La strada statale 36 del Lago di Como e dello Spluga (SS 36) è una strada statale italiana che collega Sesto San Giovanni, nell'immediato hinterland milanese, al confine svizzero in corrispondenza del passo dello Spluga, dove prosegue in territorio elvetico come strada principale 567. Il suo percorso, di 149,6 km, si sviluppa esclusivamente in Lombardia, su 5 province. La SS 36, che costituisce la principale via d'accesso alla Valchiavenna, alla Valtellina (tramite la strada statale 38 dello Stelvio) e alla valle Engadina in Svizzera (raggiunta dalla strada statale 37 del Maloja e dalla strada principale 3 in territorio elvetico), è una delle arterie stradali più trafficate del Nord Italia. Storia

Antiche Strade La Via Spluga fu realizzata dagli antichi Romani alla fine del I secolo a.C. per facilitare la conquista dell'arco alpino e della Rezia, che avvenne tra il 16 a.C. e il 7 a.C. Dalla Valle Spluga iniziava la strada romana detta Via Regina che costeggiava il lato occidentale del Lago fino a Como per poi proseguire verso Milano e Cremona. Nel medioevo questa strada divenne una mulattiera.

Un percorso alternativo per arrivare alla Valle Spluga era raggiungere Bellagio da Milano con la Via Mediolanum-Bellasium, e poi attraversare il lago da Bellagio. Questa strada, in uso anche nel medioevo, è nota come l'antica strada Valassina (poiché passa nella valle Valassina) o come la via di Niguarda. Essa coincide in linea di massima con le attuali strade SP 9 della provincia di Milano e SP 41 della provincia di Como. La Via Valassina viene elencata nel decreto che Maria Teresa d'Austria emanò nel 1777 come strada la cui manutenzione era a carico dello Stato. Il suo percorso nel 1777 si staccava dalla strada Comasina presso l'Osteria della Fontana, l'attuale piazzale Segrino in Milano (prosegueguendo nell'attuale via Lario), superava il Seveso a Niguarda, e poi seguiva per Bresso, Cusano Milanino, Desio, Seregno, Paina, Birone, Giussano, Arosio, Inverigo, Lurago d'Erba, Nobile (frazione di Merone), Longone. Costeggiando il Lago del Segrino seguitava per Asso e Barni. Dopo il colle del Ghisallo scendeva a Civenna e finiva a Bellagio. Nel medioevo per non oltrepassare il Lambro, probabilmente dopo Arosio la strada passava per Cremnago, Fabbrica Durini (ove si poteva svoltare per Como), Alserio e Incino, per poi sempre passare sulle sponde del lago di Segrino.

Prima del 1831 non esisteva alcuna strada carrozzabile che costeggiasse il lago tra Lecco e Colico. I primi rilievi tecnici per realizzarne una furono eseguiti nel 1606, durante il completamento del Forte di Fuentes;. a tali rilievi, il governo spagnolo del Ducato di Milano non diede tuttavia alcun seguito.

Durante la Lombardia Austriaca, secondo il Real Dispaccio del 13 febbraio 1777 la strada provinciale denominata di Monza, che congiungeva Milano con la Valtellina, partiva da Porta Nuova in Milano seguendo il Naviglio della Martesana fino alla Cassina de' Pomm, poi proseguiva verso nord toccando l'osteria di Greco e raggiungeva il Rondò di Sesto San Giovanni passando per l'attuale Via Breda in Milano, e da lì fino a Monza passando da San Rocco (per le attuali vie Paisiello, D'Annunzio e Casati). Passato il Lambro a Monza, la strada proseguiva per Villasanta, Usmate, Osnago, Calco, Airuno, Olginate, Pescate e attraversava l'Adda a Lecco. Da Lecco la strada prendeva la Valsassina per Introbio e seguiva per Taceno, Margno, frazione Giabi di Premana, arrampicandosi fino alla Bocchetta di Trona (m.2093) e servendo anche le miniere della zona (anticamente la strada arrivava alla Bocchetta di Trona partendo direttamente da Introbio attraverso la Val Biandino). Dalla Bocchetta di Trona l'antica strada scendeva nella Valle del Bitto fino a Morbegno in Valtellina.

Le strade ottocentesche Come accesso monumentale alla Villa Reale di Monza, nel 1808 venne aperta la larga strada, tuttora esistente, che la raggiunge partendo dalla antica strada per Monza in località Sesto San Giovanni. Tale strada è composta da due rettilinei, il primo lungo tratto unisce il Rondò di Sesto San Giovanni al Rondò dei Pini in Monza, ed è per buona parte percorso dall'attuale SS 36, e il secondo unisce il Rondò dei Pini con la Villa Reale (l'attuale via Cesare Battisti).

Il governo austriaco del Regno Lombardo-Veneto investì nel creare un sistema stradale moderno, e curò in particolare, anche per motivi militari, i collegamenti con la Valtellina, la quale era il percorso più breve per arrivare direttamente nei territori austriaci oltre il Passo dello Stelvio. Nel 1838 fu aperto il rettilineo di Viale Monza, che congiunge il Rondò di Sesto San Giovanni con Piazzale Loreto in Milano e che divenne la nuova strada principale per Monza nonché il primo tratto della strada militare per Lecco. Per rendere più scorrevole tale strada, il tratto tra Sesto San Giovanni e Monza fu rettificato nel 1839, e nel 1847 fu creato in Monza il Corso Vittorio Emanuele II abbattendo sedici case.

La strada da Lecco a Colico, chiamata strada militare lacuale, fu iniziata nel 1824 e completata nel 1832 superando non poche difficoltà tecniche per l'epoca.. I lavori furono eseguiti sotto la supervisione dell'ingegner Carlo Donegani. Costeggiando il lago, questa strada ottocentesca comprendeva otto gallerie per un totale di 1049 m.

La strada carrozzabile da Colico allo Spluga inizia vicino a Colico in località Trivio di Fuentes e passa per Verceia arrivando a Chiavenna. Questo tratto fu aperto nel 1833 e comprendeva due gallerie per un totale di 196 m. La strada da Chiavenna al Passo dello Spluga fu realizzata tra il 1820 e il 1822. anch'essa dall'ingegner Carlo Donegani.. Originariamente la strada dopo Campodolcino arrivava fino al lago d'Isola e da lì saliva a Pianazzo (frazioni di Madesimo). A causa di un'alluvione del Liro nel 1834 che ne distrusse una parte nel fondovalle, fu costruita la rampa che tuttora unisce direttamente Campodolcino con Pianazzo. Con la costruzione del Lago di Montespluga, nel 1930 la strada subì un'altra piccola variante di percorso.

Strada Statale 36 La strada statale 36 venne istituita nel 1928 con il seguente percorso: Milano - Monza - Lecco - Chiavenna - Spluga - Confine svizzeroLegge 17 maggio 1928, n. 1094.

Dapprincipio il tracciato fra Milano e Lecco seguiva un itinerario completamente diverso dall'attuale, rispecchiando in buona parte quello della strada ottocentesca, sebbene la sua origine fosse fissata dal capoluogo come prosecuzione di Viale Monza in ingresso a Sesto San Giovanni, lambendo il Rondò di Sesto prima di procedere lungo Viale Gramsci ed entrare nel territorio comunale di Cinisello Balsamo, quindi a Monza. A Monza la strada si immetteva nella viabilità ordinaria per riprendere il suo cammino in uscita su Via Lecco, dunque toccando i centri di Villasanta, Arcore, Usmate Velate, da qui poi proseguiva verso Merate, Calco, Airuno, Olginate, Pescate, Lecco, ricalcando idealmente l'asse viario conosciuto con il nome di Via Spluga.

Il percorso venne mutato nel 1990, inglobando nella SS 36 la superstrada "Nuova Valassina", costruita nel dopoguerra dalle province di Milano e di Como; in tal modo la SS 36 mutò i capisaldi di itinerario in innesto con la strada statale 527 a Monza - Nibionno - tratto in comune con la strada statale 639 tra Civate e Lecco - Chiavenna - Campodolcino - confine di Stato con la Svizzera al Passo dello Spluga; il tratto abbandonato dalla SS 36 venne declassificato dalla rete delle strade statali e consegnato alle province di Milano e di Como, con l'eccezione dei brevi tratti fra Usmate e Olginate e fra Pescate e Lecco, che rimasero statali, il primo costituendo la nuova SS 342 dir, e il secondo divenendo parte della SS 583.

Le gallerie

Di particolare rilievo sono stati gli interventi realizzati presso Lecco che hanno portato, dopo anni di attesa, all'inaugurazione il 25 ottobre 1999 di una variante che prolunga il tratto a scorrimento veloce sino a superare la città, mediante il traforo del Monte Barro e la galleria San Martino, che dopo aver attraversato il centro di Lecco passandovi al di sotto, procede all'interno dell'omonima montagna fino all'uscita in superficie. In precedenza, il tracciato da Civate proseguiva costeggiando Valmadrera, Malgrate e, passando per il ponte Kennedy, per l'abitato di Lecco.

Un importante progetto di riqualifica, portato avanti con lo scopo di realizzare un percorso continuo Milano-Colico con caratteristiche superstradali, ha riguardato la complicata situazione viabilistica del nodo di Monza, dove la strada statale 36 era stata provvisoriamente declassificata come SP5. Il tratto era infatti caratterizzato da incroci semaforizzati che causavano un rallentamento del traffico e la formazione di code soprattutto nelle ore di punta dei giorni feriali. È stato ultimato l'intervento di realizzazione da parte dell'ANAS di una galleria urbana lunga 1805 metri, aperta il 3 aprile 2013: si tratta del più lungo tunnel urbano realizzato in Italia, oltre alla realizzazione di nuovi svincoli di collegamento della statale con l'autostrada A4 e la tangenziale nord di Milano. La galleria è dotata di un moderno sistema di filtraggio, utile anche in caso di incendio; l'inaugurazione di questa opera era inizialmente prevista per il 2011, ma ha richiesto tempi più lunghi, soprattutto perché il progetto definitivo prevedeva circa 400 interferenze (tubi, cavi, fognature) contro le 3.300 effettivamente rinvenute e spostate, tra le quali 1 km di tritubo ex-ASST in cemento-amianto. La riqualificazione in superficie comprende un'area verde, progettata dal paesaggista arch. Andreas Kipar, la cui ultimazione è avvenuta nel 2015. I lavori, cominciati a gennaio 2008 con alcune attività propedeutiche, sono stati conclusi nel dicembre 2013. Nel 2015 è stata completata la sistemazione paesaggistica di superficie su progetto dell'architetto Otto Kipar. Il progetto è stato interamente finanziato per 320 milioni di euro da Stato, Regione, Provincia e Comuni di Monza, Cinisello Balsamo e Muggiò, e Alto Lambro Servizi Idrici S.p.A. (oggi Brianzacque S.r.l.), la società che gestisce il depuratore delle acque di Monza e Brianza. La quota relativa alla galleria urbana è stata di 100 milioni di euro.

Nel 2022 il tratto urbano di attraversamento dei comuni di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, precedentemente classificato come SP5, è stato inglobato nella SS36.

Percorso La strada statale ha origine nel territorio comunale di Sesto San Giovanni nel punto di confine con il comune di Milano, in corrispondenza dell'intersezione con le vie Clerici e Carducci ed è il proseguimento del rettilineo cittadino di 5,6 km che si origina da Piazzale Lagosta a Milano, prendendo le denominazioni di Viale Zara e Viale Fulvio Testi.

Con il suo inizio, la SS 36 assume caratteristiche di strada urbana a scorrimento veloce e, prendendo i nomi di viale Fulvio Testi e viale Brianza, attraversa l'area urbana di Sesto San Giovanni e di Cinisello Balsamo. Sovrappassa poi l'autostrada A4 all'altezza dell'uscita di Sesto San Giovanni - Cinisello Balsamo e poco più avanti la tangenziale nord, assumendo da questo tratto in avanti caratteristiche di superstrada priva di intersezioni a raso e controviali. Entra così nel comune di Monza, dove l'asse viario prende il nome di viale Lombardia. Questa prima tratta, che attraversa una zona completamente urbanizzata, è a doppia carreggiata a tre corsie per senso di marcia e corre in parte all'interno di una galleria urbana a doppia canna di 1805 metri (entrata in esercizio il 3 aprile 2013). Da Monza ha inizio il tratto denominato "Nuova Valassina", superstrada che attraversa tutta la Brianza passando in prossimità di Muggiò, Lissone, Desio, Seregno, Carate Brianza, Verano Brianza e Giussano.