La Strage di Querceta o Strage di Montiscendi fu un attentato avvenuto il 22 ottobre 1975 in località Montiscendi, che si colloca nel contesto degli Anni di Piombo.
L'evento ha preso il nome di "Strage di Querceta" anche se in realtà è avvenuto a Montiscendi, nel comune di Pietrasanta e non a Querceta.
Storia Il latitante Massimo Battini, autore di furti e rapine, era ricercato dalle questure di La Spezia e di Lucca, e dalla Criminalpol di Firenze sui monti versiliesi. All'alba del 22 ottobre vennero riuniti presso il distaccamento della polizia stradale di Viareggio un centinaio di agenti, provenienti dalle questure liguri e toscane, per effettuare una serie di perquisizioni. Una squadra composta da una ventina di agenti avrebbe dovuto perquisire l’abitazione del pregiudicato Giuseppe Federigi, sua madre e suoi fratelli, in località Montiscendi a Pietrasanta.
Gli agenti si appostarono tra la boscaglia intorno allo stabile, circondandolo, e comunicarono ai residenti l'ordine di perquisizione. Si affacciò Federigi, in mutande, chiedendo il permesso di vestirsi. Dopo qualche minuto, non essendo ancora ritornato, alcuni agenti (il brigadiere Gianni Mussi, gli appuntati Giuseppe Lombardi e Armando Femiano, il maresciallo Giovanbattista Crisci, gli agenti Domenico Guarini e Stefano Belmonte e il vice questore Venezia) entrarono in casa. Battini, che era presente nell'edificio, sparò con un mitra da dietro una porta a vetri, uccidendo sul colpo l'appuntato Femiano e ferendo Mussi e Lombardi mentre il vice questore riuscì a mettersi in salvo. Guarini si buttò da una finestra rompendosi un piede. Belmonte provò a rispondere al fuoco ma il suo mitra si inceppò. Riuscì comunque a precipitarsi fuori prima di essere raggiunto dal fuoco dei malviventi.
Battini e Federigi raggiunsero l'ingresso dell'edificio continuando a sparare e ferendo gravemente Crisci. Battini finì a colpi di mitra Mussi, mentre Federigi finì Lombardi, già agonizzante a terra. I criminali spararono anche a Crisci, che giaceva ferito, ma il proiettile non fu letale in quanto deviato dal suo distintivo. I malviventi seguitarono a far fuoco attraverso una finestra ferendo al braccio l'agente Vincenzo De Luca, dopo di ché scapparono in direzione del bosco ma finirono per essere catturati.
Battini e Federigi, nel corso del processo a loro carico si dichiararono appartenenti al gruppo Lotta armata per il comunismo, definendosi prigionieri politici. Vennero condannati in via definitiva all’ergastolo per omicidio volontario.
Battini si dissociò dalla lotta armata nel 1988.
Vittime
Gianni Mussi Giuseppe Lombardi Armando Femiano
Commemorazione
Nei pressi del luogo della strage è stato eretto un monumento alle vittime della strage dove ogni anno ha luogo una commemorazione.
Un secondo monumento dedicato ai tre agenti caduti è posizionato all'ingresso dell'ex piscina comunale di Viareggio, attualmente in stato di abbandono e degrado.
Inoltre un trofeo di nuoto e un premio scolastico sono stati intitolati alle vittime.
Influenza culturale La vicenda è stata raccontata in alcuni libri:
Note
Voci correlate
Anni di Piombo Terrorismo Lotta Armata per il Comunismo
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