Piovene Rocchette (pron.: Piovène, Piovene Rochete in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Vicenza in Veneto. Fa parte dell'Unione montana Pasubio Alto VicentinoNata dalla fusione della Comunità montana Leogra-Timonchio con il Comune di Posina.

Geografia fisica Piovene Rocchette è situata nell'Alto vicentino, con la parte più antica del comune addossata alle pendici del Monte Summano.

Data la posizione del paese, posto ai piedi del Summano, Piovene Rocchette è considerato comune di pianura, ma più della metà del suo territorio si estende in montagna. Piovene, infatti, occupa tutto il declivio a pascoli e a boschi che dalla cima del Summano scende al piano verso est; è di Piovene anche il versante nord del monte che, più aspro, accidentato e boscoso, affonda nell'Astico tra Rocchette e Meda.

La pianura, che sulla riva destra del fiume si apre sempre di più, è di natura alluvionale e glaciale, come testimoniano i grossi macigni arrotondati messi in luce durante la costruzione dell'autostrada. Il Summano, solcato da numerose valli, maggiormente incidenti a nord di Piovene, nonostante la sua forma a cono che fa pensare ad un'origine vulcanica, è di natura calcarea poggiante su piedistallo basaltico.

Il clima è mite e favorisce una ricca varietà di piante mediterranee tra cui l'ulivo. Situato nella parte più bassa, il paese presenta estati calde e afose e inverni freddi con temperature che vanno da 8 a -3 gradi

In tutti i boschi vi è il carpino, sulla cima del Summano insieme con il faggio, nella fascia inferiore insieme con la robinia, la roverella, l'orniello..

Origini del nome La denominazione originaria del comune era semplicemente "Piovene", nome che deriva probabilmente dalla ricchezza di acque (pluviae) che caratterizza il suo territorio. Altra ipotesi, formulata dallo storico vicentino Giovanni Mantese, è che il nome derivi da juvenum (come per Giavenale), con riferimento al dio Giove o agli juvenes, i giovani soldati romani dislocati nel vicino castrum..

Il secondo nome, "Rocchette", fu aggiunto con Regio Decreto del 19 ottobre 1933Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3, vista l'importanza che aveva assunto la località così denominata, grazie agli stabilimenti dei Lanifici Rossi, della Stazione ferroviaria e delle Birrarie, probabilmente con riferimento a piccole fortificazioni di segnalazione, più che di difesa, esistenti in zona.

Storia

Epoca antica

Senza dubbio in questa zona vi furono insediamenti in epoca preistorica, come attestano le ricerche fatte a Castel Manduca nei primi anni del NovecentoGiovanni Piccoli, Castello Manduca di Piovene: ricostruzione ideale, ideata sopra i ruderi emersi dopo gli scavi promossi da Rizieri Zanocco coadiuvato dal Signor Guido Cibin, 1913; in quegli anni venne messa in luce una significativa serie di reperti: resti di abitazioni ed oggetti per gli usi quotidiani (macine e pestelli, frammenti di vasi e ciotole, coltelli, raschietti e lame di pietra scheggiata)..

Anche la successiva presenza romana è provata dal rinvenimento di numerose monete del II e I secolo a.C. in diverse località, ma specialmente nella zona delle Garziere e nella zona di Castel Manduca alle falde del Summano; altri reperti sono stati trovati durante gli scavi per la costruzione dell'autostrada della Valdastico.

Interessanti le lapidi ritrovate, in particolare quella sepolcrale della famiglia Papiria (I sec. d.C.) rinvenuta nel 1816, scavando le fondazioni del campanile, e attualmente murata nel muro frontale di recinzione della casa canonicaSul lato prospiciente alla piazza, un tempo chiamata Aretta e poi rinominata Papiria. In essa si legge l'iscrizione funeraria, su lapide di epoca romana, di Papiria Massima dedicata alla madre Letilia Macrina.; risale al periodo compreso tra il 69 e il 192 d.C. quando, probabilmente, Piovene era municipium romanoFrancesco Passuello e Nicoletta Panozzo, Piovene Rocchette, cenni storici, Amministrazione comunale, 1977, p. 17.. Altre lapidi, come quelle di Remmio Palemone, sono state rinvenute sul SummanoDove sorgeva il tempio al dio Summano, che la tradizione vuole rappresentato da un capro dalla barba e dalle corna d'oro massiccio.

In epoca tardo-romana il territorio di Piovene fu trasformato in avamposto o distaccamento militare (senza mura o bastioni difensivi) con funzione di difesa e controllo della Valle dell'Astico, sia allo sbocco che all'entrata; forse da qui partirono le azioni di rappresaglia contro il Bostel di Rotzo.

Medioevo Alla fine dell'epoca romana e per tutto l'Alto Medioevo, sulle strutture romane di difesa si innestarono i tre castelli medioevali: castel ManducaDal latino manduco, mangio, castel PellucaProbabilmente da penes lucum, cioè presso il bosco, forse perché posto in luogo boscoso e castel della Rocchetta, definito dal Caldogno "inespugnabile"Francesco Caldogno, Relazione delle Alpi vicentine e de' passi e de' popoli loro, pubblicata a Padova, a cura di Giuseppe e Gaetano Rossi, nel 1877, castelli che svolsero una funzione strategica nel controllo della Val d'Astico e del suo sbocco verso l'alta pianura vicentina.

Nel 917, insieme al territorio compreso tra l'Astico e il Brenta, anche quello di Piovene fu donato dall'imperatore Berengario al vescovo di Padova.

Nella seconda metà del XII secolo, quando il Comune di Vicenza espanse il suo potere su tutto il territorio, anche Piovene fu ad esso sottomessa; nel 1224 l'abitato si costituì in comunità rurale, dotandosi di statuti. Più tardi nel castel Manduca ebbero dimora gli Ezzelini; una parte di esso fu assegnato in dote da Ezzelino II il Monaco alla figlia Cunizza, sposa ai Conti di Breganze, che ancora nel 1666 conservavano qualche possedimento in loco.

Caduto Ezzelino III, il castello fu confiscato alla sorella Emilia dal Tribunale dell'Inquisizione e, subito dopo, il Comune di Vicenza se ne impossessò.. Successivamente, Piovene continuò a seguire le sorti di Vicenza sotto la dominazione dei padovani, degli Scaligeri e dei Visconti.

Nel 1311 il comune di Piovene acquistò dalla città di Vicenza parte del monte Summano, fra cui quella porzione di terreno sulla cima del monte dove venne fabbricata l'abitazione dei frati. Qualche anno dopo, durante le lotte tra gli Scaligeri e i Padovani anche la villa di Piovene fu più volte saccheggiata.

Per lungo tempo il paese ebbe come signori i "da Piovene", che avevano come simbolo il leone uscente.

Verso la metà del Trecento, durante la dominazione scaligera, il territorio di Piovene e di Rocchette fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Schio e tale rimase sino alla fine del XVIII secolo..

Epoca moderna Nel gennaio 1494 vennero definiti sul Summano i confini dei comuni di Piovene, Santorso e Velo. A quel tempo Piovene figurava fra le ville del Vicariato di Schio.

Quindici anni dopo - nel 1509, durante la guerra della Lega di Cambrai - mille soldati dell'esercito di Massimiliano I d'Asburgo occuparono l'abitato, saccheggiandolo e distruggendolo in parte. Negli anni seguenti fu colpito dalla peste (1575-1578), che ritornò a più riprese anche nel secolo successivo (1630-1631), mietendo numerose vittime. Nel 1668 gli abitanti di Piovene erano 847, alla fine del 1700 erano 1507 e 219 le famiglie.

Epoca contemporanea Durante il Regno d'Italia del periodo napoleonico i comuni di Carrè e di Chiuppano furono aggregati a quello di Piovene. Nel 1813 gli abitati di Piovene e Cogollo vennero collegati da un nuovo ponte di pietra a una sola arcata, ponte Pilo, ideato dall'architetto Andrea Zordani di Cogollo; in precedenza sull'Astico esisteva un modesto ponte in legno, poggiante su due/tre pilastri in muratura presso località Calapi (Ca' Lapi o Casa dei Lappi, antichi proprietari dello stabile).

Dopo la sconfitta di Napoleone il territorio fu assoggettato al Regno Lombardo-Veneto, parte dell'Impero d'Austria, il quale rispetto al dominio francese risollevò un po' l'economia, ridusse il pagamento delle tasse e abolì la leva militare obbligatoria.

Nell'estate del 1866 – dopo la Terza guerra d'indipendenza cui parteciparono, nelle truppe austriache, anche 20 piovenesi – il Veneto venne annesso al Regno d'Italia.

Il 23 dicembre 1869 a Rocchette, frazione di Piovene, fu aperto il Lanificio Rossi e la richiesta di manodopera portò ad un aumento della popolazione della zona. Qui il 2 gennaio 1893 venne consegnata, a mezzo trasporto ferroviario, la prima automobile acquistata in Italia: la Peugeot Type 3 di Gaetano Rossi (figlio di Alessandro), allora direttore dei 4 stabilimenti Lanerossi di Rocchette. L'esemplare, numero 25 dei 64 prodotti, venne pagato 5552,20 franchi ed è tuttora conservato al Museo dell'automobile Carlo Biscaretti di TorinoIl 5 luglio 2007, in onore di questo evento, la Peugeot tramite la Peugeot Italia e il patrocinio del Comune di Piovene Rocchette hanno intitolato un'estesa rotonda stradale, situata in zona Bivio, ad Armand Peugeot (1849-1915).

Durante il primo conflitto mondiale tutta la Valle dell'Astico fu zona di prima linea sul fronte di guerra, specialmente dopo la Strafexpedition del maggio 1916. La popolazione dovette abbandonare il paese ben due volte, nel luglio del 1916 e nel novembre del 1917, e furono accolte in Lombardia, Piemonte e Campania, mentre nel paese, che fu ripetutamente bombardato, si avvicendarono le truppe italiane: gravi danni subirono gli opifici Rossi e la Birreria Summano Zanella o Fabbrica Birra Real Summano del 1873. Nei punti strategici vennero fatti poderosi lavori di sbancamento per costruire piazzole, trincee e baraccamenti; in particolare le località "Castello di Meda" (in territorio comunale di Velo d'Astico) e "Sogno" furono sottoposte a colossali lavori di fortificazione, con chilometri di trincee scavate nella roccia e ricoveri dove i soldati potevano dormire, rifocillarsi e ripararsi in caso di bombardamento o di attacco. Il Monte Summano, con quanto rimaneva ancora in mano italiana dei Sette Comuni e delle Prealpi Vicentine, venne ad assumere importanza di primo piano per la difesa, come è testimoniato dalle numerose gallerie e manufatti ancor oggi visibili in molti punti. Anche la zona di pianura compresa fra il Summano e le Bregonze, porta aperta verso Vicenza, venne solcata da trincee fortificate (sulle rive alte del torrente Astico), da normali trincee, postazioni, camminamenti protetti da ripetute linee di fili spinati e collegati alle adiacenti difese delle Colline delle Bregonze.

Nel 1921 alla chiesa di Rocchette fu assegnato un sacerdote fisso e nel 1928 Rocchette divenne curazia, dipendente dalla parrocchia di Piovene, a sua volta dipendente dalla diocesi di Padova. Nel 1954 la curazia fu elevata a parrocchia intitolata a S. Giuseppe; nel 1960 fu benedetta la prima pietra di una nuova chiesa, consacrata nel 1970 e ristrutturata nel 2009.