L'arco Valaresso è un monumento del centro storico di Padova. Si apre sul lato nord di via Arco Valaresso e piazza del Duomo, introducendo a corte Arco Valaresso.
Eretto nel 1632 su progetto attribuito a Giovan Battista della Scala, si tratta di un arco di trionfo dedicato ad Alvise Valaresso, capitano della città dal 20 luglio 1631 al 19 dicembre 1632.
Valaresso fu impegnato nel contenimento dell'epidemia di peste del 1630. Distintosi già l'anno precedente nel Veronese, durante il suo mandato a Padova impose energiche disposizioni sanitarie che traghettarono la città fuori dall'emergenza. Inoltre, mise mano alle finanze locali, che risentivano di un calo degli introiti fiscali dovuti all'indebolimento dei controlli amministrativi.
La costruzione presenta quattro colonne doriche su alti piedistalli, sulle quali poggia l'attico con l'iscrizione laudatoria.
La traduzione della scritta in parte citata sotto
IMMORTALIBUS MERITIS ALOYSII VALARESSI EQUITIS SPLENDIDISSIMI QUI SAVISSIMA PESTILENTIA ITALIANI PERVASTANTE VRBI AGROQUE PATAVINO AB EXTREMA PERNICIE VINDICANDIS PREFECTVS QUOCVMQUE OMNIA PERLUSTRANTEM VEL LEVIS SUSPICIO PERTRAXIT PIO PRINCIPIS OPTIMI PATRISO COMMUNIS PEREVNCTVS OFFICIO NON ANTE ABSTITIT QUAM EXITIABILIS MORB RESURGENTES PASSIM FLAMMAS PRORSUS OPPRESSIT SERVATA URBIS XVI VIRALIS ET X VIRALIS MAGISTRATUS EXIGUAM GRATI ANIME MONUMENTUM DICAT ET CONSECRAT ΑΧΝΟ HUMANAE REDEMPTIONIS MDCXXXII
dice:
"Ai meriti immortali di Alvise Valaresso, splendidissimo cavaliere, il quale — mentre una ferocissima peste devastava l'Italia — incaricato di salvare la città e il territorio padovano dall'estrema rovina, svolse con devozione il compito di ottimo principe e di padre comune. Egli non desistette dal perlustrare ogni luogo dove lo portasse anche solo il minimo sospetto [di contagio], finché non ebbe del tutto spento i focolai del morbo letale che risorgevano ovunque. I magistrati dei Sedici e dei Dieci della città, salvata, dedicano e consacrano questo modesto monumento come segno di gratitudine. Nell'anno della Redenzione Umana, 1632 (MDCXXXII)."
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