La provincia di Fiume o provincia del Carnaro è stata una provincia italiana esistita dal 1924 al 1947. Aveva come capoluogo la città di Fiume, e prendeva nome dal golfo del Quarnaro. La sua targa automobilistica fu FMsigla riassegnata nel 2009 alla provincia di Fermo, dopo un utilizzo sperimentale della sigla FU.
Nel 1938 era divisa in 13 comuni e aveva una superficie di 1.121 km² con una popolazione di 109.018 abitanti e una densità di 109 ab./km².
Storia
Con il trattato di Rapallo del 12 novembre 1920 Fiume, che contava circa abitanti di madre lingua italiana e abitanti di madre lingua croataBoris Gombač, Atlante storico dell'Adriatico orientale, op.cit. e dal settembre del 1919 era occupata militarmente da un manipolo di militari italiani al comando del poeta Gabriele D'Annunzio, venne dichiarata città stato indipendente.
D'Annunzio si ribellò alle decisioni della diplomazia, disconoscendo la validità degli accordi italo-jugoslavi e continuando l'occupazione di Fiume. A seguito dell'attacco italiano del Natale del 1920, il poeta fu costretto a partire da Fiume il 18 gennaio 1921, ritirandosi in una villa di Gardone Riviera, successivamente acquistata e ribattezzata Vittoriale. Le forze nazionaliste e fasciste italiane continuarono ad adoperarsi per l'annessione di Fiume all'Italia, fino ad organizzare un golpe nel 1922, provocando l'occupazione militare della città da parte del Regio Esercito nel 1923 per manifesta incapacità a mantenere l'ordine pubblico. A questi eventi fece seguito il Trattato di Roma del 27 gennaio 1924 fra l'Italia e la Jugoslavia, che suddivise l'ex Stato libero di Fiume fra le due nazioni confinanti.
La provincia di Fiume venne istituita il 22 febbraio 1924Regio Decreto Legge 22 febbraio 1924, n. 213 e gli venne assegnato il territorio dell'ex Stato libero annesso all'Italia nel 1924, che divenne il circondario di Fiume; alla provincia fu assegnato anche il circondario di Volosca-Abbazia, già parte della provincia di Pola, tranne i comuni di Castelnuovo d'Istria e Matteria. Nel 1928, soppressi circondari e mandamenti, vennero aggregati alla provincia i due comuni già istriani di Castelnuovo d'Istria e Matteria.R.D.L. 4 ottobre 1928, n. 2370
Dal 7 giugno 1941, a seguito dell'aggressione delle Potenze dell'Asse alla Jugoslavia e del trattato di Roma del 18 maggio 1941, la provincia di Fiume fu ingrandita: furono annessi l'entroterra orientale di Fiume e le isole quarnerine di Veglia ed Arbe.R.D.L. 18 maggio 1941, n. 452, art. 2 Una simile fretta nel dare un nuovo e definitivo assetto amministrativo alla regione, che si contrapponeva ai lenti cambiamenti che avevano seguito la vittoria nella Grande guerra, tradiva un'evidente finalità propagandistica, ma non poteva trovare ovviamente un'integrale applicazione pratica: al tal fine vennero infatti attivati presso la prefettura di Fiume due uffici, l'"Intendenza civile per i Territori annessi del Fiumano e della Cupa" e il "Commissariato civile di Sussak", con competenza rispettivamente sulle aree interne e su quella costiera, volti a gestire un'integrazione nella vita nazionale italiana che non poteva che essere lenta e tutt'altro che immediata, dovendosi implementare il superamento della vigente legislazione jugoslava. Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken, Bd. 83, 2003 (Deutsches Historisches Institut Rom)
L'aggressione alla Jugoslavia determinò nelle zone annesse dall'Italia la nascita di un movimento di resistenza partigiana, che i militari italiani cercarono di reprimere con estrema ferocia. Per colpire la resistenza slava, le autorità italiane puntarono sulla deportazione di intere zone popolate da civili sospettati di aver concesso sostegno ai partigiani o in grado di parentela con loro. In data 30 maggio 1942 il prefetto della provincia di Fiume Temistocle Testa firmò il proclama prot.n.2796, in cui rendeva nota la punizione inflitta alle famiglie di presunti aderenti alle formazioni partigiane:
Per solidarietà con le popolazioni ex-jugoslave, anche fra i cittadini italiani di lingua slava si diffuse la ribellione. Il prefetto di Fiume fu destinatario della seguente relazione resa dal commissario prefettizio di Primano:
La resa italiana l'8 settembre 1943, comportò per alcuni giorni i primi fenomeni di infoibamento di esponenti italiani, ma la rapida reazione nazista sottopose la provincia all'occupazione militare della Wehrmacht nell'ambito della Zona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK). I tedeschi, che erano impegnati in un gioco ben più grande delle divisioni etniche del piccolo territorio fiumano, imposero in breve tempo una loro sbrigativa soluzione per le vertenze italo-croate: rimosso il senatore Gaetano Giardino, prefetto troppo nazionalista, nominarono al suo posto Capo della Provincia il dottor Alessandro Spalatin, cui affiancarono però un viceprefetto croato, al quale il 29 ottobre venne affidato l'incarico di Commissario straordinario del "Commissariato di Sussak-Veglia, l'ufficio che fuse le due precedenti intendenze dei territori annessi nel 1941: in tal modo queste zone, nelle quali i nazisti ritennero dover riconoscere gli speciali interessi croati avversi agli italiani, passarono de facto sotto le autorità slave, pur mantenendo ciò che interessava ai tedeschi, cioè l'incorporazione all'OZAK. Sotto il potere germanico si susseguirono le repressioni che portarono la provincia di Fiume ad essere la quarta in Italia per numero di morti nei campi di sterminio nazisti dopo quelle di Gorizia, Firenze e Genova.I dati si riferiscono all'insieme dei detenuti politici ed ebrei. Brunello Mantelli e Nicola Tranfaglia, Il libro dei deportati, vol 1, tomo 3, p. 2533. ISBN 978-88-425-4228-5 Anche il questore italiano di Fiume, Giovanni Palatucci, fu arrestato dai nazisti per essersi opposto alla campagna antiebraica nonché per aver istituito un Comitato Multinazionale Indipendente allo scopo di trattare la resa di Fiume con gli Alleati e l'indipendenza dell'Alpeadria in una terra che sarebbe stata assegnata d'ufficio alla nuova Jugoslavia. Scoperto il programma politico indipendentista venne deportato nel campo di concentramento di Dachau, dove morì di stenti il 10 febbraio 1945. Il Comitato Multinazionale Indipendente di Fiume era formato da fascisti, partigiani italiani, partigiani titini, ebrei ed altre minoranze.
In seguito alla destituzione di Palatucci, i suoi poteri furono assunti direttamente dalla Gestapo, con grave danno per la sovranità italiana sulla provincia, che fu di fatto già annullata quando, nell'aprile del 1945, i titini invasero senza difficoltà la provincia, proclamandone l'annessione alla Jugoslavia senza attendere i dovuti atti di diritto internazionale.
Il nuovo potere comunista cancellò subito la provincia, sciolse ogni potere pubblico sostituendolo con una gerarchia di soviet popolari, e separò il territorio dall'Italia cambiandone la moneta, i documenti, le targhe e addirittura l'orario. Nel 1947 la provincia di Fiume fu infine ufficialmente annullata secondo il diritto internazionale ed italiano, che riconobbero il suo ingresso a fare parte della Jugoslavia di Tito come provincia croata di Rijeka.
Simboli
Stemma, gonfalone e sigillo sono stati concessi con RD del 25 giugno 1926 e RD 16 febbraio 1928. Stemma
Riuniva il simbolo del fascio e il colore nero del regime con le sette stelle dell'Orsa che Gabriele D'Annunzio aveva voluto sui vessilli della Reggenza del Carnaro nel 1920. Dal 1933 al 1943 lo stemma era completato dal capo del Littorio. Gonfalone Il gonfalone era un drappo di azzurro, utilizzato anche nella versione a forma di labaro. Bandiera La bandiera, concessa con il RD del 25 giugno 1926, era un drappo di azzurro, di forma pressoché quadrata, allungato da quattro code, caricato dello stemma della provincia.
Comuni della provincia Il capoluogo della provincia, la città di Fiume, fu annessa all'Italia col Trattato di Roma del 27 gennaio 1924, e la formale annessione italiana si ebbe il 22 febbraio 1924. Gli altri comuni invece erano già italiani a partire dal Trattato di Rapallo (1920), e fino all'istituzione della provincia erano rimasti in quella di Pola. Castelnuovo d'Istria e Matteria furono invece trasferiti da Pola a Fiume solo nel 1928.
Fra i comuni fiumani il comune con la più alta percentuale di popolazione italiana era Laurana, seguito dalla frazione Volosca del comune di Abbazia. Negli altri comuni non istriani, pur accanto ad una presenza italiana, la maggioranza etnica era croata. Faceva eccezione il già citato comune di Abbazia, dove non esisteva una maggioranza etnica ma erano massicciamente presenti sia italiani, sia croati, sia sloveni, e in piccola parte anche tedeschi. Il capoluogo provinciale aveva, nel suo nucleo urbano, una maggioranza etnica italiana di circa l'ottanta per cento nel censimento del 1936, mentre nei sobborghi dei dintorni, rimasti però per lo più al Regno di Jugoslavia, la maggioranza etnica era croata.
Città, comuni e villaggi della provincia di Fiume
Fiume (Rijeka): Borgomarina, Cosala (Kozala), Drenova (Drenova), Plasse (Plase). Abbazia (Opatija): Apriano (Veprinac), Crissizza (Križevice), Lipovizza (Lipovica), Pogliane (Poljane), Preluca (Preluka), Scherbici (Škrbići), Slatina (Slatina), Vassania (Vašanska), Volosca (Volosko). Castel Iablanizza: Cottésevo, Iasena di Bisterza, Terciane, Verbizza, Verbovo, Villa Podigraie, Zabice Castelvecchio, Zemon di Sopra, Zemon di Sotto. Castelnuovo (Podgrad, Ilirska Bistrica): Crussizza di Castelnuovo, Eriacci, Gabrega, Giavorie, Gradischie di Castelnuovo, Mune Grande, Mune Piccolo, Obrovo Santa Maria, Paulizza, Pobese, Pogliane, Pregara, Prelose Sant'Egidio, Racizze, Rittomece, Sabogna, Seiane, Starada, Studena in Monte, Zaielse. Clana (Klana): Isera, San Rocco, Scalnizza, Studena, Zidovje. Draga di Moschiena (Mošćenička Draga): Bersezio (Brseč), Cala (Kalac), Obers (Obrš), Riva di Moschiena (Krai), Ruins (Ruins), San Pietro (St. Peter), St. Antonio (St. Anton), Selza (Flint), Trebisca (Trebišća), Monte Maggiore (Učka), Valsantamarina (Moscenicka Draga). Elsane (Jelšane): Berdo di Elsane, Berze, Cracinanova, Dolegne di Elsane, Fabice, Lippa di Elsane, Passiaco, Ruppa, Sappiane, Sussa, Villanova. Fontana del Conte (Knežak): Baccia di Bisterza, Coritenza di Bisterza, Drescozze, Parie, Sagòria San Martino, San Giorgio (Giursi), Sémbie, Taborgrande, Tabor Sémbie. Laurana (Lovran): Bacova, Cali, Cosuli, Dobrecchi, Draga Laurana, Giagnetici, Ica, Monte, Oprino, Carnaro di San Francesco, San Rocco Ligani, Smarici, Tuliano, Visozze, Ugovazzi. Matteria (Materija): Artuise, Bresovizza Marenzi, Bresovoberdo, Calcizza, Cosiane, Coticcina, Gelovizza, Golazzo, Gradiscizza, Loccegrande, Marcossina, Mersane, Orecca, Ostrovizza, Pusane, Rosizze, Scandaussina, Slivia di Castelnuovo, Tow, Tatre, Tublie, Vodizze di Castelnuovo. Mattuglie (Matulji): Bergut Grande, Bergut Piccolo, Biscopi, Bresa, Corsenico, Criva, Cuceli, Cusnici, Ferlania, Francici, Gai, Gerzancici, Ghersetici, Gerzici, Giordani, Giussici Border, Michelici, Fungal, Monte, Mussici, Pereni, Pobri, Possici, Pucari, Pussevi, Pusi, Ruccavazzo Alto, Ruccavazzo Basso, Russici, Serapena, Snidari, Suonecchia, Suseni, Tertini, Varlieni, Vissici. Primano (Prem): Berdo San Giovanni, Bittigne di Sopra, Bittigne di Sotto, Ceglie, Monte Chilovi, Ratecevo in Monte, Sméria. Villa del Nevoso (Ilirska Bistrica): Torrenova, Bucovizza Grande, Bucovizza Piccola, Càrie, Cossese, Merecce, Poglie, Postegna, Postegnesca, Sarecce, Sarecizza Val Timavo, Sose, Tomigna, Topolza, Bisterza di Torrenova.
Elenco dei comuni