Casarsa della Delizia (Cjasarse in friulano standard, Cjasarsa in variante locale) è un comune italiano di abitanti in provincia di Pordenone nel Friuli-Venezia Giulia.
Geografia fisica Territorio Il comune di Casarsa della Delizia è attraversato dalla linea delle risorgive. Si trova cioè nel punto di confine tra la bassa e l'alta pianura, in un'area equidistante dall'arco alpino e dal mare Adriatico. Ciò caratterizza fortemente il territorio, in particolare per quanto concerne l'aspetto idrografico. Nel territorio comunale, infatti, nascono diversi corsi d'acqua, alcuni dei quali di una certa importanza. Il fiume più importante che nasce dalle risorgive casarsesi è il Lemene, corso d'acqua che bagna, con la massima portata, il centro storico della cittadina veneziana di Portogruaro. In territorio casarsese la denominazione del medesimo è Roggia Versa, per poi acquistare la denominazione specifica meno di una decina di chilometri più a sud.
Altri fiumi di una certa importanza che trovano le loro sorgenti in territorio comunale sono il Sile (che nasce in località Villa Sile) ed il Reghena, che nasce nella parte sud del comune, in un'area nota come Boscat (italianizzato in Boscatto), al confine con il comune di San Vito al Tagliamento. La parte ovest di Casarsa (località Centata) è attraversata dalla Roggia dei Molini, un corso d'acqua di discreta portata, che alimenta un lago artificiale. Nella parte meridionale del comune, a San Giovanni, tale roggia assume il nome di fiume Lin.
Il fiume più importante, comunque, che scorre presso il territorio comunale, è il Tagliamento, la cui distanza dal centro abitato è di circa 3 chilometri (meno, se consideriamo il borgo di Versuta e la località Comunali, dove raggiunge il suo minimo). Per quanto il comune non sia più bagnato dalle sue acque (lo fu in un passato non remoto, quando il letto del fiume si spostava sino a lambire Versuta, e ne rimane chiara testimonianza nel terreno gravoso), l'importanza del fiume Tagliamento ha fortemente influenzato il territorio, e più specificamente l'aspetto agricolo (vitivinicolo) del medesimo, tanto che Casarsa viene spesso citata come comune rivierasco, pur trattandosi solo di un comune prossimo al corso del fiume (in questo gioca un ruolo anche il fatto che il vicino ponte sul Tagliamento è denominato Ponte della Delizia, il che lo fa associare in modo diretto a Casarsa della Delizia).
Il comune dista 16 km da Pordenone e 40 km da Udine.
Idrografia Fiume Tagliamento Fiume Lemene (Roggia Versa) Fiume Reghena Fiume Sile Fiume Caomaggiore (Rio Ristacchio) Roggia Mussa Roggia dei Molini (Fiume Lin) Risorgive delle Aguzze Risorgive delle Miris'cis
Origini del nome Il nome è documentato dal 1182 come «Casam arsam», che letteralmente può essere tradotto con "casa arsa, bruciata". Potrebbe essere un ricordo delle invasioni ungare del X secolo, ma una seconda ipotesi preferisce dargli il significato di "arida" per le caratteristiche del terreno.
L'appellativo "della Delizia" è stato integrato con regio decreto del 18 agosto 1867, n. 3893 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 settembre 1867) al fine di distinguerla da Casarza Ligure. Fu desunto dal nome di una località che sorge a est, nei pressi dell'omonimo ponte sul Tagliamento; questo toponimo ha il significato di "luogo prospero e felice".
Storia Preistoria ed Età Antica Gli insediamenti umani nel territorio del comune di Casarsa sono documentati fin dall'età del Bronzo Inferiore e del Ferro, testimoniati dalla presenza dei cosiddetti "castellieri", in particolare nella zona di San Giovanni, e grazie al rinvenimento di selci e cocci. Un insediamento umano preistorico più ampio abbracciava un'area compresa tra San Vito, Casarsa e Bannia (area conosciuta come Sédulis). In età romana, il territorio era attraversato da strade, ed esisteva un insediamento umano stabile nella parte occidentale del comune; a supporto di tale tesi, il ritrovamento di vari reperti archeologici, oggi conservati presso il Civico Museo di San Vito al Tagliamento. Si tratta per lo più di laterizi, materiale musivo, frammenti di anfore e pesi per bilance. La presenza di un insediamento abitativo stanziale è accertata anche in seguito alla caduta dell'Impero, quando Casarsa era un'arimannia longobarda, che presidiava militarmente l'antica via romana, ancora in uso. Proprio a questo periodo parrebbe riconducibile l'episodio (l'incendio ed il saccheggio) che diede il nome al paese. La strada principale era la Via Iulia Augusta che da Mestre si dirigeva ad Udine. A questo attraversamento confluivano anche la Via Postumia, la Via Germanica e la via Concordia Sagitaria-Casarsa della Delizia.
Dal Medioevo all'Ottocento Nominata per la prima volta in una bolla di papa Lucio III nel 1183, Casarsa era allora alle dipendenze dell'abbazia di Sesto al Reghena, mentre San Giovanni dipendeva direttamente dal vescovo di Concordia. La pieve di San Giovanni, a sua volta, aveva la qualifica di "pieve vescovile", ed era chiesa matrice di Casarsa (fino al 1440), San Vito (fino al 1258), Prodolone (fino al 1694) e San Lorenzo (fino al 1586).
Parte della Patria del Friuli, dapprima, ha seguito poi le sorti della Repubblica di Venezia. In età napoleonica, dal punto di vista amministrativo, ha fatto parte, per circa un anno (1806-1807), del Dipartimento di Passariano, con capoluogo Udine, per poi passare al Dipartimento del Tagliamento, con capoluogo Treviso, assieme al resto del Distretto di Pordenone (1807-1814), ed è stata infine annessa all'Italia nel 1866. Nel 1847 il comune di Casarsa ha incorporato parte del soppresso comune di San Giovanni (che comprendeva anche Prodolone, incorporata a San Vito), nonché la località Sile, scorporata da Orcenico Inferiore, assumendo così l'attuale estensione territoriale.
Il maggior sviluppo del territorio casarsese si è avuto a partire dalla seconda metà del XIX secolo, grazie alle nuove opere infrastrutturali (ferrovie e strade), che sono state di impulso alla creazione di nuove attività commerciali ed industriali.
Novecento e oggi È oggi un importante centro agricolo (in particolare nel settore vitivinicolo) situato in prossimità della sponda destra del fiume Tagliamento ed un nodo ferroviario di primaria importanza per tutta la provincia di Pordenone (linee per Udine-Trieste, Venezia, Portogruaro, Spilimbergo-Pinzano al Tagliamento-Gemona). Fino alla fine della guerra fredda fu anche uno dei più noti centri militari italiani, per poi veder ridimensionata di molto la presenza dell'esercito nella zona, a causa delle mutate condizioni geopolitiche dell'area. La sua importanza come nodo ferroviario e stradale, nel corso dell'ultima guerra, le costò la semidistruzione del centro abitato ad opera degli Alleati.
Importante figura culturale della cittadina è stato indiscutibilmente il poeta Pier Paolo Pasolini, che visse a Casarsa, paese d'origine della madre, dal 1942 al gennaio 1950. Pasolini è sepolto nel cimitero comunale, in una tomba adiacente a quella della madre. A poca distanza riposano le spoglie del padre e dell'unico fratello.
Simboli Lo stemma comunale si può blasonare: partito: il primo di verde, alla casa ardente vista di fronte al naturale; il secondo d'azzurro, all'Agnus Dei al naturale; Il tutto abbassato al capo di rosso, alla fede di carnagione, manicata di nero.
Quando a Casarsa fu aggiunta la denominazione "della Delizia" con regio decreto del 1867 fu adottato il nuovo stemma comunale che rappresenta l'unione dei paesi di Casarsa e di San Giovanni. L'immagine delle due mani che si stringono ne sancisce l'unione. La casa bruciata riprende l'etimologia di Casarsa, che deriva dal latino casam arsam, l'agnello pasquale è simbolo di san Giovanni Battista.
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa di Santa Croce e San Rocco Costruita nel XV secolo, è la vecchia chiesa parrocchiale. L'attuale aspetto esterno si deve a una riduzione delle dimensioni, avvenuta nell'Ottocento, causa la costruzione della nuova parrocchiale.
La chiesa di Santa Croce e San Rocco ha importanza perché al suo interno contiene, alle pareti, un ciclo di affreschi cinquecenteschi di Pomponio Amalteo o del Pordenone (di attribuzione non certa, causa la vicinanza dei due pittori). Fino al 1944-1945, quando la chiesa subì pesanti bombardamenti, la volta era affrescata, anch'essa ad opera del pittore veneto Pomponio Amalteo.
Il 6 novembre 1975 fu in questa chiesa che si tennero i funerali di Pier Paolo Pasolini; questa chiesa è legata anche all'opera del poeta, avendolo ispirato per la tragedia I turcs tal Friûl: infatti vi è custodita una lapide del 1529 in memoria dell'invasione turca subita da Casarsa nel 1499, qui trasferita dalla Chiesa della Beata Vergine delle Grazie, oggi non più esistente, che era sita in prossimità della chiesa arcipretale di S. Croce e B.V. del Rosario (ne sono stati ricalcati i segni della pianta sulla pavimentazione di Piazza Cavour, in seguito al rifacimento della stessa).
Chiesa arcipretale di Santa Croce e Beata Vergine del Rosario Costruita negli ultimi decenni del XIX secolo, la chiesa arcipretale è nel cuore del paese, poco distante dalla casa materna di Pasolini.L'edificio si caratterizza specialmente per i due campanili gemelli ai lati della facciata, entrambi dotati di quattro monofore e di due orologi.All'interno sono conservate numerose opere di artisti friulani del Novecento, fra le quali numerosi affreschi.
Capitello votivo del Borc di Sora Struttura votiva popolare situata in via Valvasone, il capitello del Borc di Sora è un edificio caratteristico: è un sacello con frontone sostenuto da quattro colonne, con all'interno un altare. Sul tetto due pilastrini sostengono una campana di dimensioni medio-grandi.
Architetture civili
Tomba di Pier Paolo Pasolini Progettata dall'architetto friulano Gino Valle, la tomba di Pier Paolo Pasolini è nel cimitero di Casarsa, a sinistra dell'ingresso. Si tratta di un sepolcro semplice, costituito da una lapide grigia posta sul terreno, con inciso solamente PIER PAOLO PASOLINI / (1922-75). Tale lapide è posta a fianco di una lapide gemella, quella del sepolcro materno, entrambe incorniciate da un'aiuola: a ricordare il profondo legame che tenne uniti per tutta la vita Pier Paolo e la madre Susanna Colussi in Pasolini.
Malgrado la modestia e la mancanza di decori, Gino Valle segnala con due elementi la presenza del poeta: una sottile striscia di marmo che parte dalla tomba pasoliniana è rialzata tra la ghiaia del cimitero, facendo rallentare e porre l'attenzione sulla tomba all'ignaro passante. Inoltre un alloro, simbolo antico del poeta, cresce all'interno dell'aiuola, ombreggiando la lapide. Anche la tomba di Guido Pasolini, fratello di Pier Paolo, partigiano ucciso da altri partigiani, è nel cimitero di Casarsa, a destra dell'ingresso, assieme a quella degli altri caduti locali per la Liberazione.
Casa materna di Pasolini
Edificio addossato a via Guido Pasolini, verso la piazza Centrale di Casarsa, la casa della famiglia di Susanna Colussi, dove il poeta passò momenti fondamentali dell'infanzia, è oggi sede del Centro Studi Pier Paolo Pasolini: qui sono custoditi numerosi suoi documenti e dipinti degli anni friulani. Il Centro Studi possiede una biblioteca specializzata e offre in vendita alcune pubblicazioni pasoliniane non sempre facili da reperire nonché il catalogo delle mostre tenute nei locali del centro espositivo. Gli addetti offrono indicazioni sulle iniziative culturali del territorio e distribuiscono una mappa con l'itinerario di Pasolini a Casarsa (sono anche disponibi biciclette in comodato gratuito). Opere di e su Pasolini, come pure un'ampia raccolta di monografie e tesi di laurea dedicate al poeta sono custodite anche presso la Biblioteca Civica di Casarsa.
Ex Palazzo Municipale