È il primo papa nella storia proveniente dagli Stati Uniti d'America, nonché il primo appartenente all'Ordine di Sant'Agostino. In virtù dei suoi anni trascorsi in Perù, possiede anche la cittadinanza peruviana.

Biografia

Robert Francis Prevost nacque il 14 settembre 1955 presso il Mercy Hospital, nel quartiere di Bronzeville, nella zona sud di Chicago, Illinois. Discende da famiglie di origine francese, italiana, spagnola e creola della Louisiana.

I nonni erano immigrati rispettivamente dall'Italia e dalla Francia. Il nonno paterno, Salvatore Giovanni Gaetano Riggitano, era nato a Milazzo nel 1876 e, dopo essere emigrato negli Stati Uniti, cambiò il suo nome in John Riggitano Prevost. Il padre, Louis Marius Prevost (1920-1997), era originario di Chicago ed era cresciuto nel quartiere di Hyde Park. Veterano della Marina degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, Louis Prevost comandò un mezzo da sbarco per fanteria nel corso dello sbarco in Normandia e prese successivamente parte all’Operazione Dragoon, nel sud della Francia. Intrapresa la carriera nell’ambito dell’istruzione, divenne in seguito sovrintendente del distretto scolastico Brookwood 167 a Glenwood.

La madre, Mildred Agnes Prevost (nata Martínez, 1911-1990), anch’ella nata a Chicago, proveniva da una famiglia creola nera della Louisiana, di ascendenza mista. Fu insegnante e bibliotecaria, prestando servizio anche presso la Mendel Catholic High School.

Oltre all'inglese, parla fluentemente lo spagnolo, l'italiano, il francese e il portoghese, oltre a comprendere il latino e il tedesco. Ha due fratelli maggiori: Louis Martín e John Joseph.

Università, seminario e primo sacerdozio (1973-1998) Università Nel 1973 Prevost aveva programmato di iscriversi al Tolentine College, seminario agostiniano situato a Olympia Fields, nell’ambito del percorso di pre-noviziato dell’Ordine; tuttavia, l’istituto chiuse proprio in quello stesso anno. Si iscrisse quindi senza indugio alla Villanova University, ateneo agostiniano nei pressi di Filadelfia, dove nel 1977 conseguì la laurea in matematica.

Durante gli anni a Villanova frequentò corsi opzionali di ebraico e latino, si dedicò alla lettura degli scritti di sant’Agostino e partecipò a discussioni sull’opera del teologo Karl Rahner insieme ad altri studenti. Risiedeva nel convento agostiniano e fu ricordato come “particolarmente dedito all’attività missionaria” e come “il più orientato alla vita comunitaria” tra i compagni.

Parallelamente agli studi universitari, Prevost lavorò anche come addetto alla manutenzione del cimitero presso la chiesa cattolica di Saint Denis, a Havertown, in Pennsylvania.

Ingresso negli Agostiniani e studi seminariali

Il 1º settembre 1977, Prevost entrò nel noviziato dell'Ordine di Sant'Agostino nella Provincia di Nostra Madre del Buon Consiglio, risiedendo per un anno presso la Chiesa dell'Immacolata Concezione nel quartiere Gate District di Saint Louis, Missouri.

Nell’estate del 1978 trascorse tre mesi impegnato nella educazione pastorale clinica presso l’Abbott Northwestern Hospital di Minneapolis, Minnesota. Emise la prima professione religiosa il 2 settembre 1978 e pronunciò i voti solenni il 29 agosto 1981.

Fece quindi ritorno a Hyde Park, quartiere d’origine paterna, dove conseguì nel 1982 il Master of Divinity presso la Catholic Theological Union. Durante gli studi insegnò fisica e matematica alla St. Rita of Cascia High School, nel quartiere Wrightwood di Chicago. Come direttore spirituale, guida nel cammino di vita cristiana, scelse suor Lyn Osiek, docente responsabile del suo corso di riflessione teologica. Ella lo descrisse come «una persona calma e costante… in profonda armonia con sé stessa».

Ordinazione e missionario in Perù Il 10 settembre 1981 Prevost fu ordinato diacono da Thomas John Gumbleton presso la parrocchia di santa Chiara da Montefalco a Detroit. Nello stesso anno portò a termine gli studi presso la Catholic Theological Union.

Il 19 giugno 1982 fu ordinato presbitero a Roma, nella cappella di Santa Monica degli Agostiniani, per l’imposizione delle mani dell’arcivescovo Jean Jadot.

Nel 1984 conseguì la licenza in diritto canonico e, nel 1987, il dottorato, entrambi presso la Pontificia università San Tommaso d'Aquino. In quegli anni perfezionò inoltre la conoscenza dell'italiano. La sua tesi dottorale fu dedicata a uno studio giuridico sul ruolo dei priori locali dell’Ordine Agostiniano.

Prevost entrò a far parte della missione agostiniana in Perù nel 1985, assumendo l’incarico di cancelliere della prelatura territoriale di Chulucanas e collaborando come assistente del vescovo John McNabb. Nel corso del suo primo anno nel paese, gran parte del suo impegno fu dedicata agli interventi di soccorso in seguito alle violente piogge causate dal fenomeno di El Niño.

Durante il suo soggiorno in Perù, Prevost ebbe modo di conoscere e stimare il sacerdote domenicano e teologo Gustavo Gutiérrez, tra i pionieri della teologia della liberazione. In quegli anni apprese e padroneggiò inoltre la lingua spagnola.

Per un decennio guidò il seminario agostiniano di Trujillo, insegnando diritto canonico nel seminario diocesano; fu prefetto degli studi, giudice presso il tribunale ecclesiastico regionale e svolse attività pastorale nelle periferie urbane, entrando in contatto diretto con contadini poveri e con le popolazioni indigene del Perù.

Si dimostrò efficace negli sforzi degli agostiniani volti a promuovere l’ingresso di cittadini peruviani nel sacerdozio e nei ruoli di responsabilità all’interno dell’ordine. Organizzò inoltre iniziative di sostegno ai rifugiati venezuelani giunti in Perù, nonostante il clima di discriminazione nei loro confronti.

Durante l’epoca del Fujimorato, Prevost espresse critiche nei confronti dell’operato dell’allora presidente peruviano Alberto Fujimori, soffermandosi in particolare sulle vittime dell’esercito peruviano, specialmente quelle attribuite al Gruppo Colina, nel periodo del terrorismo in Perù, nonché sui fenomeni di corruzione politica. Nel 2017 contestò la decisione del presidente Pedro Pablo Kuczynski di concedere la grazia a Fujimori e invitò quest’ultimo «a chiedere personalmente perdono per alcune delle gravi ingiustizie commesse».

Gli anni trascorsi in Perù gli offrirono una conoscenza diretta della violenza politica e delle profonde disuguaglianze sociali; in alcune circostanze, come missionario, percorse a cavallo strade impervie per raggiungere comunità isolate nelle valli di Lambayeque. Si distinse inoltre per la difesa dei diritti umani della popolazione della regione del Norte Chico contro le violenze dell’organizzazione guerrigliera maoista Sendero Luminoso. Va tuttavia precisato che Trujillo, l’area in cui Prevost operò, non fu tra le zone maggiormente colpite dall’azione del gruppo.

Priore provinciale e generale (1998-2013) Nel 1998, Prevost fu eletto priore provinciale della provincia di Nostra Madre del Buon Consiglio dell’Ordine di Sant’Agostino, con sede a Chicago, assumendo l’incarico l’8 marzo 1999. Nel 2000 autorizzò James Ray, sacerdote dell’Arcidiocesi di Chicago, a risiedere presso il convento St. John Stone di Chicago sotto supervisione. Ray era stato sospeso dal ministero pubblico già nel 1991 a seguito di accuse ritenute credibili di abusi sessuali su minori. La decisione di consentirne l’accoglienza in un convento, su richiesta dell’Arcidiocesi di Chicago e in prossimità della St. Thomas School, fu oggetto di articoli di stampa nel 2021, prima della sua nomina in Vaticano. Secondo quanto dichiarato dagli Agostiniani, «la sede fu scelta in ragione della supervisione cui il sacerdote sarebbe stato sottoposto». Dopo l’introduzione, da parte dei vescovi statunitensi, di norme più rigorose con la cosiddetta “Carta di Dallas”, nel 2002 Ray fu trasferito in un'altra sistemazione.

Eletto priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino nel 2001, Prevost svolse due mandati consecutivi di sei anni, rimanendo in carica fino al 2013. Durante il suo servizio come superiore generale dell’Ordine a livello mondiale, visse e operò a Roma, pur compiendo frequenti viaggi in diversi paesi. In tale veste, nel 2004 si recò a Buenos Aires, dove incontrò per la prima volta il cardinale Jorge Bergoglio, futuro papa Francesco. Secondo alcune ricostruzioni, i loro primi colloqui non furono particolarmente distesi. In seguito Prevost spiegò che, all’epoca, dopo l’elezione di Bergoglio al soglio pontificio nel 2013, riteneva improbabile una propria futura nomina episcopale, senza tuttavia rendere note le ragioni del loro iniziale disaccordo. I due riuscirono comunque a ricomporre le divergenze prima che Prevost lasciasse Roma per rientrare a Chicago nel 2013. Poco dopo la sua elezione a priore generale, Prevost seguì personalmente la realizzazione del sito web dell’Ordine Agostiniano.

Dal 2013 al 2014 Prevost fu direttore della formazione presso il convento di Sant’Agostino a Chicago, ricoprendo inoltre gli incarichi di primo consigliere e vicario provinciale della provincia di Nostra Madre del Buon Consiglio.

Vescovo di Chiclayo (2015-2023)

Nel 2014, l’arcivescovo James Green, nunzio apostolico in Perù, propose a papa Francesco il nome di Prevost come possibile candidato alla guida della diocesi di Chiclayo, nel nord del paese. Il 3 novembre 2014 il pontefice lo nominò amministratore apostolico di Chiclayo e vescovo titolare di Sufar. Prevost ricevette l’ordinazione episcopale il 12 dicembre 2014, nella cattedrale di Santa Maria, per l’imposizione delle mani dell’arcivescovo Green. In conformità a un accordo del 1980 tra la Santa Sede e il Perù, Prevost ottenne la cittadinanza peruviana prima della nomina a vescovo diocesano. Dopo la naturalizzazione, il 26 settembre 2015, fu ufficialmente designato vescovo di Chiclayo.

Al momento della sua nomina, la diocesi era considerata di orientamento conservatore, essendo stata affidata per molti decenni a sacerdoti dell’Opus Dei. Riconoscendone l’impegno e la disciplina, Prevost affidò loro incarichi di rilievo nella guida pastorale.

Prevost sviluppò un legame profondo con la diocesi di Chiclayo, tanto che nel suo primo messaggio da papa rivolse loro un saluto speciale, definendola «la mia amata diocesi», «popolo fedele» e «Chiesa fedele». Fu considerato «profondamente fedele alla dottrina sociale della Chiesa» e promosse iniziative di soccorso in occasione di calamità naturali. Sostenne inoltre progetti a favore dei rifugiati venezuelani e incoraggiò le vocazioni tra i giovani, offrendo un solido sostegno al seminario. Si adoperò per aiutare le vittime della tratta e le persone coinvolte nella prostituzione a intraprendere nuovi percorsi formativi e professionali, invitandole anche a partecipare a ritiri spirituali, assicurando al contempo una preparazione adeguata ai volontari impegnati in tali attività. È ricordato per la sua capacità di ascolto e di confronto con i diversi gruppi prima di assumere decisioni, nonché per la collaborazione con le istituzioni nei momenti di maggiore delicatezza.

Istituì una commissione diocesana per l’Ecologia Integrale, affidandone la presidenza a una donna. Secondo interviste raccolte da The Pillar, i fedeli della diocesi descrivevano il loro vescovo come una personalità «equilibrata», dotata di una «presenza rasserenante», capace di coniugare «grande carità e grande chiarezza» nelle questioni dottrinali, nonché amministratore competente e costruttore di ponti, aperto al dialogo e mai offensivo, animato da autentico «zelo apostolico».

Il 13 luglio 2019 Prevost è stato nominato membro della Congregazione per il clero, il 15 aprile 2020 è stato quindi designato amministratore apostolico di Callao. Il 21 novembre 2020 è entrato a far parte della Congregazione per i vescovi.