LAudi A3 8P è la seconda generazione dell'Audi A3, un'autovettura di Segmento C prodotta dalla casa automobilistica tedesca Audi dal 2003 al 2013.
Storia e profilo Debutto La generazione 8P venne presentata per la prima volta al pubblico nel marzo del 2003 al salone di Ginevra. Inizialmente fu proposta solo ed unicamente con carrozzeria a 3 porte, mentre la 5 porte sarebbe arrivata circa un anno dopo.
Design esterno ed interno Sul piano del design, la A3 confermò tutti quei criteri di impostazione stilistica che a suo tempo avevano decretato il successo della prima generazione, ma attualizzandoli e perfezionandoli ulteriormente. Ne derivò un corpo vettura dall'impronta sempre sportiveggiante e grintosa anche nelle versioni di base, più basso di circa 15 mm millimetri, ma più largo di 30. Variazioni impercettibili di per sé, ma che si riflettevano sia nella vista d'insieme del corpo vettura, sia nel comportamento dinamico in quanto contribuivano ad un sia pur leggero abbassamento del baricentro. Oltre a questa riconferma nell'impostazione stilistica, vale la pena di evidenziare lo sforzo dei designer Audi teso al raggiungimento della miglior pulizia possibile nelle linee, quello che alcune fonti specializzate dell'epoca definivano come "rigore stilistico"Auto, marzo 2003, Conti Editore, pagg. 20 e 21. Anche nel caso della seconda generazione della A3, quindi, il risultato fu quello di un corpo vettura dalle linee più tese, sobrie ed eleganti e nello stesso tempo più moderne. Tale tendenza era visibile già nel frontale, dove spiccavano i gruppi ottici dal taglio più aggressivo, mentre la calandra centrale era delimitata in basso dal fascione paraurti, pur dando l'impressione di continuare anche al di sotto di esso grazie alla presenza di una presa d'aria dalla forma simile. Questa trovata stilistica fu il preambolo alla successiva calandra "single frame" che sarebbe stata introdotta nella A3 solo due anni più tardi. La fiancata era caratterizzata in primis da una linea di cintura piuttosto alta e dal montante posteriore piuttosto inclinato, ma anche assai massiccio, mentre i passaruota bombati e l'accenno di minigonne conferivano un tocco di sportività in più e la nervatura longitudinale all'altezza delle maniglie porta rendeva più elegante la vista laterale andando a terminare in corrispondenza dei gruppi ottici posteriori, avvolgenti e dal nuovo disegno quasi quadrangolare, ma con lato superiore tondeggiante e plastica bianca sul lato inferiore.
L'abitacolo era caratterizzato da numerosi richiami alle altre Audi contemporanee, in particolar modo alla "sorella" sportiva TT, all'epoca ancora alla sua prima generazione. È il caso ad esempio delle bocchette di aerazione tonde, della parte inferiore della console centrale e della maniglia per l'apertura del cassetto portaoggetti sul lato destro della plancia. In generale l'abitacolo risultava più curato e rifinito grazie anche all'utilizzo di materiali di miglior qualità. Lo spazio a bordo era aumentato sensibilmente, principalmente grazie all'aumento del passo di 65 mm rispetto alla precedente A3 e nonostante gli ingombri in altezza del corpo vettura, leggermente più ridotti. Secondo la stampa dell'epoca, il posto guida arrivava a risultare comodo anche per persone di statura superiore alla mediaQuattroruote n°574, agosto 2003, Editoriale Domus, pag.156. Leggermente più ampia anche la capacità del bagagliaio, pari a 344 litri con il divano in posizione, ma ampliabili a 1.080 litri con l'abbattimento di quest'ultimo.
Struttura, meccanica e motori
La base meccanica della generazione 8P della A3 è la stessa della monovolume Touran di prima generazione risalente ad appena un mese prima della presentazione della stessa A3. Lo stesso pianale, denominato PQ35, verrà successivamente utilizzato per la Golf V che debutterà sempre nel 2003, ma a settembre. Riconfermata l'architettura tecnica a motore anteriore trasversale e a trazione anteriore, ma anche nella futura configurazione a trazione integrale. Vi furono anche alcune novità tecniche di spessore, a partire dal nuovo retrotreno multilink a quattro bracci in sostituzione del meno raffinato schema a ruote interconnesse, mentre all'avantreno si ritrova un affinamento della precedente soluzione di tipo MacPherson. L'impianto frenante a quattro dischi prevedeva gli autoventilanti all'avantreno e i dischi pieni al retrotreno, mentre fra le altre novità va segnalato il nuovo servosterzo ad azionamento elettrico che, secondo il costruttore tedesco, poteva anche permettere un leggerissimo risparmio di carburante, pari a 0,2 litri ogni 100 kmQuattroruote n°574, agosto 2003, Editoriale Domus, pag.158. Al suo debutto, la seconda generazione della A3 fu proposta nelle seguenti tre motorizzazioni:
1.6: motore EA113 da 1595 cm3, aspirato ad iniezione indiretta e con potenza massima di 102 CV; 2.0 FSI: nuovo motore da 1984 cm3, aspirato ad iniezione diretta e con potenza massima di 150 CV; 2.0 TDI: altra novità motoristica è questo 2 litri turbodiesel ad iniettore-pompa e con testata a 4 valvole per cilindro. Questo motore, della cilindrata di 1968 cm3, erogava una potenza massima di 140 CV.
Due le varianti di trasmissione previste: il 1.6 di base montava un cambio manuale a 5 marce, mentre alle restanti due motorizzazioni venne abbinato un cambio a 6 marce, sempre manuale.
Allestimenti e dotazioni Gli allestimenti inizialmente previsti per la seconda generazione della A3 furono tre, con le stesse denominazioni degli allestimenti della precedente A3:
Attraction: allestimento di base comprendente il classico volante a quattro razze con imbottitura in schiuma, cerchi da 16 pollici e rivestimenti in tessuto; Ambition: allestimento sportiveggiante comprendente cerchi in lega da 17 pollici, pneumatici da 225 mm di battistrada, assetto ribassato di 15 mm e rivestimenti in pelle per il volante a tre razze, la cuffia del cambio, il pomello del cambio e la leva del freno a mano; Ambiente: allestimento votato al comfort comprendente fra l'altro il volante a quattro razze, cerchi in lega da 16 pollici, inserti in radica, sensori pioggia e cruise control.
Evoluzione I primi anni di carriera
La produzione della A3 di seconda generazione ebbe luogo presso lo storico stabilimento di Ingolstadt. Il primo aggiornamento si ebbe già due mesi dopo la presentazione, con l'arrivo di un'altra motorizzazione a gasolio, ossia il 1.9 TDI da 105 CV derivato da quello della precedente gamma A3. Ancora due mesi ed ecco che in piena estate 2003 si ebbe l'arrivo del nuovo motore 1.6 FSI ad iniezione diretta e con 115 CV di potenza massima. Tale motore, frutto di un progetto inedito, andò ad affiancare il 1.6 monoalbero di base da 102 CV. Contemporaneamente si ampliò anche la disponibilità di varianti di trasmissione: mentre in abbinamento al 2 litri a benzina da 150 CV era possibile avere un cambio automatico Tiptronic a 6 rapporti, il 2.0 TDI divenne ordinabile con il nuovissimo cambio DSG a doppia frizione, anch'esso a 6 rapporti. Nel frattempo, venne introdotto un quarto livello di allestimento denominato S-Line Sportpaket e che includeva sedili in pelle, cerchi in lega specifici, cielo in tessuto nero e assetto ribassato di 25 mm. Ed ancora, nel settembre del 2003 vi fu l'arrivo della versione di punta provvisoria, spinta da un motore VR6 da 3,2 litri con potenza massima di 250 CV. Tale modello segnò anche il debutto, nella A3 di seconda generazione, della trazione integrale. Tale tipo di trazione rispecchiò quanto già visto nella precedente generazione, e quindi venne riconfermata la soluzione con frizione multilamelle a bagno d'olio, montata a ridosso del retrotreno e ad attivazione elettroidraulica. Era previsto di serie un cambio manuale a 6 marce, ma a richiesta era disponibile l'ormai già noto doppia frizione a 6 rapporti. La presenza degli organi di trasmissione sul retrotreno sottrasse un po' di spazio al bagagliaio, per cui le versioni a trazione integrale avevano una capacità inferiore di circa 70 litri rispetto alle versioni a trazione anteriore.
Nel luglio del 2004, la gamma motori si ampliò ulteriormente con l'arrivo di un nuovo 2 litri turbo benzina da 200 CV, mentre due mesi dopo, a settembre, vi fu l'arrivo della A3 Sportback (sigla interna 8PA), non semplicemente una berlina a due volumi e a 5 porte, ma una vettura che univa a tale configurazione anche alcune caratteristiche tipiche di una station wagon, come i montanti posteriori meno inclinati e gli 8 cm in più di lunghezza del corpo vettura che andavano ad interessare sia la zona posteriore dell'abitacolo, sia la capacità del bagagliaio che crebbe così di una ventina di litriAuto, settembre 2004, Conti Editore, pag.40. Nonostante ciò, la vettura non perse smalto sul piano del look sportiveggiante, ma anzi divenne uno dei best seller anche presso la clientela che oltre alla praticità voleva una certa dose di grinta sul piano stilistico. Stilisticamente, la A3 Sportback differiva dalla versione a 3 porte non solo per le già citate caratteristiche nella zona posteriore, ma anche per la nuova calandra "single frame" (non più divisa in due parti dal fascione del paraurti, ma in un unico pezzo) che qui fece il suo debutto sulla A3 dopo essere stata inaugurata nelle contemporanee Audi A8 e A6Auto, luglio 2004, Conti Editore, pag.66. I gruppi ottici posteriori erano invece di forma più allungata e a sviluppo orizzontale, con una parte di essi che rimaneva integrata nel portellone e l'altra sul parafango. Con l'arrivo della A3 Sportback, la gamma della A3 praticamente raddoppiò in quanto le motorizzazioni previste erano le stesse già presenti nella gamma della versione a 3 porte.
Il primo restyling
Nel giugno del 2005 si ebbe il primo aggiornamento stilistico, che esternamente coinvolse soprattutto la versione a 3 porte, la quale beneficiò dell'arrivo della calandra "single frame" come nella berlina a 5 porte. Il tema stilistico della calandra a "single frame" venne fra l'altro ripreso nell'abitacolo dal mozzo del nuovo volante che ne riprese la forma. La gamma motori rimase quasi invariata, fatta eccezione per il 2 litri a gasolio, che tornò alla configurazione a due valvole pr cilindro, ma mantenendo invariate le sue prestazioni e introducendo invece il filtro antiparticolato.
Sul piano degli allestimenti, vi fu invece l'arrivo di un quinto livello di allestimento denominato S-Line Exterieur. La sua dotazione includeva fra l'altro il ridisegnamento dei paraurti in chiave più sportiva uno spoiler sul tetto, piccole scritte identificative S-Line davanti dietro e ai lati, fendinebbia e doppio terminale di scarico. Nel mese di settembre vi fu invece l'arrivo dei fari bi-xeno, mentre nel marzo del 2006 la gamma tornò ad ampliarsi con l'arrivo di un nuovo 2 litri turbodiesel, anch'esso con iniettore-pompa e testata a 16 valvole, ma anche con filtro antiparticolato come nella versione da 140 CV recentemente aggiornata. Il nuovo 2 litri turbodiesel era in grado di erogare una potenza massima di 170 CV e si pose quindi come top di gamma fra i modelli a gasolio. Anche questo motore era abbinabile alla trazione integrale.