Nyōbō ( anche nyobou) è stato il termine attribuito alle dame di compagnia giapponesi dal periodo Heian al periodo Edo. Nella lingua giapponese moderna è un sinonimo della parola "moglie".

Una dama in carriera Il termine nyobo significa letteralmente "signora in attesa" o anche "cosa da dame", e si riferisce agli appartamenti delle dame di compagnia che servivano alla corte imperiale giapponese dal periodo Heian in poi. Le nyobo che lavoravano nel palazzo imperiale avevano due diversi nomi: la ue no nyobo era addetta al solo servizio dell'imperatore (tenno) (天皇) e si distingueva dalle nyobo che servivano l'imperatrice e la sua famiglia nei suoi alloggi privati, il kokyu (後宮).

Nel primo periodo Heian, una nyobo era una fanciulla di alto rango assegnata al servizio di un dei membri della famiglia imperiale o di aristocratici particolarmente illustri. Ogni nyobo si occupava di un singolo individuo che chiamava padrone. Esse oltre ad occuparsi delle faccende domestiche, a seconda del loro livello culturale, potevano svolgere diverse altre mansioni come balia, tutor di un bambino/a, segretariato e compagnia. Il concubinaggio era un altro dei loro doveri e come tali venivano chiamate hin (ヒン), intrattenendo numerose relazioni amorose. Se il loro padrone fosse stato un uomo ne erano spesso concubine; se erano a servizio di una donna, per protocollo, venivano offerte agli ospiti di quest’ultima. Qualora fossero state chieste in spose si ritiravano dal servizio a corte. Una nyobo poteva divenire chugu (中宮) imperatrice e perfino fujin (風神) consorte imperatrice di secondo rango secondo il rigido codice ritsuryo (律令).

La vita di tutte le signore della corte imperiale si volgeva nel kōkyū (後宮), un luogo in cui l’imperatrice viveva con i suoi figli (anche i principi, fino ai sette anni), le dame di corte e le ancelle di rango inferiore. Erano alloggi o palazzi a sé stanti in cui vigevano leggi comportamentali rigidissime che variarono dal periodo Heian a quello Edo. In questi ginecei di gran lusso e raffinatezza, si perfezionarono molte forme artistiche puramente giapponesi: la letteratura giapponese, il teatro giapponese, il nō, la cura dei giardini, la moda, la cerimonia del te’, l’ikebana, la calligrafia e la pittura ad inchiostro. Erano classici passatempi delle nobildonne che, con abitudine ed esperienza, divennero sempre più sofisticati.

La letteratura delle dame

La nyobo bungaku (にょぼ文楽), letteralmente la letteratura delle cortigiane si diffuse tra il X e l’XI secolo nelle diverse corti imperiali ed ebbe una grande influenza nel bokufu bunka (国風文化), ossia la cultura storica propria del Giappone. Nel tardo IX secolo, le dame di compagnia inventarono il “onnade” (女手) che letteralmente significa mano di donna, un sillabario fonetico nativo che si contrapponeva alla lingua cinese usata esclusivamente dagli uomini. Da questo linguaggio vernacolare nacquero opere letterarie che fanno parte dei capolavori della letteratura nipponica sia in prosa che in poesia; i diari poetici tra cui il Kagerō Nikki ("Diario di un’effimera", 974 ca.) della madre di Fujiwara no Michitsuna no Haha e il Sarashina Nikki ("Le memorie della dama di Sarashina", 1060 ca.) della figlia di Sugawara no Takasue, scritti nella forma di confessioni in cui elementi autobiografici si mescolavano a elementi fittizi; i racconti poetici (uta monogari) con il Genji Monogatari di Murasaki Shikibu (紫式部) e Note del guanciale (枕草子 Makura no Sōshi) di Sei Shōnagon (清少納言), diari amorosi tra cui il Diario di Izumi Shikibu di Izumi Shikibu (和泉 式部 ?), la collezione poetica Eiga monogatari di Akazome Emon (赤染衛門) come anche antologie di poesie waka.

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Note

Bibliografia

Voci correlate Aonyōbō Bijin-ga Geisha Kimono Oiran Ohaguro Shunga Condizione della donna in Giappone Sessualità in Giappone Poesia giapponese

Collegamenti esterni

Categoria:Opere letterarie di autori giapponesi