Loreo (IPA: , Loréo in veneto secondo la pronuncia locale, IPA: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Rovigo in Veneto.
Geografia fisica Il comune è compreso nel territorio del Parco Regionale Veneto del Delta del Po, ad est del capoluogo.
Origini del nome Secondo quanto riportato dallo storico Olivieri, il toponimo è relativo al Laurus, arbusto sempreverde della famiglia della Lauraceae, perché si ritiene che questa pianta fosse abbondante nella zona. Al termine venne quindi aggiunto il suffisso -etum creando il nome Lauretum, più tardi evolutosi in Lauredo, Loreto, Loredo ed infine Loreo..
Storia Il territorio era anticamente a ridosso della costa del Mare Adriatico ed attraversato da un cordone di dune sabbiose, naturale difesa dal mare, delle quali si è persa quasi ogni traccia (ad eccezione della Corte Montagnola e della parte finale di via Contea). Gli antichi Veneti s'insediarono in queste zone limitrofe alle antiche paludi adriane, (septem mària), sui due principali scanni, le isole di Loreo e di Ariano, utilizzandole come terreno agricolo. Nel tempo l'agricoltura si sviluppò sempre più, tuttavia i primi nuclei abitativi apparvero durante la colonizzazione romana intorno al 225 a.C., insediatisi attorno al portus Laureti.
La storia di Loreo fu sempre legata a Venezia, della stessa era caposaldo militare ed economico. la città passò ai bizantini dopo la riconquista di Giustiniano a seguito della guerra Greco-Gotica attorno al 550. Dopo le distruttive invasioni barbariche di Longobardi e Ungari (899), il territorio bizantino fu ridotto alla Venetia maritima.
Nel 1002 Loreo venne definitivamente ceduta alla Repubblica di Venezia dall'imperatore Ottone III.
La Repubblica Veneta e il feudo adriese costituivano, infatti, una minaccia per gli imperatori franchi e tedeschi che cercarono di controllare questa area così strategica per il controllo dei traffici commerciali non solo verso la pianura padana ma anche per tutto il resto dell'Italia
Nella Serenissima la comunità era rappresentata dal gastaldo (funzione civile) e dal pievano (funzione spirituale). In questo florido periodo ci fu un aumento della popolazione e furono edificate costruzioni delimitate, come d'uso veneziano, dalle tipiche calli. Ancor oggi Loreo, unico caso in provincia di Rovigo, conta alcune piccole vie che dipartono dall'antico canal Naviglio e prendono il nome di calli.
Il 4 ottobre del 1094 fu stipulato un patto militare veneto-loredano con cui Venezia concedeva particolari privilegi di autonomia in cambio della difesa del confine meridionale con il Ducato ferrarese, con giurisdizione anche sugli attuali Rosolina e Porto Viro.
Dal 1322 gli Estensi, signori di Ferrara, controllavano tutto il territorio tra Adige e Po, (la Transpadana Ferrarese), ad eccezione del Delta, dove Venezia, che aveva Loreo caposaldo, cercava di allargare la sfera d'influenza. La cittadina partecipò attivamente alle fortune e alle difficoltà politiche di quest'ultima.
Nel 1379, anno in cui scoppiò la guerra di Chioggia tra la Repubblica di Genova e quella di Venezia, il Castello di Loreo fu occupato dalle truppe genovesi e per oltre un mese il conflitto tra le due potenze marinare si spostò nell'area del Delta.
Le fortezze di Loreo e, a nord, Tornova, vennero nuovamente coinvolte ed espugnate nel 1510, nell'ambito della Guerra della Lega di Cambrai fino alla loro riconquista per opera della squadra navale comandata da Leonardo Giustinian.
Venezia la perse nel 1797 in seguito all'invasione dell'Italia da parte delle truppe di Napoleone. L'invasione di Napoleone Bonaparte del 1796 portò tra l'altro Loreo a far parte del Distretto di Padova e del Dipartimento dell'Adriatico.
Con il trattato di Campoformio del 1797 fece parte dell'Impero austriaco in seguito agli accordi di pace stipulati con la Francia dopo lo scioglimento della prima coalizione antifrancese. Con un decreto del 27 febbraio 1798 gli Austriaci istituirono la Provincia di Adria.
Dopo la vittoria di Marengo del 14 giugno 1800 tornarono i francesi. Dal 1802 al 1813 entrò a far parte della Repubblica Italiana, trasformata nel 1805 in Regno d'Italia con Re Napoleone Bonaparte. In quel periodo perse il territorio di Rosolina.
Sconfitti i francesi, nel 1815 fu annessa come comune di seconda classe al Regno Lombardo-Veneto sotto l'Impero austriaco, il quale riunificò i tre comuni col nuovo accorpamento di Rosolina e col passaggio alla Provincia di Venezia. Nel 1835 perde il territorio di Rosolina che torna comune autonomo, di terza classe dal 1853. Con la sovrana risoluzione del 28 gennaio 1853, che definisce il compartimento territoriale delle provincie venete attivato col 1º luglio 1853, Loreo viene inserito nella provincia di Rovigo, capoluogo di mandamento e sede di pretura. Passò nel 1866 al Regno d'Italia dopo la terza guerra di indipendenza. La frazione di Fornaci passa al comune di Taglio di Porto Viro.
Nel periodo fascista, con la riforma giudiziaria del 1923, viene soppressa la pretura e i comuni di Loreo, Donada, Contarina e Rosolina vengono incorporati nel Mandamento di Adria. Nel febbraio 1929 Loreo torna capoluogo del comune comprendente nuovamente Rosolina. Nel 1948 Rosolina si stacca definitivamente da Loreo.Fonte: Il Gazzettino 7/4/2013 -Cronaca di Rovigo, p. X.
Nel periodo della Serenissima Loreo ebbe il suo massimo splendore; tutto il commercio con l'Emilia e con la Lombardia si svolgeva attraverso il canale Naviglio, in parte l'attuale Canal Bianco, con dogane a Cavanella Po e a Loreo. La memoria di questo lontano periodo veneziano vive ancora nel popolo locale, basta ricordare la parlata dialettale molto simile al veneziano e completamente diversa dai dialetti che distano anche pochi chilometri quali Porto Viro e che "peccano" di ferrarese.
Molto più recentemente è da ricordare la terribile alluvione del 1951; come per gran parte dei comuni del Polesine, provocò un flusso d'emigrazione e la popolazione fu dimezzata.
Simboli
Lo stemma del Comune, storicamente in uso anche se ancor privo di decreto di concessione, rappresenta in campo d'argento un castello di rosso, con tre torri merlate, quella centrale alquanto più alta; ciascuna torre finestrata di uno ad arco acuto. Sopra la porta d'ingresso sono poste in fascia le lettere "C.L.F.P.A." (Castrum Laureti Fortiter Pugnavit Adrienses). Il castello è fondato su onde marine al naturale. Il gonfalone del comune è costituito da un vessillo di colore azzurro chiaro avente forma pentagonale, con il vertice verso il basso, ed è caricato dello stemma comunale sormontato dall'iscrizione "COMUNE DI LOREO".
Monumenti e luoghi d'interesse L'impronta architettonica della Serenissima è ben presente osservando gli edifici porticati sulle riviere del canal Naviglio e le calli (Calle Lunga, Calle Pistoria, Calle Moja, Calle Bonandini, Calle Confraternita) che portano a Piazza del Longhena dove si affacciano palazzi istituzionali (vecchia pretura) e padronali in parte rimaneggiati e al Duomo e Santuario di Loreo.
Architetture religiose
I lavori per la Chiesa Arcipretale di Santa Maria Assunta (Duomo di Loreo) sono iniziati nel 1658 in seguito a un incendio. Presenta una facciata barocca disegnata dall'architetto veneziano Baldassare Longhena che ne diresse i lavori e la ultimò nel 1675, anno della consacrazione. All'interno troviamo opere pittoriche di scuola veneta, come San Vincenzo Ferrer tra i Santi di Andrea Vicentino. Nell'abside dell'altare maggiore custodisce due grandi pale " La Madonna del Rosario salva una donna pugnalata dal marito geloso" di Pietro Damini (1592-1629) e "L'adorazione dei pastori" di Antonio Vassilacchi detto l'Aliense. Nel suo interno dal 1739 si trova il l'altare della Madonna della Carità dedicato a Maria dopo i fatti prodigiosi che ebbero inizio nel 1736 a beneficio di due pescatori locali e il cui voto è stato tramandato nei secoli per durare tuttora. Di impostazione architettonica influenzata dalla Repubblica Veneta, il duomo è ricco di altre opere di pregio come un bassorilievo marmoreo attribuito alla famiglia Bonazza in cui è rappresentato il "Matrimonio della Vergine" . Questo si trova sotto l'altare che reca una tela di Antonio Marinetti detto il Chiozzotto, un'accorata scena del "Transito di San Giuseppe e santi" . La sua lontana origine di parrocchia è documentata già nel 1094 nel patto Veneto-Loredano, ma si desume dai ritrovamenti di un pavimento in mosaico ravennate, che questa sia una edificazione successiva. Nell'attiguo Oratorio della Santissima Trinità che fu eretto nel 1613 e restituito all'antico splendore con i restauri del 2010, troviamo un prestigioso altare marmoreo raffigurante la Santissima Trinità e un'opera pittorica degna di nota proveniente dalla chiesa di Santa Maria Assunta in Retinella (1724) e probabilmente arrivata a Loreo perché acquistata da qualche famiglia nobile. Si tratta di una tela di Domenico Campagnola raffigurante la "Vergine col Bambino e Sant'Anna in gloria e quattro santi" . L'edificio è sede dell'antica "Scuola dei Fradei", la Confraternita della Santissima Trinità (detta anche dei Battuti o Flagellanti) che ancora oggi si riunisce per la celebrazione di un antico rito in parte segreto ogni anno alla vigilia della festa della Santissima Trinità (festa mobile). La chiesa della Madonna del Pilastro, una delle più antiche del Polesine e ristrutturata nel 1553, si trova nella località omonima. Pregevole edificio meta della processione notturna dei "Fradèi" conserva al suo interno un grande dipinto ex voto che narra per immagini l'apparizione e i fatti miracolosi della Madonna del Pilastro.
Architetture civili
Villa Papadopoli, Pelà - Sita della frazione Retinella e costruita nel XVI secolo. Villa Vianelli - Seguendo il canale Naviglio si può giungere alla frazione di Tornova dove si può ammirare la grande corte agricola nella quale si trova Villa Vianelli: costruzione rettangolare in pietra con due brevi ali arretrate, nettamente barocca. La facciata è ornata da bei fregi e i soffitti sono decorati. La chiesetta del paese, appartenente alla corte è ora chiusa e sostituita dalla parrocchiale d'architettura post-moderna intitolata alla Madonna del Rosario. Teatro Zago - Unico edificio del centro storico d'origini nettamente più recenti è il Teatro Zago. Costruito nel 1891 sulla struttura della chiesa sconsacrata dei Santi Pietro e Monica ne ereditò la pianta rettangolare. Progetto e direzione dei lavori furono affidati all'ingegner architetto Guglielmo Zangirolami. Nel 1913 subì una ristrutturazione, con l'aggiunta della loggia al piano superiore, la decorazione della sala e del soffitto a opera del cavarzerano Gino Albieri e il rifacimento della facciata in stile liberty. Il teatro venne dedicato a Emilio Zago che vi debuttò come attore della commedia dell'arte. Dal 1962 è stato utilizzato solo come cinema fino alla chiusura totale del 1981. Divenuto proprietà comunale, è stato oggetto di restauro e di recupero funzionale.
Altro Nella frazione di Tornova, nelle vicinanze del fiume Adige s'incontra una grande lapide in pietra d'Istria, del 1785, dove sono fissate le tariffe d'epoca per il passaggio delle imbarcazioni nel canale di Loreo, un tempo navigabile.
Società Evoluzione demografica
Cultura Eventi Fiera di San Michele - Un avvenimento è la grande Fiera di S. Michele (29 settembre) che dal 1224 è un importante appuntamento per la gente del Delta. Tradizione Pasquale - Tipica nel periodo pasquale è la "competizione" a colpi di uova dipinte di rosso che si svolge sul sagrato della chiesa, dando luogo a una simpatica festa paesana.
Confraternita dei Flagellanti, o Battuti o Incappucciati della Santissima Trinità