Predazzo (Pardàć in dialetto predazzano e in ladino, Pardàcio in dialetto fiammazzo) è un comune italiano di abitanti della provincia autonoma di Trento. È uno dei tre centri principali della val di Fiemme (gli altri sono Cavalese e Tesero), ed è inoltre il comune più popoloso ed esteso delle valli dell'Avisio; con una conformazione geografica particolarmente favorevole, al centro delle Valli di Fiemme e Fassa, e alla fine della val Travignolo, che collega con il Primiero e la Valle del Biois tramite i passi Rolle e Valles.
Geografia fisica Territorio Situato alla confluenza del torrente Travignolo (Travignöl) che scende dal gruppo dolomitico delle Pale di San Martino col torrente Avisio (La Vés), proveniente dal passo Fedaia (sotto la cima della Marmolada) e quindi la Val di Fassa, è il comune più a monte della Val di Fiemme.
Il suo territorio è notevolmente esteso: con 109,97 km quadrati risulta il decimo comune per superficie della provincia di Trento. Il suo centro abitato è pianeggiante, salvo alcune frazioni e la zona di Pòz sulle pendici del monte Mulàt. L'altitudine del comune varia da un minimo di circa 1.000 m s.l.m. ad un massimo di oltre 2.800 m s.l.m. delle vette dolomitiche del Latemar e del Lagorai.
Clima Secondo le rilevazioni della stazione meteorologica di Predazzo la temperatura media massima nei mesi invernali è poco superiore agli 0 °C, mentre la temperatura media giornaliere del mese più caldo è quasi +15 °C. Le precipitazioni sono abbondanti e la piovosità media annuale si attesta a quasi 800 mm. Le temperature minima e massima assolute arrivano anche a -21 °C e +38 °C.
Geologia La genesi della morfologia "a conca" di Predazzo risale ad almeno 200 milioni di anni fa, con il collasso di un vulcano a quel tempo presente. Episodi di sollevamento e abbassamento della crosta terrestre, erosione e glaciazione modellarono questo territorio, attribuendogli la conformazione odierna in posizione centrale rispetto alle Dolomiti (tra i gruppi del Lagorai, Latemar e le Pale di San Martino). Da qui i soprannomi "Porta delle Dolomiti" e "Scrigno della Geologia" con cui era conosciuto Predazzo tra i primi visitatori.
«Ma c’è da sussultare a sentir affermare che Predazzo occupa esattamente l’area di un cratere estinto e che le montagne che la circondano da ogni parte sono formate da rocce ignee che scaturirono, simili a lava, in qualche periodo remoto della storia geologica» Amelia B. Edwards, 1872.
A inizio Ottocento, il geologo Giuseppe Marzari Pencati notò nella zona di Predazzo la particolare compresenza di graniti, lava e sedimenti marini. Scienziati e studiosi, attratti dalla neo-scoperta geologica e stratigrafica delle Dolomiti, iniziarono in un crescendo a visitare il paese, riunendosi nello storico albergo "Nave d’Oro", noto proprio per essere centro di aggregazione e studio in questo periodo. Alcuni nomi di rilievo: A. von Humboldt, F. von Richthofen, D. de Dolomieu, M.M. Gordon.
Origini del nome Il toponimo deriva dal latino pratum "prato" con l’aggiunta del suffisso aumentativo -aceus. La prima attestazione è del 1050, ovvero “pratum magnum quod dicitur Pradassis” ("grande prato chiamato Pradassis"), successivamente “de Predacia” e “de Predazo”. In tedesco Pardatsch.
Storia
Le origini risalgono all'anno 1100 circa. Il suo nome riscontra per la prima volta in un documento del 1050 che determinava il confine fra la Diocesi di Trento e quella di Bressanone. A quei tempi il fondovalle era un grande prato da pascolo, tra i due torrenti che dilagavano a piacimento da una parte all’altra della piana. Nei punti più sicuri dalle acque, ovvero alle pendici dei monti, cominciarono a sorgere le prime capanne ad uso dei pastori di Tesero, i quali poi un po' alla volta fissarono dimora stabile, dissodarono e bonificarono il terreno ed eressero le prime abitazioni. La tradizione tramanda che in origine il paese contasse 12 masi, intorno ai quali trovavano spazio le altre case, alcuni dei quali ancora riconoscibili. Gli attuali edifici in muratura più antichi hanno poco più di cinquecento anni.
Regola Feudale La Regola Feudale di Predazzo fu il risultato di una serie di investiture di feudi rustici da parte dei principi vescovi.
La Regola Feudale è quindi una proprietà di diritto privato, la cui successione avviene in linea maschile secondo il diritto gerarchico. I Vicini sono circa 800 raggruppati in 19 cognomi storici. In autunno, il giorno di San Martino, vengono ritirate da ogni vicino le regalìe, che sono parte degli ultimi provenienti dalla gestione della proprietà boschiva comune. L'amministrazione regolana ha sede nella Casa della Regola, sulla centrale via Roma.
Simboli Lo stemma, concesso con lettera imperiale nel 1988, è così blasonato:Comune di Predazzo. Inventario dell'archivio storico (1562-1974) e degli archivi aggregati (1890-1998) - cultura.trentino.it
La medesima lettera chiarisce come gli attrezzi rappresentino l'arte dell'escavo delle miniere e della lavorazione dei marmi di cui abbonda per varietà il territorio di Predazzo, mentre la rondine è un'allegoria dell'emigrazione alla ricerca di lavoro.
Il gonfalone è un drappo appuntato, partito di bianco e azzurro, mentre la bandiera è in uso de facto sia partita che troncata.La fiaccola olimpica arriva a Predazzo per l’accensione del braciere - facebook.com/TrentinoTV, 28 gen 2026Giunta provinciale oggi a Predazzo - ufficiostampa.provincia.tn.it, 20 set 2024
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, costruita nella seconda metà del XIX secolo su progetto di Michele Mayer al posto della più antica chiesa di San Giacomo Maggiore (1223), che sorgeva nel perimetro dell'attuale municipio. Chiesa di San Nicolò, sorge all'interno del cimitero di Predazzo, la più antica chiesa di Predazzo, datata fine 1400. Chiesa di Santa Maria della Neve nella frazione di Bellamonte
Architetture civili Municipio, affacciato sulla centrale piazza SS. Filippo e Giacomo. Casa della Regola Feudale (antico Palazzo Maultasch), ristrutturata nel 2008. Stadio del salto Giuseppe Dal Ben, costruito per i Campionati mondiali di sci nordico 1991.
Architetture militari Forte Buso, situato al limite orientale del Parco naturale Paneveggio - Pale di San Martino, presso il muro della diga di Paneveggio. Forte Dossaccio, situato sulla strada di Val Travignolo, che dal paese porta al passo Rolle, sopra al lago di Paneveggio. È una fortificazione austro-ungarica della prima guerra mondiale. Predazzo fu sede del 2° Battaglione k.k. III Landesschützenregiment Innichen”formato il 1º marzo 1909, che opero' sul fronte dolomitico nella prima guerra mondiale.
Società Evoluzione demografica Nel censimento del 2021, si sono dichiarati appartenenti al gruppo linguistico ladino l'1,6% dei residenti.
Cultura
Istruzione Scuole Sono presenti scuole elementari e medie. Tra gli istituti superiori l'I.T.E. "La Rosa Bianca - Weisse Rose".
Scuola Alpina della Guardia di Finanza
Nella cittadina, in via Fiamme Gialle, ha sede la Scuola alpina della Guardia di Finanza fondata nel 1920. L'istituto è la scuola alpina militare più antica del mondo e vi sono addestrati, oltre che gli allevi finanzieri, anche i militari delle Fiamme Gialle specializzati nel soccorso alpino. All'interno del complesso della caserma, la cui costruzione fu iniziata nel 1916 da parte dell'esercito austro-ungarico, è possibile visitare anche il Museo Storico della Scuola Alpina, che si va arricchendo di cimeli e donazioni da parte di civili ed ex-Fiamme Gialle: in esso sono custoditi moltissimi cimeli bellici ma anche sportivi, a testimoniare la militanza di numerosi campioni (tra gli altri Gustav Thöni, campione del Mondo e successivamente maestro di Alberto Tomba, ma anche Cristian Zorzi, campione olimpico a Torino nella 4x10 km, Polig e Kristian Ghedina) nel Gruppo Sciatori Fiamme Gialle.
Musei e luoghi d'interesse Museo geologico delle Dolomiti, dal 2012 è entrato, per volontà della provincia autonoma di Trento, nella rete del museo tridentino di scienze naturali ed è stato ristrutturato nel 2015. Museo Storico della Scuola Alpina della Guardia di Finanza. GeoTrail del Dòs Capèl. il primo sentiero geologico d'Italia, nato negli anni settanta, nel 2017 è stato completamente rinnovato con nuovi pannelli espositivi.
Musica Banda Civica Ettore Bernardi, fondata nel 1847. Coro Negritella, fondato nel 1954.
Eventi
Catanaoć 'n festa (anticamente "Giro dei 12 masi"), rievocazione storica e percorso enogastronomico, che si svolge ogni anno nel rione antico del centro del paese "Pè de Pardać". Fuochi di San Martino (San Martìn), antica tradizione, che si svolge ogni anno l'11 novembre. Vengono accese le "Ase" (grandi pire/falò) sui pendii circostanti i cinque rioni, segue corteo con i campanacci per le vie del paese. Mercato di San Giacomo (San Giàcom), patrono del paese, si svolge il giorno 25 luglio. Fino al 2010, il mercato si teneva sulla periferica via Marconi. Dal 2011, per volontà della nuova amministrazione comunale, il mercato è ritornato in centro, in una posizione di pregio assai maggiore, lambendo le vie centrali. Desmontegada de le Vache, il primo week-end di ottobre, le mucche e tutto il bestiame agghindato a festa torna in paese dai pascoli estivi nelle malghe con i pastori.
Geografia antropica
Rioni antichi Fino all'inizio del secolo scorso il paese di Predazzo era suddiviso in rioni ben distinti, col passare del tempo la divisione tra queste zone si è sempre più allentata, tanto che oggi i rioni non sono così nettamente identificabili. I 3 rioni principali erano quindi:
Is-cia (Ischia) Senza considerare la località di Costa (Fol, attualmente) è la zona dei primi insediamenti stabili a Predazzo, addossata alle pendici del monte Mulàt, per evitare le continue piene dei torrenti. Essendo il nucleo antico era identificabile come vecchio centro del paese, il fulcro delle attività è identificabile in piazza Calderoni (piaza Piciola), la zona commerciale era invece "la Fiera" toponimo ancora in uso per indicare uno slargo presso via Indipendenza dove si teneva il mercato. Si può dividere in Is-cia de föra (Ischia di fuori, di sotto) ovvero via Dante, via Verdi, via Mazzini e Is-cia de inter (Ischia di dentro, di sopra) ovvero via Indipendenza e parte di via Bedovina. Essendo la parte più antica comprende vari edifici storici rilevanti con dei belli affreschi, come Casa Tinol, Casa Calderoni e molti altri ancora.
Pè de Pardàć (Piè di Predazzo) Quello che è conosciuto come Pè de Pardàć, ovvero Piè di Predazzo, oggi è situato in mezzo al paese, a sud della piazza grande. In questo rione si trova la chiesetta di San Nicolò, anticamente situata in aperta campagna oggi in pieno centro. La vita del rione si articolava tra il Piazöl e la storica fontana del Pinzàn, che, appena costruita sul finire del '700, era la più ampia di tutta la valle. Nel corso dell'800 il rione fu devastato da un disastroso incendio, che portò quindi alla costruzione di case più solide e ordinate, secondo l'architettura visibile ancora oggi.
Somaìla (Sommavilla) Il terzo rione storico, situato ad est del paese e anch'esso addossato in parte alle pendici del monte Mulàt per evitare le piene dei torrenti, infatti si trova proprio alla fine della valle del Travignolo.
Oltre ai 3 rioni storici situati a partire dai lembi della piazza principale, nella piana alluvionale di Predazzo erano situati altri due nuclei abitati, che più che rioni li potremmo quasi identificare come frazioni o zone artigianali del paese, ovvero:
Molìn