Un trauma () è una lesione dell'organismo causata dall'azione, dannosa e improvvisa, di agenti esterni tramite l'applicazione di energia alla vittima; come esempi di trauma si possono elencare le fratture, il trauma cranico, l'ustione, la causticazione o la contusione.
I traumi possono portare a gravi complicanze secondarie, come lo shock cardio-circolatorio o l'insufficienza respiratoria e, nei casi peggiori, possono avere un esito fatale.
Si stima che i traumi siano la sesta causa di morte nel mondo: sono un grave problema di salute pubblica e hanno notevoli costi sociali ed economici.
Fondamentale è la loro prevenzione,
Classificazione clinica La valutazione della gravità dei pazienti traumatizzati è un elemento fondamentale per la loro assistenza iniziale, poiché determina quali risorse preospedaliere ed ospedaliere implementare.
Tuttavia, essa non è semplice a causa della grande variabilità delle lesioni, sia in termini di gravità che di localizzazione anatomica, e richiede strumenti di valutazione adatti; a questo scopo che sono stati sviluppati numerosi punteggi e indici prognostici, principalmente di origine americana.
Scale fisiologiche Questi punteggi si basano sull'osservazione di diversi parametri clinici che possono essere facilmente raccolti sul campo o in ospedale da medici, infermieri o assistenti sanitari. La raccolta di questi parametri deve essere affidabile, cioè riproducibile indipendentemente dall'osservatore, e avere una relazione diretta con la prognosi della vittima.
Glasgow Coma Scale (GCS) Revised Trauma Score (RTS) Scala CRAMS
Scale anatomiche Valutano la gravità del trauma in base alle lesioni anatomiche osservate e permettono l'analisi statistica e il confronto della sopravvivenza di diversi pazienti, ma vengono sempre calcolate a posteriori: infatti, per essere affidabili, devono essere determinate a partire da diagnosi certe. Ciò significa che il punteggio viene calcolato non solo in base ai risultati dell'esame obiettivo, delle radiografie e delle TAC, ma anche dei referti chirurgici e delle autopsie dei pazienti deceduti, che possono rivelare gravi lesioni passate inosservate.
Questi punteggi non vengono quindi utilizzati come strumenti di triage o per valutare l'effetto delle terapie, ma sono molto utili per costituire gruppi di pazienti di gravità omogenea e per quantificare la gravità delle loro lesioni.
Abbreviated Injury Scale (AIS) Injury Severity Score (ISS) Anatomic Profile (AP) Injury Impairment Scale (IIS)
Scale miste
Trauma and Injury Severity Score (TRISS) A Severity Characterization of Trauma (ASCOT)
Triage preospedaliero Nonostante la loro apparente efficacia, i punteggi di triage (che consentono di decidere sul campo se il paziente traumatizzato debba essere indirizzato a un centro traumatologico come trattamento di prima linea) non sono esenti da difetti: il meccanismo di lesione non viene generalmente preso in considerazione, nonostante influenzi significativamente la prognosi. L'RTS è il metodo il più studiato, ma molti punteggi fisiologici come il CRAMS sono stati validati.
Un punteggio come il Prehospital Index (PHI) diventa uno strumento di triage più efficace quando è associato a una valutazione del meccanismo della lesione (sensibilità del 78%).
Anche lo stato fisiologico del paziente prima dell'incidente influenza direttamente la prognosi; ciò spiega in parte perché l'ordinamento dei punteggi può essere errato. La sensibilità e la specificità di questi punteggi raramente superano il 70% nel predire la sopravvivenza nei pazienti gravemente feriti; inoltre il giudizio clinico dei soccorritori è almeno altrettanto valido quanto qualsiasi punteggio nel predire la mortalità o la necessità di un intervento chirurgico d'urgenza. Ciò ha portato recentemente a un cambiamento nella strategia di triage preospedaliero e alla sostituzione dei punteggi con una regola molto semplice, come la Trauma Triage Rule: secondo questa regola (una specificità e una sensibilità del 92%), un trauma grave è definito dall'osservazione di almeno uno dei seguenti criteri:
pressione arteriosa sistolica inferiore a 85 mmHg componente motoria del punteggio di Glasgow inferiore a 5 trauma penetrante della testa, del collo o del tronco
Un'altra possibilità è quella di utilizzare non un punteggio ma un algoritmo di analisi che procede per fasi consecutive; il più sofisticato degli algoritmi anglosassoni è quello raccomandato dall'American College of Surgeons. A partire da esso, durante un congresso del SAMU de France a Vittel nel 2002, fu sviluppato un algoritmo oggi denominato "algoritmo di Vittel", che incorporava da un lato i dati più recenti sulla valutazione dei pazienti politraumatizzati e dall'altro gli elementi di rianimazione preospedaliera, assenti nel sistema americano.
Sebbene più complessa, questa metodologia che utilizza algoritmi ha il vantaggio di essere molto più medica e di tenere conto del ragionamento strategico. In effetti, la presenza di medici nella fase preospedaliera delle cure è più adatta ad un approccio strategico che ad un mero un punteggio.
I criteri di Vittel La valutazione clinica pre-ospedaliera dei pazienti traumatizzati secondo i criteri di Vittel è ben consolidata e si basa su criteri di gravità suddivisi in cinque categorie: variabili fisiologiche, componenti cinetiche, lesioni anatomiche, rianimazione prima dell'ospedalizzazione e anamnesi.
L'esistenza di uno o più di questi criteri, definisce un paziente traumatizzato grave. La presenza di un singolo criterio è sufficiente a caratterizzare la gravità del trauma, fatta eccezione per i fattori anamnestici, che devono essere valutati caso per caso.
Inoltre, sono stati definiti criteri di gravità estrema, poiché associati a mortalità molto elevata: pressione arteriosa sistolica <65 mmHg (mortalità: 65%), GCS ≤12 (mortalità: 62%) e SpO2 <80% o non rilevabile (mortalità 76%). +Criteri di VittelParametri fisiologici GCS <13 Pressione arteriosa sistolica <90 mmHg Saturazione O2 <90%Elementi cinetici Eiezione dal veicolo Altro passeggero deceduto nello stesso incidente Caduta > 6 m Vittima proiettata o investita Valutazione globale (deformazione del veicolo, velocità stimata, assenza di casco, assenza di cintura di sicurezza) EsplosioneLesioni anatomiche Trauma penetrante a testa, collo, torace, addome, pelvi, braccio, coscia Volet costale Grave ustione, inalazione di fumo Bacino fratturato Sospetta lesione del midollo spinale Amputazione sopra o a livello di polso o caviglia Ischemia acuta di un artoRianimazione prima del ricovero Ventilazione assistita Rianimazione volemica >1000 mL Catecolamine vasoattive Tuta antishock gonfiabileFattori anamnestici Età > 65 anni Insufficienza cardiaca o coronarica Insufficienza respiratoria Gravidanza al secondo o terzo trimestre Coagulopatie
Danno primario e secondario Il danno che viene causato direttamente dal trauma è chiamato danno primario. Ad esempio in un incidente stradale i danni primari che può subire una persona possono essere la rottura di ossa e legamenti.
I danni secondari sono quelli che il paziente riporta a seguito di un trauma; infatti l'energia del trauma (cinetica, termica, ecc...) agisce anche sugli organi interni e può procurare danni più o meno gravi. I danni secondari più frequenti possono essere l'ipossia (mancanza di ossigeno), l'ipotensione (abbassamento della pressione arteriosa dovuta all'instaurarsi di uno stato di shock), l'ipercapnia (aumento dell'anidride carbonica nel sangue) e l'ipotermia (abbassamento della temperatura corporea).
Note
Voci correlate Politrauma Centro traumi Traumatologia
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