Biografia Rodolfo Lipizer, nato a Gorizia il 16 gennaio 1895, era il primogenito dei quattro figli del cancelliere del tribunale imperialregio asburgico Rodolfo Antonio e di Ludovica Maria Pelizon, discendente di una famiglia goriziana di antiche tradizioni musicali: il padre Filippo era stato l'ultimo liutaio della famiglia Pelizon (la più rappresentativa con Matteo Goffriller (1659 - 1742), Domenico Montagnana (1686 - 1750), Pietro Giovanni Guarneri (1655 - 1720), Michele Deconet (1713 - 1799), Giorgio e Santo Serafin (1699 - 1776), per l'influenza di stile e idee di costruzione germaniche intrise di gusto tipicamente italiano)de Bonfils M., Vademecum del Violinista, Musica nova, Bari, 2012, pag.29, che aveva avuto in Antonio Pelizon (1763-1850) l'esponente più importante, i cui violini risalivano "alla scuola dell'Amati pur essendo originali, vere e proprie opere d'arte".W. L. von Lütgendorff, Dizionario musicale, H. Keller Ed., Francoforte sul Meno, 1904, trad. Mario Ranieri Cossar, mentre per altri si rifacevano alla scuola napoletana dei Gagliano (famiglia). Secondo il Maestro liutaio Gio Batta Morassi (1934-2018) "si possono intravedere nei suoi strumenti alcune caratteristiche corrispondenti ad altre scuole o autori, ma ciò è pura casualità e non certamente copiatura o imitazione".Convegni triennali internazionali sulla liuteria (1984-1987-1990), Atti a cura di G. Drascek, Santabarbara Ed., Bellona (CE), 1994, pag. 154

Morti il padre nel 1905 e la madre nel 1912, dovette provvedere al mantenimento dei fratelli (Ferruccio, Oscarre ed Eleonora) collaborando con l'orchestra del Teatro "G. Verdi" di Gorizia e con quella del Duomo, ma suonando anche nelle orchestrine cittadine. Acquisì gli insegnamenti violinistici di base dai maestri Erminio Bovi e Alfredo Lucarini, il quale si era diplomato in violino al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, in seguito giunse a Gorizia e fu insegnante di violino e direttore della locale Civica Scuola di MusicaG.Ossola Beindl, Ritorno in via Mazzini, LEG, Gorizia, 2020, pag. 95-96 (succursale del conservatorio di Trieste fondato nel 1903). Il giovane Lipizer si era già distinto nel saggio finale degli allievi della Scuola di musica di lunedì 27 luglio 1908, che ebbe luogo nella palestra dell’Unione Ginnastica Goriziana, eseguendo alcuni brani al violino.Arbo A., Augusto Cesare Seghizzi, Ed. Studio Tesi, PN, 1992, pag. 46. Ottenne nel frattempo la maturità presso la k.k. Staatsoberrealschule di Gorizia.

Negli anni 1914-1915, per due semestri, studiò presso la Staatliche Hochschule für Musik di Vienna, dapprima nella classe di violino del prof. Hugo von Steiner (1862 - 1942), viola del celebre Rosé Quartet dal 1885 al 1901, e poi in quella del prof. Gottfried Feist (1880 - 1952), allievo di Otakar Ševčík. Successivamente, dal semestre invernale 1916-1917 al semestre estivo 1918, seguì all'Università di Vienna i corsi della Facoltà di filosofia e scienze musicali di Guido Adler, uno dei fondatori della musicologia austriaca di tipo storicistico, e di Egon Wellesz, allievo prediletto di Arnold Schönberg. Poté frequentare l'Università grazie al sostegno finanziario dei Görzer Landesfonds (Fondi statali goriziani).

Rientrato a Gorizia, divenuta italiana nel 1918 dopo la fine della prima guerra mondiale, nel 1920 per il riconoscimento legale dovette rifare il diploma di violino al Conservatorio "Giuseppe Verdi" (Milano). Nel 1921 ritornò a Vienna per frequentare i corsi di perfezionamento di violino e composizione tenuti all'Academie für Musik und darstellende Kunst) da Joseph Marx (1882 - 1964), che nel 1922 ne divenne il direttore, ed Eusebius Mandyczewski (1857-1929), amico di Johannes Brahms (1833-1897), e di direzione d'orchestra di Franz Schalk (1863 - 1931), allievo di Anton Bruckner (1824-1896).

Intraprese quindi la carriera violinistica come solista e in formazioni cameristiche. Nel 1924 fondò la società degli "Amici della musica", operativa fino al 1930, del cui complesso orchestrale fu direttore e nel cui ambito furono organizzati 17 concerti da lui diretti. Frattanto nel 1927 aveva vinto il concorso a direttore stabile dell'Orchestra sinfonica di Abbazia, dove divenne amico del compositore Marcel Tyberg (1893 - 1944) e diresse 28 concerti. Lo stesso anno sposava Mara Forcessin, insegnante elementare: dal matrimonio nacque la figlia Elena (1930-2017), insegnate e pianista. Fu anche organizzatore dei "Sabati Musicali" e fondatore dell'Orchestra sinfonica di Gorizia che diresse ospitando celebri solisti, tra cui Pina Carmirelli, Gioconda De Vito, Albertina Ferrari, Carlo Vidusso, Aldo Priano, Nino Rossi, Jan KubelíkPaolo Bozzi, Rodolfo Lipizer, Edizioni Studio Tesi, PN, 1997, Ornella Orlandini, Alessandro Costantinides, Giannino Carpi, Margit Spirk, Silvano Massoni, Ezio Dal Pino, Ludwig Hoelscher. Il 15 febbraio 1938 diresse il concerto inaugurale del ristrutturato Teatro “Giuseppe Verdi” di Gorizia su progetto dell’architetto Umberto Cuzzi.; il 3 agosto 1947 il concerto per la riapertura dopo la guerra del Castello di Gorizia.

Nel 1938 il Ministro Giuseppe Bottai dichiarò "La Tecnica Superiore del Violino" idonea all’adozione e all’uso nei Regi Conservatori di Musica e negli Istituti musicali pareggiati del Regno d'Italia. Dal 1930 al 1961 fu direttore dell'Istituto Comunale di Musica, sorto in seguito alla riforma della precedente Civica Scuola di Musica, fondata il 19 giugno 1841Predolin P., La Civica Scuola di Musica di Gorizia - 1825-1965, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli - Gorizia, 2012, pag. 24,

Fu presidente per tredici anni consecutivi (1961-1974) del Concorso Internazionale di canto corale "Cesare Augusto Seghizzi" di Gorizia e di altri concorsi, nonché fiduciario del Sindacato nazionale musicistihttp://web.tiscali.it/sindacatomusicisti/ e dell'Accademia di musica contemporanea. Si dedicò con particolare passione all'insegnamento e alla didattica, ricercando e attuando moderne ed efficaci soluzioni per i problemi tecnici e interpretativi del violino.

L'innato genio creativo e la sua formazione artistica, derivata dalle scuole italiana e viennese, e i frutti della sua esperienza gli permisero di scrivere fondamentali opere didattiche per il violino "la cui consistenza tecnica va al di là dei capiscuola Otakar Ševčík e Carl Flesch" e "rivestono un autentico valore musicale, testimonianza della sua completezza artistica".Alfred von Horn, Violinpädagogik in Utopia: Der programmierte Violinunterricht im Gruppenspiel, Würzburg, 1974, pag.31 Morì a Gorizia l'8 giugno 1974.

Sabato 28 giugno 2025 ai Giardini Pubblici di Corso Verdi di Gorizia è avvenuta la cerimonia di inaugurazione del busto in bronzo dedicato al Maestro Rodolfo Lipizer, opera di Franco Dugo, in occasione del 50° anniversario della scomparsa, ricordato come "Musicista, Musiker e Glasbenik". L'evento è stato realizzato con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e del Comune di Gorizia.

Opere didattiche La tecnica superiore del violino (Stamp.G.E.P.Mignani, 1933); Casa Ricordi, Milano, E.R. 2602 1958; Rist. 1975, 1983, 1988, 1991, 2001; Casa Ricordi, Milano, E.R. 2964, 2012 Johann Sebastian Bach, Sei Sonate e Partite per violino (BWV 1001-1006), Revisione fedelmente ricostruita dal manoscritto autografo con suggerimenti di segni di interpretazione e diteggiata di Rodolfo Lipizer, edizione a cura di Marco Fornaciari e Lorenzo Qualli, Casa Ricordi, Milano, E.R. 3018, 2019, ISMN 979-0-041-83018-6 L'arte e la tecnica del vibrato sul violino e viola, Casa Ricordi, Milano, E.R. 2963, 2022, 'ISMN 979-0-041-82963-0 La Tecnica Basilare del Violino, edizione a cura di L Qualli, Casa Ricordi, Milano, 2023, ISBN 978-88-3340-3748 La tecnica del vibrato sulle corde doppie (inedito)

Composizioni musicali Rodolfo Lipizer, "Ciante pur..." Villotta per coro a 4 voci miste su versi di Giuseppe Collodi (Tite di Sandri) ; revisione di F. Madotto. Rodolfo Lipizer, "Die Lorelei" - Quattro Lieder per soprano e pianoforte su testi di Heinrich Heine, L. Pfeifer, Anonymous. Traduzione dal tedesco di Ervino Pocar; edizione a cura di F. Quali. Franz Schubert - Rodolfo Lipizer, "Ave Maria", trascrizione per canto, orchestra d'archi, arpa e organo; edizione a cura di F. Quali. Franz Schubert - Rodolfo Lipizer, "Serenata", trascrizione per canto, orchestra d'archi e arpa; edizione a cura di F. Quali. Rodolfo Lipizer, "Ich grolle nicht", lied per canto, orchestra d'archi, arpa e due corni in Fa; trascrizione ed edizione di F. Quali. F. Escher – R. Lipizer, "Oh tu Stele", trascrizione per coro virile e orchestra d’archi, edizione a cura di F. Quali. Antonio Lasciac - Rodolfo Lipizer, “Orazion a la Madone di Mon Sant” (Orazione alla Madonna di Monte Santo di Gorizia) per coro, orchestra d'archi e campane, edizione a cura di F. Quali. Buttò M. – Rodolfo Lipizer – “Ave Maria” per soprano, coro e organo, edizione a cura di F. Quali. Vittore Veneziani - Rodolfo Lipizer, "Mattinata" per coro virile e orchestra, edizione a cura di F. Quali. Buzzi Peccia A.- Rodolfo Lipizer, "Torna Amore" per canto, orchestra d'archi e arpa, edizione a cura di F. Quali. Rodolfo Lipizer, "Warum sind denn die Rosen so blaß", per canto e pianoforte (1921), a cura di F. Quali. Rodolfo Lipizer, "Warum sind denn die Rosen so blaß", per canto e orchestra (1941), a cura di F. Quali. Augusto Cesare Seghizzi – R. Lipizer, 1ª Rapsodia "Gotis di rosade", elaborazione per coro virile, orchestra d'archi e arpa, a cura di F. Quali Rodolfo Lipizer, Commento orchestrale per la rappresentazione di “Agamennone” di Eschilo (inedito) Orchestrazione di composizioni di vari autori: Nicola Porpora-Corti, Hugo Wolf, François-Joseph Gossec, Cesare Augusto Seghizzi e altri. (inediti)

Critica e recensioni La tecnica superiore del violino

ha riscosso successo di critica sin dalla prima edizione (Stamp.G.E.P.Mignani, 1933). Successive edizioni: Casa Ricordi, Milano, ER 2602 1958; Rist. 1975, 1983, 1988, 1991, 2001; Casa Ricordi, Milano, E.R. 2964, 2012

Si riportano autorevoli consensi espressi da insigni musicisti, compositori e violinisti italiani e internazionali:

Michelangelo Abbado: Opera concepita con raro intuito didattico e di grande utilità, non solo per i giovani studiosi, ma anche per i violinisti già formati che desiderano approfondire su solide basi il proprio repertorio tecnico... Giuseppe Alessandri: Lipizer ha superato i migliori metodi esistenti del genere offrendo allo studioso la possibilità di superare i progressi armonici e tecnici della musica moderna. Eduardo Berrio: Il contributo del Maestro Lipizer allo sviluppo dell'arte internazionale del violino ha un importante e dovuto ruolo nello sviluppo musicale mondiale. Paolo Borciani: Ritengo (La tecnica superiore del violino) assai utile per gli allievi dei corsi avanzati anche per la sua impronta più moderna di molti altri metodi conosciuti. Raymond Gallois-Montbrun: Ammiro le qualità de “La tecnica superiore del violino”, che potrebbe essere chiamata “la tecnica moderna del violino”. Josef Gingold: L'autore dimostra un'eccezionale conoscenza dei segreti del violino che presenta in maniera chiara. Io spero che ogni violinista ricavi da queste superbe opere tanto piacere quanto ne ho avuto io. Franco Gulli: Opera straordinariamente interessante ed utilissima per i corsi superiori di violino, in quanto propone degli esercizi di alta virtuosità, disposti progressivamente, in modo da poter rendere un ottimo risultato a chi vi si dedichi, soprattutto per il fatto che moltissimi di questi esercizi hanno un'impostazione nuova, e quindi non sfruttata dai metodi precedenti. Rok Klopčič: Lo studio n. 6 de “La tecnica superiore del violino” di R. Lipizer – relativo alle quinte preparate – è sicuramente uno dei migliori di tutta la nostra letteratura tecnica.