Il processo di Sebastopoli fu tenuto in uno dei tribunali pubblici sovietici del dopoguerra, contro alcuni militari stranieri accusati di aver commesso dei crimini di guerra durante la seconda guerra mondiale. Furono processati 12 prigionieri di guerra tedeschi tra cui il generale Erwin Jaenecke, che in precedenza prestarono servizio nell'11a e nel 17ª armata tedesca.

Tutti i 12 imputati furono accusati di aver commesso crimini di guerra nel territorio della Crimea, in più per 4 imputati scattò la stessa accusa per il territorio di Krasnodar, per 2 imputati in Ucraina, per 2 imputati nella regione di Rostov, per 2 imputati nel Caucaso settentrionale e per 1 imputato in Moldavia. Per tutti i 12 imputati, l'accusa comprendeva: l'omicidio di civili, la distruzione dei villaggi e degli insediamenti durante la ritirata con il pretesto di combattere la resistenza, la deportazione della popolazione nei campi per i lavori forzati in Germania, l'omicidio dei prigionieri di guerra sovietici, il prelievo di sangue dai bambini sovietici per le trasfusioni sugli ufficiali tedeschi.

Tutti i prigionieri furono giudicati colpevoli: 8 persone furono condannate a 25 anni di lavori forzati e 4 persone furono condannate a 20 anni di lavori forzati. Nel 1955 furono ristabilite le relazioni diplomatiche tra l'URSS e l'allora Germania Ovest, e nel 1956, i detenuti sopravvissuti furono rimpatriati e quindi, di fatto, furono rilasciati.

Denominazione del processo Sui giornali sovietici del 1947, il processo fu chiamato:"Il processo nel caso delle atrocità degli invasori nazisti in Crimea e nel Kuban". E. V. Volkov, I. V. Sibirjakov, Севастопольский судебный процесс 1947 года по делам о военных преступлениях: символические практики власти (Processo per crimini di guerra di Sebastopoli 1947: Pratiche simboliche di potere), Новый исторический вестникъ, 2020, n. 4 (66), pp. 42 - 44. Nel verdetto, il processo è chiamato in modo diverso: "Sulle atrocità degli invasori fascisti tedeschi sul territorio della regione di Crimea e nel Kuban'".Приговор Военного трибунала Черноморского флота по делу о зверствах немецких оккупантов на территории Крымской АССР и Краснодарского края 12-23 ноября 1947 г. (Sentenza del tribunale militare della flotta del Mar Nero nel caso di atrocità degli invasori tedeschi sul territorio della Repubblica socialista sovietica autonoma di Crimea e sul territorio di Krasnodar il 12-23 novembre 1947) In un articolo dei professori E. V. Volkov e I. V. Sibirjakov, venne utilizzato il nome "processo di Sebastopoli".

Contesto storico

Tra l'ottobre ed il novembre 1941, l'intera Crimea ad eccezione di Sebastopoli fu occupata dalle truppe naziste tedesco-rumene; nel 1942, una parte della Crimea fu liberata dalle truppe sovietiche; nel maggio 1942, le truppe naziste occuparono nuovamente la penisola di Kerč' e nel luglio 1942 presero Sebastopoli. Alla fine del 1943 una parte della penisola di Crimea fu liberata nuovamente, nel maggio 1944 la regione fu completamente liberata.

L'occupazione del territorio di Krasnodar iniziò tra l'agosto e settembre 1942. All'inizio di ottobre 1943, con la liberazione della penisola di Taman', il territorio di Krasnodar fu completamente liberato.

Durante l'occupazione, la Crimea fu gravemente danneggiata, durante il processo l'accusa riferì:

"Hanno ucciso e torturato 86943 civili e 47234 prigionieri di guerra, e hanno ridotto in schiavitù 85947 persone"; Gli invasori tedeschi distrussero Sebastopoli, Kerč', Balaklava, in larga misura distrussero Sinferopoli, Jalta, Feodosia e altri insediamenti con i loro sanatori, le istituzioni culturali, i monumenti d'arte e di cultura. In Crimea sono state distrutte "oltre 12000 imprese e istituzioni statali, 13000 fabbricati di fattorie collettive e più di 15000 abitazioni".

Dopo la guerra, molte persone coinvolte in questi crimini furono catturate dall'Unione Sovietica. In particolare, il generale Erwin Jaenecke "cercò di fuggire nella zona di occupazione americana in Germania con documenti falsi", sotto il falso nome del tesoriere Anton Gerdes, ma fu trattenuto dalle autorità sovietiche a Freiberg l'11 giugno 1945.Обвинительное заключение прокуратуры Черноморского флота по делу о зверствах немецких оккупантов на территории Крымской АССР, Краснодарского края, Кабардино-Балкарской АССР, а также УССР и Молдавской ССР 8 ноября 1947 г. (L'incriminazione dell'ufficio del procuratore della flotta del Mar Nero nel caso delle atrocità degli invasori tedeschi sul territorio dell'ASSR di Crimea, Territorio di Krasnodar, ASSR cabardino-balcarico, nonché l'SSR ucraino e SSR moldavo l'8 novembre 1947)

Tra il 1945 ed il 1946, si tennero alcuni processi pubblici contro i prigionieri di guerra accusati di crimini di guerra in varie città dell'URSS. In uno di questi processi, a Mykolaïv, furono presi in esame alcuni dei crimini commessi in Crimea: ad esempio il caso di Robert Berg, sergente maggiore della gendarmeria da campo, che partecipò a torture ed esecuzioni a Sinferopoli (esecuzione di 11 prigionieri di guerra), a Bachčisaraj e Sebastopoli (esecuzione di 18 persone, compresi i bambini).

Il 18 maggio 1947, il ministro degli Interni Kruglov presentò al vicepresidente del Consiglio dei ministri dell'URSS Molotov una bozza di decreto governativo sullo svolgimento dei processi pubblici in nove città: E. V. Volkov, I. V. Sibirjakov, Севастопольский судебный процесс 1947 года по делам о военных преступлениях: символические практики власти (Processo per crimini di guerra di Sebastopoli 1947: Pratiche simboliche di potere), Новый исторический вестникъ, 2020, n. 4 (66), p. 27. Sebastopoli, Chișinău, Černihiv, Vicebsk, Babrujsk, Stalino (l'attuale Donec'k), Poltava, Homel' e Velikij Novgorod, prevedendo tra l'altro di giudicare anche coloro che si fossero dichiarati non colpevoli.

Nel settembre 1947, Kruglov e il viceministro degli Esteri Vyšinskij, in una lettera a Stalin, indicarono che i dipendenti del Ministero degli Interni avevano raccolto il materiale necessario per il processo contro 136 criminali di guerra, tra cui 19 generali, 68 ufficiali e 49 soldati. A questo proposito, Kruglov e Vyšinskij proposero una commissione interdipartimentale per l'organizzazione dei processi con la seguente composizione:

il Ministro della Giustizia, N. M. Ryčkov come presidente; il Primo Vice Procuratore Generale dell'URSS, G. N. Safonov come vice presidente; il Ministro degli affari interni, Sergej Kruglov; il Vice Ministro della Sicurezza dello Stato S. I. Ogol'cov; il Presidente della Corte Suprema dell'URSS I. T. Goljakov; il Capo del Dipartimento Giuridico del Ministero degli Affari Esteri S. A. Golunskij. Il 10 settembre 1947, il Consiglio dei Ministri dell'URSS adottò la risoluzione sull'organizzazione dei processi aperti nelle nove città indicate.

Preparazione del processo

La raccolta delle informazioni sui crimini di guerra in Crimea iniziò immediatamente dopo la liberazione: furono istituite delle commissioni, come anche in altri territori liberati dell'URSS, con il compito di raccogliere il materiale ed intervistare i testimoni oculari. In particolare, la commissione di Sebastopoli comprese il primo e il terzo segretario del comitato del partito, Pavel Lesik e Antonina Sarina, il presidente del comitato esecutivo della città Vasilij Efremov, e il professor Georgij Slavskij.<ref name="Agisheva">I. Ju. Agiševa, Материалы о севастопольском судебном процессе по делу о злодеяниях немецко-фашистских захватчиков в Крыму и на Кубани в фондах Государственного музея героической обороны и освобождения Севастополя (Materiali sul processo di Sebastopoli nel caso delle atrocità degli invasori nazisti in Crimea e nel Kuban' nei fondi del Museo statale di difesa eroica e liberazione di Sebastopoli), Севастопольский Нюрнберг: к 70-летию Севастопольского судебного процесса по делу о злодеяниях фашистских захватчиков в Крыму и на Кубани: материалы Всероссийской научно-практической конференции, 23-25 ноября 2017, 23-25 novembre 2017, Sebastopoli, Ministero della Cultura della Federazione Russa; Società Storica Militare Russa; Istituzione di bilancio dello Stato federale per la cultura "Museo statale di difesa eroica e liberazione di Sebastopoli", Sebastopoli, FGBUK "GMGOOS", 2017.</ref> La commissione ordinò di scavare nei siti noti delle esecuzioni dei prigionieri di guerra a nord di Sebastopoli, nell'area dell'autostrada Balaklava e nel burrone di Jucharina, complessivamente nei 190 siti investigati furono trovati 2.020 cadaveri.

Le investigazioni nei confronti dei prigionieri di guerra furono condotte per più di un anno, come risulta dalla sequenza degli arresti e dei successivi verdetti del processo:

Keibel, il 28 settembre 1946; Kinne, il 16 dicembre 1946; Hahn, il 25 dicembre 1946; Radatus, il 10 gennaio 1947; Lineberg, il 4 ottobre 1947; Jaenecke, Willert, Alberti, Gusemann, Flesner e Brown il 10 ottobre 1947; Schreve, il 20 ottobre 1947. L'indagine fu condotta in diverse regioni dell'URSS. Nel documento del 16 maggio 1947, firmato da T. Filippov e dal suo vice A. Z. Kobulov "sul caso dei carnefici fascisti trovati ad aver commesso delle atrocità contro cittadini sovietici, durante il periodo di occupazione della Crimea e del Kuban'”, fu annotato che furono "processati" 18 prigionieri di guerra e che il caso sarebbe stato esaminato in un tribunale aperto al pubblico.

Lo stesso documento afferma che le indagini a carico di 14 imputati furono già completate:

Il Ministero degli Affari Interni ucraino, per l'"indagine di gruppo" contro Pedal, Guseman, Brown, Flesner, Koenig, Gaker, Eckhoff, Otseker, Gazeneder, Dikgaf e Lineberg. Gli imputati in questo caso "erano direttamente coinvolti nelle esecuzioni di massa dei prigionieri di guerra e dei civili sovietici nel fossato anticarro Bagrovskij, e di altri in punti adiacenti alle montagne, come le regioni di Kerč' e la distruzione della pacifica popolazione sovietica che si rifugiò nelle miniere di Adžimuškaj". Per il loro caso furono interrogati 13 testimoni, 6 cittadini sovietici feriti e 7 prigionieri di guerra. Il Ministero degli affari Interni tartaro, per i casi contro Hahn e Radatus, dove testimoniarono 7 residenti della regione della Crimea. Il Dipartimento del Ministero degli Interni, per la Regione di Sverdlovsk, nel caso contro Alberti. Il documento affermava che 17 accusati su 18, ad eccezione di Willert, ammisero la propria colpevolezza. Willert ammise parzialmente la sua colpa:

Nello stesso documento, fu riportato anche che Jaenecke ammise pienamente la colpevolezza dei crimini a lui imputati. Tutti gli accusati commisero dei crimini in Crimea, solo nei confronti di Kinne il documento non chiarisce la colpevolezza dei suoi crimini.

Alcuni degli accusati furono anche accusati dei crimini commessi in altri territori dell'URSS:

Erwin Jaenecke, nel Kuban'; Georg Pedal, a Charkiv ("atrocità commesse nella regione e nella città di Kerč', Feodosia e Charkiv"); Kinne, nel Caucaso settentrionale ("ha preso parte alla distruzione di alcuni edifici residenziali nelle città di Nal'čik e Georgievsk"); Alberti, nelle oblast' di Kuban' e Rostov ("ha dato l'ordine di sterminare la popolazione ebraica nelle città di Taganrog e Novorossijsk").