L'Ulivo è stata un'alleanza elettorale del centro-sinistra italiano. Essa ha costituito: dal 1995 al 2004, lo schieramento dei diversi partiti politici del centro-sinistra, sotto le cui insegne essi si sono presentati, al Senato e nella quota maggioritaria della Camera, in occasione delle elezioni politiche del 1996 e del 2001; il soggetto unitario presentatosi alla Camera alle elezioni politiche del 2006 e formato da Democratici di Sinistra e La Margherita, i quali già avevano costituito, alle europee del 2004 e alle regionali del 2005, la lista elettorale denominata Uniti nell'Ulivo, cui avevano altresì aderito i Socialisti Democratici Italiani e il Movimento Repubblicani Europei.

Sorto per iniziativa di Romano Prodi come sintesi tra le esperienze dei Progressisti e quelle del centrista Patto per l'Italia, L'Ulivo ha rappresentato il raggruppamento di forze riformiste riunito attorno a tre sostanziali idee-cardine: la cultura socialista-socialdemocratica, quella cattolico-democratica e quella liberal democratica, cui seguivano un convinto impegno ambientalista ed europeista. Il raggruppamento ulivista è stato al governo negli anni 1996-2001 (governi: Prodi I, D'Alema I, D'Alema II e Amato II) e 2006-2008 (governo Prodi II). Ha inoltre dato l'appoggio esterno al governo Dini (1995-1996).

Sulla "radice" dell'Ulivo è sorto il 14 ottobre 2007 il Partito Democratico, che ha deciso di conservare nel proprio simbolo il ramoscello d'ulivo utilizzato già dal 1996. Con le primarie del Partito Democratico del 14 ottobre 2007, l'esperienza politica dell'Ulivo trova la sua conclusione.

Storia

Con il nome di L'Ulivo si identifica, dal 1995 al 2004, l'insieme dei partiti della coalizione di centro-sinistra, presentatasi alle elezioni politiche del 1996 e del 2001; rispettivamente con i simboli di "L'Ulivo - alleanza per il Governo" e "L'Ulivo con Rutelli - insieme per l'Italia".

Nascita

La politica italiana, in seguito alla scomparsa dei principali partiti di riferimento che ne avevano segnato la storia repubblicana, come la Democrazia Cristiana, il Partito Comunista Italiano e il Partito Socialista Italiano, volge ormai verso la prospettiva del bipolarismo, dopo l'esperienza delle elezioni politiche del 1994, in cui aveva prevalso la coalizione guidata da Silvio Berlusconi, andata in crisi dopo pochi mesi.

A tale alleanza di centro-destra si opponevano una coalizione centrista Patto per l'Italia (PPI-Segni-PSDI-PRI) ed una di sinistra Alleanza dei Progressisti (PDS-PRC-PSI-Verdi-RS-CS-AD).

In seguito alla sconfitta del '94 tra i partiti della sinistra riformista e le forze del centro italiano, si svilupparono rapporti di consultazione politica. Dopo la caduta del Governo Berlusconi I nel dicembre 1994 tuttavia, l'Italia fu per un anno governata da una squadra di tecnici guidati da Lamberto Dini, che ebbe il sostegno di un'inedita maggioranza di centro-sinistra formata da Progressisti (meno Rifondazione Comunista), PPI e Lega Nord. La fine del Governo Dini nel 1996 portò dunque a nuove elezioni, nelle quali lo stesso Dini si presentò con un suo partito di natura moderata e centrista: Rinnovamento Italiano, che scelse di entrare subito nel costituendo schieramento di centro-sinistra.

Dall'unione della maggior parte delle forze di centro (esclusi solo i settori centristi di Forza Italia ed il CCD-CDU) e le forze della sinistra riformista, nacque una nuova coalizione di centro-sinistra. Questa era così formata da partiti moderato-riformisti di centro e centrosinistra (PPI, RI, AD, La Rete, PSI) alleati con partiti collocati nell'ambito della sinistra moderata e democratica (Rinascita Socialista, Verdi, Cristiano Sociali, PDS): era così nata la coalizione de L'Ulivo. Tale coalizione riconobbe come proprio leader l'ex Presidente dell'IRI ed ex Ministro dell'Industria Romano Prodi, economista da sempre vicino ai settori riformisti e "morotei" della Democrazia Cristiana e perciò ben visto tanto dai settori centristi quanto da quelli di sinistra dello schieramento.

Questi dunque, come leader del centro-sinistra italiano siglò accordi di desistenza con il principale partito dell'area della sinistra radicale, PRC (che comunque rimaneva fuori dall'alleanza) e portò la sua coalizione alla vittoria nelle elezioni politiche del 1996.

Alle elezioni politiche del 1996 infatti, in alcune circoscrizioni, il Partito della Rifondazione Comunista presentò candidati con il simbolo dei Progressisti e con l'appoggio esterno dei partiti dell'Ulivo, in base a reciproci accordi di desistenza.

Così per la prima volta in Italia si creava un unico blocco che oltre ai tradizionali eredi delle culture socialista, socialdemocratica, cattolico-popolare e liberale, coinvolgeva anche i post-comunisti e gli ambientalisti.

Partiti e movimenti fondatori della coalizione erano: Partito Democratico della Sinistra (PDS) (fino al 1998), nato dalla "svolta della Bolognina" del PCI (guidato da Massimo D'Alema); Movimento per l'Ulivo (fino al 1999) o Comitati Prodi; Partito Popolare Italiano (PPI) (fino al 2002), nato dal rinnovamento della DC (guidato da Gerardo Bianco); Socialisti Italiani (fino al 1998) di Enrico Boselli eredi del PSI; Patto Segni (fino al 1996) di Mario Segni; Alleanza Democratica (AD) (fino al 1996) di Willer Bordon; Federazione dei Verdi (guidata da Carlo Ripa di Meana); La Rete (fino al 1999) di Leoluca Orlando; Partito Repubblicano Italiano (PRI) (fino al 2001) di Giorgio La Malfa; Federazione dei Liberali di Valerio Zanone; Federazione Laburista (fino al 1998) di Valdo Spini; Movimento dei Comunisti Unitari (fino al 1998) di Famiano Crucianelli; Cristiano Sociali (fino al 1998) di Pierre Carniti.

In seguito, faranno parte dell'Ulivo anche: Rinnovamento Italiano (RI) (dal 1996 al 2002), il movimento guidato dal Presidente del Consiglio uscente Lamberto Dini; I Democratici (dal 1999 al 2002), movimento fondato dallo stesso Prodi nel 1999, erede diretto dei Comitati Prodi e del Movimento per l'Ulivo; l'UDEUR (dal 1999) di Clemente Mastella; Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) (dal 1998), guidato da Armando Cossutta e Oliviero Diliberto (nato nel 1998); Movimento Repubblicani Europei (MRE) (dal 2001) di Luciana Sbarbati, dopo il passaggio al centrodestra del PRI di Giorgio La Malfa. Le evoluzioni di partiti già esistenti: il PDS diventerà Democratici di Sinistra (DS) (dal 1998) con l'adesione di movimenti laburisti e cristiano-sociali; i Socialisti Italiani costituiranno i Socialisti Democratici Italiani (SDI) (dal 1998); il PPI insieme a Rinnovamento Italiano e ai Democratici costituirà Democrazia è Libertà - La Margherita (DL) (dal 2002).

Partecipano stabilmente, in molte competizioni elettorali, anche partiti regionalisti come: Partito Sardo d'Azione; Südtiroler Volkspartei; Union Valdôtaine; Lega Autonomia Veneta.

L'Ulivo al governo

Nel 1996 la coalizione dell'Ulivo vince le elezioni politiche, prevalendo sul Polo per le Libertà di Silvio Berlusconi, conseguendo un'ampia maggioranza al Senato ma senza riuscire a raggiungerla alla Camera dei deputati, dove necessita dell'appoggio di Rifondazione Comunista (altro partito nato dalla scissione del PCI), con cui aveva stabilito accordi pre-elettorali, denominati "patti di desistenza". Questo provocherà problemi e rallentamenti nei progetti della coalizione, con in particolare la caduta del Governo Prodi I, nell'ottobre 1998.

Governo Periodo Governo Prodi I 17 maggio 1996 - 21 ottobre 1998 Governo D'Alema I 21 ottobre 1998 - 22 dicembre 1999 Governo D'Alema II 22 dicembre 1999 - 26 aprile 2000 Governo Amato II 26 aprile 2000 - 11 giugno 2001

I cinque anni di governo della coalizione ulivista (dal 1996 al 2001) portano, tra l'altro, all'approvazione di leggi di snellimento burocratico, di liberalizzazione economica, di acquisizione di diritti, di miglioramento economico generale, importanti per lo sviluppo dell'Italia che con il Governo Prodi I ha consolidato la propria appartenenza all'Unione europea in coincidenza con l'avvento dell'euro.

Tuttavia nel quinquennio, pur dotato di una certa continuità esecutiva, si possono riconoscere tratti distintivi individuabili nei tre differenti capi del governo che si succedettero. Con Romano Prodi, l'Ulivo al governo si occupò di rilanciare il Paese con un programma riformista, europeista, in concertazione con le forze sindacali. La sua attività si estende per quasi due anni e mezzo, entrando, all'epoca, al secondo posto, nella storia della Repubblica, per durata di un esecutivo (superando il governo Moro del 1966). Con Massimo D'Alema vi fu un periodo caratterizzato da un iniziale rilassamento dopo la corsa per il rispetto dei Maastricht (in questo momento e per i successivi cinque anni, il leader e promotore dell'Ulivo, Romano Prodi, ha l'incarico di svolgere le mansioni di Presidente della Commissione europea). Termina dopo la sconfitta elettorale nelle elezioni regionali del 2000, di cui D'Alema si assume la responsabilità e si dimette. Sotto Giuliano Amato, per un anno, con ormai un consolidato risanamento economico alle spalle ci fu il tentativo di recuperare negli aspetti più duri ad evolversi nell'economia italiana, come l'occupazione.

Caduta del Governo Prodi I nel 1998 Quando la direzione di Rifondazione Comunista decise di ritirare l'appoggio esterno al Governo Prodi I, i parlamentari eletti si divisero: il presidente del partito, Armando Cossutta, raccolse i favorevoli al proseguimento dell'esperienza di governo, facendo partire una scissione da Rifondazione che portò alla nascita del nuovo Partito dei Comunisti Italiani. Tuttavia questa mossa non fu sufficiente, e per un solo voto il governo venne sfiduciato, con il voto determinante di Silvio Liotta di Rinnovamento Italiano.

Prodi fu costretto alle dimissioni e il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, avviò le consultazioni per l'incarico ad un nuovo premier: per evitare nuove elezioni e consentire un nuovo governo di centrosinistra, venne costituito un nuovo gruppo parlamentare di esponenti di centro, l'Unione Democratica per la Repubblica (UDR), guidato da Francesco Cossiga e Clemente Mastella, al quale aderì anche il CDU di Rocco Buttiglione, sostenitore della premiership di Massimo D'Alema, che ottenne la fiducia. In un secondo momento, però, il CDU tornerà nella coalizione di centrodestra.

Romano Prodi fu quindi, temporaneamente allontanato dalla politica italiana, sostenendolo come candidato alla Commissione europea.

Riforme della giustizia L'avvocato Giovanni Maria Flick, che fu Ministro di grazia e giustizia del Governo Prodi I, prima delle elezioni del 1996 si era occupato di scrivere il programma dell'Ulivo sulla giustizia, i cui punti principali prevedevano: Norme per sveltire i processi e renderli più efficienti. Norme anticorruzione per rafforzare la lotta a fenomeni come quello di Tangentopoli. Norme per riequilibrare il potere di accusa e di difesa e renderle totalmente indipendenti dal potere politico. Pene più severe per corrotti, corruttori e concussioni, ricondotti ad una stessa tipologia di reato. Incentivi per chi si pente e collabora, per rompere il patto criminoso di omertà tra chi ha pagato e chi è stato pagato con le tangenti. Responsabilità penale della persona giuridica, ad esempio per i reati connessi alla politica di impresa.