Vignola-Falesina (Walzburg-Falisen in tedescoDie Minderheiten im Alpen-Adria-Raum: deutsche Fassung 1990, Arbeitsgemeinschaft Alpen-Adria Land Kärnten, 1990, pag. 280; Falzurk nella parlata medio alto tedesca; Vignòla e Falésna in dialetto trentinoTeresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.) è un comune italiano sparso di abitanti della provincia autonoma di Trento. Prende il nome da due dei suoi villaggi, Vignola, sede comunale, e Falesina.

Un tempo era comune di lingua mochena come i confinanti centri della Valle dei Mocheni. Nel 1928 i due villaggi vennero aggregati al comune di Pergine Valsugana per poi essere ricostituiti come comune autonomo nel 1955Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3..

Attualmente il 3.3% della popolazione è di lingua mochena .

Origini del nome Il toponimo Vignola deriva dal latino vineola, "piccola vigna", mentre il toponimo Falèsina, data la posizione dell'accento, non sembra da mettere in relazione con filicina, da filex, "felce", ed è perciò considerato un prelatino di ignoto significato.

Storia Gli insediamenti bavaro - tirolesi del XII e XIII secolo

Come per la contermine Valle del Fersina, verso il XII e XIII sec. si insediarono nella zona di Vignola e Falesina coloni in maggioranza di provenienza bavaro tirolese e Boemia . Furono attirati dal principe vescovo Federico Vanga o Wanga per lo sfruttamento delle risorse minerarie. L'attività fu collegata quasi completamente allo stanziamento di coloni tedeschi, come si deduce dal lessico minerario dei documenti del 1185 e dall'Ordinamento delle miniere (1214) del principe vescovo Vanga. I nomi menzionati lo testimoniano: per es. Peter Fruett gastaldo di Vignola (1428). Nel documento "Acta mineraria de Persen " per gli anni 1581 - 1582 sono menzionati come proprietari di miniere: Lienhart Petter, Antony Jessing e Dominik Moar di Vignola. Il 17 gennaio 1330 il Re di Boemia ( Giovanni I di Boemia ) conferì a Nikolaus von Paswiez da Kuttemberg il diritto di scavare argento nel Perginese, precisamente a Vignola, Falesina, Viarago, Frassilongo e Montevaccino. Un elenco del 1403 menziona 5 pozzi di estrazione a Falesina e 12 a Vignola. In seguito all'esaurimento delle miniere i minatori (Knappen) si dedicarono anche al dissodamento del territorio e all’attività silvo-pastorale, dando così origine a masi sparsi. È interessante un documento sottoscritto il 20 marzo 1592 dell'archivio parrocchiale di Vignola redatto a Pergine tra il parroco di Pergine certo Giacomo Bertoldi e gli abitanti di Vignola e Falesina, in merito al pagamento delle decime, in cui sono riportati i nomi originali dei masi. A Falesina: Hengedainerhoff (Engadainerhof), Mutterhoff (oggi Motter), Pasottenhoff, Tallerhoff (Talerhof), Pinzigerhoff, Pontarolhoff, Cofelfoff (Kofelhof). A Vignola: Roathoff (Rothof), Visentainerhoff, Hacnerhoff ((Oknerhoff), Fruethoff, Anderlehoff, Tollerhoff, Ebnerhoff, Gartlerhoff (oggi Gadler), Beberhoff (Weberhof), Pincigerhoff (Pinzgauerhof), Lanerhoff, Eckerhoff, Tenerhoff e Tannhoff . Altri toponimi tedeschi aggiunti da Aldo Gorfer sono: Koiflhof (forse è il Kofelhof), Materbis, Pucher(i), Emer, Slomp, Hoach. Nel 1590 uno scambio di lettere tra il vescovo di Feltre ed il cardinale Ludovico Madruzzo, si evidenziava che in quella parrocchia era necessario un parroco adatto "il quale parlasse sia l'italiano che il tedesco". Da questo si evince che, almeno gran parte della popolazione, parlava un dialetto della Lingua alto-tedesca antica (Lingua bavarese) come le zone contermini della Valle del Fersina, monte di Roncegno Terme. Il censimento austriaco del 1880, condotto in tutta la Monarchia, venne effettuato con la rilevazione della "lingua materna o d'uso" e non per nazionalità. I dati furono questi: Vignola contava 133 tedeschi e 200 italiani; Falesina contava 130 tirolesi di lingua tedesca, nessuno dei quali aveva l'italiano come lingua base. Inoltre da ricordare che nel 1880 a Vignola era in funzione una scuola tedesca, sostenuta da una fondazione istituita dall'imperatore Francesco Giuseppe I . Johann Andreas Schmeller, glottologo germanista bavarese, il 25 settembre 1833 in visita a Pergine, intervistò diversi parlanti tedesco delle comunità germanofone delle zona, tra cui "Bartol Beber van Falzurk" (Barthol Weber di Vignola), raccogliendo 15 pagine di dati linguistici. Bartol dice nella sua parlata: "In erisst de' munat das wir ietz drin sein bin I achtunsechzk Jar" (Il primo giorno del mese in cui ci troviamo, compirò 68 anni). È interessante che i dati linguistici raccolti da Schmeller della parlata medio alto tedesca di Vignola siano l'unica documentazione esistente a riguardo.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati approvati con D.G.P. dell'11 aprile 1986 n. 2563. Stemma

Gonfalone

Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di San Bartolomeo Apostolo nella frazione di Vignola Chiesa di Sant'Antonio di Padova Sacerdote e Dottore nella frazione di Falesina Forte Busa Grande nella località Compet

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