Il periodo della Romania nell'età moderna racchiude gli eventi storici avvenuti dalla conquista ottomana del territorio oggi compreso nell'odierno Romania, tra il 1529 e il 1530, alle fasi che antecedettero il risveglio nazionale, nella prima metà dell'Ottocento. La Romania visse una fase travagliata tra il 1500 e il 1530, con frequenti stravolgimenti di potere e con un calo dei commerci dal principato di Moldavia e dalla Valacchia con altre destinazioni d'Europa già dopo gli ultimi decenni del XV secolo. Prima di allora, costituivano un'innegabile fonte di guadagno la vendita di pellame, grano, miele e cera al Sacro Romano Impero, alla Repubblica di Venezia e alla Polonia, oltre all'importazione di seta, armi e altri manufatti, ma alla fine del XVI secolo l'impero ottomano si sostituì a tutti gli altri partner commerciali. Verso la fine del Cinquecento, Michele il Coraggioso (al potere dal 1593 al 1601), oppositore degli ottomani, riuscì, per un breve periodo nell'anno 1600, a governare e la Valacchia, e la Moldavia e la Transilvania, i tre principati i cui territori sarebbero stati uniti circa tre secoli dopo per costituire la Romania. L'azione assunse un ruolo importante per le generazioni successive che progettarono l'unificazione delle terre che ora compongono la nazione dacia, malgrado fosse rimaste escluse Dobrugia e Banato, totalmente sottoposte a Istanbul.
I principi ortodossi di Valacchia e Moldavia governarono durante la prima metà del Seicento i loro regni con grande rigidità, ma i boiardi presero il controllo dell'amministrazione statale negli anni 1660 e 1670. La crescente influenza dei greci raggiunse il picco massimo nel cosiddetto periodo fanariota: nel corso di quest'ultimo, gli ellenici amministrarono saldamente le entrate statali e si affermarono tra i principali latifondisti delle terre sottoposte alla loro supremazia, causando aspri conflitti in entrambi i principati sopra menzionati. A causa della costante e crescente imposizione di nuovi tributi, i contadini si ribellarono spesso ai loro signori. Intorno al 1650, il lungo regno di Matei Basarab in Valacchia e di Vasile Lupu in Moldavia contribuirono allo sviluppo dell'economia locale (soprattutto mineraria e commerciale). La maggioranza dei principi di Valacchia e Moldavia rese altresì omaggio al principe di Transilvania di turno. Questi ultimi amministravano il loro regno in collaborazione con la Dieta, composta dai rappresentanti della nobiltà ungherese, dei sassoni di Transilvania, e dei siculi e da delegati nominati dai monarchi. Nel principato, il cattolicesimo, il luteranesimo, il calvinismo e l'unitarianismo godevano di uno status ufficiale. I rumeni non avevano rappresentanti nella Dieta e la loro religione ortodossa riceveva solo una mera tolleranza. I tre eminenti principi che aderirono al calvinismo, ovvero Stephen Bocskai, Gabriele Bethlen e Giorgio I Rákóczi, estesero i loro domini e difesero l'autonomia di quanto amministravano in Ungheria contro gli Asburgo nella prima metà del XVII secolo.
Durante il corso di tutta l'età moderna, i rumeni continuarono ad occuparsi principalmente di attività quali l'agricoltura e la zootecnia, con un minore spazio ricoperto da artigianato e commercio. Di pari passo con il mandato di Dimitrie Cantemir in Moldavia, di Constantin Brâncoveanu in Valacchia e di Gabriele Bethlen in Transilvania, la Romania cominciò a entrare nell'orbita dell'impero russo, una potenza che andò a sostituirsi per influenza politica e militare all'autorità turca nella seconda metà del 1700. All'indomani del Congresso di Vienna del 1815, la Russia appariva l'indiscutibile padrona delle zone orientali della Romania, mentre l'Austria di quelle occidentali. La parte meridionale rimaneva in mano all'agonizzante impero ottomano.
Contesto storico La Romania viveva condizioni discrete o difficili all'indomani del Cinquecento a seconda della zona di riferimento: la morte di Stefano III il Grande, al potere dal 1457 al 1504, concluse definitivamente la pagina medievale e lasciò esposte le terre sotto i suoi domini a varie problematiche, prima parzialmente sanate, in ambito politico, economico e fiscale..
Nel 1514, migliaia di contadini giunti dalla Transilvania, la regione che stava più patendo il peso delle varie imposte sancite dal Regno d'Ungheria, giunsero alla capitale Buda su chiamata del re. Lo scopo era quello di unirsi alla crociata proclamata da papa Leone X contro l'impero ottomano, ma i contadini indirizzarono le armi contro i loro padroni, stanchi del regime oppressivo dei dazi che li vessava.. Gli insorti, guidati dal siculo György Dózsa, occuparono diverse città, inclusi gli importanti centri di Gran Varadino e Șoimoș, ma il 15 luglio il voivoda Giovanni Zápolya li sbaragliò a Timișoara.. A titolo di ritorsione e per evitare guai futuri, la Dieta, l'assemblea generale che riuniva vari funzionari e nobili, decretò che gli agricoltori avrebbero dovuto rimanere legati alla terra "per sempre"...
Dopo la sconfitta riportata a Belgrado nel 1521, il declino del regno d'Ungheria si cristallizzò nella battaglia di Mohács, dove gli ottomani annientarono l'esercito reale il 29 agosto 1526.... Da allora in poi, le correnti aristocratiche si scontrarono ed elessero due sovrani, indebolendo conseguentemente l'unità statale.. Uno di loro, Giovanni Szapolyai (1526-1540) fu sostenuto dalla nobiltà minore, mentre Ferdinando I d'Asburgo (1526-1564) fu riconosciuto principalmente nei comitati occidentali del regno, oltre che dai sassoni di Transilvania.. Bisognoso dell'aiuto dei turchi, Giovanni I dovette rendere omaggio al sultano a Mohács nel 1529..
In Valacchia, l'influente famiglia dei Craioveștii percorse in maniera spedita i passi necessari ad avvicinarsi ai palazzi del potere e, nel 1512, un membro di quella discendenza, Neagoe (1512-1521), completò il percorso di ascesa al trono adottando però il nome dinastico di Basarab, allo scopo di legittimare il suo governo.. Egli realizzò la prima opera originale di letteratura rumena, intitolata Insegnamenti, destinata a suo figlio Teodosio e relativa a questioni morali, politiche e militari.. Sotto Teodosio (1521-1522), il governatore ottomano di Nicopoli approfittò delle lotte interne tra i partiti dei boiardi, primeggiando così nello scenario politico della Valacchia.. A causa dell'imminente pericolo di annessione, i boiardi si strinsero attorno a Radu V de la Afumați (1522-1529), che combatté quasi una ventina di battaglie contro gli osmanici.. Alla fine, nel 1525, fu costretto ad accettare la sovranità turca e a sopportare un aumento del tributo.
In Moldavia, il successore di Stefano, suo figlio Bogdan III cel Orb (1504-1517), visse spesso circostanze turbolente dovute a una lunga serie di conflitti militari scatenatisi con la Polonia e la Valacchia.. I buoni rapporti con Cracovia tornarono ad essere ristabiliti sotto il regno di Stefano IV il Giovane (1517-1527). Il suo successore, Petru IV Rareș (1527-1538, 1541-1546), intervenne nella lotta per la corona del Regno d'Ungheria: per ordine del sultano, nel 1529 invase la terra dei Siculi e sconfisse l'esercito dei sostenitori di Ferdinando I.. L'ultimo passo per l'ottenimento della Romania da parte degli ottomani era stato concluso e la dominazione turca poteva infine avere inizio.
1530-1601 Sovranità ottomana (1530-1594) Costituzione del Principato di Transilvania
Dopo il 1529, la resistenza a Giovanni I in Transilvania fu stroncata a seguito di una serie di campagne non troppo impegnativo. L'ultimo magnate della Transilvania a schierarsi con Ferdinando I, Stefano Majláth, si avvicinò a Giovanni I all'inizio del 1532 e Sibiu fu occupata nel 1536. Il 24 febbraio 1538, si siglò un patto segreto a Gran Varadino ad opera dei rappresentanti dei due re d'Ungheria.. Ai sensi dell'intesa, ad entrambi i sovrani sarebbe stato permesso di mantenere i territori che allora detenevano, ma Giovanni I, privo di figli, promise di riconoscere nella successione gli Asburgo.
Tuttavia, Giovanni I sposò una figlia di Sigismondo I di Polonia, Isabella, che nel 1540 diede alla luce un bambino.. Già morente, il re giurò ai suoi baroni di rimangiarsi quanto promesso con la firma del trattato di Gran Varadino e il suo consigliere, Giorgio Martinuzzi, fece eleggere al trono l'infante Giovanni II Sigismondo (1540-1571).. Irritato per quanto accaduto, Ferdinando I inviò truppe allo scopo di espugnare Buda, ma queste si ritirarono all'avanzata dell'esercito ottomano.. Il 29 agosto 1541, Solimano il Magnifico convocò i signori magiari nel suo accampamento e, mentre si svolgeva il ricevimento, i giannizzeri occuparono la capitale del regno.. Pressoché in contemporanea, il sultano assegnò i territori del regno a est del Tibisco alla regina Isabella e a suo figlio in cambio di un tributo annuale.
Il 18 ottobre, i territori orientali del regno, inclusa la Transilvania, giurarono fedeltà al sovrano neonato durante la Dieta di Debrecen.. In siffatta maniera, poté iniziare a emergere una realtà politica ben distinta, malgrado Giorgio Martinuzzi stesse ancora negoziando con Ferdinando I la riunificazione del regno.. A tale scopo, nel 1551, Ferdinando I inviò un esercito in Transilvania, dove fu riconosciuto come unico governatore della Dieta.. Gli ottomani, tuttavia, occuparono il grosso del Banato nel 1552, evento che impedì a Ferdinando I di poter consolidare il suo dominio sui territori orientali del regno... Alla fine, l'assemblea congiunta, riunitasi a Sebeș il 12 marzo 1556, giurò nuovamente fedeltà al "figlio del re Giovanni", consentendo a quel punto al giovane monarca e sua madre di tornare in Transilvania..
Il XVI secolo portò con sé grandi cambiamenti religiosi: i sassoni si convertirono al luteranesimo, mentre la maggior parte degli ungheresi aderì al calvinismo o all'unitarianismo; solo i siculi rimasero più di ogni altra "nazione" cattolici... La martellante campagna dei protestanti, che stampavano e distribuivano il catechismo in lingua romena, spesso fallì nella conversione dei daci alla religione ortodossa. Nel 1568, la Dieta transilvana a Torda decretò la libertà culto di queste quattro "confessioni riconosciute", ma l'ortodossia continuò a ricevere solo un mero trattamento di tolleranza... Per quanto quello emesso dalla Dieta fu uno dei primi provvedimenti a concedere la possibilità di perseguire la propria fede senza timori in Europa, sia pur in forma limitata, lo status dei rumeni peggiorò proprio in questo frangente storico. Le assemblee del 1554 e del 1555 statuirono che un contadino cattolico o protestante non poteva essere accusato di un crimine se non c'erano sette testimoni cattolici o protestanti contro di lui, mentre un contadino ortodosso poteva essere accusato se c'erano tre cattolici o testimoni protestanti o sette ortodossi.. Nel 1559, si decretò anche che i romeni stabilitisi su terre abbandonate dai servi cattolici dovessero obbligatoriamente versare la decima..
Da parte dei siculi, la continuazione della guerra richiedeva una prosecuzione coattiva nel tempo del servizio militare e l'amministrazione reale imponeva un regime fiscale speciale.. Malgrado i cavalieri e i comandanti di alto grado di quel popolo fossero stati esentati dalle tasse nel 1554, lo stesso discorso non valeva per i fanti, con il risultato che in capo a questi ricorreva un doppio onere (militare e monetario). Nel 1562, molti siculi impugnarono le armi contro Giovanni II Sigismondo, ma ne uscirono battuti.. Le città sassoni, frattanto, continuarono a svilupparsi anche nei difficili decenni del Cinquecento... La loro popolazione, tuttavia, aumentò lentamente, principalmente come conseguenza della tendenza all'isolamento sociale tipico dei sassoni: anche agli artigiani e ai mercanti ungheresi fu proibito di stabilirsi nelle loro città.