La geografia del Giappone comprende la descrizione di tutti gli elementi fisico-geografici (pianure, mari, rilievi, laghi e fiumi) del Paese nipponico.

Il Giappone è uno stato insulare (formato da isole) dell'Asia orientale, nonché un arcipelago stratovulcanico situato lungo la costa pacifica dell'Asia. Secondo il sistema di coordinamento geografico, si estende dal 24º al 46º di latitudine nord e dal 123º al 146º di longitudine est. È bagnato a est dall'oceano Pacifico, a nord dal mare di Okhotsk (dove lo stretto di La Pérouse separa il Giappone dall'Estremo Oriente russo), ad ovest dal mar del Giappone che lo separa dalla Corea, a sud dal mar Cinese Orientale che separa le isole Ryūkyū da Cina e Taiwan.

Ha una superficie di (è il 62º paese al mondo per grandezza), di cui rappresentano la terraferma, mentre i restanti sono occupati dall'acqua. È il quarto paese insulare più grande del mondo e il più grande dell'Asia orientale.

Territorio nipponico

L'arcipelago giapponese è composto da isole. Le quattro maggiori, da nord a sud, sono Hokkaidō, Honshū, Shikoku, Kyūshū; esse formano un arco lungo circa che si apre verso nord-ovest, a est del continente euroasiatico, tra l'oceano Pacifico, il mare di Ochotsk, il mar del Giappone e il mar Cinese Orientale.

A sud della regione del Kantō, a circa dalle isole maggiori, si estende l'arcipelago delle isole Nanpō che a sua volta comprende le isole Izu, Ogasawara e Vulcano, di cui fa parte la celebre Iwo Jima. A sud di Kyūshū si trova l'arcipelago delle Ryūkyū,. le cui isole principali sono Okinawa, Amami e Sakishima. A nord di Hokkaidō sono situate le isole Curili, la cui sovranità è motivo di disputa con il governo russo.

Le isole che formano il Giappone costituiscono la parte emersa di una grande catena montuosa, in origine appartenente al continente asiatico, dalla quale si staccarono nell'era cenozoica. La lunga e stretta isola principale, Honshū, che da sola rappresenta i due terzi della superficie del paese,. ha un'ampiezza massima inferiore ai , così nessun punto del Giappone dista più di dal mare. Il litorale, molto lungo in proporzione alla superficie totale della nazione, è ricco di baie e insenature; si sviluppa e per e pertanto fa del paese il sesto con la costa più lunga del mondo.

Le coste sul Pacifico sono in prevalenza frastagliate; i numerosi golfi, promontori e insenature sono la conseguenza dell'azione erosiva delle maree e di violente tempeste.. La costa occidentale di Kyūshū, sul mar Cinese Orientale, rappresenta la parte più irregolare del litorale giapponese. È possibile trovare qualche insenatura navigabile sulla costa orientale sopra Tokyo, ma è a sud dell'omonima baia che sono situati molti dei più importanti porti e baie del Giappone. Tra Honshū, Shikoku e Kyūshū si trova il Mare interno di Seto, disseminato di isole e collegato all'oceano Pacifico e al mar del Giappone da tre piccoli stretti raramente colpiti dalle tempeste oceaniche. La linea costiera occidentale, che s'affaccia sul mar del Giappone, è poco articolata e ha un'estensione inferiore ai ; le uniche insenature di rilievo sono la baia di Wakasa e la baia di Toyama nello Honshū.

L'arcipelago nipponico è stato trasformato dall'opera dell'uomo in una sorta di terra continua, in cui le quattro isole principali son interamente raggiungibili e percorribili dai mezzi di trasporto ferroviari e stradali grazie alla costruzione di enormi viadotti e gallerie che collegano le varie isole. Inoltre sono state costruite diverse isole artificiali, ad esempio, Odaiba e Port Island..

Nel novembre 2008 il Giappone ha presentato una richiesta di espansione della sua piattaforma continentale; quattro anni più tardi, nel 2012, la Commissione delle Nazioni Unite sui limiti della piattaforma continentale ha riconosciuto in tutto di fondale intorno Okinotorishima, dando al Giappone la possibilità di accedere alle risorse dei fondali marini delle aree vicine. Secondo la Commissione, l'espansione approvata equivale a circa l'82% della superficie totale del Giappone. La Cina e la Corea del Sud hanno espresso perplessità sulla concessione di tale espansione, poiché ritengono non classificabile come isola l'atollo di Okinotorishima, e contestano il diritto del Giappone ad avere una zona economica esclusiva di quell'area. D'altro canto, lo stato nipponico ha l'8-a zona esclusiva più grande del mondo con una superficie di .

Punti estremi

Considerando gli attuali confini politici, i punti estremi del Giappone sono:

Giappone a settentrione: Benten-jima, Wakkanai, Hokkaidō, una piccola isola deserta a nord di Capo Sōya - 45°31'35″N, 141°55'09″E se si tiene conto dei territori attualmente in disputa tra Giappone e Russia: Capo Kamuiwakka (o Capo Koritsky) a nord di Iturup, nelle isole Curili - 45°33'N, 148°45'E a meridione: atollo di Okinotorishima - 20°25'N, 136°04'E a occidente: Yonaguni, una delle isole Yaeyama - 24°27′N, 122°59′E a oriente: Minami Torishima, un atollo corallino a nord dell'Oceano Pacifico - 24°18′N, 153°58′E

Giappone (solo isole principali) a settentrione: Capo Sōya, Wakkanai, Hokkaidō - 45°31'N, 141°56'E a meridione: Capo Sata nella penisola di Osumi, Minamiōsumi, Kagoshima - 30°59'N, 130°39'E a occidente: Kōsakibana, Sasebo, Nagasaki - 33°13'N, 129°33'E a oriente: Capo Nosappu, Nemuro, Hokkaidō - 43°22'N, 145°49′E

Altezze estreme punto più basso: Hachirōgata () punto più alto: Fuji ()

Orografia

Il territorio, molto irregolare, è caratterizzato dal succedersi di alte montagne e vallate profonde, con pianure alluvionali di limitata estensione poste sui fondivalle e presso gli sbocchi costieri dei fiumi; la più grande di queste, la pianura del Kantō, sulla quale sorge Tokyo, raggiunge appena i .. A causa di questa frammentazione delle aree pianeggianti, il terreno coltivabile è pari solo a circa il 15% della superficie totale del Paese.. Altre zone pianeggianti estese, situate perlopiù intorno ai corsi inferiori dei principali fiumi e lungo la costa, si trovano nello Hokkaidō: lungo il corso del fiume Ishikari nella parte occidentale dell'isola, lungo il fiume Tokachi a sud-est e intorno alle città di Nemuro e Kushiro sulla costa centrorientale. Nello Honshū vi sono diverse zone pianeggianti; le maggiori sono la pianura di Osaka, all'interno della zona del Kansai, dove sorgono le città di Kōbe, Kyoto e Osaka e quella di Nōbi, dove la principale città è Nagoya. Nel Kyūshū la pianura più estesa è quella di Tsukushi.

La caratteristica dominante del territorio giapponese è dunque rappresentata dalla massiccia presenza di rilievi, i quali occupano il 75% della totalità del paese. Una lunga catena di montagne scorre nel mezzo dell'arcipelago, dividendolo in due metà, una che si affaccia sull'Oceano Pacifico e un'altra sul Mar del Giappone. Sul lato del Pacifico si trovano montagne ripide che vanno da a metri di altezza, con profonde vallate e gole.

Honshū è attraversata da nord a sud da diverse catene montuose accidentate, con numerose diramazioni. A nord dell'isola le più alte cime sono costituite in maggior numero da coni vulcanici (tra i quali spicca il monte Chōkai, di ); a sud si elevano il monte Iide () e il vulcano Bandai (); al centro della catena assiale di Honshū campeggia il vulcano attivo di Asama () e il Fuji, che con i suoi di altezza rappresenta la montagna più alta del Giappone, vulcano in fase di quiescenza dal 1708..

Nella zona centrale si alzano tre catene montuose – i monti Hida, Kiso e Akaishi – che insieme formano le Alpi giapponesi, con cime spesso superiori ai metri. La vetta più alta di questa catena è il monte Kita (), facente parte dei monti Akaishi, seguita dalle cime di Hotakadake (), Yari (), e alcuni vulcani, quali Ontake (), Norikura () e Yake (), tutti facenti parte della catena dei monti Hida, che si allunga per circa tra il Mar del Giappone a nord e il fiume Kiso a sud; il monte Kisokoma () rappresenta invece la cima più alta dei monti Kiso.

Formazioni montuose con cime significanti si elevano anche nello Hokkaidō (dove la cima più alta è il monte Asahi di ), Shikoku (il monte Ishizuchi con è il più alto della zona), che però non presenta catene vulcaniche, e Kyūshū, dove i rilievi sono di altezza inferiore; tra questi vanno citati il monte Kujū (), il monte Aso () e il Sakurajima ().

Attività sismica

A testimonianza dell'intenso vulcanismo che, insieme alla forte instabilità sismica, ha caratterizzato la formazione geologica del Paese, sul territorio giapponese sorgono ancora circa 200 vulcani (pari al 26% di tutte le montagne del Giappone.) dei quali 108 sono tuttora attivi (pari al 10% su scala globale), mentre numerosissime sono le sorgenti termali. La presenza dei vulcani attivi e la frequenza di terremoti fanno del Giappone una delle regioni più instabili del pianeta, a causa anche della sua collocazione lungo una delle principali linee sismiche, quella che dalle isole Aleutine, a nord, arriva fino alle isole della Sonda, a sud.

La ricerca geologica ha evidenziato un abbassamento della costa giapponese occidentale e un innalzamento della costa sul Pacifico. La costa orientale è colpita da terremoti che interessano una zona molto estesa, solitamente accompagnati da forti maree e maremoti, talvolta con onde anomale di eccezionale altezza, dette tsunami (come quella che nel 1995 ha colpito, spianandole, le coste dell'isola di Okushiri). Questi sismi sono legati agli assestamenti della crosta terrestre in prossimità della massa continentale asiatica, dove si ha un fenomeno di subduzione, ossia di sprofondamento del fondo oceanico (e difatti in vicinanza delle isole giapponesi si trovano alcuni dei più profondi abissi oceanici, come la fossa delle Marianne, ), con parallelo sollevamento del bordo continentale, dal quale sarebbe sorto l'arcipelago con le sue montagne e i suoi vulcani.

L'instabilità che caratterizza le isole del Giappone del resto si verifica tutt'intorno all'oceano Pacifico, per cui si parla di cintura di fuoco, di cui l'arcipelago sarebbe una delle sezioni più attive.

Il terremoto più disastroso che si ricordi nella storia giapponese si verificò nel 1923: con epicentro nella baia di Sagami, danneggiò gravemente Tokyo e Yokohama, provocando la morte di circa persone. Il grande terremoto dell'Hanshin del 1995, la cui intensità ha raggiunto il settimo grado della scala Richter, ha colpito la città portuale di Kōbe, facendo perire circa persone. Un altro grande terremoto è stato quello dell'11 marzo 2011, che ha raggiunto il grado 9.0 di magnitudo, causando conseguentemente uno tsunami. Questo è stato il terremoto con magnitudo maggiore mai registrato del Paese. L'epicentro ebbe luogo non distante dalla città di Sendai ed ebbe effetti disastrosi.

Idrografia

Data la particolare conformazione stretta e allungata delle isole giapponesi non possono esistere grandi bacini idrografici e i fiumi, che disvolgono il loro corso dallo spartiacque alla costa, sono generalmente brevi.. A causa di ciò, l'energia idroelettrica derivata garantisce solo il 12% del fabbisogno energetico del Paese.

Il fiume più lungo è lo Shinano, nello Honshū, un corso di circa 370 km; sull'isola altri fiumi importanti sono il Tone, che possiede il bacino più grande (15.763 km²), il Kitakami, che come il Tone sfocia nel Pacifico, il Tenryū e il Mogami. Tra i principali fiumi di Hokkaidō vi sono l'Ishikari, secondo fiume giapponese per estensione del bacino, oltre al Teshio e al Tokachi. Lo Yoshino è il maggiore fiume dello Shikoku.

Laghi

Numerosi sono i laghi, alcuni formati da sbarramenti delle valli fluviali e quasi tutti di origine vulcanica, ma solo il lago Biwa, nello Honshū, possiede una superficie apprezzabile, 689 km².

Clima

In virtù del notevole sviluppo in latitudine del Paese, le isole giapponesi presentano condizioni climatiche molto varie.