Biografia Origini e formazione Figlio di Alfonso Menada ed Erminia Gusberti, ottavo di sedici figli, Giuseppe nacque a Pecetto di Valenza, nell'allora Regno di Sardegna, in quella provincia di Alessandria che diverrà una delle prime quattro province piemontesi, in una famiglia di possidenti attivi nella promozione di opere assistenziali locali.. La formazione giovanile fu improntata ai principi filantropici propri della borghesia agraria dell'epoca, orientati al sostegno di attività di pubblica utilità.
Compì studi tecnici e all'età di 17 anni si trasferì a Milano, dove completò il proprio percorso di istruzione frequentando corsi serali di lingue straniere. Con il servizio militare nella Brigata Ferrovieri a Torino (1878-1881), reparto dell'Esercito Regio specializzato nella costruzione e nell'esercizio delle linee, Menada acquisì una specifica preparazione tecnica e gestionale..
Carriera nelle ferrovie Nel 1876 iniziò a lavorare come “applicato avventizio” nella società Strade Ferrate dell'Alta Italia e, dopo il servizio militare, rientrò nelle ferrovie Alta Italia, che costituirono poi la Rete Mediterranea, iniziando la sua carriera professionale.
Tra il 1884 e il 1886 Menada fa parte della commissione che, a Roma presso il Gabinetto del Ministero dei Lavori Pubblici, mise a punto le nuove convenzioni ferroviarie per il ventennio successivo..
Nel 1886 fu assegnato a Reggio Emilia come ispettore delle Ferrovie Reggiane, incarico che segnò l'inizio del suo stabile inserimento nella vita economica della città. Nel corso degli anni fu direttore d'esercizio (1888), direttore generale (1896), presidente e amministratore delegato (1920) della Società Anonima Ferrovie Reggiane (SAFRE). Fiduciario per la gestione degli interessi ferroviari della Banca Commerciale Italiana, che deteneva una partecipazione nelle Ferrovie Reggiane dal 1894 e ne assunse il pieno controllo nel 1902, Menada fu il principale artefice della modernizzazione delle infrastrutture ferroviarie provinciali, promuovendo un modello di gestione che integrava lo sviluppo dei trasporti con la crescita del tessuto industriale del territorio..
Nel 1926 a Reggio Emilia si celebrò il cinquantenario della sua attività nel settore ferroviario. Le cronache dell'epoca documentano la sua partecipazione a diverse imprese ferroviarie in Italia e all'estero, tra cui le Ferrovie Vicinali di Roma, le Ferrovie Complementari della Sardegna, la Compagnia Antivari in Montenegro, le Ferrovie dell'Alta Valtellina, Alessandria-Acqui, Mantova-Modena, Venezia-Bassano-Primolano (Valsugana) e altre ancora.
Imprenditoria e attività industriale Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento Menada fu coinvolto in diverse iniziative industriali e finanziarie, in particolare a Reggio Emilia. La sua azione favorì la diversificazione del sistema economico reggiano, in un contesto di forte crescita industriale e in dialogo con le istanze del socialismo riformista locale, guidato da Camillo Prampolini..
Nel 1894 guidò, attraverso la SAFRE, il salvataggio e il rilancio della Società Calce e Cementi di Scandiano. Nel 1901 fondò, insieme all'ingegnere Romano Righi e con il sostegno di istituti di credito locali e nazionali, la Fonderia Righi, specializzata nella riparazione e costruzione di carri ferroviari. Nel 1904 l'impresa, forte delle commesse della SAFRE, si trasformò nelle Officine Meccaniche Reggiane, di cui Menada fu presidente fino al 1912; tornò successivamente a far parte del consiglio di amministrazione nel 1922..
Nel 1906 Menada descrisse l'evoluzione produttiva delle Officine Meccaniche Reggiane: «Le Officine Reggiane hanno modestamente iniziato con la costruzione dei carri scoperti semplici, poi sono passate ai carri merci, ai bagagliai, sono giunte alla costruzione di vagoni di terza classe e stanno per tentare quelli di seconda classe, per poi procedere, attraverso vagoni di prima classe, alla costruzione delle più perfette vetture».
Nel corso del Novecento le Officine Meccaniche Reggiane furono la principale realtà industriale di Reggio Emilia e una delle più rilevanti industrie meccaniche italiane, con produzioni che includevano materiale ferroviario, macchine agricole e aeronautica.
Accanto all'attività nel settore ferroviario e meccanico, fu attivo nella promozione e nella gestione di numerose iniziative industriali e commerciali in diversi settori. Tra le principali si segnalano la Società per l'Esportazione del Grana Reggiano (1906) e il Calzificio Reggiano (1908). Operò inoltre in ambiti quali l'agroalimentare, i trasporti, le costruzioni, la pesca industriale e le bonifiche. Partecipò alla costituzione, nel 1906, delle Cristallerie e Vetrerie Riunite di Milano, di cui fu vicepresidente e, dal 1908, presidente, e fece parte dell'amministrazione della Società Commerciale d'Oriente, attiva nell'Europa orientale e in Turchia..
Attività politica e pubblica Di orientamento liberale, Menada fu consigliere comunale dal 1899 al 1901 tra i banchi della minoranza della prima giunta socialista di Reggio Emilia. Nel 1904, pur declinando la candidatura alla Camera dei Deputati, fu l'animatore della coalizione moderata “Associazione per il bene economico”, nota come “La Grande Armata”; sotto la sua guida lo schieramento ottenne un risultato elettorale che consentì di sottrarre ai socialisti la guida del Comune, della Provincia e il seggio parlamentare, nel periodo 1904-1907..
Ricoprì inoltre incarichi in enti economici cittadini, tra cui la presidenza della Camera di Commercio di Reggio Emilia. e della Federazione Provinciale degli Industriali, la vicepresidenza della Cattedra Ambulante di Agricoltura..
Nel 1925 fu eletto sindaco di Reggio Emilia come indipendente in una lista promossa dal Fascio locale, senza opposizione; nel 1927, con la riforma degli enti locali, assunse la carica di podestà. Pur operando sotto il regime fascista, mantenne il proprio orientamento di liberale moderato e rimase in carica sino al 1929, quando si dimise per motivi di salute, che lo portarono alla morte il 21 febbraio 1931..
Impegno sociale e filantropico L'impegno solidale fu terreno di collaborazione tra Menada e il leader socialista Camillo Prampolini: nonostante le divergenze politiche, i due collaborarono nel potenziamento dei servizi assistenziali e nel miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini..
In questo contesto, nel 1912 Menada fu tra i fondatori della Pubblica Assistenza Croce Verde di Reggio Emilia, di cui fu presidente dal 1914 fino alla morte. Sotto la sua gestione l'ente si dotò di strutture, mezzi di pronto soccorso e servizi sanitari, tra cui ambulatori medici..
Con la collaborazione della moglie Maria Spallanzani, contribuì alla creazione presso la Croce Verde del Dispensario Lattanti, dedicato alla cura e all'assistenza della prima infanzia, inaugurato nel 1921. e successivamente rafforzato con l'istituzione della Fondazione Giuseppe Menada nel 1926.
Nel 1919 Giuseppe Menada fu tra i fondatori e presidente della Cooperativa Case Economiche per gli Impiegati, ente successivamente trasformato in Istituto Autonomo Case Popolari (IACP).. Nello stesso anno, a Pecetto di Valenza, insieme ai fratelli e alla famiglia Borsalino, anch'essa di origine pecettese, contribuì all'istituzione della Casa Benefica Alfonso ed Erminia Menada, intitolata ai genitori e destinata ad asilo d'infanzia e casa di riposo per anziani..
Riconoscimenti
Note
Bibliografia
Voci correlate Società Anonima per le Ferrovie di Reggio Emilia Officine Meccaniche Reggiane
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Collegamenti esterni
Categoria:Officine Meccaniche Reggiane Categoria:Sindaci di Reggio Emilia Categoria:Politici del Partito Nazionale Fascista