È tra i principali esponenti del movimento del software libero: nel settembre 1983 diede avvio al progetto GNU con l'intento di creare un sistema operativo simile a Unix, ma composto interamente da software libero: da ciò prese vita il movimento del software libero. Nell'ottobre del 1985 fondò la Free Software Foundation (FSF). Pioniere del concetto di copyleft, nel 1989 creò la GNU General Public License, una delle licenze libere più diffuse. Il 16 settembre 2019, Stallman rassegna le dimissioni dalla carica di presidente e dal consiglio di amministrazione della FSF.

Biografia

Origini e formazione

Stallman nasce in una famiglia ebrea, da Daniel Stallman e Alice Lippman nel 1953 a New York. La sua prima esperienza con i computer fu presso l'IBM New York Scientific Center: Stallman passò l'estate dopo il diploma di scuola superiore scrivendo il suo primo programma, un preprocessore per il linguaggio di programmazione PL/I sull'IBM 360. Durante questo periodo, Stallman fu anche un assistente di laboratorio volontario presso il dipartimento di biologia alla Rockefeller University.

La carriera accademica Sebbene si stesse già indirizzando verso una carriera da matematico o fisico, il suo professore alla Rockefeller pensò che avrebbe avuto un futuro come biologo. Nel giugno 1971 al primo anno da studente all'università di Harvard, Stallman diventò programmatore al laboratorio di Intelligenza artificiale del MIT. Qui fece parte della comunità degli hacker, dove era conosciuto con la sigla "rms" (nella prima edizione del dizionario dell'Hacker scrisse: Richard Stallman è solo il mio nome mondano; tu puoi chiamarmi "rms").

Stallman si laureò con lode (magna cum laude) alla Harvard in Fisica nel 1974. In seguito si iscrisse ad un corso post laurea in fisica al MIT, ma abbandonò gli studi, rimanendo al MIT come programmatore al laboratorio di intelligenza artificiale dell'istituto. Mentre era studente al MIT, Stallman pubblicò una relazione su “Truth Maintenance System” (revisione controllata) intitolata “dependency-directed backtracking” con Gerald Jay Sussman. Questa relazione fu un primo lavoro sul problema dell'”Intelligent backtracking” nel “constraint satisfaction problems” (soddisfazione dei vincoli). Quando nel 1977 il laboratorio di computer science (LCS) del MIT installò un sistema di accesso limitato, controllato da password, Stallman trovò il modo per decifrare le password e inviò agli utenti un messaggio contenente la loro password decodificata, con il suggerimento di cambiarla con una stringa vuota (che significava non immettere password), per permettere nuovamente l'accesso anonimo al sistema. Circa il 20% degli utenti seguì il suo consiglio, sebbene gli accessi con password alla fine prevalsero. Stallman si vantò del successo nella sua campagna per molti anni a seguire.

Il contrasto al copyright Nei tardi anni settanta e primi anni ottanta, la cultura hacker che Stallman portava avanti cominciò a frammentarsi. Per evitare che il software fosse usato sui computer dei concorrenti, la maggior parte dei produttori smise di distribuire il codice sorgente e cominciò a usare Copyright e licenze restrittive per il software, per limitarne o proibirne la copia e la redistribuzione. Tale proprietà dei software già esisteva prima, e divenne chiaro che sarebbe diventata la norma. Questo passaggio alle caratteristiche legali del software può essere considerato come una conseguenza di una legge (Copyright Act) del 1976, come dichiarato da Brewster Kahle, compagno di Stallman al MIT.

Quando Brian Reid nel 1979 mise delle time bombs (bombe a tempo) in Scribe per limitare l'accesso senza licenza al software, Stallman lo considerò “un crimine contro l'umanità”. Egli chiarì, anni dopo, che quello che lui considera un crimine non è far pagare i software, bensì ostacolare la libertà dell'utente. Nel 1980, a Stallman e ad alcuni altri hacker del laboratorio di intelligenza artificiale fu rifiutato il codice sorgente del software per la stampante laser Xerox 9700 (“Dover”), la prima del settore. Stallman aveva modificato il software su una vecchia stampante (la XGP, Xerographic Printer); con la sua modifica l'utente riceveva dalla stampante un messaggio elettronico che gli segnalava il completamento della stampa da lui richiesta.

Tutti gli utenti in coda di stampa erano avvertiti in caso di condizioni di congestione di code di stampa, in modo che l'utente si potesse attendere un ritardo nella stampa, e l'informazione necessaria per evitare altre congestioni. Vedere impedito questo servizio aggiuntivo, per l'indisponibilità del codice sorgente della stampante, non era un inconveniente trascurabile, dato che, come accadeva spesso, la stampante era unica per diversi utenti su diversi piani, e presso la stampante finivano per sostare diverse persone, a perdere tempo prezioso in attesa, o a districarsi fra le altrui stampe non ritirate. Questa esperienza convinse Stallman che le persone hanno bisogno di essere libere di modificare il software che usano.

Nel 1980, Richard Greenblatt, un compagno hacker del laboratorio AI, fondò Lisp Machines, Inc. (LMI) per commercializzare Lisp machines, che lui e Tom Knight avevano creato in laboratorio. Greenblatt rifiutò investimenti esterni, credendo che i profitti dalla costruzione e dalla vendita di un po' di macchine poteva essere reinvestito con profitto per la crescita della società. Al contrario, gli altri hacker ritenevano che fosse meglio l'avvicinamento di una venture capital finanziatrice. Poiché non fu possibile raggiungere alcun accordo, hacker dell'ultimo campo fondarono Symbolics, con l'aiuto di Russ Noftsker, un amministratore del laboratorio AI (AI Lab). Symbolics reclutò la maggior parte degli hacker rimasti incluso l'insigne hacker Bill Gosper, che poi lasciò il laboratorio AI.

Symbolics costrinse Greenblatt anche a dimettersi citando le politiche del MIT. Mentre entrambe le compagnie producevano software proprietario, Stallman credeva che LMI, a differenza di Symbolics, avesse provato ad evitare di danneggiare la comunità del laboratorio. Per due anni, dal 1982 alla fine del 1983, Stallman lavorò da solo per clonare la produzione dei programmatori di Symbolics, con lo scopo di evitare che essi ottenessero un monopolio sui computer del laboratorio. Comunque, fu l'ultimo della sua generazione di hacker nel laboratorio.

Rifiutò un futuro dove avrebbe dovuto firmare accordi di non divulgazione per non condividere codici sorgente o informazioni tecniche con altri sviluppatori di software e compiere altre azioni che considerava tradimenti dei suoi principi. Scelse invece di condividere il suo lavoro con altri, in quello che considerava un classico spirito di collaborazione. Sebbene Stallman non partecipasse negli anni sessanta all'era della controcultura, fu ispirato dal suo rifiuto della ricerca della ricchezza come primo obiettivo di vita. Stallman sostiene che gli utenti di software dovrebbero avere la libertà di “condividere con i loro vicini” e di essere in grado di studiare e fare modifiche al software che loro usano.

Ha ripetutamente detto che i tentativi dei venditori di software proprietario di proibire questi atti sono “antisociali” e “non etici”. La frase “il software vuole essere libero” gli è spesso non correttamente attribuita, e Stallman sostiene che questa è una descrizione inesatta della sua filosofia. Egli sostiene che la libertà è vitale per il bene degli utenti e della società come un valore morale, e non puramente per ragioni pragmatiche come sviluppare in qualche modo un software tecnicamente superiore. Per evitare eventuali influenze da parte del MIT, nel gennaio 1984 Stallman lasciò il suo lavoro per dedicarsi a tempo pieno al progetto GNU, che aveva annunciato nel settembre del 1983.

Il Progetto GNU

Stallman annunciò il progetto per il sistema operativo GNU nel settembre 1983 su molte mailing list ARPAnet e Usenet. Nel 1985, Stallman pubblicò il manifesto GNU, che descriveva le sue motivazioni per creare un sistema operativo libero chiamato GNU, che sarebbe stato compatibile con Unix. Il nome GNU è un acronimo ricorsivo per "GNU's Not Unix (GNU non è Unix)". Poco dopo, diede vita a una corporazione no profit chiamata Free Software Foundation per impiegare programmatori di software libero e fornire un'infrastruttura legale per il movimento del software libero.

Stallman è il CEO, un'organizzazione no-profit 501(c)(3) fondata nel Massachusetts. Nel 1985, Stallman inventò e rese popolare il concetto di copyleft, un meccanismo legale per proteggere i diritti di modifica e redistribuzione per il software libero. Fu inizialmente implementato nella GNU Emacs General Public License, e nel 1989 fu distribuito il primo programma indipendente sotto licenza GPL. Da allora, gran parte del sistema GNU è stato completato. Stallman fu responsabile di aver contribuito con molti strumenti necessari, inclusi un editor di testo, un compilatore, un debugger, un build automator (un metodo automatico di compilazione da codice sorgente a codice binario).

Gli anni '90: GNU/Hurd e Linux

Quello che ancora mancava era il kernel. Nel 1990, membri del progetto GNU cominciarono lo sviluppo di un kernel chiamato GNU Hurd, che deve ancora raggiungere il livello di maturità richiesto per l'uso diffuso. Nel 1991, Linus Torvalds, uno studente finlandese, usò gli strumenti di sviluppo GNU per produrre il kernel Linux. I programmi esistenti del progetto GNU furono prontamente adattati per funzionare con il kernel linux ed ora molti sorgenti usano il nome “Linux” per riferirsi al sistema operativo general purpose risultante. Nella comunità del software libero ne è risultata una controversia sul nome da utilizzare per il nuovo sistema operativo. Stallman sostiene che non usare “GNU” sminuisce ingiustamente il valore del progetto GNU e nuoce alla sostenibilità del movimento del software libero rompendo il collegamento tra il software e la filosofia del software libero del progetto GNU.

Le influenze di Stallman sulla cultura hacker includono il nome POSIX e l'editor Emacs. Sui sistemi UNIX, la popolarità di GNU Emacs fece concorrenza all'altro editor vi, provocando una guerra fra editor. Stallman prese posizione su questo canonizzando scherzosamente se stesso come "St. IGNUcius" della Chiesa di Emacs e riconoscendo che "vi vi vi è l'editor del diavolo", mentre "usare una versione libera di vi non è un peccato, è una penitenza".

Intorno al 1992, sviluppatori alla Lucid Inc. facendo il loro lavoro su Emacs si scontrarono con Stallman e alla fine fecero un fork sul software. Il loro fork più tardi diventò XEmacs. Un archivio email pubblicato da Jamie Zawinski documenta le loro critiche e le risposte di Stallman. Ulrich Drepper, che Stallman aveva nominato per lavorare sul GNU libc per il Progetto GNU, pubblicò lamentele contro Stallman nelle note per la release di glibc 2.2.4. Drepper accusa Stallman di aver tentato una "scalata ostile " del progetto, riferendosi a lui come un "maniaco del controllo e matto da legare." Eric S. Raymond, che a volte proclama di parlare a nome di una parte dei membri del movimento open source, ha scritto molti articoli in toni aspramente critici, nei quali spiega il disaccordo del movimento con Stallman e il movimento per il software libero.