Autograph sono una band pop metal statunitense, formatasi a Los Angeles nel 1983, inizialmente come progetto solista del cantante/chitarrista Steve Plunkett.

Storia Prima degli Autograph La storia degli Autograph inizia con quella di un'altra band: i Wolfgang, leggenda dei locali di Los Angeles nei tardi anni settanta, dove militavano Steve Plunkett, come cantante e chitarrista, e Randy Rand, come bassista. In quel periodo, le tre più affermate band dei locali della città erano i Van Halen, i Quiet Riot e i Wolfgang, ma fu destino che questi ultimi fossero lasciati indietro, nonostante il loro successo nei club del Sunset Strip.

La seguente band di Plunkett furono i John Doe, con il tastierista Larry Kierman, che suonò con Randy Rand nei Masters Of The Airwaves, prima della formazione dei Wolfgang. Lo stile del gruppo era molto differente rispetto a quello del precedente, ma Steve accolse volentieri i nuovi orizzonti musicali.

Durante la militanza nei John Doe, il cantante suonò con Keni Richards, il batterista del gruppo, che, come Rand, lo avrebbe poi raggiunto in seguito per formare gli Autograph. Ma anche questa band ebbe vita breve e ben presto, dopo lo scioglimento, Plunkett cominciò a fare come molti musicisti di Los Angeles contemporanei: accettare di buon grado qualsiasi invito in una band. Questo perché le serate in una settimana erano sette e ciò significava avere un possibile posto in almeno sette band diverse, per suonare ogni sera e avere più possibilità di trovare un contratto discografico, oltre che un maggiore guadagno.

In questo lasso di tempo, Steve militò quindi in diversi gruppi musicali, fra cui il trio X Offenders, che vedeva in formazione Randy Rand al basso e Randy Castillo alla batteria, e i Looker, dove conobbe il prodigioso chitarrista Steve Lynch, esperto pioniere (nonché inventore) della tecnica del tapping a otto dita e futuro membro degli Autograph. Nonostante il suo impegnatissimo calendario, Plunkett trovò il tempo di scrivere alcune nuove canzoni, ora molto influenzate dallo stile di gruppi come Loverboy e Def Leppard. Questi nuovi lavori furono il materiale del primo demo dei futuri Autograph. Egli ottenne infatti un po' di tempo gratis per registrare in uno studio da parte di un suo amico; chiamò Rand e Richards per le sezioni ritmiche e Lynch per le parti di chitarra.

Un ulteriore passo importante verso la formazione degli Autograph derivò dal ruolo di Steve Plunkett nella band Silver Condor. Militava infatti nella formazione dei Condor come chitarrista ritmico, durante le registrazioni dell'unico LP Trouble At Home. Andy Johns, produttore dell'album, gli chiese se avesse qualcos'altro in ballo, al di fuori della collaborazione con il gruppo. Così Steve tirò fuori quel terribile demo e lo fece ascoltare ad Andy nella sua macchina.

Johns aveva i contatti per avere del tempo gratuito per i quattro musicisti agli studi The Record Plant di Los Angeles e per Plunkett non fu troppo faticoso convincere Rand, Richards e Lynch a collaborare nuovamente e ri-registrare il demo. Ma questa volta Steve voleva aggiungere le tastiere alle registrazioni, convinto che le canzoni sarebbero state migliori in quel modo. Infatti, originariamente, desiderava già introdurre le tastiere nel primo demo, ma non aveva potuto perché non riuscì a trovare un tastierista disponibile. Questa volta invece si trovò a dover decidere fra un'ampia scelta, nell'ambiente dei The Record Plant. Infine, le parti di tastiera furono suonate da Steven Isham, vecchio amico di Andy Johns.

Quattro canzoni furono registrate: "Deep End", "Friday", "Night Teen & Non-Stop" e "Send Her to Me", tutte in seguito inserite nell'album di debutto del 1984. Era il 1983 quando i cinque musicisti, già in vista di qualche sbocco e trovandosi bene assieme, colsero al volo l'occasione unendosi in una vera e propria band. Fu così che si formarono ufficialmente gli Autograph.

Il tour con i Van Halen e Sign in Please

Sia Steve Plunkett che Randy Rand, nel periodo di militanza nei Wolfgang, avevano conosciuto i Van Halen. La conoscenza assunse un ruolo rilevante quando, in seguito all'amicizia tra Keni Richards e David Lee Roth, partner di jogging, il batterista fece ascoltare a quest'ultimo il demo della band.

Sebbene la tournée assieme ai Van Halen rappresentasse certamente una grandissima occasione, fu anche l'inizio di una dura serie di problemi legati alla partecipazione. A sole sei settimane dall'inizio, i neonati Autograph non disponevano ancora di una completa strumentazione, di una crew che potesse seguirli e di sufficiente denaro. E certamente c'era il bisogno di prove e di esperienza live come band, se non si voleva deludere migliaia di scatenati fan dei Van Halen. I cinque membri, infatti, non avevano ancora mai suonato insieme al completo, prima della preparazione al tour; fu quella la prova più ardua, in realtà. Per il resto, la band riuscì a risolvere velocemente a modo suo gli altri problemi: per la strumentazione fecero un'incursione in un buon negozio musicale di San Diego, per il denaro ricevettero un prestito dalla madre di Keni, per la crew arruolarono momentaneamente alcuni amici, mentre per il bus affittarono un malandato camper. Gli Autograph ultimarono le prove tre sere prima di partire per la Florida, dove avrebbero suonato per la prima volta.

Intrapresero così un lungo tour nel 1984, partecipando a ben 48 date, e, come affermò Plunkett, avrebbero potuto continuare ancora, ma, dopo aver firmato un accordo con la RCA Records, sempre grazie ai Van Halen, approfittarono dell'occasione per ritirarsi e iniziare le registrazione del primo LP.

In realtà, il gruppo non si trovò mai propriamente a suo agio con la casa discografica e non credette mai che essa fosse quella più adatta per sé. La RCA non era esattamente un notabile pilastro per quanto riguardasse la musica rock in generale. Non mancava personale appassionato di tale genere che potesse collaborare con la band, ma nel corso dei loro tre album questa non ebbe mai del personale fisso. Tuttavia, del resto, era l'unica compagnia che fosse disposta a seguirli e che li avesse accolti.

Dopo soli tre mesi dall'accordo, gli Autograph cominciarono le sessioni di registrazione per il primo album e le conclusero in sole due settimane. Il produttore Neil Kernon si dimostrò molto preparato ed efficiente. A lavoro terminato, il gruppo fu più che soddisfatto della collaborazione con Neil, tanto che i membri lo volerono contattare anche in futuro per il secondo LP, trovandolo tuttavia già occupato con i Dokken.

Sempre il 1984 fu la data che vide la pubblicazione dell'album di debutto della band Sign in Please, contenente anche il singolo di maggior successo di tutta la storia del gruppo "Turn Up the Radio". Il singolo scalò rapidamente le classifiche AOR nello stupore generale dei musicisti. La canzone, infatti, era stata l'ultima ad essere registrata ed inserita nell'album; era considerata abbastanza buona per essere inclusa, ma non abbastanza da immaginare, neanche lontanamente, un tale successo.

All'album, seguirono diverse date come supporto ad Aerosmith, Heart, Mötley Crüe, Bryan Adams. Nel frattempo venne estratto il secondo singolo "Send Her to Me", il quale però non riscosse un successo comparabile al primo e segnò un declino delle vendite. Nonostante ciò, in 18 mesi dopo la pubblicazione dell'album, la band ebbe la sua soddisfazione vendendo circa 2-3 milioni di copie, che gli fecero guadagnare i riconoscimenti di disco d'oro.

That's the Stuff e il tour con i Mötley Crüe

Nei mesi successivi all'uscita di Sign in Please e dei due singoli estratti, la RCA era già a corto di nuove idee per lanciare la band verso il successo. L'opzione di un tour da headliners era da scartare, perché il materiale uscito e le vendite non erano abbastanza. Così la casa discografica spinse prematuramente il gruppo per la registrazione di un secondo LP. Gli Autograph tornarono a Los Angeles, dove si incontrarono con Paul Atkinson della RCA per comporre nuovi brani ed avere un eventuale aiuto. La cosa fu certamente più complicata rispetto alla scrittura delle prime canzoni, non solo perché queste avevano avuto a disposizione un lasso di tempo maggiore a cui potersi dedicare, ma anche per le incessanti pressioni dell'etichetta, che richiedeva velocità e confidava in un relativo buon successo come per il primo lavoro.

Fu proprio in quei giorni che lo stesso Richards, che aveva già ottenuto molto per la band con la sua amicizia con il frontman dei Van Halen, mentre era fuori una sera, ricevette un ulteriore invito ad un tour. Questa volta si trattava del tour di Theatre of Pain dei Mötley Crüe, che si prospettava essere uno evento spettacoloso, e a fare la proposta non fu niente meno che Tommy Lee, batterista dei Crüe. Il gruppo non avrebbe potuto mai rifiutare un invito tale, sebbene questo comportasse un'ulteriore pressione sul tempo per il nuovo LP.

Gli Autograph lavoravano arduamente, presentando ogni settimana nuove canzoni, ma Atkinson non era soddisfatto dei risultati. Fino a quando ascoltò "Take No Prisoners", una canzone scritta da Plunkett per la colonna sonora di un film di Tommy Lee (The River Rat) e dimenticata da qualche tempo, insieme a "Crazy World" e "Six String Fever" e credette che si stava prendendo la direzione giusta. Il resto dei brani furono creati e scelti nelle due settimane seguenti, con l'aggiunta dell'assolo di chitarra "Hammerhead" di Steve Lynch, che fu inserito nell'album similmente a come i Van Halen avevano fatto con "Eruption".

Come produttore per il secondo album fu scelto inizialmente Tom Treumuth, che non possedeva certamente la bravura di Neil Kernon o Andy Johns essendo ancora alle prime armi, ma il minimo per cui potesse essere velocemente scelto, dopo che la band ascoltò i suoi lavori su un album dei Honeymonn Suite. Non ci fu nemmeno il tempo per conoscersi prima delle sessioni, così Autograph e Treumuth si incontrarono direttamente in studio, dopo che egli ebbe familiarizzato un minimo con i demo della band per l'imminente lavoro.

Tom si dimostrò però veramente pigro e incompetente per soddisfare le aspettative della band e, dopo qualche giorno di perdita di tempo prezioso, fu licenziato. Con la irreversibile mancanza di un produttore gli Autograph giunsero alla conclusione di produrre l'album loro stessi, con la collaborazione di Eddie Delena, che già aveva lavorato con loro in Sign in Please.

Il loro secondo album, That's the Stuff, uscì nel 1985, circa un mese prima dell'inizio del tour. Subito dopo fu estratto il primo singolo "Blondes in Black Cars" e filmato il relativo video. Il brano ebbe inizialmente un discreto successo, aumentando le vendite dell'album e andando in onda su decine e decine di stazioni radio, ma in seguito cominciò a retrocedere fino a che uscì dalle classifiche. Resta comunque una delle canzoni più famose della band.

Cominciò poi il tour di Theatre of Pain, che si rivelò un'esperienza molto positiva, ma periodo nel quale accaddero alcune cose rilevanti. In primo luogo, qualche settimana dopo l'uscita del nuovo LP, la RCA fu costretta a ritirare il prodotto a causa di un'infrazione di copyright; un disegnatore giapponese aveva infatti prodotto un libro di illustrazioni chiamato "Sexy Robots" qualche anno prima e saltò fuori che i progettatori della copertina di That's the Stuff, stessi dell'album di debutto, avevano copiato completamente l'immagine da questo catalogo. Essa raffigurava una ragazza-robot in una posa leggermente sexy, che indossava un'attillata e scollatissima canottiera nera, il tutto su uno sfondo blu. Così la copertina fu ridisegnata su sfondo rosso, mantenendo lo stesso soggetto ma attuando cambiamenti significativi. Si dovette inoltre decidere quale sarebbe stato il seguente singolo. La scelta ricadde sulla title track, la quale fu accompagnata da un videoclip e riprodotta discretamente sulle radio, ma che non fece egualmente successo.