Le mura della città di Vilnius costituiscono le strutture difensive situate intorno a Vilnius, capitale in passato nel Granducato di Lituania e oggi della Repubblica di Lituania. Costruite tra il 1503 e il 1522 per proteggersi dagli attacchi del Khanato di Crimea all'inizio delle guerre moscovito-lituane sotto Sigismondo I il Vecchio, le strutture in pietra e mattoni assunsero un ruolo chiave nella realizzazione del sistema difensivo di Vilnius, i cui lavori andarono finanziati dai proprietari terrieri della città. Conteneva nove porte e un bastione di artiglieria e ad oggi sopravvivono alcune delle costruzioni originali.

Struttura

Porta di Subačius: costruita alla fine di quella che oggi la via Santo Spirito; Porta di Spas: situata vicino al fiume Vilnia nella parte orientale della città; Porta di Wet: vicino alla piazza della cattedrale di Vilnius; Porta tatara: all'angolo tra via Liejykla e via Totoriai; Porta di Vilija: all'angolo tra Vilnius e via Bernardinai; Porta di Trakai: all'angolo tra la strada che conduceva a Trakai e via Pylimas. Costituiva la porta principale della città e ospitava (come la Porta dell'Aurora) una cappella; Porta di Rūdininkai: alla fine di via Rūdininkai; Porta di Medininkai: proteggeva l'ingresso alla parte meridionale della città ed oggi è conosciuta come la Porta dell'Aurora.

Si decise di costruire un bastione di artiglieria per proteggere il lato orientale della città, che attualmente ospita un museo bellico ed è in fase di ristrutturazione.

A seguito delle spartizioni della Confederazione polacco-lituana, tra il 1801 e il 1805, il governo russo ordinò di abbattere la maggior parte delle mura e tutte le porte, tranne quella dell'Aurora. Alcune sezioni risultano ancora visibili e sono disseminate in tutta la città vecchia: spesso si operano degli interventi di restauro o delle esposizioni al pubblico di frammenti conservati nei musei di Vilnius.

Note

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