Venne soprannominato dai media "Twitter Killer", in quanto solito adescare le sue vittime utilizzando la suddetta app di microblogging. A Zama uccise nove persone, per lo più ragazze adolescenti, tra l'agosto e l'ottobre 2017.
Antefatti Takahiro Shiraishi viveva in un appartamento a Zama, città nella prefettura di Kanagawa. Avvalendosi di Twitter, cercava e contattava persone con tendenze suicide, chiedendo loro di venire a casa sua in modo da poterle guardare mentre si suicidavano, oppure offrendosi di ucciderle lui stesso. Un suo amico riferì come, da piccolo, prendesse parte a giochi di soffocamento con i compagni di scuola; i segni delle sue successive vittime indicarono che furono strangolate a morte.
Prima di trasferirsi a Zama, Shiraishi lavorò come scout, persone che attirano le donne nei bordelli per avviarle all'industria del sesso, a Kabukichō, il più grande quartiere a luci rosse di Tokyo. In quel periodo, alcune persone iniziarono ad avvertire gli abitanti del posto, descrivendolo come un "esploratore inquietante". Shiraishi si è poi trasferito da Tokyo in un appartamento a Zama nell'agosto 2017.
Indagine e arresto
Dopo la scomparsa di una ragazza di 23 anni, il fratello sporse denuncia presso la polizia e avviò contemporaneamente una serie di indagini private; queste lo portarono a una donna che lo aiutò a contattare Shiraishi, facendo da esca e fissando un appuntamento alla stazione di Machida.
Dopo che la donna non si presentò all'appuntamento, Shirashi tornò a casa e venne seguito dalla polizia fino al suo appartamento.
Una volta nella casa del ragazzo, gli agenti chiesero dove fosse la ragazza scomparsa. Shiraishi indicò un congelatore. La polizia in seguito trovò in casa nove cadaveri, tutti smembrati. I vicini confermarono gli eventi dichiarando anche che dalla casa provenissero cattivi odori di carne in decomposizione. Le nove vittime erano otto donne e un uomo, tutti di età compresa tra 15 e 26 anni.
Shiraishi affermò che il suo movente era il sesso; usava la vulnerabilità delle sue vittime per manipolarle e aggredirle sessualmente, realizzando le sue fantasie e non dovendosi preoccupare che negassero i suoi approcci.
Il 1º ottobre 2020, Shiraishi si dichiarò colpevole di nove omicidi e il 15 dicembre 2020 fu condannato a morte; l'avvocato dichiarò che Shirashi non chiese appello contro la sua sentenza.
La condanna a morte di Shiraishi fu resa definitiva nel gennaio 2021 e venne eseguita per impiccagione il 27 giugno 2025.
Note
Categoria:Persone giustiziate per impiccagione Categoria:Violenza contro le donne