Il Patto di Varsavia del 1955, detto anche Trattato di Varsavia () ed ufficialmente Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza (), è stata un'alleanza militare composta dagli Stati socialisti del blocco orientale, nata come reazione al riarmo e all'entrata nella NATO della Repubblica Federale Tedesca nel maggio dello stesso anno.

Per trentasei anni la NATO e il Patto di Varsavia non si scontrarono mai direttamente in Europa: gli USA e l'URSS, assieme ai rispettivi alleati, implementarono politiche strategiche mirate al contenimento dell'avversario sul territorio europeo, mentre lavoravano e combattevano per l'influenza sul piano internazionale, la guerra del Vietnam, il conflitto arabo-israeliano, l'invasione della baia dei Porci, la guerra sporca, la guerra cambogiano-vietnamita e altri.

Storia Tensioni tra Ovest ed Est per la sicurezza europea

Dopo la conferenza di Potsdam del 1945 il territorio della sconfitta Germania nazista venne diviso ad ovest della linea Oder-Neisse in quattro zone di occupazione, amministrate da Unione Sovietica, Regno Unito, Stati Uniti e Francia.

Nell'aprile del 1949 Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi e Portogallo, assieme al Regno Unito e agli USA, firmarono a Washington il Trattato del Nord Atlantico, conosciuto anche come Patto Atlantico, creando così la NATO, con lo scopo di istituire un'alleanza militare di tipo difensivo e prevenire la formazione di militarismi di carattere nazionalista.

Nel maggio 1949 sorse sull'area occidentale della Germania la Repubblica Federale Tedesca, seguita subito dopo dalla Repubblica Democratica Tedesca nella zona di occupazione sovietica a est.

Il 20 marzo 1952 i colloqui sulla possibile riunificazione tedesca, avviati a seguito della "Nota di Stalin", terminarono dopo che i rappresentanti occidentali insistettero su una Germania unita non neutrale e libera di unirsi alla Comunità europea di difesa (CED) e di riarmarsi.

Durante la conferenza di Berlino, tenutasi tra gennaio e febbraio del 1954, il ministro degli esteri sovietico Vjačeslav Molotov presentò alcune proposte per una possibile riunificazione tedesca ed elezioni per un governo pan-tedesco., a condizione del ritiro degli eserciti delle quattro potenze occupanti e della neutralità della Germania., ma queste furono rifiutate dai ministri John Foster Dulles (USA), Anthony Eden (UK) e Georges Bidault (Francia).. Successivamente, Dulles incontrò a Parigi Eden, il cancelliere tedesco Konrad Adenauer ed il francese Robert Schuman, spingendo gli alleati ad evitare discussioni con i sovietici e di insistere con la CED..

Secondo lo storico statunitense John Lewis Gaddis, i Paesi occidentali erano inclini ad esplorare l'offerta dell'URSS. Lo storico Rolf Steininger ha affermato che la convinzione di Adenauer secondo cui "neutralizzazione significa sovietizzazione" era stato il principale fattore nel rifiuto delle proposte sovietiche. ed il cancelliere tedesco occidentale temeva che la riunificazione avrebbe portato alla fine del predominio della sua Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU) nel Bundestag..

Molotov, temendo che la CED si sarebbe messa in futuro contro l'URSS e "cercando di prevenire la formazione di gruppi di Stati europei diretti contro altri Stati europei", propose un Trattato generale europeo sulla sicurezza collettiva in Europa "aperto a tutti gli Stati europei senza considerare i loro sistemi sociali", implicando l'unificazione della Germania e l'inutilità della CED. Tuttavia, Eden, Dulles e Bidault rifiutarono la proposta..

Un mese dopo, il Trattato europeo fu rifiutato non solo dai sostenitori della CED, ma anche dagli oppositori occidentali di quest'ultima (come il leader francese Gaston Palewski), ritenendolo "inaccettabile nella sua forma attuale perché esclude gli USA dalla partecipazione nel sistema di sicurezza collettivo in Europa". I sovietici proposero quindi ai governi di USA, Regno Unito e Francia di accettare la partecipazione degli Stati Uniti nel proposto Accordo Generale Europeo considerando anche il fatto che le potenze occidentali ritenessero l'offerta sovietica come "diretta contro il Patto Atlantico del Nord e favorevole alla sua liquidazione".. I sovietici dichiararono la propria "disponibilità ad esaminare la questione della partecipazione dell'URSS nel blocco atlantico del nord assieme alle altre parti interessate", specificando che "l'ammissione degli USA nell'Accordo Generale Europeo non avrebbe influito sulla decisione delle tre potenze occidentali per l'ammissione dell'URSS nel Patto atlantico del nord".

Ogni proposta sovietica, incluso l'ingresso nella NATO, fu subito rifiutata dai governi occidentali. Emblematica fu la posizione di Hastings Lionel Ismay, segretario generale della NATO e fervente sostenitore della sua espansione, che si oppose alla domanda sovietica di far parte del Patto Atlantico, paragonandola alla "richiesta di un ladro impenitente di entrare nelle forze di polizia".

Nell'aprile del 1954 Konrad Adenauer fece la sua prima visita negli Stati Uniti per incontrare il presidente Dwight D. Eisenhower, il vicepresidente Richard Nixon e il ministro degli esteri Dulles. La ratifica del Comitato europeo di difesa fu rimandata, ma gli statunitensi dichiararono che essa sarebbe diventata parte della NATO..

Intanto, i francesi avevano ancora fresco il ricordo dell'occupazione nazista e continuavano a temere il riarmo della Germania. Il 30 agosto 1954 l'Assemblea nazionale rigettò il progetto CED, decretandone così il fallimento ed ostacolando gli Stati Uniti nell'associare le forze armate tedesche con l'ovest. Il Dipartimento di Stato statunitense iniziò ad elaborare piani alternativi: la Germania avrebbe dovuto essere invitata a far parte della NATO, altrimenti, in caso di ostruzionismo da parte dei francesi, sarebbero state implementate strategie differenti per scavalcare il veto francese e riarmare la Germania al di fuori della NATO.

Il 23 ottobre 1954, a nove anni dalla fine della seconda guerra mondiale in Europa, fu ufficialmente annunciato l'ingresso della Repubblica Federale Tedesca nella NATO. Nel novembre del 1954 l'Unione Sovietica richiese la creazione di un nuovo trattato sulla sicurezza europea come ultimo tentativo di evitare la nascita di una Germania Occidentale militarizzata e potenzialmente ostile, ma non ebbe successo.

Fondazione

Il 9 maggio 1955 la Repubblica Federale Tedesca entrò a far parte della NATO e tale evento fu dal ministro norvegese degli affari esteri Halvard Lange descritto come "un decisivo punto di svolta nella storia del nostro continente". La possibilità di una Germania riarmata generò timore nelle leadership della Repubblica Socialista Cecoslovacca, della Repubblica Democratica Tedesca e della Repubblica Popolare Polacca: i tre Stati si opposero fortemente alla remilitarizzazione della Germania Ovest e cercarono di stipulare un patto di difesa reciprocaEuropa Antoni Czubiński Wydawn. Poznańskie, 1998, p. 298.. I leader dell'Unione Sovietica, come quelli di molti altri Paesi europei occidentali e orientali, temevano il ritorno della potenza militare tedesca e, quindi, di una minaccia diretta simile a quella rappresentata dai tedeschi subito prima della seconda guerra mondiale, il cui ricordo era ancora fresco nelle memorie dei sovietici e degli europei dell'est. Poiché l'URSS aveva già stipulato degli accordi bilaterali con gli Stati satellite, l'esigenza di un Patto venne considerata a lungo superflua..

Il 14 maggio 1955 l'Unione Sovietica, l'Albania, la Bulgaria, l'Ungheria, la Germania Est, la Polonia, la Romania e la Cecoslovacchia firmarono a Varsavia il "Trattato di amicizia, cooperazione e assistenza reciproca", noto in seguito come Patto di Varsavia. Nel preambolo del trattato si affermava che.:

Gli otto paesi membri del Patto di Varsavia s'impegnarono nella mutua difesa nel caso di un attacco contro uno Stato membro.. Formalmente, le relazioni tra i firmatari del Trattato furono basate sul non-intervento negli affari interni degli Stati membri, rispetto della sovranità nazionale e dell'indipendenza politica (accordi mai rispettati da parte dell'URSS)... Come organo di controllo fu istituito il Comitato politico consultivo (), formato dai delegati di ogni paese membro.

Il trattato, costituito da 11 articoli e redatto in russo, polacco, ceco e tedesco, entrò in vigore a partire dal 4 giugno 1955, quando tutti i paesi aderenti depositarono presso il governo polacco gli attestati di partecipazione all'organizzazione. Nonostante fosse un membro effettivo, l'Albania non partecipava alle sessioni del Patto.

Il trattato doveva essere rinnovato ogni venti anni, mentre per gli Stati contraenti che, entro un anno prima della scadenza fissata, non avessero presentato al governo della Repubblica popolare polacca la dichiarazione di rinuncia del Trattato, esso sarebbe rimasto in vigore per i successivi dieci anni.. Il Patto di Varsavia non doveva essere sciolto fino a quando non fosse stato ratificato un Trattato comune europeo sulla sicurezza collettiva.

L'URSS permise successivamente alla Repubblica Democratica Tedesca di armarsi e fu creata la Nationale Volksarmee come corpo delle forze armate tedesche orientali per contrastare il riarmo della Germania Ovest.

Tra il 27 e il 28 gennaio 1956 si riunì per la prima volta il PKK e in tale occasione gli Stati del Patto di Varsavia presentarono varie proposte, tra cui la sostituzione dei gruppi militari esistenti in Europa con un sistema di sicurezza collettiva, la creazione di zone di limitazione militare e il controllo delle armi.

Nel Patto di Varsavia, l'Unione Sovietica aveva una preminenza sia a livello amministrativo sia decisionale. Dal punto di vista della catena di comando, la struttura militare dell'alleanza era guidata dal Comandante supremo del Patto di Varsavia, che era il responsabile dell'organizzazione, addestramento e schieramento delle forze a disposizione e che in caso di guerra avrebbe diretto operativamente le truppe. Durante tutto il periodo dell'alleanza, il comandante supremo era sempre un alto ufficiale sovietico; il primo comandante supremo del Patto fu il maresciallo Ivan Konev, uno tra i più famosi e prestigiosi ufficiali sovietici della seconda guerra mondiale. Il principale collaboratore del comandante supremo era il Capo di stato maggiore del Patto di Varsavia, scelto sempre tra gli ufficiali superiori sovietici.

Guerra fredda

Nell'autunno del 1956 scoppiò nella Repubblica Popolare d'Ungheria un'insurrezione anti-sovietica e il primo ministro Imre Nagy annunciò l'uscita del Paese dal Patto di Varsavia, l'espulsione delle truppe sovietiche e l'instaurazione di un regime multipartitico. Temendo la diffusione di sentimenti antisovietici nel blocco orientale e lo sgretolarsi dello stesso, in seguito all'annuncio da parte di Radio Free Europe di un possibile intervento dell'esercito americano. L'URSS decise di invadere l'Ungheria, deporre il governo di Nagy e reprimere la rivolta Negli scontri, morirono circa ungheresi, pro e contro la rivoluzione, e 720 soldati sovietici.

Nel 1958 il Comitato politico del Patto di Varsavia adottò a Mosca una dichiarazione con la quale fu proposta la firma di un patto di non aggressione con i Paesi della NATO.

Nel 1960 il Patto di Varsavia emise una dichiarazione con la quale gli Stati membri approvarono la decisione del governo sovietico di abbandonare unilateralmente i test nucleari, a condizione che anche le potenze occidentali facessero altrettanto, e chiesero la creazione di condizioni favorevoli per la redazione di un trattato per porre fine ai test sulle armi nucleari.

Nel luglio 1963 la Repubblica Popolare Mongola fece domanda per entrare nel Patto di Varsavia in base all'articolo 9 del trattato. , ma, a causa dell'emergere della crisi sino-sovietica, la Mongolia rimase un membro osservatore.