Caratteristiche tecniche Fantasista puro, dotato di un baricentro basso e di una tecnica individuale sopraffina, Ricchiuti ha rappresentato l'essenza del numero 10 atipico nel calcio italiano tra gli anni 2000 e 2010. Sebbene la sua posizione naturale fosse quella di trequartista dietro le punte, la sua estrema mobilità e l'intelligenza tattica gli permettevano di svariare su tutto il fronte offensivo, agendo spesso da seconda punta o partendo largo per accentrarsi e creare superiorità numerica.

Il suo punto di forza non era la velocità pura sulla lunga distanza, ma la rapidità d'esecuzione e il primo passo fulmineo, doti che lo rendevano letale negli spazi stretti. Maestro del dribbling secco e della finta di corpo, utilizzava il controllo di palla millimetrico per mandare a vuoto i marcatori, proteggendo la sfera con una forza nelle gambe sorprendente per la sua statura.

Oltre alle doti di finalizzatore (celebre per i suoi inserimenti e per il tiro a giro preciso), Ricchiuti spiccava per una visione di gioco "periferica": era capace di servire assist filtranti con una naturalezza disarmante, leggendo i movimenti dei compagni con un attimo di anticipo rispetto alle difese avversarie. La sua personalità carismatica in campo e la tendenza a cercare sempre la giocata decisiva lo hanno reso un leader tecnico indiscusso, capace di mantenere standard di rendimento altissimi anche nel salto dalla Serie B alla Serie A, dove ha dimostrato di poter competere ad armi pari con i grandi campioni del massimo campionato.

Carriera Giocatore Approdo in Italia Nel 1990, vista anche la crisi economica argentina, si trasferisce in Italia insieme al resto della famiglia, raggiungendo il padre che aveva lasciato l'Argentina l'anno prima per motivi di lavoro. Si stabilisce a Forano, piccolo comune in provincia di Rieti, cominciando a giocare nella categoria Allievi della squadra del paese.

Nell'estate del 1992 entra a far parte delle giovanili della . All'età di 16 anni debutta in prima squadra nel Campionato Nazionale Dilettanti sotto la gestione di Leonardo Acori (lo stesso tecnico con cui, qualche anno più tardi, condividerà successi a Rimini). Acori viene esonerato nel corso della stagione, ma Ricchiuti continua a raccogliere presenze in rossoverde anche sotto la guida del nuovo allenatore Massimo Silva. Con il club umbro disputa anche il campionato seguente, trascorso in Serie C2.

Genoa, Carpi e parentesi toscane Nel 1996 viene acquistato dal , dove fatica però a trovare spazio in prima squadra: durante la stagione 1996-1997 colleziona le sue prime due presenze in Serie B, mentre l'anno successivo gioca altre otto partite nel campionato cadetto prima di passare in prestito al nel gennaio 1998. Con gli emiliani scende in campo in Serie C1 in tutte le rimanenti 18 partite segnando una rete, quella del definitivo 1-0 contro la a febbraio, vittoria che contribuisce al raggiungimento della salvezza diretta a fine stagione.

L'estate 1998 vede Ricchiuti acquistato dalla , altra formazione militante in Serie C1. Schierato perlopiù nell'undici titolare, in trenta partite del girone A mette a segno due reti. Il quinto posto in classifica permette agli arancioni di qualificarsi ai play-off, fase in cui la squadra riesce ad ottenere la promozione in Serie B eliminando prima il in una doppia semifinale e poi il nella finalissima. Di queste partite, tuttavia, Ricchiuti viene schierato dal tecnico Andrea Agostinelli solo nella semifinale di andata, rimanendo in panchina nelle altre due gare. Inizia alla Pistoiese anche la stagione 1999-2000, nella quale però viene utilizzato in misura minore rispetto alla stagione precedente.

Durante gli ultimi giorni della finestra invernale di mercato, nel gennaio 2000, torna a calcare i campi di Serie C1 con il prestito al , con cui totalizza dodici presenze e zero gol.

Rientrato alla Pistoiese, nei primi mesi dell'annata 2000-2001 viene utilizzato solo in un paio di incontri di Coppa Italia, così ad ottobre è nuovamente oggetto di un prestito ad una squadra toscana di Serie C1, in questo caso l'. A fine febbraio, a torneo in corso, gli amaranto lo riscattano a titolo definitivo. Al primo campionato in maglia aretina segna otto gol in 26 presenze, mentre l'anno seguente comincia con due reti in 21 partite disputate prima di essere ceduto.

Prima parentesi a Rimini

Il 31 gennaio 2002, nell'ultimo giorno di quella finestra invernale di mercato, Ricchiuti scende in Serie C2 con il trasferimento dall'Arezzo al in cambio di una somma quantificata dai media in 620.000 euro. I biancorossi del patron Vincenzo Bellavista, che venivano da quattro eliminazioni play-off in altrettanti anni, chiudono tuttavia la stagione con un'altra eliminazione, la quinta consecutiva.

Nel 2002-2003 Ricchiuti è tra i protagonisti dell'agognata promozione in Serie C1. In quel campionato, la truppa di mister Leonardo Acori vive un lungo testa a testa con la Florentia Viola (rifondazione della vecchia Fiorentina) conclusosi in favore della formazione toscana, tuttavia ai play-off il Rimini riesce ad avere la meglio prima sul in semifinale (doppio 0-0, qualificazione per miglior posizione in classifica) e poi sul in finale (vittoria per 1-0 in Umbria e 0-0 in casa). L'unico gol di queste quattro partite, quello del match di Gubbio, è un calcio di rigore trasformato da Bordacconi ma procurato dall'argentino.

La squadra disputa dunque il torneo di Serie C1 2003-2004 da neopromossa, riuscendo anche a qualificarsi per i play-off in virtù del quarto posto.

La stagione 2004-2005 si rivela un'altra annata memorabile, visto che arriva la seconda promozione nel giro di tre anni. Il Rimini sale infatti in Serie B classificandosi al primo posto nel girone B davanti ad e , con Ricchiuti che contribuisce con 13 reti in 33 partite, secondo miglior marcatore stagionale dei biancorossi dietro a Zlatan Muslimović. Oltre a ciò, vince la Supercoppa di Serie C1 ai danni della , andando a segno sia nella gara di andata vinta 5-2 che in quella di ritorno vinta 4-2 in Lombardia.

Al ritorno nel campionato cadetto, la squadra ottiene la salvezza all'ultima giornata del campionato di Serie B 2005-2006 anche grazie alle 11 reti in 40 presenze da parte del fantasista di Lanús.

Prima dell'inizio della stagione 2006-2007, Ricchiuti eredita la fascia da capitano da Luca D'Angelo. La prima giornata di campionato vede il Rimini opposto alla , gara storica in quanto si tratta della prima partita di sempre dei bianconeri in Serie B, retrocessi dalla giustizia sportiva dopo lo scandalo Calciopoli: al vantaggio juventino risponde proprio Ricchiuti, che con un diagonale trafigge il portiere fresco campione del mondo Gianluigi Buffon, fissando il risultato sul definitivo 1-1. A livello personale segna 8 reti in 41 presenze, mentre la squadra chiude al quinto posto un torneo che vedeva la presenza, tra le altre, di corazzate come la stessa Juventus, il e il . Sul finale di stagione, tuttavia, la città è scossa dall'improvvisa morte del verace patron Vincenzo Bellavista, avvenimento destinato a segnare in negativo il futuro del club nel giro di pochi anni.

Nel campionato seguente, 2007-2008, i biancorossi ottengono 69 punti che però non bastano per qualificarsi ai play-off, poiché utili a conseguire solo un settimo posto in classifica. Il contributo di Ricchiuti, in termini di numeri, è di 11 reti in 40 partite disputate. Tra queste c'è anche il gol del 12 aprile 2008 che permette alla squadra di espugnare lo Stadio Dino Manuzzi di , nella partita della vita per i riminesi, che non vedevano vittoria in terra cesenate da ben 44 anni, uscendo quasi sempre malconci dal fortino bianconero. A fine stagione il tecnico Leonardo Acori, in sella dal 2002, lascia l'incarico.

La travagliata annata 2008-2009 coincide con la fine della prima parentesi riminese di Ricchiuti. Tra cambi di allenatore, cessioni di giocatori (come ad esempio il bomber Vantaggiato) non adeguatamente rimpiazzati e critiche rivolte ad una società accusata dalla piazza di volersi disimpegnare dopo la morte di Bellavista, la squadra scende pericolosamente nelle zone basse della classifica. Ricchiuti segna cinque reti in 40 presenze, ma il quintultimo posto finale costringe il Rimini ad un play-out contro l' che si rivela fatale per effetto della sconfitta interna nella gara di ritorno.

Alcuni fattori come la retrocessione in Lega Pro, la precedente scomparsa di Bellavista, la volontà di provare nuovi palcoscenici e la contestazione di una frangia di tifoseria (anche per questioni anche extracalcistiche) lo portano a chiudere la sua prima parentesi in maglia riminese con 278 partite e 55 reti tra Serie C2, C1 e B.

Catania Il 6 agosto 2009 il annuncia l'acquisto di Ricchiuti con un contratto triennale. Il 30 successivo agosto esordisce in Serie A all'età di 31 anni in occasione della sconfitta esterna contro il . Il 18 ottobre 2009 segna invece il suo primo gol in Serie A durante il primo tempo di Catania-Cagliari poi terminata 2-1. Con l'esonero dell'allenatore Gianluca Atzori e l'arrivo di Siniša Mihajlović, avvenuto a dicembre, Ricchiuti inizia ad essere talvolta utilizzato dal tecnico serbo in un ruolo più arretrato rispetto a quello di trequartista. Nel corso della stagione sigla altre due reti, rispettivamente negli incontri Catania- (4-0) e -Catania (2-2). Il suo primo anno nella massima serie italiana si conclude dunque con tre reti in 27 presenze.

Nella prima giornata della stagione 2010-2011 segna il gol del momentaneo pareggio del Catania sul , in una partita poi terminata 2-1 in favore della squadra veneta. Nella prima parte di campionato, sotto la guida di Marco Giampaolo, Ricchiuti viene talvolta accantonato, tanto da essere considerato in partenza nell'imminente finestra invernale di mercato. A seguito dell'esonero di Giampaolo e l'arrivo del connazionale Diego Simeone, giunto in Sicilia a gennaio, Ricchiuti trova maggiore spazio, tanto da firmare un rinnovo valido fino al 2013. Simeone e il suo vice Burgos trovano una rosa composta in buona parte da loro connazionali, ben dodici, tra cui lo stesso Ricchiuti. La rete della prima giornata rimane la sua unica marcatura stagionale, a fronte di 30 partite di campionato.

Nella stagione 2011-2012 Ricchiuti fatica a trovare spazio nei moduli del nuovo tecnico Vincenzo Montella, ma rimane in rosa per tutto l'anno riuscendo comunque a totalizzare 20 presenze in campionato.

L'annata 2012-2013 è la quarta e ultima da lui giocata in Serie A con la maglia degli etnei. In questa stagione, sotto la guida tecnica di Rolando Maran, trova ancora meno spazio, tanto da collezionare solo 8 presenze, tutte ottenute partendo dalla panchina.

Rimane a Catania fino alla fine del suo contratto, lasciando ufficialmente il club il 30 giugno 2013.

Entella Dopo essere stato in ritiro per un giorno a Coverciano insieme ad altri calciatori svincolati sotto l'egida dell'Associazione Italiana Calciatori, il 23 luglio firma con l'Entella, club ligure di Lega Pro Prima Divisione, un contratto annuale da 90.000 euro con opzione per il secondo. Il 4 agosto in allenamento allo Stadio Comunale di Chiavari si procura una lieve distrazione muscolare al polpaccio della gamba sinistra. A causa degli infortuni riesce a debuttare con i chiavaresi solo il 12 gennaio 2014 alla seconda giornata di ritorno, nella partita contro la . Il 26 gennaio sigla il 4-5 contro il (nella prima sconfitta casalinga). Il 14 marzo segna il suo secondo goal con la maglia biancoceleste che regala la vittoria della partita del Centenario (1-0 contro la ). Il 4 maggio risulta determinante nella partita decisiva Cremonese-Entella 1-2 che regala la promozione in Serie B al club ligure. A fine stagione non gli viene rinnovato il contratto.

Ritorno a Rimini e ultimi anni di carriera