La Salvarani è un'industria di mobili italiana, specializzata nella produzione di cucine componibili. Fu fondata dai fratelli Renzo ed Emilio Salvarani nel 1939 a Baganzola, frazione di Parma.

Nel 1958 la Salvarani fu la prima azienda a curvare la "formica" e a costruire le prime cucine senza spigoli che negli anni successivi portarono l'azienda ad essere leader del settore a livello internazionale.

Nel 1964 fu la prima azienda a presentare cucine componibile con elettrodomestici da incasso.

Diffuse per prima il principio del top unico, cioè una copertura unica da parete a parete per i singoli componenti sotto affiancatiLuca Anselmi, Aziende familiari di successo in Toscana, FrancoAngeli, 1999 - ISBN 8846417917.

L'attività della Salvarani venne sospesa nel 2011, quando fu trascinata nel concordato preventivo della capogruppo Feg sas che l'aveva rilevata negli anni 1990Repubblica.it, L'erede mancato dell'impero Salvarani..., di Maria Chiara Perri, 23 ottobre 2012.

Nel 2018 Giovanni Salvarani, figlio di Renzo, riacquisisce il possesso del marchio.

Nel 2019 viene costituita la Salvarani story.

Nel 2022 Giovanni Salvarani espone dal 25 marzo al 23 ottobre presso il Museo del '900 M9 di Mestre, in occasione dell'Esposizione del Gusto, una cucina modello Long Line storica.

Nel 2024 viene costituita la Salvarani cucine srl.

Nel 2025 riprende l'attività della Salvarani con il lancio sul mercato di cucine sia tradizionali che innovative.

Nel febbraio del 2025 viene allestito a Reggio Emilia uno showroom concettuale riguardante vision e mission aziendali. Il locale fungerà anche da luogo di formazione e di sperimentazione.

Storia Gli inizi: la bottega di Baganzola (1939-1949) Nel 1939 Renzo ed Emilio Salvarani danno inizio a Baganzola nella bottega del padre Gino all'attività di falegnameria producendo mobiletti e camere da letto.

È il 1942 quando a Renzo ed Emilio si affianca Ermes Ghidini che diverrà successivamente il capofabbrica della Salvarani. Vengono prodotti una ventina di ambienti: soggiorni, sale da pranzo e camere da letto.

Nel 1944 la produzione venne sospesa e i macchinari e le attrezzature nascosti per evitare che i tedeschi le requisissero

Nel luglio del 1945 l'attività riparte.

Nel 1949 all'esposizione di mobili di Colorno in provincia di Parma la Salvarani vince il primo premio come migliore azienda produttrice di camere da letto.

Gli anni cinquanta: da azienda artigianale a industriale Nel 1953 Renzo ed Emilio iniziano la produzione di mobiletti.

Nel 1955 viene impostata su scala industriale la produzione di mobiletti porta-bombole e di tavolini porta-radio. Nei due anni che seguono se ne venderanno . Viene costruito il primo stabilimento di 400 m². I dipendenti sono 22 operai e un impiegato (Leo Davoli che rimarrà fino al 1980).

È il 1956 quando i due fratelli Salvarani cominciano a produrre mobiletti da bagno e le prime cucine componibili. A partire da quest'anno tutti i prodotti venduti verranno contrassegnati dal proprio marchio di fabbrica.

Nel 1958 i dipendenti sono 80 e la fabbrica occupa una superficie di m².

Nel 1959 l'Azienda inizia la produzione di cucine componibili in legno con rivestimento in laminato. Il top e le ante delle cucine sono prodotte adottando un esclusivo metodo di curvatura del laminato studiato e realizzato internamente. Il primo modello di cucina in laminato curvato fu il modello "tradizionale". A fine anno i dipendenti sono 99.

Il 30 giugno 1959 viene costituita la Salvarani Fratelli snc e nella società Renzo ed Emilio fanno entrare i fratelli più giovani Antonio, Gianni, Luigi e Mario.

Gli anni sessanta: l'espansione e l'affermazione in Italia e in Europa Nel 1960 compare per il primo anno su tutte le guide telefoniche d'Italia "pagine gialle" e "pagine bianche" il messaggio pubblicitario Salvarani. I dipendenti sono 150 e la superficie della fabbrica è di m². La Salvarani partecipa alla prima edizione del Salone Internazionale del Mobile di Milano del 1961.

Nel 1962 i dipendenti sono 380, la fabbrica m² e vengono assunti i primi dirigenti aziendali.

Il 26 novembre 1962 l'Azienda costituisce il Gruppo Sportivo Salvarani e la relativa squadra ciclistica guidata da Luciano Pezzi che nei dieci anni successivi annovererà tra le sue file campioni del ciclismo come Felice Gimondi, Vittorio Adorni, Gianni Motta, Renato Longo, Arnaldo Pambianco, Dino Zandegù, Franco Balmamion, Rudi Altig e Marino Basso. Le vittorie nei dieci anni di attività (1963-1972) saranno 447.

Viene inaugurato a Varedo in provincia di Milano il primo deposito regionale Salvarani e aperto a Pescara il primo negozio in esclusiva. L'organizzazione di vendita passa da quella tradizionale adottata fino a questo momento di rappresentanti esterni a una propria rete commerciale diretta. Entra nei circuiti cinematografici il primo short pubblicitario Salvarani.

Nel 1963 esce il secondo modello di cucina componibile in laminato curvo: l'"export". I dipendenti sono 400.

È del 1964 la prima presenza sul territorio francese di un negozio Salvarani. A fine anno viene aperto il primo deposito in Francia.

Nel 1965 viene avviato un processo di integrazione della produzione e di diversificazione del prodotto che costituirà la struttura portante dell'industria Salvarani. Nel mese di marzo viene costituita la "Sare", un'altra azienda del Gruppo Salvarani con sede e fabbrica (25.000 m², 300 addetti) a Basilicanova in provincia di Parma, che produrrà mobili da bagno e complementi per la casa quali scarpiere, porta-scope e mobili multiuso. Il 24 giugno 1965 l'Azienda sponsorizza il concerto dei Beatles al Velodromo Vigorelli di Milano. L'Azienda durante quest'anno con la squadra di ciclismo conquista la vittoria al Tour de France con Felice Gimondi, il Giro d'Italia e il Tour de Romandie con Vittorio Adorni, il campionato italiano e quello del mondo con Renato Longo nel ciclocross. I fratelli Salvarani e i campioni di ciclismo vengono ricevuti in udienza privata dal papa Paolo VI. Nello stesso anno in Salvarani viene costituito il "Gruppo Aziendale Donatori di Sangue" con proprio statuto e consiglio direttivo, aderente all' A.D.A.S. che opererà in sintonia con il Centro Trasfusionale di Parma. Tale iniziativa era finalizzata alla costituzione di una banca del sangue gratuita a disposizione di tutti i dipendenti dell'Azienda, dei loro familiari e di quanti ne abbiano bisogno. Tale servizio verrà mantenuto fino al 1978, momento in cui inizierà la gestione Marchi-Calabria. In novembre diviene Salvarani anche la "Siptea" a Sant'Eusebio di Castelvetro in provincia di Modena. Produrrà pannelli per le cucine. Il 29 dicembre 1965 viene costituita la "Germal" (acronimo dei sei fratelli Salvarani), azienda del Gruppo, ma con una rete commerciale propria.

Nel 1966 vengono aperti quattro depositi Salvarani in Francia: a Lilla, Strasburgo, Nantes e Tolosa. Iniziano le esportazioni in Grecia. A Catania, Palermo e Napoli si aprono le prime tre filiali dirette di proprietà Salvarani. Esce il modello di cucina componibile "comfort" che viene presentato al Salone del Mobile di Milano. Cucina caratterizzata per l'applicazione di una serie di brevetti Salvarani che vanno da una speciale curvatura del laminato a vari componenti meccanici e accessori di complemento.

Nel 1967 vengono costruiti due stabilimenti lungo l'Autostrada del Sole. Entrano in funzione nuovi impianti per la produzione autonoma del laminato. In maggio viene aperto il primo deposito a Lisbona in Portogallo. Nasce il C.R.A.L (Circolo Ricreativo Aziendale Lavoratori) della Salvarani. Le iniziative negli anni a seguire, fino alla gestione Marchi-Calabria del 78, saranno molteplici: colonie per le vacanze, corsi di addestramento e qualificazione professionale, ecc. Viene assegnata alla Salvarani la "Coppa del Buon Gusto Francese". Iniziano le esportazioni in Belgio. Il Gruppo Sportivo Salvarani di ciclismo vince il Giro d'Italia e il Campionato del Mondo a squadre.

Nel 1968 vengono inaugurati due negozi esclusivi Salvarani, a Parigi e a Marsiglia. Si tratta di una novità assoluta del settore anche in Francia. Un sondaggio rivela che il marchio Salvarani ha raggiunto un indice di notorietà globale del 73%. Iniziano le esportazioni verso la Spagna e il Portogallo.

Nel 1969 inizia la stampa autoprodotta e redatta internamente in azienda la rivista "Noi+Voi" a cadenza bimestrale di comunicazione tecnica e informativa rivolta ai clienti, ai fornitori e ai collaboratori dell'Azienda. Alla Fiera di Padova il Presidente del Consiglio dei Ministri Mariano Rumor visita e si trattiene presso lo stand Salvarani. Renata Trotta, impiegata presso il negozio Salvarani di Salerno, viene premiata al Kursaal di Merano dai rappresentanti delle più importanti testate giornalistiche italiane col premio "la commessa ideale dell'anno". Viene costituita la società "Salvarani France S.A." con sede a Parigi in Boulevard des Capucines. I depositi in Francia sono 9, i negozi esclusivi 107, i punti vendita . Il parco automezzi della Salvarani conta 123 camion e viene completato e adottato il primo servizio containers nell'industria del mobile. Viene inaugurato il ristorante aziendale (mensa), gestito completamente internamente, che può servire coperti al giorno.

Gli anni settanta: la crescente affermazione sui mercati internazionali Nei primi mesi del 1970 Emilio Salvarani coadiuvato dai suoi fratelli, dai collaboratori e dai tecnici dell'azienda, studia e progetta il nuovo complesso industriale Salvarani a sud di Baganzola. Il progetto occupa una superficie di oltre m² a fianco dell'autostrada del Sole ed è prevista una superficie coperta dagli edifici e dagli impianti di m². La costruzione costituita da quattro corpi (ciascuno di metri 330 × 150), collegati tra loro da un padiglione centrale di tre piani sopraelevati di metri 160 × 160 destinato ad accogliere i magazzini dei prodotti finiti e i reparti di spedizione. Sul lato nord del complesso un altro fabbricato (metri 220 × 75) per la lavorazione dell'agglomerato di legno. Il complesso dispone già di due centrali termiche in grado di fornire l'energia necessaria ad alimentare tutti gli impianti e di due acquedotti con due serbatoi d'acqua della capacità di 250 m³ di acqua e un'altezza di 50 metri. A completamento del progetto, un edificio di 15 piani (800 m² per piano) per gli uffici direzionali, spazi per le attività sportive e ricreative aziendali, per un asilo e altri servizi per le famiglie dei dipendenti.

Nel 1971 inizia il lancio commerciale di arredamenti per camere da letto. I negozi in Italia a insegna Germal sono e diviene, dietro a Salvarani, il secondo marchio italiano per volumi e fatturato.