La provincia dell'Aquila è una provincia italiana dell'Abruzzo di abitanti con capoluogo L'Aquila, l'unica provincia interna senza sbocchi sul mare della regione, la più estesa e la meno popolata (con il territorio che coincide in parte con quello dell'antica provincia di Abruzzo Ulteriore Secondo, dalla quale l'odierna circoscrizione provinciale ha ereditato il proprio stemma), confinante con la provincia di Teramo a nord-est, con la provincia di Pescara e la provincia di Chieti a est, con il Molise (provincia di Isernia) a sud-est e con il Lazio (provincia di Frosinone, città metropolitana di Roma Capitale e provincia di Rieti) ad ovest.
Geografia fisica
Il territorio della provincia racchiude interamente la parte interna della regione, e si estende da nord a sud parallelamente alla linea costiera su una superficie di 5.035 km² che, su scala nazionale, la pone al nono posto per estensioneÈ preceduta da Bolzano, Foggia, Cuneo, Torino, Cosenza, Perugia, Trento, Roma.
È caratterizzata da diverse conche di origine lacustre, in corrispondenza delle quali si trovano gli insediamenti antropici più consistenti, stretti dai massicci del Gran Sasso e dei Monti della Laga a nord est, del Sirente-Velino e dei Monti Carseolani, Monti Simbruini, Monti Cantari e Monti Ernici ad ovest, della Maiella ed est e dei Monti Marsicani e Monti della Meta a sud. Tra questi gruppi montuosi si aprono pianori carsici in quota come l'altopiano di Cascina, Campo Imperatore, Campo Felice, il Piano del Voltigno, l'Altopiano delle Rocche, i Piani di Pezza e gli Altipiani maggiori d'Abruzzo.
La Valle dell'Aterno facente riferimento alla parte settentrionale della provincia in corrispondenza del passaggio del fiume Aterno e comprendente l'Alto Aterno, la Conca aquilana, l'Altopiano delle Rocche, la Valle Subequana e la Piana di Navelli; La Marsica, in corrispondenza dell'area del lago Fucino, prosciugato alla fine dell'Ottocento e rappresentante l'area più occidentale della provincia, al confine con il Lazio; La Valle Peligna nella zona di Sulmona, rappresentante la parte più vicina alla costa al confine con la Provincia di Pescara; L'Alto Sangro, zona geograficamente unita al Molise in corrispondenza dell'estremità meridionale della provincia.
Morfologia Orografia
La provincia è caratterizzata da tre serie di massicci disposti sulla direttrice che va da nord ovest a sud est, parallelamente alla linea costiera. Sul margine nord orientale del territorio si staglia la catena formata da Monti della Laga, Gran Sasso e Maiella che costituisce il confine con le province di Teramo, Pescara e Chieti.
Il margine sud occidentale è caratterizzato invece dal sistema montuoso formato dai monti del Cicolano, i Monti Simbruini e i monti Ernici, che raggiunge i 2156 m con il Monte Viglio, al confine con il Lazio. Al centro della provincia è invece la catena mediana che dal Terminillo giunge sino ai Monti della Meta comprendente il massiccio del Sirente-Velino che costituisce la linea di separazione tra il versante orientale e quello occidentale della penisola nonché il confine fisico tra l'altopiano aquilano (Valle dell'Aterno e Valle Peligna) e il bacino del Fucino, p. 31..
I principali valichi della provincia sono: Passo di Montereale, Sella di Corno, valico delle Capannelle, Forca Caruso, Bocca di Forlì (cui si aggiungono altri valichi montani minori quali Passo San Leonardo, Passo Godi, Forca d'Acero, Valico di Capo la Serra, Valico Serra Sant'Antonio, Valico di Monte San Franco, Vado di Sole, ecc...).
Tettonica L'area dell'Appennino aquilano è caratterizzato da roccia calcarea, la cui rigidità, unita all'intensa attività tettonica di frattura, ha fatto sì che la provincia venga colpita da frequenti eventi tellurici di particolare intensità. L'intero territorio è stato segnato, nel corso del tempo, da numerosi terremoti la cui devastazione è responsabile dall'attuale struttura urbana degli insediamenti, spesso caratterizzati da una notevole compattezza e da edifici di altezza modesta. Gli eventi più disastrosi, quali il terremoto di Avezzano del 1915 (6,99 MwCatalogo parametrico dei terremoti italiani 1900-1963, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), il terremoto dell'Aquila del 1703 (6,81 MwCatalogo parametrico dei terremoti italiani 1691-1899, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e il terremoto della Maiella del 1706 (6,60 Mw) hanno completamente distrutto le tre città provocando complessivamente circa 40.000 morti. L'evento tellurico più recente è il terremoto che ha colpito L'Aquila il 6 aprile 2009 provocando 308 morti, oltre 1.500 feriti e la pressoché totale evacuazione del capoluogo.
Idrografia Fiumi La provincia è ricca d'acqua, nonostante la portata dei fiumi che l'attraversano sia modesta, seppur regolare. Il principale corso d'acqua della provincia e dell'intera regione è l'Aterno-Pescara, che ha origine sui Monti della Laga e attraversa longitudinalmente la provincia prima di svoltare verso il mare nei pressi di Raiano; il fiume attraversa i centri più importanti della zona, e forma attraverso le Gole di San Venanzio il collegamento naturale tra la conca aquilana e quella Peligna.
La valle Peligna è invece attraversata dal fiume Sagittario, che ha origine nel Lago di Scanno e che rappresenta il principale affluente dell'Aterno-Pescara. Al limite meridionale della provincia scorre invece il Sangro, per lunghezza il secondo fiume dell'Abruzzo, la cui sorgente si trova all'interno del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e che attraversa, tra gli altri, i paesi di Alfedena e Castel di Sangro. Altri importanti fiumi che hanno origine in provincia ma scorrono prevalentemente altrove sono il Liri, che ha origine sui Monti Simbruini, e il Vomano la cui sorgente è sui Monti della Laga, non distante da quella dell'Aterno-Pescara.
Laghi Nella provincia dell'Aquila sorgeva un tempo il lago Fucino, un lago poco profondo e privo di uscite considerato il terzo d'Italia per estensioneNei periodi di particolare piovosità arrivava sino ad un'estensione di 40.000 ettari ed era preceduto solo dal Lago di Garda e dal Lago Maggiore. A seguito della bonifica avvenuta nella seconda metà dell'Ottocento, venne realizzata al suo posto un'ampia rete di canali per una lunghezza complessiva di circa 300 chilometri. Qualche anno più tardi, nei pressi di Campotosto, venne invece creato un lago artificiale tuttora il più grande della regione e tra i più grandi d'Italia; il lago venne creato con lo scopo di utilizzarne le acque per il funzionamento delle centrali idroelettriche della valle del Vomano. Un altro lago artificiale è quello di Barrea, all'interno del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Il principale lago naturale della provincia è il Lago di Scanno, formatosi in seguito ad una frana nell'alta valle del fiume Sagittario; altri laghi sono quelli Pio e di San Domenico.
Clima Tutta la provincia è situata in area montuosa, ed è perciò caratterizzata da un clima appenninico: gli inverni sono rigidi con temperature che raggiungono frequentemente valori negativi, le giornate estive, invece, sono caratterizzate da forti sbalzi termici tra giorno, quando le temperature, soprattutto nelle valli e nelle conche, sono molto elevate, e notte, quando le temperature sono basse e possono, sopra i 1000 metri s.l.m., persino scendere sotto i 10/12 °C. Le precipitazioni sono abbondanti, in particolare sui monti esposti ad occidente e nella parte meridionale della provincia e d'inverno, sono quasi sempre nevose in buona parte del territorio provinciale, soprattutto dalle quote medie in su.
Aree naturali protette
La provincia dell'Aquila racchiude la maggior parte delle aree protette della regione: il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise; il parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; il parco nazionale della Maiella; il parco naturale regionale Sirente-Velino; la riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo; la riserva naturale guidata Monte Salviano; la riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca; la riserva naturale regionale Grotte di Luppa; la riserva naturale del Lago di Campotosto; la riserva naturale Monte Genzana e alto Gizio;
Storia
La provincia, caratterizzata da valli e altipiani, è stata nel tempo abitata da numerosi popoli italici, tra i quali i Sabini nell'area nord occidentale, i Vestini in quella orientale (al confine con le province di Teramo e Pescara), i Peligni in quella sud orientale, i Marsi nell'area della conca del Fucino e gli Equi al confine sud occidentale. I centri urbani si sono localizzati dapprima in agglomerati di origine preromana, come Corfinium (l'odierna Corfinio), poi in colonie romane come Amiternum, Alba Fucens, Carseoli (l'odierna Carsoli), Aveja e Peltuinum quindi in centri normanni come Celano o longobardi come Forcona e Valva ed infine in città medievali come L'Aquila e Sulmona.
La prima riunificazione del territorio provinciale avvenne sotto l'Impero romano con la costituzione della regione augustea del Samnium, che comprendeva una vasta parte di Appennino centrale con l'attuale provincia aquilana e il territorio di Reate (Rieti), Teate (Chieti), il Molise e buona parte della provincia di Benevento. Questa suddivisione lascerà fuori dalla regione il territorio dell'odierna provincia di Teramo, che solo in seguito sarà unito amministrativamente al resto della regione: dopo la divisione altomedievale della regione fra Ducato di Benevento e Ducato di Spoleto, nel 1233, i Normanni costituiranno il Giustizierato d'Abruzzo, unendo per la prima volta i territori dell'odierna regione, istituzionalizzando il nome Abruzzo. In seguito, nel 1273, il giustizierato sarà diviso nei due enti di Abruzzo Ultra (comprendente buona parte della provincia dell'Aquila con l'eccezione dell'Alto Sangro e la provincia di Teramo) e Abruzzo Citra (la Provincia di Chieti ed il Molise) per essere meglio governato.
Nel 1806, il giustizierato dell'Abruzzo Ultra viene ulteriormente suddiviso in Abruzzo Ultra I con capoluogo Teramo, comprendente l'attuale provincia di Teramo e quella di Pescara, e Abruzzo Ultra II, con capoluogo Aquila, corrispondente alla aquilana, inclusi i territori successivamente passati alle province di Rieti e Pescara. La provincia comprendeva originariamente i distretti di Aquila, Cittaducale e Sulmona, cui venne aggiunto, cinque anni dopo, il Distretto di Avezzano; i distretti erano ulteriormente suddivisi in circondari e, quindi, in comuni. La sede degli organi amministrativi era situata nell'ex convento di Sant'Agostino, all'Aquila.
Nel 1861, con la nascita del Regno d'Italia venne istituita la regione "Abruzzi", ed il territorio dell'Abruzzo Ultra II si trasformò nella provincia dell'Aquila, con il capoluogo che cambiò denominazione in Aquila degli AbruzziIl nome venne imposto per risolvere le dispute riguardanti centinaia casi di omonimia. Successivamente diversi territori saranno scorporati dalla provincia, in favore nelle neocostituite province di Rieti e Pescara: nel 1927 vengono trasferiti nel Lazio i comuni di Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Borbona, Borgocollefegato, Borgo Velino, Cantalice, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Cittareale, Fiamignano, Lugnano di villa Troiana (ora Vazia, frazione di Rieti), Leonessa, Micigliano, Pescorocchiano, Petrella Salto e Posta per un totale di 1362 km² e abitanti circa, p. 78.. Parallelamente i comuni di Bussi sul Tirino e Popoli Terme vengono trasferiti alla provincia di Pescara, realizzata riducendo principalmente i territori di Teramo e Chieti; in seguito a questi trasferimenti, la provincia assunse l'attuale assetto amministrativo, con la suddivisione in 108 comuni.
Nel 1939 il capoluogo assume la denominazione odierna "L'Aquila", e conseguentemente la provincia viene ridenominata provincia dell'AquilaR.D. 23 novembre 1939, n. 1891.
Sede provinciale