Biografia Origini e formazione Antonio Gambacorti Passerini nacque a Monza il 14 giugno 1903, ultimo di quattro figli. Dopo gli studi secondari si iscrisse all'Università degli Studi di Torino, dove conseguì la laurea in Scienze economiche. Intenzionato a intraprendere la carriera di commercialista, non poté esercitarla per il rifiuto di aderire al Partito Nazionale Fascista. Aprì quindi a Monza una cartoleria, che divenne anche luogo di incontro per simpatizzanti antifascisti.
Attività antifascista Alla fine del 1942 promosse a Monza la nascita del Fronte d'Azione Antifascista, che riuniva militanti di diversa formazione politica, tra i quali Aldo Buzzelli, Carlo Casanova, Amedeo Ferrari, Luigi Fossati, Enrico Farè e Fortunato Scali. L'organizzazione curò la pubblicazione del periodico clandestino Pace e Libertà, stampato in una casa di sua proprietà a Olgiate Calco.
Il 25 luglio 1943 partecipò alle manifestazioni popolari di Monza seguite alla caduta del regime fascista, rafforzando il proprio ruolo nella nascente Resistenza italiana.
Resistenza in Brianza Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 intensificò le attività clandestine, percorrendo la Brianza in bicicletta per collegare i diversi nuclei partigiani. Contribuì alla costituzione dei primi gruppi del Corpo volontari della libertà e delle Brigate Matteotti, aderendo al Partito Socialista di Unità Proletaria.
Arresti e deportazione Il 12 novembre 1943 fu arrestato a Milano e rimase in carcere fino al 6 febbraio 1944. Tornato in libertà, proseguì l'attività politica, ma il 15 marzo 1944 fu nuovamente catturato insieme a Davide Guarenti e Carlo Prina in seguito alla delazione di un infiltrato. Detenuto a Monza, il 24 maggio venne trasferito al Carcere di San Vittore di Milano con la matricola 2169.
Il 9 giugno 1944 fu deportato al Campo di Fossoli, campo di transito nei pressi di Carpi, dove ricevette la matricola 1607.
L'eccidio di Cibeno Il 12 luglio 1944 fu tra i 67 prigionieri fucilati al poligono di tiro di Cibeno, in rappresaglia a un'azione partigiana. Tra le vittime vi furono anche i monzesi Carlo Prina, Enrico Arosio, Ernesto Messa e Davide Guarenti.
Il corpo di Gambacorti Passerini fu gettato in una fossa comune contrassegnata con il numero 34. Dopo la Liberazione la salma venne riconosciuta dal fratello Gino e nel maggio 1945 traslata a Monza, dove fu sepolta nel Campo della Gloria del Cimitero di Monza.
Memoria e riconoscimenti
Il suo nome è inciso sul Monumento ai Caduti in piazza Trento e Trieste e in altre lapidi cittadine dedicate alla Resistenza italiana. Il Comune di Monza gli ha dedicato una via e presso la sua abitazione è stata apposta una lapide commemorativa.
Nel 2024 è stata collocata una pietra d'inciampo in via Gambacorti Passerini 9, nell'ambito di un progetto di memoria civica dedicato alle vittime dell'eccidio di Cibeno.
Note
Bibliografia "Monza: dall'Armistizio alla Liberazione. (1943-1945)" Pietro Arienti, ed. Bellavite (2015), ISBN 978-88-7511-256-1 "Quando cessarono gli spari: 23 aprile-6 maggio 1945: la liberazione di Milano" Giovanni Pesce, ed. Feltrinelli, ISBN 978-885883531-9 "Nel nome di Matteotti: materiali per una storia delle Brigate Matteotti in Lombardia, 1943-45" Libero Cavalli e Carlo Strada, ed. Angeli (1982)
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Collegamenti esterni
Categoria:Antifascisti italiani Categoria:Sepolti nel cimitero urbano di Monza Categoria:Studenti dell'Università degli Studi di Torino