Biografia La famiglia e le origini Cristoforo Benigno è stato tra i più importanti imprenditori del cotone e del tessile dell'alto milanese della seconda metà dell'Ottocento, figlio di Antonio Benigno detto “Tone Tengitt”, discendente dell'omonima famiglia di imprenditori tessili di Busto Arsizio (VA) e fratello di Benigno.
Dopo aver brevemente seguito gli studi classici presso il seminario rosminiano a Ponte Severo senza diventarne prete, si diplomò in ragioneria. Iniziò la facoltà di giurisprudenza a Pavia che dovette però lasciare per motivi economici. Se inizialmente lavorò presso una banca venne poi assunto dallo studio della Francesco Turati & C. che al tempo era sicuramente la più importante casa d'affari milanese. Qui il giovane imparò la politica industriale del cotone bustocco, esperienza che fu fondamentale per la sua formazione professionale.
L'imprenditore Aiutato dal padre, convertì tre diverse strutture site in tre comuni distinti, dando vita agli opifici di: Vaprio d'Adda (1864), Vigevano (1867) e Ghemme (1869); nel caso dell'opificio di Vaprio, fu aiutato anche finanziariamente da Ercole Lualdi, ma la produzione in questo stabilimento fu poco redditizia a causa della guerra civile americana che comportò una conseguente "carestia" di cotone, colpendo così l'industria cotoniera europea. Pertanto, verso la fine del 1865, Cristoforo Benigno dovette suo malgrado cedere l'opificio di Vaprio a Raimondo Visconti di Modrone. In seguito alla separazione ereditaria alla morte del padre (1883), lo stabilimento di Vigevano passò al fratello Giuseppe e quello di Ghemme ad altri due fratelli (Carlo e Pasquale, quest'ultimo nel 1889 si separò a sua volta per fondare una propria filatura a Verona).
Villaggio Crespi Venne comunque conservato il nome della ditta a nome del nonno Benigno Crespi. Nel 1886, Cristoforo Benigno acquistò un'ulteriore filatura a Baveno, ceduta in seguito al figlio Silvio. Aspirando a creare un proprio stabilimento, si ripiegò nel febbraio 1877, ottenendo l'autorizzazione ad utilizzare una derivazione d'acqua dal fiume Adda di cui intendeva servirsi come forza motrice per una erigenda filatura, tra i comuni di Capriate e Canonica d'Adda; l'anno seguente fondò lo stabilimento ed un villaggio operaio, che nel complesso prese il nome di Crespi d'Adda, introducendo i più moderni sistemi di filatura dell'epoca. Per l'eccezionale stato di conservazione del suo patrimonio storico e architettonico, nel 1995 il Cotonoficio di Crespi d'Adda fu annoverato tra i patrimoni dell'umanità dall'UNESCO. È infatti il villaggio operaio meglio conservato dell'Europa meridionale: benché esistono altri esempi simili, essi sono concentrati più nell'Europa centro-settentrionale.
Nel 1879 fece costruire, su progetto dell'architetto Angelo Colla, una villa in stile moresco, dedicata alla moglie Pia Travelli, chiamata Villa Pia (poi Villa Crespi) ad Orta San Giulio, da utilizzare come residenza estiva. Nel 1884 trasferì il suo domicilio a Milano, nella casa di via Borgonuovo 18 (realizzata dal costruttore/decoratore Angelo Colla), dove ebbe sede l'azienda. Nel 1906 riuscì finalmente a costruire la centrale idroelettrica Taccani, progetto Gaetano Moretti e Alessandro Taccani già Benigno Crespi di Trezzo sull'Adda, dopo molti tentativi, con relative proposte al comune respinte, inaugurata ufficialmente il 1 giugno.
Era un grande appassionato d'arte e raccolse una delle più apprezzate e ricche collezioni di quadri, tra i quali dipinti di Tiziano, Canaletto e Rubens"Visitare il VILLAGGIO CRESPI D'ADDA, villaggio operaio di fine Ottocento", a cura di Marco Pedroncelli per l'Associazione Culturale Villaggio Crespi.. Sposò Pia Travelli ed ebbe quattro figli: Silvio, Daniele, Bice e Maria. Morì nel 1920 e ricevette sepoltura nel cimitero di Crespi d'Adda.
Onorificenze
Note
Bibliografia
Voci correlate Benigno Crespi Busto Arsizio Crespi d'Adda Silvio Crespi
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