Il fiore di pietra (Каменный цветок) è un film del 1946 diretto da Aleksandr Lukič Ptuško.

Trama Questa favola viene narrata da un vecchio cantastorie di nome Slyshko.

L'abile tagliatore di gemme Procopio sta invecchiando e l'ufficiale giudiziario inviato dal suo padrone di casa lo convince a prendere nel suo laboratorio orafo un apprendista in modo tale da poter continuare la sua attività lavorativa e pagare regolarmente le rate dell'affitto.

Procopio cerca così di insegnare il mestiere a diversi ragazzi, ma nessuno di loro sembra comprendere quella che lui chiama "l'anima della pietra". Alla fine sceglie come apprendista il giovane Danilo che pur essendo un po' sbadato mostra un talento straordinario nel modellare le gemme e a creare nuovi motivi, riuscendo a superare in bravura il suo stesso insegnante.

Passano gli anni e un giorno il padrone di casa convoca Procopio spiegandogli che durante un viaggio in Francia ha conosciuto un marchese che gli ha mostrato un prezioso scrigno splendidamente lavorato. Per vantarsi, il padrone di casa ha scommesso di averne anche lui uno più bello, promettendo di presentarlo per confrontare entrambi gli scrigni e verificare quale sia il migliore. Perciò ordina a Procopio di realizzarne uno talmente bello da "non riuscire a staccarne gli occhi". Nonostante Procopio lavori giorno e notte non riesce a trovare un design originale e così Danilo realizza per lui uno scrigno decorato con pietre di malachite. Il padrone di casa riesce infine a vincere la sua scommessa e anche sua moglie, molto soddisfatta del lavoro, ordina una coppa di pietra "che somigli esattamente a un fiore". Danilo inizia a dedicarsi alla coppa per creare qualcosa di straordinario che riveli "tutta la potenza della pietra", lavorando intensamente per diversi mesi, prestando poca attenzione alla sua fidanzata Katinka. Dopo aver terminato la realizzazione dell'oggetto, tutti gli abitanti del villaggio ammirano il suo lavoro, ma Danilo non è del tutto soddisfatto della sua opera poiché non gli sembra abbastanza viva e vuole raccogliere "tutta la bellezza del vero fiore" per trasmetterla attraverso la malachite.

Il vecchio artigiano mette in guardia il suo giovane allievo ricordandogli la leggenda della Signora della Montagna di Rame che possedeva un meraviglioso Fiore di Pietra, ma tutti coloro che l'avevano visto non avevano mai più fatto ritorno dalla sua reggia. Katinka chiede al suo amato Danilo di dimenticare il progetto, ma lui è tentato a continuare la ricerca del mitico Fiore di Pietra per imparare la tecnica e farne uno uguale.

Infine, Danilo decide finalmente di sposare Katinka. Tuttavia, il giorno del matrimonio torna nella sua stanza, distrugge la sua coppa di fiori e si reca alla miniera della Signora della Montagna di Rame e la supplica di mostrargli il Fiore di Pietra, mentre lei risponde, ammonendolo, che non potrà mai più ritornare indietro. Danilo vede finalmente il Fiore di Pietra e rimane lì, lavorando alla nuova coppa che seppur meravigliosa non potrà mai essere vista da nessuno. Ammette di pensare a Katinka giorno e notte, ma la Signora della Montagna di Rame afferma di essere gelosa e si rifiuta di lasciarlo andare; inoltre gli chiede di sposarla, ma Danilo rifiuta.

Nel frattempo Katinka, che lo aspetta sempre, va a vivere nella casa di Procopio e si prende cura del vecchio, mentre lui le insegna a tagliare le gemme. Mentre cerca delle buone pietre nella foresta, la ragazza incontra la Signora della Montagna di Rame e le chiede di lasciare andare suo marito. Impietosita, la Signora della Montagna di Rame afferma che la coppia ha superato ogni prova e permette a Katinka di riunirsi a Danilo all'interno della miniera. La Signora dona a Katinka uno scrigno pieno di gioielli per ricordare a Danilo tutto ciò che ha imparato nel suo regno e alla fine Danilo e Katinka se ne vanno assieme.

Produzione Il film fu girato negli stabilimenti Barrandov di Praga.

Distribuzione Il film uscì in Unione Sovietica il 28 aprile 1946; qualche mese dopo fu presentato in concorso alla prima edizione del Festival di Cannes 1946 ottenendo il Gran Premio Internazionale per il miglior film a colori e riscuotendo l'approvazione del pubblico «per la perfezione tecnica raggiunta nel campo della fotografia e del sonoro»; in Italia fu presentato al Festival di Venezia 1946 e distribuito al cinema nel maggio 1947.

Accoglienza Critica

Note

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Categoria:Film drammatici