Il Great Ormond Street Hospital (GOSH) è stato il primo ospedale del Regno Unito ad offrire cure ospedaliere dedicate ai bambini; è tutt’oggi uno dei principali ospedali pediatrici al mondo..
Storia Fondazione
Il Great Ormond Street Hospital fu fondato nel 1852 dal medico inglese Charles West. Prima della sua fondazione, in Inghilterra, a differenza delle altre nazioni europee, non esisteva alcun ospedale dedicato ai bambini. Tra il 1800 e il 1900 la popolazione inglese crebbe in modo esponenziale passando da 10 milioni a 32 milioni di abitanti alla grande crescita della popolazione, però, non era seguita una corrispondente crescita degli ospedali che erano ancora pochi, mal gestiti e non accessibili ai più poveri con conseguente aumento delle morti infantili dovute a malnutrizione e scarsa igiene..
Intorno alla metà del XIX secolo le malattie infantili erano talmente gravi che un bambino su cinque moriva entro un anno dalla nascita e uno su tre prima del completamento del quinto anno.. Tuttavia si fece poco o nulla per evitare l’alto tasso di mortalità. Uno studio del 1843 indicò che solo 136 pazienti sotto i 10 anni erano stati ammessi negli ospedali londinesi sebbene su 51.000 morti in quell’anno ben 21.000 fossero bambini appartenenti a quella fascia d’età.
Nonostante fosse sentita a livello societario la necessità di fare qualcosa per diminuire la mortalità infantile e migliorare la salute dei bambini, nessuno considerava la fondazione di un ospedale pediatrico come la strada migliore da seguire.. Anzi molte persone influenti, tra cui Florence Nightingale, sostenevano che un ospedale esclusivamente dedicato ai bambini non fosse necessario ed addirittura fosse troppo costoso e potesse persino essere pericoloso per il rischio di diffusione di malattie infettive.
Tuttavia, il dottor Charles West era fermamente convinto, nonostante l'opinione contraria di molti, che un ospedale pediatrico, grazie ai progressi della medicina uniti ad una buona gestione, avrebbe diminuito drasticamente la mortalità infantile, migliorando in prospettiva la salute dei bambini nella società. britannica di fine ottocento.
Nel gennaio del 1850 ci fu la prima riunione del comitato che avrebbe fondato l'ospedale, composto da nove uomini (uno dei quali era proprio il medico dottor Charles West che diede vita al progetto). L’ospedale aprì per la prima volta i servizi al pubblico il 14 febbraio 1852 con il nome di “Ospedale per bambini malati” al numero quarantanove della strada Great Ormond, da cui poi prenderà il nome, nella villa dove aveva vissuto centocinquanta anni prima il medico personale della regina Anna, Richard Mead, e fu proprio nella sua biblioteca che fu istituito il primo reparto..
Questo fatto cambiò grandemente il modo in cui i bambini e l’infanzia venivano percepiti dalla società. Si iniziò a comprendere che i bambini hanno bisogno di cure mediche specifiche, separate dagli adulti, che necessitano di un approccio diverso..
I primi anni
Sin dai primi anni l’ospedale dovette affrontare una serie di problematiche, prima fra tutte il numero di posti letto: erano soltanto dieci (in seguito aumentati a venti), inoltre i pazienti erano pochi e quasi tutti del posto o di distretti vicini. L’esiguo numero di pazienti era dovuto al fatto che l’ospedale inizialmente fu visto con sospetto. Presto la sua reputazione iniziò a diffondersi in tutta la città, soprattutto grazie a Charles Dickens, il quale scrisse un articolo, "Drooping Buds", nella sua rivista Household Words dove pubblicizzava il Great Ormond Street Hospital definendolo una necessità. Solo poche settimane dopo la pubblicazione dell’articolo la regina Vittoria fece una grande donazione all’ospedale e divenne la sua patrona ufficiale.. Aumentando la fama è aumentato gradualmente il numero di bambini ammessi, da trentadue nel 1862 a cinquantaquattro nel 1876 fino ad ottanta nel 1881..
Inizialmente le regole prevedevano che soltanto bambini con età compresa tra i due e i dieci anni potessero essere ammessi in ospedale. I più grandi dovevano invece recarsi presso gli ospedali per adulti. Comunque è solo dal 1950 che è stata introdotta in quell'ospedale anche la “medicina adolescenziale”, per cui i pazienti curati in ospedale potevano arrivare ad avere anche 19 anni..
Nei primi anni i pazienti venivano tutti ricoverati in un solo reparto e curati per le malattie più disparate, come la bronchite, la tubercolosi e la sifilide, ma anche malesseri minori come diarrea o febbre, il che di certo non aiutava la loro salute..
Altro problema riguardava il personale sanitario. Oggi esso conta circa quattromila dipendenti, alla sua apertura Accanto ai due medici vi erano poi una capo infermiera, un chirurgo e delle infermiere. L’annuncio per la prima capo infermiera, apparso il 21 novembre 1851, affermava che dovesse essere un membro della Chiesa d’Inghilterra, single e di età compresa tra i 30-45 anni; lo stipendio era di 40 sterline l’anno, compresi vitto e alloggio. La signora Willey fu la prima capo infermiera del Great Ormond Street Hospital..
Nel corso degli anni fu aggiunto pian piano altro personale. Nel 1862 fu affidato per la prima volta un nuovo incarico, ossia quello di sovrintendente dell’ospedale a Isabella Babb, che non veniva retribuita. Il suo ruolo era quello di supervisionare le infermiere e infondere loro “rispettabilità e decoro”. La più famosa tra le sovrintendenti fu Catherine Jane Wood, la quale scrisse diversi libri, tra cui Handbook of Nursing for the Home and Hospital.. Iniziò come sottoposta ad Isabella Babb ma dopo aver dimostrato le sue abilità fu nominata sovrintendente nel 1863 e vi rimase per venticinque anni, fino al 1888..
Quello della sovrintendente fu solo uno degli ruoli che iniziarono a nascere all’interno dell’ospedale contemporaneamente ad un’enorme crescita del numero di persone ricoverate e di ruoli sempre più specializzati. Il personale clinico, a questo punto, era già cresciuto: vi erano infatti sette medici, cinque chirurghi, un dentista, un farmacista e ventiquattro infermieri.
I bambini Quando il Great Ormond Street Hospital iniziò l'attività, la carenza di conoscenza medica faceva sì che i pazienti ricevessero un servizio molto scarso rispetto a quello che gli standard moderni chiamano trattamento medico. Poiché molti pazienti provenivano da famiglie povere, beneficiavano semplicemente del soddisfacimento dei bisogni umani fondamentali che erano non avevano nella vita ordinaria, come pasti sani e regolari, pulizia e riscaldamento. Non c’erano farmaci sofisticati e la chirurgia era limitata a procedure di base come la puntura degli ascessi, l’amputazione degli arti e la rimozione dei calcoli vescicali. Il cloroformio, che era il principale anestetico della chirurgia durante l’età vittoriana, era in uso solo dal 1847 e non era ancora ampiamente utilizzato quando il Great Ormond Street Hospital era stato aperto. Il tasso di mortalità per gli interventi chirurgici era molto alto e le cause principali erano le infezioni post-operatorie, poco conosciute ai tempi. La chirurgia era quindi generalmente evitata ove possibile..
L’ospedale durante le Grandi Guerre Il secolo scorso è stato caratterizzato da due grandi conflitti che hanno avuto un impatto devastante sulle persone: la prima e la seconda guerra mondiale. Coloro i quali ne hanno risentito particolarmente sono stati i bambini; se da una parte la guerra è stata motivo di profondo dolore per i giovani, dall’altra è proprio durante la guerra che il loro ruolo sociale è stato rivalutato, poiché hanno rappresentato l’unica speranza per un futuro migliore. In Inghilterra il Great Ormond Street Hospital divenne l’ospedale di riferimento per l’assistenza e la cura dei bambini. Nella seconda guerra mondiale fu deciso di creare nella sanità dei veri e propri luoghi che si occupassero di tutelare il benessere e la salute dei bambini. Uno degli esempi più importanti è stata la creazione nel 1946 dell’Institute of Child Health nel Great Ormond Street Hospital..
La Prima Guerra Mondiale Il Great Ormond Street Hospital dovette affrontare periodi difficili, nella prima guerra mondiale, infatti, fu trasformato in un rifugio per i bambini provenienti dalla Francia e dal Belgio. Dal punto di vista economico in tale periodo l’ospedale non riuscì a risanare i suoi debiti e si ritrovò con oltre £ 5.000 in più da pagare rispetto all’anno precedente. Una delle cause principali fu il rialzo dei prezzi di beni essenziali come il cibo, i medicinali, il carbone e il gas. La fase di massima crisi venne raggiunta nel 1920, quando i debiti superarono £ 30.000..
Negli stessi anni scoppiò un’epidemia influenzale, nota come Influenza Spagnola, che nel 1918, alla fine dell’armistizio, si diffuse in tutto il mondo, provocando circa 20 milioni di morti. Fu descritta da Frederick Poynton come la più grande pandemia influenzale che fosse mai esistita..
Durante la guerra, a causa della necessità di inviare anche lo staff medico a combattere al fronte, fu deciso di assumere molte infermiere, che per la prima volta ricoprirono ruoli di primaria importanza. Le operatrici sanitarie rimasero in ruolo fino al 1919 per poi essere assunte nel 1930, quando alle donne fu permesso di esercitare la professione medica al Great Ormond Street Hospital. Durante la prima guerra mondiale le dottoresse impegnate nello staff medico furono Naomi Tribe, C. R. Paterson, H. R. Lowenfield e Marjory Bland..
Lavorò come infermiera al Great Ormond Street Hospital anche la principessa Tsehai che, costretta a lasciare l’Etiopia nel 1936, in seguito all’assedio da parte dell'esercito italiano, si rifugiò a Londra e vi rimase fino allo scoppio della guerra, avvenuto nel 1939 quando fu trasferita allo Stanmore Hospital. Nel 1941 finalmente fece ritorno nella sua patria e si dedicò all’assistenza dei bambini, mettendo in pratica le competenze professionali acquisite durante la sua formazione in ospedale. Poco tempo dopo, però, morì di meningite e per ricordarla fu costruito un ospedale dedicato a lei..
La Seconda Guerra Mondiale Dal 1940 tutti i pazienti dell’ospedale vennero trasferiti in altre zone sempre vicino a Londra e l’ospedale venne utilizzato come rifugio, fu anche bombardato e venne danneggiato il Southwood Building, ma fortunatamente non ci furono vittime.
William Pendle lo salvò dalla distruzione e per il suo atto eroico fu insignito di una medaglia dal re. Fu anche ringraziato personalmente da Lord Southwood, il direttore dell’ospedale, che lo volle ricordare come un importante benefattore del Great Ormond Street Hospital..
Anche Lord Southwood fu considerato un eroe, infatti fu grazie a lui se vennero risanati tutti i debiti dell’ospedale. Una delle sue idee più geniali fu proprio quella di vendere le macerie di parti del Great Ormond Street Hospital, accompagnate da una lettera scritta personalmente da lui e dalla richiesta esplicita di fare delle donazioni per l’ospedale..
Medici illustri
Nel corso della metà del XIX secolo molti degli eminenti medici e chirurghi del periodo medio-tardo vittoriano prestarono servizio presso il Great Ormond Street Hospital; tra questi i dottori W. B. Cheadle, W. H. Dickinson (un esperto di malattie renali), Samuel Gee (famoso per aver descritto la celiachia) e anche il poeta Robert Bridges per un breve periodo..
Thomas Barlow fu un altro illustre medico vittoriano che prestò servizio presso l’ospedale per settant’anni. Condivide, insieme a William Jenner, il primato di essere stato nominato medico straordinario della regina Vittoria..
Un altro chirurgo importante dell’ospedale fu Thomas Smith, uno dei primi ad usare la tecnica antisettica di Joseph Lister a Londra. William Arbuthnot Lane lavorò presso il Great Ormond Street Hospital dal 1883 al 1916, ha dedicato quasi tutta la sua vita a migliorare la salute pubblica..
La generazione successiva di medici eminenti era invece composta da: