Farra d'Alpago (Fàra in dialetto bellunese) è una frazione del comune italiano di Alpago, nella provincia di Belluno, in Veneto. Farra d'Alpago costituisce uno dei tre municipi del comune.
Fu un comune autonomo sino al 23 febbraio 2016, quando insieme alle frazioni di Buscole, Campon, Lastra, Pian Cansiglio, Pian Osteria, Pianture, Poiatte, Santa Croce, Spert, Tomas, Villaggio Riviera e Villanova è confluito nel nuovo comune di Alpago, assieme agli ex comuni di Pieve d'Alpago e Puos d'Alpago.
Il centro si estende nella conca dell'Alpago, a sud-est di Belluno, sulla riva orientale del Lago di Santa Croce. Nella parte occidentale passa l'autostrada A27 Venezia-Belluno e la ferrovia Ponte nelle Alpi-Conegliano; l'ex comune era dotato di una fermata della linea, Santa Croce del Lago, tuttora operativa.
Nella zona alta si apre il vasto altopiano del Cansiglio, una delle località con temperature più rigide del Veneto. Nell'Altopiano è presente una comunità di cimbri.
Storia Farra si affaccia sulla sponda del lago di Santa Croce, in posizione defilata, caratteristica che per secoli l'ha risparmiata dalle scorrerie degli eserciti invasori. Fu un centro privilegiato dai Longobardi, ai quali deve il suo nome.Il toponimo "Farra" deriva infatti dal termine longobardo fara, indicante un clan o un accampamento militare (così anche per la vicina località di Farra di Soligo). La comunità si costituì grazie all'aggregazione di un gruppo omogeneo e compatto di famiglie, originate dallo stesso clan gentilizio.
Farra è citata per la prima volta nel 923 nel diploma con il quale l'imperatore Berengario conferma al vescovo di Belluno l'investitura feudale dell'Alpago, inlcuso il bosco del Cansiglio. La necessità di gestire lo sfruttamento dei boschi e dei pascoli e di garantire la pacifica convivenza portarono anche nell'Alpago alla nascita di due Regole: la Regola del Tesa di Sopra e quella del Tesa di Sotto, alla quale Farra apparteneva.
Dopo la dedizione di Belluno a Venezia, sotto il dominio della Serenissima (1404-1797) l'Alpago visse un lungo periodo di pace e di benessere economico, formando un'amministrazione distinta che comprendeva le parrocchie di Farra, di Lamosano, di Tambre e il bosco del Cansiglio. La Repubblica di Venezia era interessata soprattutto allo sfruttamento del legname e non realizzò particolari opere per il consolidamento e la crescita della comunità. L'unico esempio di infrastruttura realizzata da Venezia fu l'imbrigliamento e la sistemazione del torrente Rai, nel XVIII secolo, per adeguarlo alla navigazione delle zattere e collegarlo al Piave. Ulteriori modifiche idrauliche furono realizzate negli anni Trenta del Novecento dalla Società Adriatica di Elettricità (SADE) per lo sfruttamento delle acque destinato alla produzione di energia elettrica.
La storia della piccola comunità di Farra coincise con quella dell'area bellunese. Il paese entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1866. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, il territorio fu teatro di cruente lotte, incendi, eccidi e deportazioni. Infine, con Legge Regionale del 18 febbraio 2016 n. 6, è stato istituito, a partire dal 23 febbraio 2016, il comune di Alpago in provincia di Belluno, mediante la fusione dei comuni contigui di Farra d'Alpago, Pieve d'Alpago e Puos d'Alpago.
Simboli Lo stemma e il gonfalone del Comune di Farra d’Alpago erano stati concessi con regio decreto del 1º maggio 1930.
Il gonfalone era un drappo partito di rosso e di azzurro caricato dell'arma sopra descritta.
Monumenti e luoghi d'interesse
Edifici religiosi Chiesetta di San Vigilio, presso il cimitero nuovo di Farra. Si tratta del più antico luogo di culto dell'intera conca dell'Alpago, sfruttato ininterrottamente nel corso dei secoli e più volte rimaneggiato fino all'ultima nel XVI secolo. Attualmente in decadenza, nel 2025 è stato approvato il progetto di riqualificazione che sarà portato avanti grazie a fondi regionali. Essa dà inoltre il nome al rione che copre l'area nord-occidentale del paese, che rappresenta quella più prossima al piccolo tempio; Chiesa parrocchiale, al centro del paese nel rione di Farra Centro, dedicata ai santi Filippo e Giacomo, risalente al XIX secolo. All'esterno, sul lato destro, si trova il campanile dalla sommità in rame; La piccola chiesa di Sant'Apollonia, nel rione omonimo del paese; Santuario della Madonna del Runal, la cui denominazione ufficiale è Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria, edificato nel XIX secolo. Sorge nel luogo dove, secondo una leggenda popolare, sarebbe stata rinvenuta una tela raffigurante la Madonna appesa a un ramo che, per quanto si tentasse di trasportarla altrove per custodirla in un luogo sicuro, alla fine veniva sempre trovata nuovamente appesa all'albero. Si decise dunque di edificare il santuario sopra il luogo del prodigio e di collocare la tela sopra l'altare. L'edificio, sito poco sopra la frazione Pianture, ha pareti di calce imbiancata e un caratteristico tetto di rame azzurro. La pianta è a croce greca con tre entrate. Il campanile si può ancora suonare dal piano della chiesa tramite una lunga fune, per la gioia dei più piccoli; Monumento alla Madonna del Lago, su un promontorio poco a nord della frazione Poiatte, accanto alla Via Regia. All'interno la statua lignea con accanto una pietra con dipinta la poesia dialettale a Lei dedicata. Nelle fessure si possono lasciare monetine come ex-voto alla protettrice del lago, che scruta benevola.
Edifici civili "Ponti Romani", così denominati malgrado risalenti al XIV secolo, poco sotto la Madonna del Runal, tra le frazioni di Tomas ePianture. Si tratta di due ponti in pietra che permettono di attraversare prima il Vallon Runal e poi il Vallon di Spert. Sono inseriti nel percorso di Nordic Walking Poiatte-Runal.
Società Evoluzione demografica
Amministrazione
Note
Voci correlate Alpago Lago di Santa Croce Cansiglio Poiatte Pianture Spert Stazione di Santa Croce del Lago
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