Breganze (Breganse in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Vicenza in Veneto. Il paese sorge nella pedemontana vicentina, diviso a metà tra collina e pianura, alle falde dell'Altopiano di Asiago. È un centro vitivinicolo e industriale di rilievo, oltre che una destinazione turistica.
Geografia fisica
Il territorio di Breganze è situato tra le Valli dell'Astico e del Laverda.
Il capoluogo sorge alla confluenza del Chiavone Bianco con il Chiavone Nero, là dove i contrafforti dell'Altopiano dei Sette Comuni arrivano nella pianura vicentina. La parte meridionale del territorio - dove si situano gli abitati di Mirabella e Maragnole - è pianeggiante e di origine alluvionale; quella settentrionale è collinare e di natura in gran parte vulcanica.
L'Astico, il Chiavone Bianco, il Chiavone Nero sono i corsi d'acqua più importanti: scendendo dal territorio di Fara Vicentino verso sud, dividono la zona collinare in tre dorsali percorse da altrettante strade: per Fara, per Farneda-Salcedo, per San Giorgio-Salcedo-Lusiana. Quasi a valle, il Chiavone Bianco segna il limite delle ultime colline e piega quindi a gomito (deviazione artificiale di origine antica), verso oriente, per incontrare il Chiavone Nero e con esso confluire nel Laverda presso Maragnole. Grande importanza ai fini artigianali e agricoli rivestiva un tempo la roggia del Maglio alimentata dalle acque dell'Astico prelevate a sud del ponte della cartiera Nodari tra Lugo e Zugliano.
Il clima della zona è continentale, con 4 stagioni ben definite e caratterizzato da alcuni micro-climi locali: sulla fascia collinare esposta a sud le temperature durante l'inverno tendono a essere più miti e meno rigide della pianura, dove invece intense gelate avvengono con frequenza nel semestre freddo. Inoltre la fascia pianeggiante è soggetta, come il resto della Pianura Padana, a frequenti nebbie che rendono il clima più rigido specie in inverno. La neve cade di norma fra la fine di novembre e il mese di marzo; sono comunque possibili fasi più miti anche in pieno inverno se i venti di scirocco risalgono fin qui dall'Adriatico. Sempre in inverno a volte si verificano degli episodi di föhn, vento molto secco e tiepido che soffia dalle Alpi. La primavera e l'autunno sono stagioni intermedie dove il tempo è spesso mutevole e instabile, mentre l'estate è solitamente calda e umida, ma soggetta molto di frequente a passaggi temporaleschi che assumono sovente forte intensità e includono episodi di grandine.
Origini del nome Il toponimo ha origini incerte. Come per la città austriaca di Bregenz, deriverebbe dall'antroponimo Brigantia, un nome di persona gallico; per altri potrebbe derivare dal celtico brigant cioè eminente, elevato (sulla falsariga di Bressanone, in provincia di Bolzano); per altri l'etimologia potrebbe essere affine a quella di Bressanvido e cioè derivare da praedium Cantii, podere di Cantius, antroponimo che si riferirebbe a un veterano di C. Mario..
Storia
Epoca preromana Nel territorio Breganzese, si registrano i primi insediamenti umani a partire dall'età del Bronzo recente (XIII - XII Sec. a.C.) sul colle di Santa Lucia e in località Bosco Grande, tra Montegoggio e Santo Stefano.
Epoca romana Breganze è situata tra collina e pianura lungo la zona pedemontana, in luogo strategico e crocevia di antichi percorsi, certamente abitata già in epoca pre-romana e percorsa dalla "Pista dei Veneti". I romani diedero alla pianura un'organizzazione territoriale a centuriazioni, sulle quali si svilupparono centri e percorsi di collegamento. Testimonianze di epoca romana sono state ritrovate sul territorio, con ritrovamenti archeologici e stracce di centuriazioni.
L'antica pista lungo l'Astico (probabilmente sul lato est) verso il Trentino, diviene la cosiddetta "via dell'Astegus", che seguiva il corso dell'Astico da Vicenza. Altre vie di comunicazione, sviluppate e amplificate, sono lungo la pedemontana e lungo le valli (valle del Chiavon Bianco), verso gli altopiani per la pastorizia e silvicoltura. Le vie a sud, per Vicenza, probabilmente erano due: una per Montecchio Precalcino - Dueville, l’altra per Sandrigo - Lupia e si incrociavano proprio a Mirabella di Breganze.
Medioevo Breganze viene citata per la prima volta nell’anno 893 in un documento di donazione di un casale, ai benedettini di S. Felice, da parte del vescovo Rodolfo. Tra il 917 e il 921, Breganze, insieme con tutto il territorio compreso tra la riva sinistra dell'Astico e quella destra del Brenta, incluso l'Altopiano di Asiago fu donata dall'imperatore Berengario al vescovo Sibicone di Padova, con l'obbligo di costruire castelli e opere di difesa contro le incursione degli Ungari..
I benedettini del monastero vicentino di San Felice, che avevano colonizzato parte del territorio anteriormente al X secolo, ancora nel 983 conservavano in Bregancio casale unumSecondo il Privilegium di Rodolfo, allora vescovo di Vicenza.. Da altri documenti sembra che nel secolo XII qui esistesse un priorato benedettino..
Alla luce di cronache e di documenti spesso discordanti tra di loro, risulta piuttosto difficile individuare con precisione la situazione di Breganze dopo il Mille; pare comunque certo che confluissero in questo luogo giurisdizioni diverse, quella laica dei Poncíi — detti anche de Bregantiis — e quella ecclesiastica che faceva capo al vescovo di Padova tramite la pieve..
Un primo castello era sorto, presumibilmente nel X secolo, sul colle di Santa Lucia, a nord dell'attuale abitato, dove esisteva una chiesetta intitolata alla santa; chiesetta che però in origine dev'essere stata dedicata a san Martino, come si deduce dalle Rationes decimarum, documento vaticano del XIII secolo, nel quale viene citata una ecclesia S. Martini in castro BregantiarumAnche secondo Gaetano Maccà la pieve originaria del paese era dedicata a san Martino e “stava per un tiro di saetta dal colle sopra cui esisteva il castello”.. Non è documentato, ma non lo si può escludere, che fosse incastellata anche la pieve di Santa Maria, così come non si può escludere che le due chiese, piuttosto vicine tra loro, fossero protette da un sistema fortificato unico non di tipo murario ma con case fortificate e opere idrauliche o boschive di difesa territoriale, frequenti nel periodo, tanto da essere citato nelle cronache come "castello fortissimo".
A Breganze l'esistenza di fortificazioni medievali, più che alle chiese sembra collegata alla presenza della famiglia dei Breganze poi Poncii, il cui castello sorgeva presumibilmente sull'area a ovest del colle di Santa Lucia, dove esiste ancora una grossa torre. Stando alle cronache dell'epoca, questo castello era di grandi dimensioni, era cinto di mura e prospettava sul sottostante burgus; quest'ultimo s'incentrava nel cosiddetto "Castelletto", nell'area della omonima via le cui origini medioevali sono ancora chiaramente riscontrabili nonostante le gravi alterazioni apportate in epoca recenteIl maestro Pietro Dalle Mulle, appassionato di storia locale, ritiene che l'attuale edificio chiamato "casin" altro non sia che l'antico "Castelletto", che nel Cinquecento fu trasformato e adattato ad abitazione. I pavimenti e le scale all'interno di tale edificio denunciano palesemente l'uso secolare che di essi si è fatto. Sempre in via Castelletto e prospiciente al "casin" sorge un complesso edilizio, di evidente origine medioevale, un tempo attrezzato per la sosta delle diligenze e il cambio dei cavalli..
La potenza dei Poncii de Bregantio, che possedevano la zona centrale pedemontana tra i torrenti Astico e Laverda e numerosi centri della media e alta valle dell’Astico fino all'Altopiano di Asiago, raggiunse il culmine intorno al 1220 quando uno di loro, Naimerio, sposò Cunizza da Romano, la sorella di Ezzelino III il TirannoRicordata da Dante Alighieri nel IX canto del Paradiso.. Una prova indiretta che i Poncii possedessero il castello in questo luogo è fornita dal rinvenimento sul posto, durante lavori di ampliamento eseguiti nel 1938, di un affresco duecentesco raffigurante un viso di donna tra fregi ornamentali.Non è possibile stabilire che la donna raffigurata sia Cunizza da Romano; è però da ritenere che in quell'epoca solo famiglie di grande prestigio potessero permettersi di far affrescare la propria casa.
Più tardi, però, questo rapporto di parentela non salvò la famiglia, forse perché passata alla parte guelfa o perché uno di loro — Guidone — aveva venduto il castello ai vicentini. Nel 1227 Alberico da Romano conquistò e distrusse la rocca di Valeriano Da Breganze sul colle di Santa Lucia; infine, prima del 1250 i Ponci vennero sconfitti e molto probabilmente sterminati a opera di Ezzelino III, il quale comunque risparmiò Naimerio. Il loro notevole patrimonio venne confiscato o disperso. Quasi certamente in tale circostanza venne distrutto anche il castello di Breganze; di esso, infatti, nelle cronache e nei documenti successivi non si trova più traccia.
Sul sito dell'antico castello dei Poncii sopravvivono il basamento di una torre e qualche rudere. Quanto al colle di Santa Lucia, scomparsa nell'Ottocento scorso la chiesetta, vi sono un sacello votivo al beato Bartolomeo e la grande croce.Che la tradizione vuole eretta per la prima volta dal beato Bartolomeo da Breganze, vescovo di Vicenza dal 1255 al 1270; in realtà senza alcun fondamento, perché di Bartolomeo è del tutto incerta l'origine e perché a quel tempo Breganze era sotto la diocesi di Padova.
Dal Codice Eceliniano del 1250 si evince che nella prima metà del XIII secolo tutte le proprietà, insieme con la chiesa, le fortificazioni — il Torrione e la Tor Bissara — e le abitazioni erano localizzate nella zona collinare, sul dominante colle di Santa Lucia e probabilmente sui colli di Riva e Santo Stefano; la pianura invece era ancora disabitata e periodicamente allagata dalle esondazioni dei torrenti. È probabile che, in seguito alla distruzione della rocca sul colle, si sia dato avvio a un nucleo abitato verso la pianura, nei pressi dell’attuale centro, e che si sia edificata la dimora fortificata del Torrione.
Dopo la morte di Ezzelino nel 1259, il territorio di Breganze passò sotto il controllo del Comune di Vicenza, che però pochi anni dopo fu soggiogato da Padova e sottoposto al patto di custodia.
Agli inizi del XIV secolo s'iniziarono le lotte tra i Carraresi di Padova e gli Scaligeri di Verona; il territorio vicentino venne conteso e anche l'abitato di Breganze — che si trovava sul confine tra i domini delle due signorie — dovette subire le conseguenze di tali conflitti, fino al saccheggio patito per due volte, nel 1312 e nel 1314, a opera dei padovani, che portò alla completa rovina dell’insediamento sul colle, da allora abbandonato. Sotto la signoria scaligera, mentre a Marostica si erigevano castello e mura, Breganze cominciò a svilupparsi ai piedi dei colli.
Intorno al 1337 il territorio di Breganze fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Marostica e tale rimase, anche sotto la dominazione viscontea e veneziana, sino alla fine del XVIII secolo..
Epoca moderna Dopo il 1404 e il patto di dedizione di Vicenza alla Serenissima, iniziò un periodo di stabilità e di relativa tranquillità, interrotto agli inizi del XVI secolo dalle vicende della guerra della Lega di Cambrai, mossa da una coalizione di stati contro Venezia. Nel 1509, cavalieri di Massimiliano I d'Asburgo, diretti verso Padova, vennero respinti sulle sponde del torrente Chiavone Bianco dai breganzesi, che evitarono così le distruzioni e i saccheggi avvenuti in altri centri vicini.