La seconda guerra civile inglese fu una guerra civile combattuta in Inghilterra e Galles dal febbraio all'agosto 1648. Essa è parte della guerra civile inglese e delle guerre dei tre regni.

A seguito della sconfitta nella prima guerra civile inglese del maggio 1646, Carlo I d'Inghilterra si era arreso ai covenanti scozzesi anziché consegnarsi alle forze parlamentari inglesi. Facendo ciò egli sperava di acuire le divisioni tra presbiteriani inglesi e scozzesi, e Indipendenti inglesi.

A questo punto degli scontri, tutti i partiti si aspettavano di mantenere Carlo I sul trono inglese, ma il problema era in che termini. Carlo continuò a rifiutare di fare concessioni al parlamento e di diminuire il suo potere a favore di una monarchia più costituzionale e meno assolutistica, tentando nel contempo di sciogliere il New Model Army che si era costituito durante la prima guerra civile e dando luogo ad ammutinamenti in tutto il paese.

Le trame di Carlo I per liberarsi dei suoi nemici politici lo portarono a concordare con gli scozzesi un'invasione dell'Inghilterra, supportata informalmente dai realisti che accesero la miccia degli scontri anche nel Galles meridionale, nel Kent, nell'Essex e nel Lancashire, oltre che nella Royal Navy. Ad ogni modo, la mancanza di coordinazione degli scozzesi e dei realisti permise a Oliver Cromwell ed a Thomas Fairfax di sconfiggere il nemico in breve tempo. Le lotte terminarono nell'agosto di quello stesso anno; a gennaio del 1649, Carl I venne processato come traditore dello stato per aver cospirato alla stabilità del regno d'Inghilterra e venne per questo giustiziato, portando così alla fondazione del Commonwealth of England.

Il figlio di Carlo I, Carlo II, venne incoronato nuovo re di Scozia e si impegnerà successivamente nella terza guerra civile inglese dal 1651.

Antefatto

Nel 1639, e nuovamente nel 1640, Carlo I, che era sovrano sia di Scozia che d'Inghilterra in unione personale, si interessò dapprima alle guerre dei Vescovi quando si era accesa nella sua terra natìa la lotta contro i tentativi del re di riformare la chiesa di Scozia ed unificarla alle pratiche religiose del regno d'Inghilterra.Kenyon, Ohlmeyer, 2002, pp.15–16 Carlo non riuscì nel suo intento, e di Covenanti che gli si erano opposti riuscirono a far passare il National Covenant, un documento che tutti gli ufficiali civili, i parlamentari ed il clero dovevano sottoscrivere: esso dava al parlamento scozzese l'autorità di approvare la nomina dei consiglieri del re in Scozia.Stewart, 2016, pp.124–125

Le tensioni in campo religioso e politico aumentarono sempre più anche in Inghilterra. Tutti i partiti invocavano a gran voce una monarchia "bene ordinata" che, pur mantenendo per assodato il fatto che essa fosse voluta da Dio, aveva la necessità di essere riformata. Il "come" rimaneva il nodo principale della questione per bilanciare al meglio il potere tra il re ed il parlamento, anche sulle questioni religiose. I Realisti in generale sostenevano la Chiesa d'Inghilterra governata dai vescovi, nominati dal re e presso di lui responsabili delle loro azioni; i Parlamentari credevano invece che la chiesa dovesse essere un organismo a parte ed i suoi capi dovessero essere eletti non dal re ma dalle rispettive congregazioni.Macloed, 2009, pp.5–19 passim Le relazioni tra Carl I ed il parlamento inglese si ruppero definitivamente con lo scoppio della prima guerra civile inglese nel 1642.Kenyon, Ohlmeyer, 2002, pp.26–28, 32

In Inghilterra i sostenitori di Carlo I si opposero sia alle forze dei Parlamentaristi che degli scozzesi. Nel 1643 questi ultimi si unirono nella Solemn League and Covenant dove gli scozzesi offrirono il loro supporto militare in cambio di riforme religiose.Woolrych, 2002, p.271 Dopo quattro anni di guerra i Realisti vennero sconfitti e Carlo I si arrese agli scozzesi il 5 maggio 1646.Woolrych, 2002, pp.329–330 Gli scozzesi si accordarono per la pace con il parlamento inglese ma premettero perché Carlo I venisse restaurato al trono. Il sovrano per conto proprio avrebbe dovuto firmare le "Proposizioni di Newcastle" che avrebbero comportato la riduzione di gran parte del proprio potere secolare a favore del parlamento inglese. Gli scozzesi trascorsero mesi interi cercando di persuadere Carlo a firmare il documento, ma questi si rifiutava categoricamente. Sotto pressione degli inglesi, infine, gli scozzesi dovettero consegnare il sovrano al parlamento il 3 febbraio 1647.Woolrych, 2002, pp.340–349

In Inghilterra, il parlamento doveva ora fare coi costi economici della guerra, un raccolto pessimo nell'annata del 1646 e un ritorno della peste. La fazione dei presbiteriani moderati guidati da Denzil Holles dominava il parlamento ed era supportata da Rowland Laugharne nel Galles e da diversi elementi della Royal Navy. Dal marzo del 1647, il New Model Army aveva in arretrato costi per di sterline da pagare.Rees, 2016, pp.173-174

Carlo nel frattempo si era impegnato in una serie di negoziati separati con le differenti fazioni. I presbiteriani inglesi e gli scozzesi volevano a tutti i costi che egli accettasse le Proposizioni di Newcastle, ma nel giugno del 1647 George Joyce del New Model Army decise di costringere Carlo con la forza,Woolrych, 2002, p.364 e alla fine accettò le Heads of Proposals, dei termini meno dispendiosi dei precedenti e che non prevedevano la riforma presbiteriana della chiesa.Gentles, 2002, pp.144–150 Il 26 luglio vi furono delle discussioni accese a favore dei presbiteriani in parlamento che chiedevano che Carlo venisse invitato a risiedere stabilmente a Londra; temendo che il re potesse essere restaurato senza concessioni, il New Model Army prese il controllo della città all'inizio di agosto e soppresse gli eventuali ammutinamenti.Grayling, 2017, p.23 Carlo a quel punto rifiutò le Heads of Proposals e si offrì invece di siglare l'offerta del gruppo degli Engagers, vicini ai covenanti. Carlo confermò la Solemn League and Covenant con un Act of Parliament in ambo i regni sotto la sua corona, ed accettò il presbiterianesimo in Inghilterra, ma solo per un periodo di prova di tre anni, in cambio dell'assistenza degli scozzesi nel riottenergli il trono inglese.Stewart, 2016, pp.258–259

Quando la delegazione tornò a Edimburgo con la proposta firmata, gli scozzesi si trovarono divisi e chiesero di rettificare i termini. I sostenitori del documento, che divennero noti come Engagers, e che alla fine riuscirono ad avere la meglio.Furgol, 2002, p.64

Il Galles meridionale Il Galles era un'area sensibile; gran parte di esso si era schierato con i Realisti durante la guerra, mentre il castello di Harlech era stata l'ultima fortezza dell'area ad arrendersi nel marzo del 1647. L'intercettazione di messaggi segreti tra Carlo e la confederazione irlandese resero il Galles una punto fondamentale per assicurarsi il controllo di porti sicuri come Cardiff e Milford Haven che controllavano per l'appunto le vie marittime verso l'Irlanda. Il consiglio dell'esercito del governo vedeva con sospetto i comandanti locali John Poyer e Rowland Laugharne, in quanto questi erano supportati da parlamentaristi moderati. A luglio, Horton venne inviato sul posto a rimpiazzare Laugharne e ad assicurare tali posizioni.Roberts, 2004

La rivolta iniziò nel Pembrokeshire, n'area controllata dal parlamento dall'inizio del 1643. Come i loro colleghi del New Model Army, anche i soldati del re non avevano la paga da mesi e temevano di venire sciolti senza compenso. All'inizio di marzo, Poyer, governatore del castello di Pembroke, rifiutò di lasciare il comando; a lui si unì Rice Powell, comandante del castello di Tenby e poi Laugharne.Royle, 2004, p.431

Quella che era iniziata come una disputa sulla paga si tramutò in una controversia politica quando i ribelli gallesi presero contatti con Carlo I. Gran parte dei realisti aveva giurato per non prendere mai più le armi contro il parlamento e rispettò quanto dichiarato, ad eccezione di sir Nicholas Kemeys, castellano del castello di Chepstow. Con la fine di aprile, Laugharne aveva assemblato circa 8000 uomini e stava marciando su Cardiff; ad ogni modo, l'8 maggio, venne sconfitto a St Fagans.Royle, 2004, p.436

Questo pose fine alla rivolta anche se il castello di Pembroke non si arrese sino all'11 luglio, con una rivolta minore nel Galles del nord soppressa nella battaglia di Y Dalar Hir a giugno e con la riconquista di Anglesey all'inizio di ottobre. La rivolta gallese non è ritenuta oggi dagli storici come parte di un complotto premeditato dai realisti, ma perlopiù frutto di coincidenze.Royle, 2004, p.439-444

La rivolta contro il parlamento nel Kent

Un precursore della seconda guerra civile inglese si aprì invece nel Kent il 22 dicembre 1647 quando l'araldo di Canterbury proclamò gli ordini nella contea per la soppressione delle festività natalizie e il loro trattamento come normali giorni lavorativi.Brand, 1905, pp.117, 118 Ad ogni modo, la folla radunatasi in piazza chiese a gran voce una messa solenne per celebrare il Natale, chiudendo i negozi e decorando porte e finestre con arbusti. La folla inneggiava allo slogan "Per Dio, re Carlo e il Kent" fece scoppiare una rivolta con l'attacco ai soldati, alla casa del sindaco e la città rimase sotto controllo dei rivoltosi per diverse settimane sino alla loro resa forzata all'inizio di gennaio.Durston, 1985

Il 21 maggio 1648, il Kent sorse in rivolta in nome del re e alcuni giorni dopo gli Indipendenti nella Royal Navy abbandonarono il loro servizio dopo la rimozione del viceammiraglio William Batten perché presbiteriano. Per merito dell'ex lord grande ammiraglio, il conte di Warwick, anch'egli presbiteriano, venne reintegrato in servizio, la Royal Navy si pose sotto il comando del principe di Galles. Ma lord Fairfax intervenne prontamente nel Kent e la sera del 1º giugno assaltò Maidstone costringendo i rivoltosi alla resa.Atkinson, 1911|, loc.46. The English War

The Downs Prima di orientarsi verso l'Essex, lord Fairfax delegò il comando delle forze parlamentari al colonnello Nathaniel Rich perché si occupasse di ciò che restava della rivolta nel Kent nella parte orientale del paese, dove l'ancoraggio di The Downs era passato alle forze realiste avevano preso il controllo anche di tre castelli locali (Walmer, Deal e Sandown) e stavano cercando di prendere il controllo del castello di Dover. Rich giunse a Dover il 5 giugno 1648 ed evitò quest'ultima azione per poi spostarsi verso gli altri fortilizi. Nel giro di quasi un mese riconquistò Walmer (15 giugno - 12 luglio), prima di spostarsi ai castelli di Deal e Sandown. Disponendo di forze esigue, Rich non fu in grado di circondare Sandown e Deal nel contempo e le due guarnigioni riuscirono ad aiutarsi vicendevolmente. A Deal si trovò inoltre sotto il fuoco delle navi da guerra dei realisti che, giunte sul posto il giorno 15 luglio, non erano riuscite a sbarcare i rinforzi previsti. Il 16, trenta navi fiamminghe giunsero sul posto con 1500 mercenari che però non sbarcarono in quanto i realisti avevano terminato il denaro a loro disposizione; questo fatto incitò negli abitanti del Kent il terrore di un'invasione straniera e per questo permisero a sir Michael Livesey di raccogliere forze sufficienti a venire in aiuto al colonnello Rich.