Asolo è un comune italiano di abitanti della provincia di Treviso in Veneto.

Asolo è una città fortificata ricca di storia, arte e cultura, collocata sulla cima di una collina dalla particolare forma allungata in poggi e dominata dal Monte Ricco, su cui sorge la Rocca medioevale. Il comune viene descritto da Giosuè Carducci come “La città dai Cento orizzonti” e da diversi anni fa parte dell'associazione I borghi più belli d'Italia.

Geografia fisica Il territorio si estende sul punto di transizione tra la pianura veneta e l'area collinare sovrastante che anticipa le prealpi bellunesi (colli Asolani).

Se quindi la metà meridionale, con Villa d'Asolo e Casella, è completamente pianeggiante, con altitudini che variano tra gli 80 e i 100 m s.l.m. (la minima, 74 m, si riscontra al confine con Spineda di Riese Pio X), la metà settentrionale si caratterizza per la presenza di modesti rilievi che culminano con i 379 m del poggio San Martino, a nordest. Il capoluogo stesso si arrocca tra le colline, affacciandosi sulla pianura sottostante, e il municipio è a quota 210 m. Meno elevate le colline dell'area occidentale dove sorge Pagnano (colle Cogorer, 176 m).

L'unico corso d'acqua di rilievo è il torrente Musone che si origina in località Casonetto, e prosegue tra Pagnano e il capoluogo entrando poi in pianura. Da segnalare qualche sorgente (sorgente Fornet, fontana Breda).

Origini del nome Il toponimo, in latino Acelum, è attestato sin dal I secolo d.C. Gli studiosi vi hanno ravvisato la radice indoeuropea *ak, ovvero "luogo aguzzo", in riferimento dunque alla natura collinare del territorio o, più in particolare, al colle su cui sorge la rocca.

Storia Periodo protostorico, paleoveneto e romano La civiltà ha fatto la sua comparsa nel territorio di Asolo già nel medio paleolitico (300.000-35.000 anni fa), periodo a cui risalgono i resti di mammuth e i reperti in selce ritrovati presso Pagnano. Sempre a Pagnano è stato individuato un insediamento mesolitico (5.000 anni fa), mentre a Casella sono stati rinvenuti resti di utensili di varie epoche (da 70.000 a 3.000 anni fa).

I reperti ritrovati soprattutto presso la Casa Gotica testimoniano che nel capoluogo comunale un insediamento si ebbe però solo a partire dall'età del bronzo (X-IX secolo a.C.). Tra l'VIII e il I secolo a.C. la Asolo paleoveneta era legata forse alla pratica della transumanza, all'allevamento ovino e al commercio della lana, oltre che punto di contatto tra i centri della pianura (Padova e Montebelluna) e l'area retica (Feltre). Mentre l'abitato si trovava in corrispondenza dell'attuale, sulle pendici meridionali sorgevano le necropoli.

Passata ai Romani, Asolo crebbe d'importanza divenendo municipium con giurisdizione sulla pianura sottostante sino alla via Postumia se non al Sile, e dal Brenta al PiavePer la centuriazione ci si basò su strade preesistenti: il decumano massimo era la stessa Postumia, mentre il cardine era la via Aurelia; le due arterie si incrociavano nei pressi dell'attuale Vallà di Riese Pio X.. Di questo periodo restano numerosi reperti che testimoniano l'esistenza di terme, di un acquedotto, di un foro e di un teatro.

Il toponimo (Acelum) è citato per la prima volta nel I secolo d.C. da Plinio il Vecchio (Naturalis historia), che annovera il centro fra gli oppida Venetorum. Un secolo dopo, come Akedon, lo si ritrova nella Geografia di Claudio Tolomeo.

Periodo paleocristiano e alto medioevo Verso la fine dell'età romana, Asolo fu cristianizzata e divenne sede della diocesi di Asolo. Sul monte Ricco, dove oggi sorge la rocca, sono stati individuati i resti di un edificio di culto risalente al VII-VIII secolo con annesso un cimitero (X-XI secolo) e un nucleo abitativo (XI secolo).

Tuttavia la diocesi fu soppressa nel 969, in parte inglobata in quella di Treviso, in parte - Bassano e il suo territorio - in quella di Vicenza. Era un periodo in cui la città attraversava una grave crisi, dopo la distruzione avvenuta da parte degli Ungari. Le fonti scritte sono molto scarse, tuttavia non sono pochi i rinvenimenti archeologici.

Basso medioevo Amministrata dal vescovo di Treviso, Asolo consolidò la sua importanza strategica con la costruzione dell'imponente rocca (XII secolo). Il fortilizio, conquistato nel 1239 da Ezzelino da Romano, tornò, alla sua morte, al comune di Treviso che vi insediò un capitano, rafforzò la guarnigione già presente e concesse alla città una certa autonomia.

Dopo gli Scaligeri, Asolo passò alla Serenissima, che la eresse a sede di podesteria. Dopo la parentesi dei Carraresi, venne confermato il dominio veneziano quando furono rafforzate e completate le mura e ristrutturata la loggia. Nel 1459 venne istituito un consiglio cittadino per rafforzare l'autonomia locale.

La Serenissima È questo il periodo di massimo splendore per Asolo. Anzitutto, Venezia favorì, attraverso sgravi fiscali, il popolamento della zona, con famiglie provenienti dal Feltrino, dal Trevigiano e dalle valli bergamasche. A ciò si aggiunse Caterina Corner, già regina di Cipro, che dal 1489 abitò nel castello con al seguito una ricca corte di artisti e poeti. È qui che Pietro Bembo ambienta Gli Asolani, dialogo dedicato a Lucrezia Borgia, al tempo da lui amata (1505). Come scrisse Carlo Dionisotti, Asolo era "il solo luogo in cui gentiluomini veneziani possano apparire in veste di cortigiani".

La città fu poi al centro degli sconvolgimenti dovuti alla guerra della Lega di Cambrai. Nel 1509 le truppe dell'imperatore Massimiliano giunsero ad Asolo, che si arrese, ma tornò sotto Venezia già l'anno dopo.

A partire dal Seicento iniziò un grave declino. La crisi economica derivò da alcuni eventi catastrofici, come carestie e soprattutto il terremoto di Santa Costanza (25 febbraio 1695) che devastò il territorio.

Nel 1742 Asolo ottenne il titolo di città. Nel 1750 fu fondata l'Accademia dei Rinnovati, che diede impulso all'ambiente letterario del centro.

Da Napoleone all'Unità d'Italia Alla vigilia della caduta di Venezia, il territorio asolano fu teatro degli scontri fra i Francesi di Napoleone e gli Austriaci. L'11 marzo 1797, Bonaparte soggiornò per una notte in città e raggiunse la cima del monte San Martino per osservare l'armata asburgica che si trovava al di là del Piave. Dopo una serie di sconvolgimenti politici, nel 1815 la zona diviene definitivamente austriaca come parte del Regno Lombardo-Veneto.

I nuovi governanti si occuparono di vari interventi edilizi che videro la costruzione di nuove infrastrutture ma anche la demolizione delle antiche vestigia. Nel 1820 venne abbattuta parte del castello, ma nel 1857 fu restaurato il Teatro Comunale.

Nel 1866 Asolo passò come tutto il Veneto al Regno d'Italia. Dopo questo avvenimento, l'amenità del luogo attirò un gran numero di intellettuali, soprattutto stranieri, tra i quali Robert Browning, Eugene Benson, Henry James, Freya Stark - oltre ad Eleonora Duse.

Il Novecento Durante la prima guerra mondiale, Asolo si ritrovò a poca distanza dal fronte.

Nel 1928 il regime fascista costituì la cosiddetta Grande Asolo, declassando i comuni di Castelcucco e Monfumo a frazioni di Asolo. Nel 1946 fu ristabilita la situazione precedente.

Durante la seconda guerra mondiale la città ospitò alcuni uffici della Repubblica di Salò.

Simboli

Lo stemma di Asolo, derivante da una concessione dell'Imperatore Ferdinando I d'Austria nel 1844 rappresenta un “leopardo illeonito”, per usare il linguaggio araldico, che altro non è che un leopardo rampante, d'argento in campo rosso. Quest'immagine, quasi unica nel panorama del Veneto, raccordata forse in linea ideale ai leoni rampanti che sembrano precedere il leone di San Marco, si colloca senza dubbio nella più pura tradizione dell'araldica medioevale (basta pensare ai due leopardi dell'arma normanna), dimostrando così un distacco netto dai valori di solito rappresentati dagli stemmi veneti. Lo stemma viene ufficialmente riconosciuto assieme al gonfalone con decreto del capo del governo del 9 luglio 1931.

Il gonfalone è un drappo di rosso caricato del leopardo dello stemma d'argento, accostato in basso dalle lettere maiuscole "C.A." pure d'argento.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Duomo

Il Duomo della città fu costruito su preesistenze romane (terme) e rimaneggiato da Giorgio Massari nel 1747.

All'interno si può ammirare l'Assunta di Lorenzo Lotto e una copia ottocentesca dell'Assunta di Tiziano Vecellio.

Chiesa di Santa Caterina

La piccola chiesa dedicata a Santa Caterina d'Alessandria presenta all'esterno una semplice facciata a capanna. Il tempio è decorato internamente da un ciclo di affreschi rappresentanti scene tratte dalla vita della santa e dalla Passione di Gesù.

Edificata nel 1346 dalla confraternita dei Battuti venne ampliata nel corso del XVI secolo quando l'edificio preesistente venne inglobato nelle murature: sulla parete di fondo è chiaramente visibile l'originaria forma dell'interno. Nel 1573 la chiesa fu completata, sia negli arredi sia nei dipinti murali, con la collocazione di tre altari. L'intero ciclo di affreschi venne ricoperto da una scialbatura nel corso del XVIII secolo, e fu riportato alla luce soltanto alla fine del XIX secolo.

Chiesa di Sant'Angelo La Chiesa di Sant'Angelo, conosciuta come Chiesa di San Gottardo, è stata eretta su resti longobardi. È quanto rimane di un convento, forse il più antico di Asolo, dedicato a Sant’Angelo. Benché la chiesa sia stata dedicata al santo solo nel 1329, alcuni documenti ne certificano l’esistenza attorno alla metà del 1200, ai tempi di Ezzelino da Romano.

Di notevole valore sono le decorazioni a fresco presenti all’esterno e all'interno della chiesa. Sul lato sinistro della facciata, in uno stato di conservazione alquanto precario, una pregevole Crocifissione. All’interno, due cicli pittorici ornano le pareti delle navate: uno risale al Trecento, l'altro alla prima metà del Quattrocento. Quest'ultimo ricevette le attenzioni degli studiosi che ne attribuirono l’esecuzione alla scuola di Paolo Uccello.

Chiesa e Cimitero di Sant'Anna Il vecchio convento ha ritrovato la primitiva e più consona destinazione con il ritorno dei Cappuccini avvenuto alla fine del1928 quando assunse la denominazione di S. Anna da un altare che esisteva nella chiesa. In seguito alle disposizioni napoleoniche, che imponevano il trasferimento dei cimiteri al di fuori dei centri urbani, il “belvedere” del convento fu utilizzato come area sepolcrale e i frati ne divennero i custodi.

Architetture civili Palazzo della Ragione Costruito nel XV secolo, gli è annessa una loggia affrescata con scene di battaglie. Sede del Museo Civico, conserva materiale archeologico, ma anche opere d'arte di vari periodi e cimeli legati a Eleonora Duse.

Ville e residenze Palazzo Beltramini, donato alla violinista Wilma Neruda, venne costruito nel XVIII secolo. Il palazzo fu ristrutturato dall’architetto Giorgio Massari su commissione della famiglia Beltramini, una delle famiglie più rinomate della città. La facciata del palazzo è particolarmente interessante: è suddivisa in tre ordini e presenta un portico con colonne disposte in modo prospettico per essere visibili dall’imbocco di via Cornaro. Attualmente è la sede municipale principale. Casa di Eleonora Duse, sulla facciata, alcuni versi di Gabriele D'Annunzio dedicati alla dimora dell'attrice Villa Freya, dimora storica costruita tra il XVIII e il XIX secolo, è stata la residenza di Freya Stark. Villa Scotti-Pasini, eretta tra il XVIII e il XIX secolo, è posta in posizione dominante rispetto al borgo, alle pendici sudoccidentali del monte Ricco, sul quale si innalza la Rocca. Qui visse per diverso tempo Robert Browning. Villa Contarini degli Armeni (XVI secolo), con l'annessa villa degli Armeni (XVIII secolo). Casa Longobarda, palazzo di origine Longobarda, è situato alla fine della contrada di Santa Caterina.