L'affaire Moro è un libro dello scrittore siciliano Leonardo Sciascia, pubblicato dalla Sellerio nel 1978.

Costituisce la narrazione a caldo del rapimento di Aldo Moro e delle vicende ad esso collegate.

Contenuto Scritto a ridosso dei fatti, tra la primavera e l'estate del 1978, a pochi mesi dal ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, il libro si presenta come una riflessione a caldo, più che come una ricostruzione storica distaccata. Sciascia analizza il sequestro e l'uccisione del presidente della Democrazia Cristiana partendo da uno strumento che gli era congeniale: la lettura ravvicinata dei testi, in questo caso i comunicati delle Brigate Rosse e le lettere che lo stesso Moro scrisse durante la prigionia, indirizzate a familiari, uomini politici ed esponenti della Chiesa.

Al centro del saggio c'è una tesi che all'epoca suscitò un acceso dibattito: contro l'interpretazione allora dominante, secondo cui le lettere di Moro sarebbero state scritte sotto costrizione o addirittura non autentiche nello spirito, Sciascia sostiene che quelle pagine vadano lette come l'espressione coerente e lucida di un uomo di Stato lasciato solo dal proprio partito e dalle istituzioni. Lo scrittore mette a confronto lo stile e il linguaggio di Moro prima e durante il sequestro, rilevando continuità che, a suo avviso, ne attestano l'autenticità e la piena consapevolezza di chi scriveva.

Da questa lettura discende la critica più dura del libro: quella rivolta alla linea della "fermezza" adottata dal governo e dalla maggioranza dei partiti, che rifiutarono ogni trattativa con i rapitori. Sciascia vede in questa scelta non solo un calcolo politico, ma una forma di abbandono, e imputa alla classe dirigente, in particolare alla Democrazia Cristiana e al Partito Comunista, allora alleati nella maggioranza di solidarietà nazionale, una responsabilità morale nella sorte di Moro.

Perciò, il saggio si muove così su un doppio binario: da un lato l'esame filologico e retorico dei testi prodotti durante il sequestro, dall'altro un atto d'accusa contro il potere politico italiano, letto attraverso le categorie che Sciascia aveva già sperimentato nella sua narrativa civile. Il libro, pur muovendo da un caso di cronaca recentissima, si inserisce quindi nella riflessione più ampia dell'autore sul rapporto tra individuo e apparati dello Stato.

Ricezione Sciascia stesso era consapevole di sostenere, con L'affaire Moro, una tesi minoritaria rispetto all'interpretazione corrente della vicenda. Nel corso del libro la sua polemica, inizialmente rivolta contro la Democrazia Cristiana e la linea della fermezza adottata dal governo, si sposta progressivamente anche verso il Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer, accusato di essere stato tra i principali ostacoli a un'eventuale trattativa con le Brigate Rosse; un passaggio che alcuni commentatori hanno giudicato in parziale contraddizione con le premesse iniziali dell'opera.

Tra le letture critiche del libro, lo studioso Massimo Onofri lo ha inserito nella tradizione della "contro-storia d'Italia" propria di Sciascia, intrecciata al dialogo con autori a lui cari come Jorge Luis Borges, Alessandro Manzoni, Lev Tolstoj e Stendhal; Claude Ambroise, definito il critico prediletto dallo stesso autore, ha invece proposto una lettura del libro come riflessione sulla tragedia e sugli equivoci generati dal linguaggio e dalla comunicazione umana.

Il critico Marco Belpoliti ha indicato le pagine iniziali del libro, dedicate al richiamo a Pier Paolo Pasolini e al suo celebre articolo Il vuoto del potere in Italia, come uno dei brani più significativi della prosa italiana degli ultimi decenni del Novecento. Le posizioni espresse da Sciascia gli valsero critiche e attacchi, a cui l'autore rispose sempre rivendicando il proprio diritto alla libertà di giudizio.

Il dibattito sull'interpretazione del libro proseguì negli anni successivi alla pubblicazione, anche in relazione al ruolo che Sciascia rivestì come membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Moro, la cui relazione fu inclusa in appendice alle edizioni successive del volume.

Edizioni Leonardo Sciascia, L'affaire Moro, Palermo, Sellerio, 1983. Leonardo Sciascia, L'affaire Moro, collana Coll. Piccola Biblioteca n.332, Milano, Adelphi, 1994.

Note

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