LOrdine dei Carmelitani scalzi (in latino Ordo Fratrum Discalceatorum Beatae Mariae Virginis de Monte Carmelo; sigla O.C.D.) è un istituto religioso maschile di diritto pontificio.Ann. Pont. 2013, p. 1424.

L'ordine deriva dalla riforma scalza introdotta nel 1562 nel monastero femminile di San Giuseppe d'Avila da santa Teresa di Gesù ed estesa al ramo maschile dell'ordine carmelitano a opera di san Giovanni della Croce con la fondazione del conventino di Duruelo nel 1568.Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 523.

Gli scalzi furono riconosciuti prima come provincia (1580)Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 526. e poi come congregazione (1587)Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 527. all'interno dell'ordine carmelitano, dal quale si separarono definitivamente nel 1593.Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 528. Dopo la separazione dal ramo "calzato" i religiosi si divisero in due congregazioni autonome (di San Giuseppe in Spagna e di Sant'Elia in Italia),Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 529. riunite da papa Pio IX nel 1875.Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 538.

L'abito dei frati è di colore bruno ed è costituito da veste talare stretta alla vita da una cintura, scapolare e cappuccio; nelle occasioni solenni si aggiungono cappa e cappuccio bianchi.Silvano Giordano, in La sostanza dell'effimero..., p. 480.

I carmelitani scalzi sono innanzitutto dediti alla vita contemplativa e, secondariamente, alle attività pastorali (direzione spirituale, predicazione) e al lavoro missionario.

Storia Origini

Teresa di Gesù, già religiosa carmelitana nel monastero dell'Incarnazione di Avila (in Spagna), elaborò con alcune compagne il progetto di un nuovo monastero riformato, sul tipo di quelli delle clarisse "scalze" che seguivano lo spirito di Pietro d'Alcántara. Trovata una sede, la adattò e, ottenuto il permesso della Penitenzieria Apostolica, il 24 agosto 1562 la eresse in monastero (secondo la regola senza mitigazioni del 1247, senza rendite) con il titolo di San Giuseppe: nel 1563 Teresa fu eletta priora e fissò le prime norme di vita.Ludovico Saggi ed Eulogio Pacho, DIP, vol. IX (1997), col. 954.

Maturò poi l'idea di istituire una famiglia di religiosi dello stesso stile per la direzione spirituale delle monache e, per mezzo del vescovo d'Avila Álvaro de Mendoza, sottopose il progetto al priore generale dei carmelitani. Nel 1567 Teresa ricevette la visita del priore generale Giovanni Battista Rossi, che apprezzò e incoraggiò la sua opera, invitandola a fondare altri monasteri; dopo un iniziale rifiuto, il generale concesse anche il permesso di erigere due conventi maschili di "carmelitani contemplativi" posti sotto l'obbedienza del provinciale di Castiglia.

Nell'autunno 1567 Teresa incontrò Giovanni di San Mattia, giovane carmelitano del convento di Medina del Campo, studente di teologia e filosofia a Salamanca e da poco sacerdote, che stava meditando di passare ai certosini. Teresa lo convinse a diventare la pietra fondamentale della riforma che intendeva realizzare tra i frati dell'ordine.Valentino Macca, DIP, vol. IV (1977), col. 1256.

Per iniziarlo al nuovo stile di vita, Teresa volle con sé Giovanni alla fondazione del monastero delle scalze di Valladolid. Dopo averlo rivestito per primo dell'abito da lei ideato per i suoi frati, lo invitò a preparare il primo conventino a Duruelo.

Fondazione

La vita comune ebbe inizio il 28 novembre 1568 con Giovanni, che prese il nome di Giovanni della Croce, Antonio di Gesù, già priore del convento di Medina del Campo, e il fratello laico Giuseppe di Cristo.

Teresa diede ai suoi frati quella che lei definiva la "Regola primitiva" dell'ordine carmelitano, cioè quella emanata da papa Innocenzo IV con la bolla Quem honorem conditoris del 1º ottobre 1247, senza le successive mitigazioni relative al silenzio, al raccoglimento e all'astinenza approvate dai papi Eugenio IV, Pio II e Sisto IV.Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 541. I frati univano alla vita di preghiera un fervente apostolato tra gli abitanti dei vicini villaggi.Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 524.

Il 13 luglio 1569 fu fondato a Pastrana il secondo convento dei carmelitani scalzi, nel quale abbracciarono la vita religiosa i primi italiani: Ambrogio Azzaro (Mariano di San Benedetto) e Giovanni Narducci (Giovanni della Miseria). La comunità di Duruelo nel 1570 si trasferì a Mancera de Abajo; lo stesso anno, a causa del fiorire delle vocazioni, fu inaugurato ad Alcalá de Henares il primo collegio della riforma e Giovanni della Croce ne fu il primo rettore. A queste prime tre comunità, si aggiunsero presto i conventi di Altomira (1571) e di Roda (1572).Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 525.

Conflitti tra "scalzi" e "calzati" A partire dal 1572 si aprirono numerose case in Andalusia (San Juan del Puerto, Granada, La Peñuela...) non autorizzate dal priore generale; inoltre nel 1574 fu eletto superiore provinciale di Andalusia Girolamo della Madre di Dio Gracián, che aveva professato tra gli scalzi di Pastrana. Ciò creò un attrito tra gli scalzi e il resto dell'ordine.

Il capitolo generale dei carmelitani celebrato a Piacenza nel 1575 condannò gli scalzi come "disobbedienti, contumaci e ribelli" e impose loro di lasciare i conventi andalusi fondati senza il consenso del priore generale. Il nunzio apostolico in Spagna, Nicolò Ormaneto, favorevole agli scalzi, rese inefficaci le decisioni del capitolo generale, ma ciò servì solo a inasprire il conflitto con i "calzati", tanto che nel 1577 Giovanni della Croce fu arrestato ad Avila e incarcerato a Toledo: riuscì a fuggire dal carcere conventuale solo nove mesi dopo.

Gli scalzi, inoltre, convocarono illegittimamente un capitolo ad Almodóvar del Campo ed elessero un loro provinciale: il nuovo nunzio apostolico Filippo Sega, meno favorevole agli scalzi rispetto al suo predecessore, reagì destituendo il provinciale, abrogando gli atti del capitolo e scomunicando i partecipanti. I conventi degli scalzi vennero sottomessi a due carmelitani della comune osservanza: Juan Gutiérrez e Diego de Cárdenas.

Ma nel 1579 il nunzio Sega, su pressione di un consiglio di quattro assistenti nominati da Filippo II, revocò i poteri a Gutiérrez e de Cárdenas e nominò per le comunità della riforma scalza un vicario generale nella persona di Angelo de Salazar, già provinciale di Castiglia al tempo della fondazione del monastero di San Giuseppe.

A istanza di Filippo II, con il breve Pia consideratione di papa Gregorio XIII del 22 giugno 1580, gli scalzi furono separati dai carmelitani "calzati" ed eretti in provincia. Il capitolo degli scalzi celebrato ad Alcalá il 3 marzo 1581 rese esecutivo il breve papale ed elaborò un primo corpo completo di costituzioni.

Il primo provinciale fu Gerolamo della Madre di Dio Gracián: sotto il suo provincialato, gli scalzi fondarono il loro primo convento fuori dal territorio spagnolo, a Genova (1584); il 10 aprile 1584 fu aperta la prima missione in Congo e l'11 luglio 1585 un gruppo di frati partì per il Messico.

Ordine indipendente Il successore di Gracián, Nicolò di Gesù Maria Doria, fu eletto il 10 maggio 1585. Egli mise un freno all'attività missionaria degli scalzi e agli sviluppi fuori della Spagna, concentrandosi sul consolidamento della riforma: organizzò le case esistenti in distretti o province, ottenne un procuratore generale per gli scalzi a Roma (breve Quae a praedecessoribus di papa Sisto V del 20 settembre 1586), fece abbandonare agli scalzi il rito gerosolimitano in favore di quello romano e, con il breve Cum de statu del 10 luglio 1587, ottenne l'erezione degli scalzi in congregazione con un proprio vicario generale. Nel 1588 Doria fu eletto vicario generale e formò un governo collegiale di sei consiglieri generali (la consulta), orientato a un controllo minuto di tutta la congregazione.

Nel 1593 Doria ottenne dal capitolo generale dell'ordine riunito a Cremona la completa separazione giuridica degli scalzi dal tronco principale dei carmelitani e papa Clemente VIII ratificò il voto del capitolo con la bolla Pastoralis officii del 20 dicembre 1593.

Nicolò di Gesù Maria Doria, nominato preposito generale fino alla celebrazione di un nuovo capitolo generale, morì pochi mesi dopo: nel 1594 fu eletto il primo vero generale dell'ordine, Elia di San Martino.

Congregazioni di Spagna e Italia

Nonostante già da tempo si facesse strada il progetto di fondazioni a Roma e Napoli, l'erezione di conventi scalzi in Italia incontrava l'opposizione di Filippo II e dei superiori dell'ordine: da un lato perché si temeva che la diffusione dell'ordine fuori dalla Spagna avrebbe potuto nuocere all'ideale di orazione e penitenza che erano norma di vita per i frati, dall'altro perché si temeva la direzione e il potere di visita sulle case spagnole da parte di Roma.Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 533.

Il 20 marzo 1597, con la bolla Sacrarum Religionum, papa Clemente VIII concesse agli scalzi l'erezione di un convento a Roma, in Santa Maria della Scala. Subito dopo, il papa sottrasse i due conventi italiani (Genova e Roma) alla giurisdizione dei superiori spagnoli e li sottomise immediatamente alla Santa Sede: il 13 novembre 1600, con il breve In apostolicae dignitatis, eresse i conventi italiani in congregazione indipendente.

Non ci sarebbe stata nessuna intercomunione tra i conventi spagnoli e quelli italiani. I carmelitani scalzi vennero, così, a essere costituiti da due congregazioni distinte, con governi e legislazioni proprie: la congregazione spagnola di San Giuseppe e la congregazione italiana di Sant'Elia; alle prime due si aggiunse, nel 1773, quella portoghese di San Filippo, che ebbe però vita effimera.

La congregazione spagnola si caratterizzò per il ritiro, il raccoglimento e l'osservanza regolare. L'attività missionaria avviata in Congo fu presto abbandonata e ai religiosi in Messico fu proibito anche l'insegnamento del catechismo agli indigeni: tale atteggiamento, anche se non consentì l'irradiazione apostolica, favorì gli studi e l'attività letteraria.Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 530.

Dalla separazione della provincia portoghese (costituita nel 1588) dalla congregazione spagnola, ebbe origine la congregazione del Portogallo, eretta da papa Clemente XIV con il breve Paterna sedis del 28 aprile 1773. L'attività apostolica della congregazione portoghese fu notevole: si ebbero anche fondazioni nei possedimenti africani di Mozambico e Angola e, soprattutto, in Brasile. Fu soppressa nel 1834.Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 537.

Con l'atto di erezione, papa Clemente VIII diede alla congregazione italiana il potere di fondare case in tutto il mondo, a eccezione della Spagna e dei suoi possedimenti. La congregazione italiana si dotò di costituzioni proprie organizzando una forma di vita ben distinta da quella vigente in Spagna.Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 534.

I carmelitani scalzi della congregazione italiana conobbero una grande e rapida diffusione: nel 1614 i membri erano già più di 300 sparsi in tutta Europa e si procedette alla divisione della congregazione in province (3 in Italia e una rispettivamente in Francia, Polonia e Belgio-Germania); nel 1650 i frati professi erano 2.326, con 149 conventi organizzati in 14 province e circa 100 missionari sparsi in Persia, India, Arabia, Siria, Libano, Inghilterra e Paesi Bassi (per la formazione dei missionari esistevano tre seminari a Roma, Lovanio e Malta).Valentino Macca, DIP, vol. II (1975), col. 535.

Soppressioni del Sette-Ottocento

Le circostanze politiche e sociali della seconda metà del Settecento e dell'inizio dell'Ottocento causarono gravi perdite a tutte le congregazioni dell'ordine.