Grisignano di Zocco (Grixignàn o Al Sóco in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Vicenza in Veneto.
Geografia fisica Grisignano di Zocco è un comune situato nel cuore della Pianura Veneta tra Vicenza e Padova. Il territorio è pianeggiante e si trova a un'altitudine di circa 23 metri sul livello del mare. Rientra nella zona sismica 3 (bassa) e presenta un paesaggio caratteristico della pianura alluvionale.
Origini del nome Grisignano è un prediale derivato da un Graecinius o da un Grisinius, nome proprio probabilmente di un proprietario terriero romano, di cui tuttavia non vi sono notizie.
Per quanto riguarda la specificazione "di Zocco", già da secoli in uso, essa viene dalla parola veneta soco, che significa ceppo; secondo la tradizione essa indicherebbe il tronco presso il quale si riuniva l'annuale mercato dei cavalli, mentre un'altra ipotesi parla di una stazione di posta con dei tronchi all'esterno dove si legavano gli animali da trasporto.
Storia
Medioevo Nella zona di Grisignano l'opera di colonizzazione rurale fu iniziata dai vescovi di Padova nei primi anni dopo il 1000 d.C.
Il primo documento che nomina Grisignano risale all'8 settembre 1088, quando il vescovo di Padova Milione donò numerose masserie, piccole aziende rurali e mulini all'abbazia benedettina femminile di San Pietro, una delle più antiche fondazioni monastiche di PadovaTre di queste masserie si trovano nel villaggio detto di Grisignano e sono gestite da Natale, da Battaglia e da Grisignano; viene inoltre donato il mulino presente nel vicino fiume Tesina.. Questa donazione è riportata anche in un successivo documento di riconferma del 1090 inviato dallo stesso vescovo alla badessa Theophila dove si può leggere: Villa que dicitur Grisingnano. Un altro documento appartenente al Codice Diplomatico Padovano in data 23 maggio 1183 e scritto da Tisolino da Camposampiero riporta la divisione dei beni lasciati da Albertino da Baone alla figlia Sofia a cui spettano i possedimenti a «Torreglia e Tramonte e in Grisignano e Barbano e Lissaro».
Agli inizi del XIII secolo sul territorio di Grisignano si costituì una comunità rurale. Un documento del 17 febbraio 1216 si afferma: «al prezzo di 8 lire di denari veronesi al campo, confinanti da una parte con il comune di quella Villa (Grisignano) e dall'altra una certa acqua dette Incinosa, con diritto di riscatto…» e quindi, parlando dei beni del comune di Grisignano, confinanti con le proprietà vendute si attesta l'esistenza di una comunità grisignanese attiva a quell'epoca.
Il PagliarinoGiambattista Pagliarino, Croniche di Vicenza, 1663, III, p. 168. afferma che a Grisignano: «già fu un castello cinto di argine e di fossa il quale li Padovani scorrendo verso Vicenza lo saccheggiarono e lo distrussero». Non vi sono altre fonti in proposito, ma dove precisamente si trovasse il castello il Paglierino non lo dice; la notizia è da ritenersi verosimile, considerando che tutta la zona era stata notevolmente fortificata dai vicentini a protezione dei confini verso PadovaAntonio Canova e Giovanni Mantese, I castelli medievali del vicentino, Accademia Olimpica, Vicenza, 1979, pp. 84-45..
Le notizie relative ad un castello nella frazione di Barbano sono poche ma abbastanza convincenti; fornite da alcuni cronisti padovani e dal Barbarano, che così racconta: «Barbano ebbe anticamente un fortissimo castello che da Padovani fu rovinato l'anno 1234, né hora se ne vede alcun vestigio»Francesco Barbarano de Mironi, Historia ecclesiastica della città, territorio e diocese di Vicenza, VI, 1762, p. 120.
Un centro vitale del paese, fin dalle origini, fu l’osteria del Zocco con la sua corte, area attrezzata per ospitare i mercanti, dove avvenivano gli affari, gli scambi, si concordavano i prezzi delle merci e soprattutto del bestiame.
Verso la metà del Trecento, durante la signoria scaligera, il territorio di Grisignano fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Camisano e tale rimase, anche sotto la dominazione veneziana, sino alla fine del XVIII secolo.
Età moderna I soldati veneziani entrarono a Vicenza il 25 o il 28 aprile 1404 e ciò segnò anche l'ingresso di Grisignano nei domini della Repubblica Veneta. Nel 1513, durante la guerra della Lega di Cambrai, il paese fu praticamente raso al suolo.
Al 1555 risale la prima menzione ufficiale della Fiera del Soco in un documento veneziano.
Il 12 settembre 1796, un'armata francese saccheggiò la Fiera del Soco, prostrando la popolazione. Il 27 aprile 1797 nacque la municipalità democratica vicentina e anche a Grisignano ebbe fine il governo veneziano. L'arrivo delle truppe napoleoniche e i cambiamenti politici furono vissuti in maniera traumatica dagli abitanti della zona, vessati e costretti a provvedere al mantenimento dell'esercito occupante.
Durante il 1797 tre uomini fedeli al precedente governo furono uccisi dai francesi.
Nel novembre del 1797 nel Vicentino iniziarono a essere rimossi i simboli democratici e il 19 gennaio 1798 l'esercito austriaco prese possesso di Vicenza. Il nuovo governo riconobbe ufficialmente gli ordinamenti della Fiera del Zocco.
Nell'Ottocento Grisignano diede i natali a Francesco Secondo Beggiato (1806-1883), illustre medico e botanico: gli è stato dedicato un genere di Schizofite del gruppo dei Tiobatteri, che prese appunto il nome di Beggiatoa, frequente nelle acque solforose.
Nel 1865 saltò l'annuale Fiera del Zocco; nel numero di martedì 5 settembre 1865 la Gazzetta Uffiziale di Venezia riporta che: «L'I.R. Commissariato distrettuale di Vicenza avvisa: Che per riguardi sanitari non ha luogo in quest'anno la così detta FIERA del ZOCCO nel Comune di Grisignano, ricorrente nei giorni 11,12 e 13 settembre.» secondo le disposizioni datate «Vicenza, 29 agosto 1865» dell'«I.R. Commissario distrettuale Dottor Zanardelli».
Nel 1866, a seguito della terza guerra d'indipendenza, le province venete furono annesse al Regno d'Italia. Nel 1867 fu adottato ufficialmente il toponimo Grisignano di Zocco.
Anche nel 1867 la Fiera del Zocco non ebbe luogo; il giornale triestino Il Tergesto nell'edizione di martedì 3 settembre 1867 (n. 201, anno III) riporta che: «Il Prefetto di Vicenza annuncia che, per riguardi di pubblica salute, non avrà luogo quest'anno la Fiera del Zocco in Comune di Grisignano, e che vi sarebbero respinti tutti coloro, i quali vi si recassero per oggetti di commercio».
Negli Atti della giunta per la inchiesta agraria e sulle condizioni della classe agricola del 1882 si legge che: «A Grisignano di Zocco [i contadini] sopportano con bastante tolleranza le privazioni, e i bisogni non devono esser pochi, se persino i fanciulli tra gli otto e i nove anni son cacciati a lavorare nelle risaie».
Un'analisi sull'emigrazione pubblicata nel 1889 segnala che nell'anno precedente, a fronte di una popolazione di 1955 abitanti (stando al censimento del 1881), 102 persone avevano abbandonato il territorio di Grisignano per stabilirsi in Brasile (in particolare nella zona di San Paolo), tra le cause che determinarono l'emigrazione furono citati: «La crisi agraria, il desiderio di miglior fortuna e gli eccitamenti degli agenti di emigrazione».
Negli ultimi decenni dell'Ottocento si ebbe un progressivo miglioramento nelle infrastrutture. Nel 1897, secondo una guida del Touring Club, la strada Grantorto-Camisano Vicentino-Grisignano di Zocco si presentava: «discreta o buona; un po' polverosa o fangosa; discretamente carreggiata; tutta piana, discretamente curata la manutenzione; senza pietre chilom.; larga m. 5-6 e.; in parte ombreggiata; [con la presenza di] alcuni pozzi d'acqua buona nelle case lungo il percorso».
Il XX secolo Secondo la statistica degli impianti elettrici in Italia del 1917, in quell'anno Grisignano di Zocco aveva 2383 abitanti, ma venne segnalato che il paese «Non ha impianto elettrico». Nel settembre del 1918 furono iniziati i lavori sul tronco ferroviario Legnago-Poiana di Granfion (poi Grisignano) della nuova arteria finalizzata ad aumentare i mezzi di comunicazione dell'Italia centrale con il Veneto, i lavori vennero sospesi subito dopo l'armistizio e ripresi nel 1919.
Nel 1919 fu sancita l'iscrizione della strada intercomunale «che da Camisano mette a Grisignano di Zocco, con un percorso di m. 5400» nell'elenco delle strade provinciali di Vicenza.
L'8 luglio 1928 è stato aperto al traffico il tratto ferroviario Cologna-Grisignano di Zocco (già Poiana). All'inizio del 1934 la stazione ferroviaria di Poiana di Granfion della linea Milano-Venezia ha assunto ufficialmente la nuova denominazione di «Grisignano di Zocco».
Per i meriti militari dimostrati durante le operazioni italiane in Etiopia nel 1936, Egidio Girardi, carabiniere del comando superiore Africa Orientale, nativo di Grisignano, fu decorato con la croce di guerra.
Nel 1941 un articolo apparso sul giornale Trasporti e lavori pubblici a firma di Antonio Giordano riporta: «Fra le opere pubbliche, eseguite dal Ministero dei Lavori Pubblici (Direzione Generale della viabilità ordinaria e delle nuove costruzioni ferroviarie) e che anche in questo periodo bellico l'Italia fascista ha portato a compimento nell'anno XIX, merita particolare menzione, il nuovo tronco ferroviario Grisignano di Zocco-Treviso Centrale della linea Ostiglia Treviso, il quale è stato aperto al traffico nel XIX annuale della Marcia su Roma. [...]».
Durante il secondo conflitto mondiale anche il territorio di Grisignano fu devastato dalla guerra. Il 28 aprile 1944, a Grisignano i nazisti catturano e assassinarono 2 partigiani e un anziano civile. Il 25 dicembre 1944 la stazione ferroviaria subì un attacco da parte degli alleati. Il primo gennaio 1945 ebbe luogo il mitragliamento della linea Grisignano-Legnago, furono nuovamente colpiti la stazione e i carri a Grisignano. Altri attacchi a edifici del paese si ebbero il 20 gennaio, il 28 e il 10 febbraio. Il 17 febbraio 1945 la stazione dei treni fu colpita ancora una volta. Secondo la stampa locale il 23 febbraio degli scontri aerei costarono alla popolazione tre morti e un ferito, il 21 marzo altre azioni aeree portarono al ferimento di due persone. Il 23 marzo 1945 ebbe luogo un bombardamento notturno su Grisignano.
Nel dopoguerra, presso il ristorante "Al Zocco" sono state girate alcune sequenze del film La moglie del prete (1971). Il tratto iniziale della vecchia ferrovia Treviso-Ostiglia, da Treviso a Grisignano di Zocco, è stato chiuso definitivamente nel 1987, e in seguito è stato convertito in itinerario ciclabile.
Simboli Lo stemma e il gonfalone del Comune di Grisignano di Zocco sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 24 febbraio 1972.
Il gonfalone è un drappo di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria
Architetture civili Villa Bocchi
Società Evoluzione demografica
Cultura Istruzione Scuola primaria e secondaria di primo grado A Grisignano hanno sede due delle scuole primarie e secondarie di primo grado dell'istituto comprensivo "G.Toaldo". Scuole materne Sono, inoltre, presenti due scuole materne: la Scuola dell'infanzia "San Giovanni Bosco", a Barbano, e la Scuola dell'infanzia "M. Immacolata", a Grisignano. Eventi La Fiera del Soco Si tiene ogni anno nella prima metà di settembre. Fonda le sue radici nella festa votiva iniziata nel 1267, a ricordo di un’apparizione della Madonna nella campagna tra Grisignano ed Arlesega.
Il più antico documento in cui è nominata, datato 1555, dice: «La Fiera del Soco in villa di Grisignano, territorio parte padovan e parte vicentin …». L'espressione mostra come, da secoli, la Fiera e Grisignano siano il naturale luogo di incontro tra il territorio vicentino e quello padovano, sia dal punto di vista geografico che da quello sociale, culturale ed economico.
Geografia antropica