Questa voce raccoglie le informazioni riguardanti l'Everton Football Club nelle competizioni ufficiali della stagione 2021-2022.

Stagione La stagione 2021-2022 è la 68° consecutiva per i Toffees nella massima divisione inglese, e la 30° (in altrettante edizioni) in Premier League. La prima grande novità rispetto alla scorsa stagione è, senza dubbio, il cambio di manager. La partenza di Carlo Ancelotti verso il lascia un vuoto notevole da colmare per la dirigenza del Club che, infatti, impiega più di tre settimane per trovare un adeguato successore. Il prescelto per tale incarico è l'esperto Rafa Benítez, reduce da un'esperienza in Cina, sulla panchina del Dalian Professional, e vecchia conoscenza della massima serie inglese. La firma di Benítez viene però accolta con più di qualche malumore dalla tifoseria, la quale vede nel nuovo allenatore ancora troppi richiami al suo passato da manager del e nella sola idea di affidargli quest'incarico anche un notevole errore della dirigenza. A peggiorare questo inizio di stagione, già notevolmente travagliato, è anche la notizia dell'incriminazione di un giocatore della rosa, da parte della Polizia della Merseyside, per abuso di minori. A tal proposito, il Club ha fatto sapere di aver sospeso un suo atleta, senza specificarne il nome, anche se, almeno a livello di stampa, le generalità del giocatore sono circolate ben presto. Infine, anche il budget a disposizione del nuovo manager non è lo stesso delle scorse stagioni: tanto la UEFA quanto la stessa Premier League impongono all'Everton un più severo rispetto dei limiti del Fair Play Finanziario, che porta Benítez ad acquistare cinque nuovi giocatori per un totale di soli 1,7 milioni di sterline. Nonostante queste premesse, i Toffees partono bene in stagione, portando a casa quattro delle prime cinque partite stagionali e venendo trascinati, soprattutto, da due di questi cinque nuovi acquisti: Andros Townsend, che Benítez aveva già allenato a Newcastle (arrivato a parametro zero dal Crystal Palace) e Demarai Gray, unico giocatore per cui i Toffees hanno dovuto sborsare sterline durante la sessione estiva. Le vittorie contro Southampton (3-1) e Brighton (2-0), così come il pari con il Leeds (2-2) in un Elland Road gremito per il ritorno della Premier League dal vivo per la prima volta in 16 anni, dimostrano subito uno spirito rinnovato per i Toffees: nonostante lo svantaggio o le difficoltà del momento, la squadra di Benítez non si disunisce e, anzi, migliora nel gioco ogni volta che la situazione si fa più complicata. La stessa cosa si ripete anche con il Burnley in campionato e con l'Huddersfield in Coppa di Lega quando, al netto di prestazioni non sfavillanti, arrivano due vittorie e 5 gol fatti in 180'. I primi infortuni, in particolare quelli di Dominic Calvert-Lewin (assente dal 28 agosto) e Jordan Pickford, però, cominciano a far scricchiolare l'impalcatura che Benítez era riuscito a costruire a inizio stagione. La prima sconfitta, maturata nell'arco di soli 9' contro l'Aston Villa (0-3), è già un campanello d'allarme, nascosto comunque dalla successiva vittoria contro il Norwich (2-0) e dal pareggio (con qualche recriminazione) di Old Trafford contro il Manchester United (1-1). Il vero segnale negativo arriva in Coppa di Lega, dove l'Everton viene eliminato al terzo turno dal QPR, squadra di Championship, capace di impensierire i Toffees per 90' e di imporsi, poi, dopo una lunghissima serie di rigori (l'errore decisivo è quello del local lad Tom Davies). Nelle successive 6 partite, nelle quali gli infortuni non diminuiscono e, anzi, contribuiscono a peggiorare la situazione, i Toffees portano a casa soltanto un punto, figlio di un pareggio e ben 5 sconfitte. Le partite simbolo di questo ciclo estremamente negativo sono le due pesanti sconfitte casalinghe contro Watford (2-5), dove la squadra di Benítez subisce addirittura 4 gol negli ultimi 12', e Liverpool (1-4) e le sconfitte esterne contro Manchester City, uno 0-3 in cui l'Everton non riesce minimamente ad opporre resistenza e Brentford (0-1, contro una neopromossa afflitta dagli stessi problemi di infortuni dei Toffees). Proprio l'umiliazione nel 239º derby della Merseyside coincide con il periodo di massima tensione all'interno del Club. Con i tifosi ormai sul piede di guerra, il proprietario dei Toffees Farhad Moshiri conferma Benítez come manager, ma fa cadere la prima testa della stagione. A lasciare la sua carica è infatti il direttore sportivo olandese, Marcel Brands, reo di non essere più in linea con la visione calcistica della società.

Le successive tre partite, le ultime prima dell'inizio del periodo natalizio, vedono un Everton più combattivo e capace, a discapito di alcune prestazioni altalenanti, di tornare al successo contro l'Arsenal (2-1, terza vittoria consecutiva per i Toffees contro i Gunners in campionato) e di strappare un punto ai campioni d'Europa del Chelsea (1-1, nonostante ben 10 giocatori indisponibili) a Stamford Bridge. A cavallo dei due impegni arriva però la deludente sconfitta contro il Crystal Palace (1-3), la prima per l'Everton a Selhurst Park dal 1994. Il ciclo di 4 partite in due settimane avrebbe dovuto concludersi nella gara contro il Leicester, ma a causa delle positività al COVID-19 riscontrate tra le Foxes, la Premier League opta per il rinvio della partita.

Le stesse circostanze si ripetono anche per le partite con Burnley e Newcastle quando, prima i Toffees e poi i Magpies chiedono il rinvio a causa di un eccessivo numero di infortuni e casi COVID. Questa situazione fa sì che l'anno solare 2021 si chiuda in anticipo per l'Everton, il quale torna a disputare una partita soltanto il 2 gennaio 2022 (sconfitta contro il Brighton, 2-3), un giorno dopo aver definito il primo colpo del mercato invernale: il giovane difensore ucraino Vitalij Mykolenko. Le successive due settimane sono tra le più turbolente e movimentate dell'intera stagione. Sul fronte mercato arrivano altri due colpi, nelle figure di Nathan Patterson (dai Rangers) e di Anwar El Ghazi (in prestito dall'Aston Villa), controbilanciate dalla partenza di un Lucas Digne (in direzione Aston VIlla) i cui rapporti con Benítez erano velocemente degenerati da inizio dicembre. Per quanto riguarda il campo, invece, i Toffees faticano e non poco ma trovano la vittoria nel terzo turno di FA Cup, imponendosi per 3-2, dopo i tempi supplementari, contro l'Hull City. A questo risultato però, i giocatori in royal blue non riescono a dare continuità: al recupero di campionato con il Leicester, rinviato nuovamente dalla Premier League, si aggiunge la sconfitta, maturata nel giro di soli due minuti, contro un Norwich ultimo in classifica (1-2, la prima sconfitta dell'Everton contro una squadra ultima della classe al momento dell'incontro dal 2004). Questo risultato aumenta a dismisura le pressioni sul manager, tanto che il giorno successivo alla partita arriva l'esonero, tanto sospirato dalla maggioranza dei tifosi, per Rafa Benítez e il suo staff. I sostituti temporanei sono le leggende recenti del Club Duncan Ferguson e Leighton Baines, i quali esordiscono in panchina in una non facile sfida contro l'Aston Villa dello storico capitano del Liverpool, Steven Gerrard, persa poi col punteggio di 0-1.

L'ultimo giorno di calciomercato si trasforma in una sorta di rinascita per i Toffees. Nel pomeriggio del 31 gennaio, dopo una lunga ricerca che ha visto protagonisti numerosi candidati, infatti, viene ufficializzato Frank Lampard come nuovo allenatore e con lui viene presentato anche il suo staff, composto da personaggi del calibro di Joe Edwards (vincitore della Champions League come assistente di Thomas Tüchel al Chelsea), Paul Clement (ex allenatore di Derby County e Swansea tra le altre e assistente di Carlo Ancelotti in svariate occasioni) e Ashley Cole. Inoltre, smentendo le voci sul suo possibile addio, viene confermato nello staff tecnico anche Duncan Ferguson, il quale collabora così con il settimo diverso allenatore dell'Everton durante l'era Moshiri. Sul fronte acquisti e cessioni, l'ultimo giorno di trasferimenti si dimostra molto proficuo per i Toffees. Il nuovo manager, infatti, viene accontentato subito con due acquisti di spessore: Donny van de Beek, in prestito secco dal Manchester United, e Dele Alli, convinto direttamente da Lampard, dal Tottenham, in un accordo di due anni e mezzo che lo vede arrivare inizialmente a titolo gratuito. Sul fronte cessioni, invece, il promettente centrocampista Lewis Warrington viene mandato in prestito al Tranmere Rovers, in League Two. L'esordio di Frank Lampard sulla panchina dei Toffees è uno di quelli da ricordare: nel quarto turno di FA Cup, infatti, l'Everton vince agevolmente (4-1) contro il Brentford, in uno dei pochi scontri tra sole squadre di Premier che il sorteggio aveva regalato. Questa vittoria diventa anche la migliore della storia del Club per un allenatore all'esordio. In campionato, invece, le cose non vanno nella maniera sperata: nel turno infrasettimanale, infatti, i Toffees cadono per 3-1 contro un Newcastle, rivale diretta per la salvezza, spinto dal calore del pubblico di St James' Park. Anche in questo caso si tratta di un piccolo record, questa volta negativo, per l'ex-capitano del Chelsea, il quale diventa il primo manager dell'Everton a perdere la sua prima partita di campionato in carica dai tempi di Gordon Lee (febbraio 1977).

Il morale viene risollevato dalla vittoria contro il Leeds, altro scontro diretto per i Toffees, del sabato successivo. Il netto 3-0 con cui l'Everton si impone mette in risalto soprattutto la stella di Donny van de Beek, il cui esordio dal primo minuto gli vale anche il premio di migliore in campo. La continuità fuori casa, però, è l'elemento che manca anche al "nuovo" Everton di Lampard: il 19 febbraio, infatti, arriva un'altra sconfitta esterna, questa volta contro il (0-2) che, nuovamente, mette in crisi le poche certezze degli uomini in royal blue e, a causa anche dei risultati dagli altri campi, aumenta ancora la pressione in vista del rush finale in campionato.

Il 21 febbraio, l'Everton ufficializza l'ultimo trasferimento della propria stagione, lasciando partire, in prestito secco, Jean-Philippe Gbamin al CSKA Mosca, scommettendo così su una proficua parentesi in Russia per il centrocampista ivoriano, pagato tanto tre estati fa e mai veramente sceso in campo con i Toffees a causa dei numerosi e gravi infortuni. Pochi giorni dopo viene annunciata anche la firma di Kevin Thelwell, ex-dirigente di Wolverhampton e New York Red Bulls, nella figura di Director of Football, l'equivalente del direttore sportivo in Italia.

Nel match della settimana successiva, l'Everton scende in campo contro il Manchester City campione in carica e, spinto da un Goodison Park caldissimo, offre una grande prestazione. Dopo un ingresso in campo decisamente toccante, dove entrambe le squadre e le tifoserie manifestano il loro supporto all'Ucraina (nazione peraltro di Mykolenko nell'Everton e Zinchenko nel City) a seguito degli eventi più recenti, la partita si dimostra equilibrata per un tempo buono. Il forcing della ripresa permette al City di vincere l'incontro segnando, con Phil Foden, il gol-partita a 8' dalla fine (su un vistoso errore della coppia Holgate-Keane), ma soprattutto evitando di subire un sacrosanto calcio di rigore, incredibilmente non visto né dall'arbitro né dal VAR. Proprio a causa di questo evidente errore e di altre sviste notevoli di questa e delle stagioni precedenti, il lunedì successivo l'Everton espone un reclamo ufficiale nei confronti della Premier League e della Associazione degli Arbitri, per il quale Mike Riley, ex-arbitro di massima serie e ora numero uno del cosiddetto PGMOL, chiama direttamente il presidente e il manager dei Toffees scusandosi per le situazioni generate.