Pensieri sull'educazione (Some Thoughts Concerning Education) è un trattato del 1693 sull'educazione dei "gentleman" scritto dal filosofo inglese John Locke. Per oltre un secolo, fu il più importante lavoro filosofico sull'educazione in Inghilterra. Durante il XVIII secolo è stato tradotto in quasi tutte le principali lingue europee e quasi tutti gli scrittori europei che hanno trattato dell'educazione, incluso il filosofo illuminista Jean-Jacques Rousseau, che scrisse il romanzo pedagogico Emile, ne hanno riconosciuto l'influenza.

Nel suo Saggio sulla comprensione umana (1690), Locke aveva delineato una nuova teoria della mente, sostenendo che questa era una tabula rasa o "blank slate"; cioè non conteneva idee innate. Pensieri riguardanti l'educazione spiega come educare la mente usando tre metodi distinti: lo sviluppo di un corpo sano; l'istruzione di un "gentleman" virtuoso e la scelta di un curriculum accademico adeguato.

Il libro nasce da alcune lettere che Locke scrisse per un amico aristocratico, ma in realtà i suoi consigli avevano un richiamo più ampio, poiché i suoi principi educativi suggerivano che chiunque potesse acquisire lo stesso tipo di carattere degli aristocratici, per i quali Locke inizialmente intendeva il lavoro.

Contesto storico Locke non ha scritto una propria filosofia dell'educazione ma ha approfondito le diverse teorie ed interpretazioni della riforma educativa inglese del XVII secolo, introducendovi alcune idee personali.

Scrittori inglesi come John Evelyn, John Aubrey, John Eachard e John Milton avevano precedentemente sostenuto "riforme simili sul curriculum e sui metodi di insegnamento", ma non erano riusciti a raggiungere un vasto pubblico.Ezell, Margaret J.M. "John Locke's Images of Childhood: Early Eighteenth-Century Responses to Some Thoughts Concerning Education." Eighteenth-Century Studies 17.2 (1983–84), 141. Curiosamente, però, Locke proclama in tutto il suo testo che la sua è un'opera rivoluzionaria.

L'Inghilterra in quel periodo si stava lentamente trasformando in una potenza mercantilista e secolarista, i valori educativi umanistici del Rinascimento, che avevano sancito lo scolasticismo, incominciavano ad essere considerati superati.Axtell, James L. "Introduction." The Educational Writings of John Locke. Ed. James L. Axtell. Cambridge: Cambridge University Press (1968), 60. Come Francis Bacon, prima di lui, Locke ed altri riformatori del suo periodo si misero in opposizione con quanto affermato dalle più autorevoli istituzioni educative del loro periodo (Cambridge e Oxford) secondo cui era necessario mettere al centro dell'educazione l'autorità culturale dei classici, considerando sterile e inutile tutto ciò che si poneva in disaccordo con l'unica e originale Filosofia.

In seguito a questo dibattito culturale, un numero crescente di famiglie iniziò a chiedere un'istruzione pratica per i loro figli, considerando inutile che i loro figli trascorressero tutto il loro tempo a studiare testi greci e latini, e chiedendo altresì, lo studio delle scienze emergenti, della matematica e delle lingue moderne. Questi genitori speravano di preparare i loro figli all'economia in evoluzione, per meglio prepararli al nuovo mondo che vedevano formarsi intorno a loro.Axtell, 69–87.

Testo Nel 1684 Edward Clarke chiese consiglio al suo amico, John Locke, su come educare il figlio ed erede, Edward, Jr.; Locke rispose con una serie di lettere che servirono da base per Pensieri sull'educazione.Axtell, 4. Il libro sarà pubblicato da Locke solo nel 1693, su incoraggimento proprio di Edward Clarke e di un altro amico, William Molyneux; tuttavia, essendo Locke, insicuro sul reale interesse e valore dell'opera, decise di pubblicarlo in forma anonima.Axtell, 13.

Locke in seguito alla pubblicazione ha rivisto e ampliato il testo molte volte prima di morire,Axtell, 15–16. ma non ha mai modificato lo "stile familiare e amichevole dell'opera".Tarcov, 79.

Teoria pedagogica Delle principali affermazioni di Locke nel Saggio sulla comprensione umana e Pensieri sull'educazione, due hanno avuto un ruolo determinante nella teoria educativa del XVIII secolo. Il primo è che l'educazione serve a formare l'uomo; come scrive Locke all'inizio del suo trattato, "Penso di poter dire che di tutti gli uomini con cui ci incontriamo, nove parti su dieci sono ciò che sono, buoni o cattivi, utili o meno, grazie alla loro educazione".Locke, John. Some Thoughts Concerning Education and of the Conduct of the Understanding. Eds. Ruth W. Grant and Nathan Tarcov. Indianapolis: Hackett Publishing Co., Inc. (1996), 10; see also Tarcov, 108. Con questa affermazione, Locke fa riferimento e si oppone sia alla visione di Sant'Agostino dell'uomo, che fonda la sua concezione dell'umanità sul peccato originale, sia alla posizione Cartesio, che sostiene che l'uomo conosce in modo innato le conoscenze logiche di base.Ezell, 140. Nel suo saggio Locke parla di una mente "vuota" - una tabula rasa, che deve essere "riempita" dall'esperienza. Nel descrivere la mente in questi termini, Locke ha tratto ispirazione dal Teeteto di Platone, in cui si parla della mente come di una "tavoletta di cera".Simons, Martin. "Why Can't a Man Be More Like a Woman? (A Note on John Locke's Educational Thought)." Educational Theory 40.1 (1990), 143. Sebbene Locke sostenesse strenuamente la teoria mentale della tabula rasa, ammetteva l'esistenza di talenti ed interessi innati.Yolton, John W. The Two Intellectual Worlds of John Locke: Man Person, and Spirits in the Essay. Ithaca: Cornell University Press (2004), 29–31 and John Yolton, Locke: An Introduction. New York: Basil Blackwell (1985), 19–20; see also Tarcov, 109. Ad esempio, consigliava ai genitori di guardare attentamente i loro figli per scoprirne le "attitudini" e di coltivarne gli interessi, piuttosto che costringerli a partecipare ad attività non apprezzate da loro.Yolton, John Locke and Education, 24–5.

Locke discute anche una teoria dell'io. Scrive: "le piccole e quasi insensibili impressioni sui nostri teneri bambini hanno conseguenze molto importanti e durature".Locke, Some Thoughts, 10. Con questo vuole evidenziare che le associazioni di idee, che si sviluppano nei bambini sono più profonde di quelle create nelle menti mature, perché sono il fondamento dell'io: proprio perché, quando la mente è ancora una tabula rasa, è più facile segnarla. Nel saggio, in cui introduce per la prima volta la teoria dell'associazione di idee, Locke mette in guardia dal lasciare che "una cameriera sciocca" convinca un bambino che "folletti e spiriti" vengano associati al buio, perché "il buio porterà sempre con sé quelle idee spaventose, e saranno così unite, che non potrà più distinguere l'una dall'altra"Locke, John. An Essay Concerning Human Understanding. Ed. Roger Woolhouse. New York: Penguin Books (1997), 357..

L'enfasi che mostra Locke per il ruolo dell'esperienza nella formazione della mente e la sua preoccupazione per le false "associazioni di idee" ha portato molti a classificare passiva la sua "teoria della mente", ma alcuni studiosi delle teorie filosiche di Locke, come ad esempio Nicholas Jolley o Nathan Tarcov, affermano che gli scritti di Locke sono pieni di indirizzi tesi ad una ricerca attiva della conoscenza ed alla riflettessione sull'opinione ricevuta; rilevando in queste idee l'essenza della sfida di Locke all'innatismo.Tarcov, 83ff and Jolley 28ff.

Corpo e mente Locke sostiene che i genitori dovrebbero dedicarsi prevalentemente ad instillare nei propri figli le migliori abitudini fisiche, prima di iniziare la loro istruzione accademica.Locke, Some Thoughts, 11–20. Secondo molti studiosi è naturale che Locke, essendosi formato originariamente come medico, cominci i suoi pensieri con una discussione sui bisogni fisici dei bambini, eppure questa innovazione generica ed apparentemente semplice, si è rivelata uno dei lasciti più duraturi del filosofo inglese.Hardyment, Christina. Dream Babies: Child Care from Locke to Spock. London: Jonathan Cape (1983), 226; 246–7; 257–72. Locke cita le Satire di Decimo Giunio Giovenale: "una mente sana in un corpo sano", per convincere i genitori che devono occuparsi soprattutto della salute dei loro figli. Era inoltre convinto che i bambini dovevano essere esposti a condizioni difficili, quasi estreme, come ad esempio le basse temperature o le scarpe bagnate, per temprarli maggiormente. Locke offre anche consigli specifici su argomenti che vanno dalla biancheria da letto, alla dieta o ai cicli di sonno.

Virtù e ragione Locke dedica la maggior parte di Pensieri sull'educazione a spiegare come instillare la virtù nei bambini. Definisce la virtù come una combinazione di abnegazione e razionalità: "per cui un uomo sia in grado di negare a se stesso i propri desideri e, attraverso le proprie inclinazioni, perseguire la ragione che lo elevi maggiormente, sebbene l'appetito penda dall'altra parte".Locke, Some Thoughts, 25. Secondo il filosofo inglese, i bambini erano in grado di ragionare fin dall'inizio della loro vita e che i genitori avrebbero dovuto affrontarli come esseri ragionanti, cercando di creare in loro l'abitudine di pensare in modo razionale.Yolton, Two Intellectual Worlds, 31–2. Locke continuamente rimarca la predominanza dell'abitudine rispetto ai metodi di correzione: i bambini dovrebbero interiorizzare l'abitudine al ragionamento piuttosto che memorizzare una serie complessa di divieti. Nel saggio sulla comprensione umana aveva già esposto le sue idee sulla razionalità e sulle abitudini, lamentantandosi dell'irrazionalità della maggioranza delle persone e di come, le imposizioni sociali, rendessero incapaci di cambiare o rinunciare alle antiche credenze.See, for example, Locke, Essay, 89–91.

Il suo modello educativo, non si riduce al trattamento dei bambini come esseri razionali, ma si pone l'obiettivo di creare un sistema disciplinare fondato sulla stima e sul disonore piuttosto che su premi e punizioni.Yolton, Introduction, 22–4. Per Locke, premi materiali e punizioni corporali suscitano passioni piuttosto che ragione.Locke, Some Thoughts, 34–8. Sostiene inoltre che "una sorta di disciplina servile porta ad un temperamento servile".Locke, Some Thoughts, 34.

È importante capire il motivo per cui Locke consiglia ai genitori di trattare i loro figli come esseri ragionanti.

Secondo il filosofo inglese "l'unico ostacolo che lo separa dal mondo è una conoscenza approfondito di esso, in cui il giovane gentiluomo deve essere condotto per gradi, misurati in base alle sue capacità, più velocemente possibile."Locke, Some Thoughts, 68. Il pensiero, verrà approfondito nel Secondo trattato sul governo (1689), in cui Locke sostiene che è dovere dei genitori educare i propri figli ed agire in loro vece, perché i bambini, sebbene abbiano la capacità di ragionare sin da giovani, non lo fanno in modo coerente e tendono spesso a comportamenti irrazionali; è obbligo dei genitori insegnare ai propri figli a diventare adulti razionali in modo che non siano sempre vincolati da legami parentali.Yolton, John Locke and Education, 29–30; Yolton, Two Intellectual Worlds, 34–37; Yolton, Introduction, 36–7.

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