Galilei
Il mainstream storiografico descrive Bruno e Galilei come martiri del libero pensiero, in un momento storico in cui la Chiesa cattolica, bigotta e retriva, non accettava le conquiste della scienza per ragioni di inadeguatezza culturale, perseguitandone gli autori. La vicenda di Galileo, viene indicato come prova della scarsa attenzione che la Chiesa riservava alla scienza e la sua condanna avrebbe causato un tracollo della ricerca scientifica in tutti i paesi cattolici, a vantaggio dei paesi protestanti.
Viceversa, secondo i revisionisti della "teoria della leggenda nera", proprio Galileo avrebbe ricevuto dal Sant'Uffizio un trattamento benevolo. Scrive, infatti, Vittorio Messori.:
Viene inoltre sottolineato, sempre secondo i promulgatori della "teoria della leggenda nera", come la teoria di Niccolò Copernico (riproposta dallo scienziato pisano) fosse stata già prima del manifestarsi del caso Galileo Galilei.
I sostenitori della "leggenda nera" affermano inoltre che la Chiesa non contestò tanto a Galilei la correttezza della teoria copernicana Tutta la scienza ufficiale, infatti, era stata fino ad allora geocentrica e secondo gli atti del processo si chiedevano a Galilei prove sicure per abbandonare quella via che la scienza per secoli seguiva come via maestra e di proporre l'eliocentrismo non come verità ma come ipotesiJean Pierre Lonchamp, Il caso Galileo, edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 1990.. Galilei come prova della sua teoria portava la convinzione che le maree fossero causate dallo scuotimento della rotazione terrestre"Galileo Galilei: un po' di verità" di Vittorio Viccardi pubblicato su «Timone» n. 1, maggio/giugno 1999, e quando gli inquisitori () replicarono che il fenomeno era dovuto alle fasi lunari, li insultò. La prima prova sperimentale, indubitabile, della rotazione della Terra è del 1748, oltre un secolo dopo, mentre per vederla bisognerà aspettare il 1851, con il pendolo di Foucault. Il processo a Galilei avvenne trent'anni dopo, .
Gli storici tradizionalmente ritengono emblematico il processo a Giordano Bruno che, in pieno periodo di repressione controriformista, fu consegnato dalla Repubblica di Venezia, dove si era rifugiato, in seguito alle richieste insistenti e minacciose del Papato, osservano che l'Inquisizione veneta non era così rigida e dura come quella di Roma e, quindi, il filosofo avrebbe potuto anche sfuggire alla morte sul rogo che voleva applicargli la corrente intransigente e conservatrice della Chiesa, soprattutto perché Giordano Bruno condannava la cosiddetta vendita delle indulgenze, pratica molto in voga all'epoca. Secondo i sostenitori della leggenda nera, invece, la Repubblica di Venezia ebbe tutto l'interesse ad appoggiare Roma e spingerla a condannare il filosofo, che, avendo contatti con governanti di Europa, anche in faccende importanti e delicate, si era fatto, a torto o a ragione, l'immagine di un intrigante sovvertitore dell'opinione pubblica.
Inquisizione spagnola
L'espulsione degli ebrei dalla Spagna L'espulsione degli ebrei sefarditi dalla Spagna è descritta dalla storiografia tradizionale come un esempio dell'intolleranza religiosa degli Spagnoli cristiani, accecati dal furore dell'inquisizione o come un astuto provvedimento di natura economica sostenuto dai tribunali dell'Inquisizione.
I fautori della teoria revisionistica sostengono invece che nel 1492 effettivamente furono espulsi dalla Spagna circa 200.000 ebrei (la cifra più alta nella storia), ma la Spagna contava la comunità ebraica più numerosa d'Europa e questo proprio perché era stato, fino a quel momento, un paese estremamente tollerante. Analoghi provvedimenti antigiudaici furono emanati (prima che in Spagna, in cui ripararono gli ebrei espulsi da altri paesi) sempre con lo scopo di appropriarsi dei beni degli espulsi anche da nazioni come Francia e Inghilterra. (paesi anch'essi convintamente cristiani).
NazioneData di espulsioneDescrizione sinteticaFrancia1182Espulsione e confisca dei beni ordinata dal re Filippo II di FranciaInghilterra1290Ordinata da Edoardo I d'Inghilterra, prima grande espulsione del MedioevoFrancia1306, 1321/ 1322 e 1394Filippo IV di Francia, ordina la seconda espulsione avvenuta in questo paese.Austria1421L'espulsione si accompagnò alla persecuzione (270 ebrei bruciati al rogo), confisca dei beni e conversione forzata dei bambini.Castiglia e Aragona1492Ordinata dai Re CattoliciSardegna1492Ordinata da Ferdinando II d'AragonaSicilia1492Ordinata da Ferdinando II d'AragonaLituania1495Portogallo1496/1497Ordinata dal re Manuel I sotto pressione della corona spagnola.Brandeburgo (Germania)1510Tunisi1535Regno di Napoli1541Genova1550 e 1567Baviera1554Stato Pontificio1569/1593
Inoltre, sempre secondo i revisionisti, l'Inquisizione niente ebbe a che vedere con gli ebrei, i quali erano formalmente esclusi dalla giurisdizione ecclesiastica che si limitava ai battezzati, ma solo con i conversos, cioè gli ebrei che avevano deciso di convertirsi al cattolicesimo per rimanere in Spagna. In questo caso gli storici protestanti avrebbero taciuto l'ambito giurisdizionale dell'Inquisizione, modificando il giudizio su di essa.
Gli Autodafé
Il termine autodafé significa atto di fede e come sottolinea il prof.Rodney Stark gli inquisitori erano più interessati al pentimento che alla punizione dell'accusato, che raramente veniva condotto al patiboloRodney Stark, ibidem, 2016, p.171. Erano inoltre eventi non molto frequenti: nella città di Toledo tra il 1575 e il 1660 ,ad esempio,se ne contarono solo 12.
Kamen sostiene che sebbene molte opere pittoriche rappresentino autodafé in cui il condannato subiva torture, in realtà ciò era dovuto alla volontà dei pittori di colpire l'emotività del pubblico. Secondo lo studioso inglese, gli autodafé erano una sorta di processioni religiose in cui la tortura era espressamente vietata perché il processo era ormai concluso. Anche le esecuzioni capitali non erano eseguite durante la cerimonia ma dopo la sua conclusione e separatamente..
Peters, d'altro canto, sostiene come non spetti all'Inquisizione spagnola il primato e l'esclusività del controllo sui costumi. Ciò avveniva in tutte le corti d'Europa con metodi pressoché uguali quando non più violenti perché la religione, in tutta Europa, era considerata una struttura portante della società..
Il genocidio degli amerindi e la distruzione delle culture indigene